Premessa
A metà marzo il mercato energetico europeo ha vissuto una fase di forte volatilità, con il gas TTF che ha toccato i 56,46 €/MWh a causa delle tensioni geopolitiche tra USA e Iran. Nonostante una domanda domestica stabile e un aumento dell'offerta norvegese, il calo dei flussi di GNL verso l’Europa ha mantenuto i prezzi su livelli sostenuti. La situazione è apparsa tesa anche per il settore elettrico, dove il PUN è salito fino a 149,87 €/MWh, riflettendo direttamente i rincari dei combustibili. Contemporaneamente, il mercato della CO2 ha registrato una correzione scendendo sotto i 70 €/t, influenzato da incertezze regolatorie e da un clima generale di prudenza degli investitori. In questo scenario, i mercati hanno iniziato a prezzare un nuovo equilibrio basato su costi strutturalmente più elevati rispetto al passato (approfondisci l'aggiornamento sui mercati di marzo 2026).
Mercati energetici - Aggiornamento aprile 2026
I mercati energetici europei hanno avviato la settimana (13/04/2026) con un forte aumento della volatilità, determinato dal riaccendersi delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Dopo aver chiuso venerdì a 43,93 €/MWh, il TTF front-month ha aperto la settimana in netto rialzo intorno a 49,9 €/MWh, per poi assestarsi a 47,85 €/MWh: il fallimento dei colloqui tra Stati Uniti e Iran e le nuove misure statunitensi sul traffico marittimo nello Stretto di Hormuz hanno infatti immediatamente rafforzato i timori sull’offerta. In particolare, il nodo Hormuz resta centrale: ogni aumento del rischio sull’area alimenta il timore di minore disponibilità fisica di LNG verso i mercati internazionali e, di conseguenza, sostiene i prezzi del gas.
A questa pressione geopolitica si aggiunge un quadro fondamentale ancora teso, in cui la minore produzione eolica e l’intensificarsi della manutenzione norvegese vengono compensate solo in parte dall’effetto ribassista di clima mite, produzione solare, domanda contenuta e iniezioni in stoccaggio in accelerazione.
Sul mercato della CO2, il contratto EUA di dicembre ha chiuso venerdì 10 aprile a 72,94 €/t e ha aperto la seduta odierna su livelli leggermente inferiori, segnalando un atteggiamento prudente degli operatori in un contesto di maggiore avversione al rischio. Anche in questo caso i fattori direzionali restano contrapposti: il calo delle temperature nell’Europa centro-occidentale sostiene temporaneamente la domanda di riscaldamento e quindi il fabbisogno emissivo, ma la forte produzione solare riduce il carico residuo e limita il ricorso alla generazione termoelettrica, frenando il supporto alle EUA. Resta infine elevata l’attesa per le prossime decisioni della Commissione Europea, sia in relazione al contesto macro influenzato dalle mosse della Federal Reserve, sia sul fronte ETS, dove possibili revisioni del meccanismo delle quote gratuite potrebbero incidere in modo significativo sui prezzi.
Il mercato elettrico italiano ha riflesso rapidamente la recente volatilità del gas, mantenendosi su livelli sostenuti. Ieri il PUN si è attestato a circa 150 €/MWh, mostrando una dinamica coerente con le oscillazioni del TTF: il rialzo del gas, legato alle tensioni geopolitiche e ai rischi sui flussi, ha infatti aumentato il costo marginale di generazione, trasmettendosi direttamente ai prezzi elettrici. Allo stesso tempo, la minore produzione eolica e una domanda ancora stabile hanno mantenuto elevato il ricorso alla generazione termoelettrica, confermando il ruolo centrale del gas nella formazione del prezzo dell’energia in Italia.
In questo contesto, il quadro dei mercati energetici resta fragile e fortemente esposto all’evoluzione delle tensioni geopolitiche e dei fattori fondamentali, suggerendo un approccio prudente e un attento monitoraggio nelle prossime settimane.
Le quotazioni: PUN (Prezzo Unico Nazionale): 140,19 €/MWh (15 aprile 2026), gas naturale: 43,50 €/MWh (Gas Eu TTF - aprile 2026) e CO2 Ue: 72,59 €/ton (aprile 2026).
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