Nota congiunturale (17 aprile 2013)

Analizza e commenta lo scenario economico internazionale, nazionale e milanese.

In sintesi

La crisi del debito europeo continua da ormai tre anni. Nell’ultimo anno sono stati fatti progressi importanti, riflessi in un calo degli spread, ma i passi avanti sono fragili come dimostra la risalita (comunque contenuta rispetto ai picchi di luglio 2012) dello spread italiano per l’incertezza politica seguita alle elezioni di febbraio.

Il 2012 mostra due importanti tendenze della crescita globale che appare stabilmente intrapresa (+3,2% il Pil mondiale) e a tre velocità: procedono spediti gli emergenti (+5,1%), accelerano gli USA (2,2%) e frena l’Europa (-0,6%).

Il complessivo -0,6% di Pil dell’Area Euro nel 2012 si suddivide tra paesi esposti alla crisi del debito in netta decrescita (all’interno dei quali l’Italia, -2,4%) ed economie continentali quantomeno ferme se non in leggera espansione (Germania +0,7% e Francia +0%). In prospettiva, il Pil italiano si contrarrà anche nel 2013 (-1,5%), per tornare a una lieve crescita nel 2014 (+0,5).

Il tasso di cambio €/$ oscilla intorno all’1,30 da fine febbraio.

Nella crisi l’Italia ha saputo frenare più di Francia e Germania l’erosione della quota di commercio mondiale detenuta: -0,7 punti percentuali tra il 2007 e il 2012 per l’Italia (quota sull’export mondiale al 2,7% nel 2012), -0,9 punti la Francia (3,1% la quota 2012) e -1,7 punti la Germania (7,7% la quota 2012). Invece, la Cina ha guadagnato 2,5 punti (11,2% la quota) e gli USA 0,3 punti (8,4% la quota).

I prezzi in euro delle materie prime industriali sono rimasti fermi a marzo per il secondo mese consecutivo. Il prezzo del petrolio Brent è sceso a marzo a 106$ al barile (116$ la media di febbraio) ed è ora sotto quota 100 (99,03$ il16/04/13).

L’inflazione europea mostra un chiaro trend calante da autunno 2012; a marzo è risultata 1,7% nell’Area Euro e 1,6% in Italia e a Milano.

La disoccupazione europea è rimasta elevata a febbraio (12,0%), mentre ha continuato a calare negli USA (7,7%). Tra i principali paesi europei, è cresciuta in Francia (10,8%) e in Spagna (26,3%), mentre è calata in Italia (11,6%) ed è rimasta stabile in Germania (5,4%).

Nell’Area Euro l’indice del clima di fiducia del manifatturiero a marzo ha evidenziato una frenata dopo quattro mesi consecutivi di incremento (le componenti dell’indice: ordini in calo, scorte in aumento e aspettative di produzione invariate). Il clima è risultato in frenata anche in Germania, Francia e Spagna, mentre è rimasto sostanzialmente stabile in Italia. In linea con l’andamento europeo, il clima di fiducia del manifatturiero milanese a febbraio è tornato a scendere, annullando il recupero di gennaio e arretrando sui livelli di dicembre 2012. Gli ordini esteri si sono ridotti sensibilmente (ma le previsioni a breve su domanda e produzione sono rimaste positive), le scorte di prodotti finiti sono diminuite e la produzione si è ridotta.

Disaggregando il calo del -2,4% del Pil italiano nel 2012, l’export è risultato l’unica componente in crescita (+2,3%) ma non è riuscito a compensare il crollo della domanda interna (-4,3% i consumi delle famiglie, -8,0% gli investimenti, -2,9% la spesa pubblica). Il rapporto debito pubblico / Pil ha raggiunto il 127%.

Il fatturato del manifatturiero italiano nel 2012 è sceso (-4,3%) e il gap rispetto al 2008 si è ampliato (-9,8%), ma le imprese internazionalizzate hanno colto la ripresa: +3,6% nel 2012 le esportazioni manifatturiere, su un livello ben superiore al 2008 (+6,4%).

A marzo le ore di CIG complessive sono aumentate rispetto a febbraio sia nell'area milanese che in Italia; la crescita è stata comune a tutte le componenti ed è risultata particolarmente sostenuta per la Straordinaria a livello milanese (+56%) e per la Deroga a livello nazionale (+147%). Con particolare riferimento alla CIG Ordinaria, rispetto a febbraio 2013 le ore sono salite del 5%0 nell'area milanese e in Italia, mentre sono diminuite del 21% quelle delle imprese Assolombarda.

Contatti

Per informazioni è possibile contattare l'Area Centro Studi, tel. 0258370.409, e-mail stud@assolombarda.it.

Non sei associato e ti servono informazioni?

Contattaci