Mercati Energetici sotto pressione: il rischio Hormuz spinge il TTF

Andamento mercati energetici, focus e orientamento per le imprese (maggio 2026).

Premessa

I mercati energetici europei hanno registrato una forte volatilità ad aprile 2026 a causa delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente.
Il prezzo del gas TTF ha subito netti rialzi per i timori sulle forniture di LNG, nonostante il clima mite e la domanda contenuta abbiano parzialmente compensato la situazione.
Anche il mercato della CO2 ha mostrato prudenza, oscillando tra il calo delle temperature e l'ottima produzione solare. In Italia, il PUN ha risentito immediatamente dei rincari del gas, mantenendosi su livelli decisamente sostenuti. L'intero comparto ha così chiuso il periodo in un quadro di forte fragilità e instabilità generale (approfondisci l'aggiornamento sui mercati di aprile 2026).

Mercati energetici - Aggiornamento maggio 2026

La settimana energetica europea (con venerdì 15 maggio) è stata dominata dal rialzo del TTF, con il contratto front-month in chiusura venerdì a 50,56 €/MWh, in aumento di 6,68 €/MWh rispetto al venerdì precedente, e in apertura la mattina del 19 maggio a circa 51,36 €/MWh.

La spinta è arrivata soprattutto dal rischio geopolitico legato alla situazione dello Stretto di Hormuz, alimentato dal mancato coinvolgimento della Cina nel tentativo statunitense di fare pressione sull’Iran per riaprire la rotta e ridurre le tensioni nell’area. I nuovi segnali di escalation emersi nel fine settimana e la possibilità che Washington valuti ulteriori misure militari hanno mantenuto elevata la sensibilità del mercato.

Quindi i segnali di prezzo restano fortemente influenzati dall'instabilità geopolitica, nonostante fondamentali meno tesi, legati a meteo più mite e soleggiato, consumi attesi più contenuti e manutenzioni norvegesi solo parzialmente compensative.
In questo contesto, il mercato europeo del carbonio è rimasto vicino ai 75 €/ton, sostenuto dalla maggiore correlazione con l’energia e dall’attesa di benchmark ETS più stringenti, ma frenato da aste deboli, possibile offerta aggiuntiva di permessi nel 2026 e minori emissioni termoelettriche connesse a domanda elettrica più bassa e alta produzione solare.

Sullo sfondo, la politica climatica europea conferma un’impostazione più selettiva: la consultazione sui benchmark 2026-2030, il CBAM, il phase-out delle quote gratuite e il Clean Industrial Deal rafforzano il legame tra decarbonizzazione, competitività industriale e contenimento del carbon leakage, mentre l’ipotesi di estendere i costi ETS ai voli in partenza dall’Unione amplia il perimetro della disciplina emissiva.

In questo contesto, il mercato energetico europeo resta fortemente esposto alle dinamiche geopolitiche globali, mentre i segnali di politica climatica continueranno a orientare aspettative e posizionamenti degli operatori.

Le quotazioni: PUN (Prezzo Unico Nazionale): 133,02 €/MWh (19 maggio 2026), gas naturale: 49,42 €/MWh (Gas Eu TTF - maggio 2026) e CO2 Ue: 75,47 €/ton (maggio 2026).

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