Nota congiunturale (13 giugno 2013)

Analizza e commenta lo scenario economico internazionale, nazionale e milanese.

In sintesi

Si conferma la “graduatoria della crescita” globale: emergenti in testa, USA in recupero, Europa in decrescita e Italia in fondo al gruppo dei grandi europei. Secondo la BCE “complessivamente, nell’area dell’euro l’attività dovrebbe stabilizzarsi”, per poi recuperare “a un ritmo contenuto” nel corso dell’anno.

Il mercato del lavoro europeo è ancora fragile: tasso di disoccupazione al 12,2% ad aprile. La BCE prevede “un ulteriore incremento della disoccupazione nel breve”. La disoccupazione sale anche in Spagna (26,8%) e Italia (12,0%), è stabile in Germania (5,4%) e Francia (11,0%) e scende negli USA (7,5%).

La Commissione europea ha chiuso la procedura per deficit eccessivo avviata nel 2009 a carico dell’Italia, grazie ai buoni risultati di finanza pubblica del 2012: siamo tra i 6 paesi europei con un rapporto deficit/PIL sotto il 3% (ma restiamo tra i 5 meno virtuosi a livello il rapporto debito pubblico/PIL, sopra il 100%).

Il cambio $/€ è in leggero aumento nelle ultime tre settimane: 1,3277 il 12/06/2013.

L’inflazione in maggio sale lievemente nell’Area Euro, all’1,4% dall’1,2% di aprile (comunque su livelli modesti) ed è invariata in Italia (1,1%) e a Milano (1,2%).

Nell’Area Euro l’indice del clima di fiducia del manifatturiero sale lievemente a maggio, interrompendo la caduta di marzo-aprile. Nel dettaglio, l’indicatore recupera leggermente anche in Italia e, con più decisione, in Francia e in Spagna, mentre continua a scendere in Germania (dove cala per il terzo mese consecutivo). Ad aprile 2013 il clima di fiducia del manifatturiero milanese recupera per il secondo mese consecutivo essenzialmente grazie all’incremento della domanda. È significativo il ritorno della domanda estera su un saldo in linea con quello di aprile 2008, ossia prima dell’avvento della crisi. Gli imprenditori restano, comunque, cauti nel reagire a questi segnali positivi: le scorte di prodotti finiti nei magazzini, già sotto i livelli normali, continuano a scendere e le aspettative di produzione per il breve termine sono invariate rispetto a marzo.

Nel complesso del 2012 la Lombardia è arretrata meno della media italiana (PIL a -2,0% contro -2,4%) grazie al contributo più positivo, seppur debole, delle esportazioni. La recessione ha colpito in particolar modo l’industria; i servizi procedono verso i livelli di attività pre-crisi. La fase di debolezza prosegue anche nella prima parte del 2013 e gli investimenti delle imprese faticano a ripartire.

Il 2012 è un anno difficile anche per i ricavi delle imprese milanesi, in contrazione per metà delle imprese, ma in aumento per il 25%. Le attese 2013 sono disomogeee: 1/3 prevede fatturato in discesa, 1/4 in crescita e 41% stazionario.

In risposta alla crisi, le imprese milanesi pongono maggiore enfasi rispetto a inizio 2008 sulla finanza d’impresa e sulla gestione/riorganizzazione del personale, a fronte di una minore focalizzazione su brand e marchio. Inoltre, mostrano più presenza all’estero e maggiore ricorso ad alleanze, fusioni e reti.

Nei primi tre mesi 2013 l’export lombardo cala come quello italiano (-0,6% e -0,7%), mentre cresce (+0,4%) nell’area milanese grazie all’aumento verso l’extra-UE (+5,1) e di alimentare (+5,9%), sistema moda (+7,0%) e altro manifatturiero (+7,0%).

I dati di CIG di fonte INPS sono fermi ad aprile 2013, mese in cui le ore nell'area milanese sono stabili su marzo 2013 e in crescita su aprile 2012 (+44% soprattutto per il maggiore ricorso alla CIG Straordinaria, solo in parte compensato dalla diminuzione della componente in deroga). Le prime elaborazioni su maggio 2013 per le ore di CIG Ordinaria richieste dalle imprese milanesi di Assolombarda evidenziano una flessione del 30% rispetto ad aprile 2013 e del 27% rispetto a maggio 2012.

Contatti

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