Anticipazione - Comunicazione sulla sostenibilità: verso il testo finale della direttiva con un ampliamento delle imprese soggette ad obbligo

Secondo la proposta di Direttiva europea della Commissione UE, a partire dal 2024, tutte le imprese di grandi dimensioni e le PMI quotate dovranno rendicontare le informazioni di sostenibilità secondo nuovi criteri e contenuti. Il Consiglio e il Parlamento UE hanno trovato un accordo sul testo della Direttiva.

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Sommario

Chi è obbligato a redigere la rendicontazione sulla sostenibilità?

Ad oggi, secondo la "Non Financial Reporting Directive"(1) e relativa norma attuativa in Italia(2), i soggetti obbligati a fornire una rendicontazione sulla sostenibilità sono gli emittenti quotati, banche e assicurazioni che abbiano avuto in media durante l’esercizio finanziario un numero di dipendenti superiore a 500 e che, alla data di chiusura del bilancio, abbiano superato almeno uno dei seguenti limiti dimensionali:

  1. un totale dello stato patrimoniale di 20 milioni di euro;
  2. un totale dei ricavi netti delle vendite e delle prestazioni di 40 milioni di euro.

Cosa cambierà?

La  proposta di "Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD)" introdurrà importanti novità in tema di rendicontazione della sostenibilità aziendale, nello specifico:

  • l’ampliamento dei soggetti interessati: dovranno redigere il report di sostenibilità tutte le grandi società(3) e tutte le società quotate sui mercati regolamentati dall'UE, tranne le microimprese(4) quotate . Sono incluse anche le società extra-UE che sono quotate sui mercati regolamentati dell'UE e le filiali UE di società non UE.
  • i contenuti della comunicazione sulla sostenibilità a 360°: l’informativa deve contenere una descrizione: 
    • del modello di business e della strategia aziendali che indichi la resilienza ai rischi connessi alle questioni di sostenibilità, le opportunità per l’impresa connesse alle questioni di sostenibilità, i piani dell’impresa che favoriscono la transizione ambientale; 
    • degli obiettivi connessi alle questioni di sostenibilità e dei relativi progressi, gli interessi degli stakeholder; 
    • del ruolo degli organi di amministrazione, gestione e controllo delle tematiche ESG; dei principali rischi per l’impresa connessi alle questioni di sostenibilità; 
    • delle informazioni sulle attività immateriali, compreso il capitale intellettuale, umano, sociale e relazionale.
  • l’obbligo di collocazione dell’informativa nella relazione sulla gestione: la proposta elimina la possibilità per gli stati membri di consentire alle società di pubblicare le informazioni in una relazione separata. Ciò permette una pubblicazione simultanea di informazioni finanziarie e non, con lo scopo di poterle leggere e analizzare in maniera integrata;
  • il principio di doppia materialità: le imprese sono tenute a specificare sia come i fattori di sostenibilità influenzano lo sviluppo e la performance aziendali (prospettiva inside-out), sia come l’attività dell’azienda impatta sulla società e sull’ambiente (prospettiva outside-inside);
  • l’introduzione di standard di rendicontazione europei: gli standard saranno sviluppati e proposti dallo European Financial Reporting Advisory Group (EFRAG), che elaborerà standard differenti per le imprese di grandi dimensioni e PMI. Gli standard conterranno principi di informativa su fattori ambientali, sociali e di governance. Le informazioni ambientali verranno comunicate secondo i criteri previsti dalla Tassonomia Green. Lo standard previsto per le PMI quotate potrà essere adottato anche dalle PMI che vorranno rendicontare la sostenibilità in maniera volontaria.
  • il formato elettronico unico di comunicazione: la direttiva propone l’obbligo di redigere il bilancio e la relazione sulla gestione in formato XHTML e di contrassegnare (tramite tag) le informazioni sulla sostenibilità. Tale sistema di “marcatura digitale” sarà strettamente connesso alla implementazione del “Punto di accesso unico europeo”.

L'accordo tra Consiglio e Parlamento europeo

Il 21 giugno 2022 il Consiglio e il Parlamento europeo hanno trovato un accordo sul testo della Direttiva che prevede:

  • differenti fasi di applicazione:
    • 1º gennaio 2024 per le imprese già soggette alla direttiva sulla comunicazione di informazioni di carattere non finanziario
    • 1º gennaio 2025 per le grandi imprese attualmente non soggette alla direttiva sulla comunicazione di informazioni di carattere non finanziari
    • 1º gennaio 2026 per le PMI quotate con una possibile esenzione dall'applicazione della Direttiva fino al 2028. 
  • obbligo di certificazione: l’informativa deve essere certificata da un revisore o da un certificatore indipendente accreditato.
  • estensione alle imprese non europee: l'obbligo di presentare una relazione sulla sostenibilità si applica a tutte le imprese che realizzano ricavi netti delle vendite e delle prestazioni superiori a 150 milioni di EUR nell'UE e che hanno almeno un'impresa figlia o una succursale nell'UE.

Prossimi passi e tempistiche

Gli step successivi e le relative tempistiche sono:

  • approvazione formale dell'accordo tra Consiglio e Parlamento
  • entrata in vigore della Direttiva  il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
  • seconda metà 2022: pubblicazione da parte di EFRAG della bozza di standard generali per il reporting di sostenibilità;
  • seconda metà 2023: pubblicazione da parte di EFRAG della bozza di standard settoriali per il reporting di sostenibilità e degli standard ad hoc per le PMI;


Contatti

La invitiamo a richiedere on line un appuntamento  oppure a contattare l’Area Credito e Finanzafin@assolombarda.it, tel. 02.58370704, per: maggiori informazioni su questa notizia; un approfondimento sulle opportunità derivanti dalla finanza sostenibile; un accompagnamento sui servizi dedicati alla sostenibilità di Assolombarda Servizi, che integra i servizi di Assolombarda con una consulenza specializzata.

Note

(1) Direttiva 2014/95/UE.
(2) Decreto legislativo 30 dicembre 2016, n. 254
(3) Le grandi imprese sono quelle che, alla data di chiusura del bilancio, superano congiuntamente due dei seguenti tre criteri: attivo dello Stato patrimoniale>20 mln di euro; fatturato superiore a 40 mln di euro; numero medio di dipendenti durante l’anno finanziario>250.
(4) Le microimprese sono quelle che, alla data di chiusura del bilancio, non superano i limiti numerici di almeno due dei tre criteri seguenti: a) totale dello stato patrimoniale: 350.000 euro; ricavi netti delle vendite e prestazioni: 700.000 euro; numero medio dei dipendenti occupati durante l'esercizio pari a 10).

Azioni sul documento

Telefono Email
Area Credito e Finanza 0258370704 fin@assolombarda.it

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