Your Next Pavia, il futuro del territorio si gioca su innovazione, sostenibilità e transizione energetica. Le prossime sfide: trattenere talenti, far crescere imprese innovative e sviluppo infrastrutturale
Assolombarda presenta l’aggiornamento del “Piano strategico per il rilancio del territorio pavese” e il primo "Rapporto sull’ecosistema dell’innovazione pavese"
Biffi: "Innovazione, competenze e apertura internazionale sono i pilastri per sostenere la competitività"
Rossini: " Pavia dispone oggi di solide basi di competitività. Prioritario finanziare il nuovo ponte della Becca"
Giussago (PV), 11 giugno 2026 – Un territorio ad alta intensità di conoscenza, con un ecosistema della ricerca dinamico, filiere innovative e una crescente vocazione alla sostenibilità. Ma anche un territorio chiamato ad affrontare alcune sfide decisive per trasformare il proprio potenziale in crescita stabile e diffusa: trattenere i talenti, sostenere lo sviluppo delle startup e delle imprese innovative e rafforzare le infrastrutture strategiche.
È questo il quadro emerso oggi nel corso di ‘Your Next Pavia’, l’appuntamento promosso da Assolombarda che ha riunito istituzioni, imprese, università e stakeholder del territorio per confrontarsi sulle prospettive di sviluppo della provincia. L’evento è stato anche l’occasione per presentare l’aggiornamento del ‘Piano strategico per il rilancio del territorio pavese’ e il primo ‘Rapporto sull’ecosistema dell’innovazione pavese’, realizzato dal Centro Studi di Assolombarda.
Al centro del confronto i grandi temi che stanno ridefinendo la competitività del territorio: innovazione, sostenibilità e transizione energetica. Una trasformazione che coinvolge l’intero sistema economico e produttivo e che richiede la capacità di coniugare crescita, sicurezza energetica e obiettivi di decarbonizzazione. In questo scenario, innovazione e sostenibilità rappresentano sempre più due dimensioni complementari di un unico percorso di sviluppo.
Non a caso ‘Your Next Pavia’ si è svolto presso il Simbiosi – Innovation Center Giulio Natta, esempio concreto di rigenerazione territoriale e innovazione industriale, e ha ospitato le testimonianze di importanti realtà imprenditoriali impegnate sul tema come Eni e Saturnalia.
Il ‘Rapporto sull’ecosistema dell’innovazione pavese’ ha evidenziato che Pavia si conferma un territorio ad alta intensità di conoscenza, capace di attrarre competenze, sviluppare ricerca e generare progettualità innovative che sanno guardare anche alla sostenibilità. Per trasformare questo potenziale in crescita stabile e diffusa, però, diventa fondamentale rafforzare la capacità di trattenere i talenti e sostenere lo sviluppo di startup e imprese innovative.
Il Rapporto si inserisce nel percorso avviato da Assolombarda nel 2020 con il ‘Piano strategico per il rilancio del territorio pavese’, di cui oggi sono stati presentati l’aggiornamento, i risultati raggiunti e le nuove progettualità. Il Piano individua quattro direttrici strategiche – Innovazione, Capitale umano, Sostenibilità e Cultura d’impresa – e tre focus territoriali dedicati a Oltrepò, Vigevano e Lomellina, attraverso un programma articolato in 15 progetti finalizzati a rafforzare la competitività, l’attrattività e la coesione del territorio.
“Oggi stiamo affrontando una fase di profonde trasformazioni globali, segnata da tensioni geopolitiche e da uno scenario economico particolarmente complesso, che impatta direttamente sulle imprese e sulle loro prospettive di crescita - ha dichiarato Alvise Biffi, Presidente di Assolombarda -. In questo contesto, le imprese stanno dimostrando capacità di adattamento, visione strategica e volontà di investire sull’innovazione come leva di sviluppo. È in questa direzione che Assolombarda continua a lavorare nel proprio quadrilatero formato da Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia, rafforzando la collaborazione tra imprese, università e istituzioni e promuovendo progettualità capaci di accompagnare la trasformazione industriale. Tra queste rientra forgIA, il progetto con cui vogliamo portare l’Intelligenza Artificiale all’interno della manifattura attraverso la creazione di un ecosistema digitale condiviso, sicuro e interoperabile. Parallelamente, stiamo lavorando per ampliare le opportunità di internazionalizzazione delle imprese e aprire nuovi corridoi strategici di sviluppo. In questo percorso, il territorio pavese riveste un ruolo centrale: il successo della prima Pavia Innovation Week, il rafforzamento del Distretto della Microelettronica e il progetto Fostering Chips dimostrano la vitalità di un ecosistema imprenditoriale e scientifico orientato al futuro. Oggi più che mai, innovazione, apertura internazionale e competenze sono le condizioni indispensabili per sostenere la competitività del nostro sistema produttivo”.
“Il Rapporto presentato oggi evidenzia come Pavia disponga di fattori strutturali di competitività solidi: una elevata densità di giovani studenti, un ecosistema della ricerca vivace, filiere ad alta intensità di conoscenza, imprese sempre più orientate ai mercati internazionali e una crescente attenzione alla sostenibilità - ha commentato Tommaso Rossini, Presidente della Sede di Pavia di Assolombarda -. Per valorizzare pienamente questi punti di forza è però necessario affrontare alcune sfide decisive. Prioritario finanziare le infrastrutture. Il primo passo deve essere quello di trovare risorse per il tratto Pieve Emanuele-Pavia del quadruplicamento ferroviario e per il nuovo ponte della Becca. Al tempo stesso, sarà fondamentale rafforzare la capacità di trattenere competenze qualificate e far crescere imprese innovative. I progetti contenuti nell’aggiornamento del Piano strategico nascono proprio con l’obiettivo di accompagnare Pavia in una nuova fase di sviluppo, valorizzandone le eccellenze e accelerandone il potenziale di crescita. Pavia ha oggi l’opportunità di consolidare un rapporto sempre più complementare con Milano, facendo leva sulle proprie specificità produttive, scientifiche e tecnologiche e rafforzando il dialogo tra ricerca, impresa e territorio”.
Insieme ad Alvise Biffi e Tommaso Rossini, all’appuntamento sono intervenuti: Pietro Chèrié Lignière, Direttore Raffineria di Sannazzaro Eni; Gianni Cristian Iannelli, Amministratore Delegato Saturnalia; Paola Lecci, Direttore Regionale Lombardia Sud Intesa Sanpaolo; Piero Manzoni, Amministratore Delegato Simbiosi; Valeria Negri, Direttore Centro Studi, Territorio e Ambiente Assolombarda; Giovanni Palli, Presidente Provincia di Pavia; Alessandro Reali, Rettore Università degli Studi di Pavia; Massimo Sertori, Assessore agli Enti locali, Montagna, Risorse energetiche, Utilizzo risorsa idrica Regione Lombardia; Albino Suardi, Sindaco Giussago.
RAPPORTO SULL’ECOSISTEMA DELL’INNOVAZIONE PAVESE
Il “Rapporto sull’ecosistema dell’innovazione pavese” evidenzia come Pavia poggia la propria forza sulla presenza di un bacino consistente di giovani studenti, pari a 30,3 mila iscritti all’Università e all’Istituto Universitario di Studi Superiori, in forte espansione negli ultimi anni (+17,2% tra il 2019/2020 e il 2024/2025) e concentrato in corsi a elevato profilo qualitativo (i dottorati sono raddoppiati in sei anni, con oggi più di 1.300 iscritti). Soprattutto, si registra una sempre maggiore attrattività verso giovani da fuori la provincia: in particolare, gli studenti con residenza a Milano sono circa 4.900 nell’ultimo anno accademico, mille in più rispetto al 2019.
Tuttavia, questo potenziale di capitale umano non si trasferisce completamente sul territorio perché molti dei laureati formati localmente non si fermano poi, qui, a vivere e lavorare. I dati sulla popolazione residente dicono, infatti, che a Pavia la percentuale di laureati tra i 25 e i 39 anni è pari al 25,3% nel 2024, quota nettamente inferiore alla media lombarda (34,4%) e anche nazionale (30,9%).
Inoltre, si consideri che al 2025 risultano iscritti all’Anagrafe all’estero quasi 43 mila cittadini della provincia, con una incidenza rispetto alla popolazione residente piuttosto elevata e pari al 7,9%.
In termini di risorse, dopo Milano saldamente al vertice, Pavia si distingue come unico altro polo regionale di attrazione di fondi europei per l’innovazione su base competitiva: 57,2 milioni di euro di risorse Horizon Europe aggiudicate finora, il 6,1% del totale regionale, l’1,3% del totale italiano, con un protagonismo dell’Università, ma anche una diversificazione che rispecchia le specializzazioni settoriali locali, dagli enti attivi in ambito Life Science (IRCSS, CNAO, imprese), allo IUSS, ai centri di ricerca e le realtà private focalizzate sull’ingegneria sismica (in particolare, Fondazione Eucentre), alla Fondazione Chips.IT.
In termini di infrastrutturazione digitale, nonostante la sensibile accelerazione in atto, persiste, invece, un ampio gap da colmare: è balzata al 51,1% la percentuale di famiglie pavesi con una connessione di nuova generazione ad altissima capacità (FTTH), ma è ancora 20 punti percentuali in meno rispetto alla media lombarda.
Focalizzando ora l’attenzione sulla vera e propria filiera della conoscenza, si sottolinea la qualità della formazione accademica offerta dall’Università, evidente nella capacità dell’ateneo di scalare i ranking internazionali negli ultimi anni, così come nella crescente attrattività verso studenti internazionali: erano il 5,5% del totale prima della pandemia e sfiorano oggi l’11%, che in termini assoluti significano 59 studenti internazionali ogni 10mila abitanti, quasi la stessa densità rilevata a Milano (63).
Lato ricerca, poi, Pavia presenta una consistente densità scientifica (più di 3,8 mila articoli pubblicati nel 2025, il 14,3% del totale regionale, il 3,7% nazionale), soprattutto in ambito Life Science (53,5% del totale provinciale). Modesta, invece, è la collaborazione con partner industriali, con solo il 2,6% degli articoli svolto in congiunzione con una impresa (4,5% in Lombardia, peraltro quota a sua volta contenuta rispetto ai migliori peer europei).
Lato capacità brevettuale i volumi sono, però, esigui (107 brevetti depositati allo European Patent Office tra il 2020 e il 2024, l’1,8% del totale lombardo), concentrati nella meccatronica (47, specialmente macchinari per la filiera agricola, calzaturiera e farmaceutica), nel Life Science (24), nella Chimica (17) e nella Microelettronica (7). Il tratto positivo e distintivo è la propensione alla collaborazione, con Pavia al vertice in Lombardia per incidenza di brevetti condivisi con attori esterni alla provincia (11,2 collaborazioni ogni 100 domande).
Infine, si evidenzia che il Pil pavese è stagnante nel 2025 e le prospettive al 2026 sono improntate alla cautela. Le esportazioni delle imprese locali segnalano, comunque, una significativa competitività, con il 66,9% delle vendite estere concentrate nel manifatturiero high tech e medium-high tech. Anche l’occupazione è piuttosto elevata nei settori a più alta intensità di conoscenza del manifatturiero e dei servizi (35,6% del totale). La performance di medio termine della provincia appare dipendere soprattutto dalle diverse specializzazioni settoriali locali e dalla presenza di alcune filiere strategiche ad alto valore aggiunto: la filiera Life Science è l’ecosistema capace di coniugare industria e ricerca avanzata, con un impatto diretto pari a ben il 4,8% sul PIL provinciale; l’Agribusiness è distintivo di tutto il territorio e in espansione (3,1% del PIL); la filiera calzaturiera rimane identitaria ma attraversata da un processo di ristrutturazione che ne sta ridimensionando il peso economico rispetto al passato (circa 1% del PIL); la Microelettronica, territorialmente concentrata nel comune capoluogo, ha ancora dimensioni ridotte ma elevato contenuto tecnologico e importante potenziale di sviluppo.
Lato dell’innovazione, soprattutto, si sottolineano gli ampi margini di espansione rispetto ad altre province limitrofe sul fronte delle nuove iniziative imprenditoriali innovative: nel pavese si contano appena 121 startup e PMI innovative (l’1,7% del totale regionale). Tra i punti di forza dell’ecosistema emerge la proficua interazione tra mondo della ricerca e dell’impresa: ben 39 realtà innovative (delle 121 mappate) hanno legami con l’Università di Pavia, da veri e propri spin-off universitari a relazioni di collaborazione e professionali di altra forma. Dal punto di vista settoriale, oltre a una quota significativa di realtà che operano nell’ICT, ricorrono i settori di specializzazione del territorio, dal Life Science, alla meccanica, all’agroalimentare, alla microelettronica. Il Corporate Venture Capital, invece, è un chiaro elemento di debolezza, con solo l’1,3% delle imprese innovative che presenza investimenti corporate (3,6% la media regionale nel 2025, già molto ridotta).
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