Rapporto OTI Nord 2025
Rapporto 2025 dell'Osservatorio Territoriale Infrastrutture del Nord Italia
Pubblicato il Rapporto OTI Nord 2025 dell'Osservatorio Territoriale Infrastrutture del Nord Italia, realizzato annualmente da Assolombarda, Confindustria Genova, Unione Industriali di Torino e dalle Confindustrie regionali del Nord.
Il Rapporto OTI Nord 2025 restituisce un quadro aggiornato sullo stato di avanzamento delle principali infrastrutture del Nord Italia (84 interventi monitorati nel 2025) ed evidenzia un incremento dei ritardi rispetto al 2024, pur in presenza di un complessivo avanzamento delle opere monitorate.
Nel 2025, sugli 84 interventi analizzati, si registra una riduzione della quota di opere in linea con i cronoprogrammi (43% rispetto al 48% del 2024), e un aumento di quelle in grave ritardo (21% rispetto al 17% del 2024).
Nel corso dell’anno sono state tuttavia portate a compimento alcune opere strategiche per la competitività e l’accessibilità del Nord‑Ovest, in particolare nei sistemi logistici, stradali, ferroviari e aeroportuali (Traforo stradale di sicurezza del Frejus per il Corridoio Mediterraneo; autostrada Asti–Cuneo per la Pedemontana piemontese; nuova canna stradale del Tunnel del Tenda; in Lombardia il Collegamento ferroviario Malpensa T2–Gallarate).
Si confermano performance particolarmente positive per il sistema portuale e per i nodi metropolitani di Venezia e Bologna, mentre risultano complessivamente buoni, seppur con rallentamenti, gli avanzamenti dei centri intermodali, del sistema pedemontano e del nodo di Torino.
Permangono invece criticità rilevanti in alcuni ambiti strategici, in particolare nel Corridoio plurimodale Tirreno‑Brennero e nel nodo metropolitano di Milano, che presenta un quadro caratterizzato da criticità persistenti e in parte accentuate rispetto al 2024 (il 44% delle opere risulta in grave ritardo), con un peggioramento riconducibile principalmente a carenze di risorse e complessità degli iter procedurali.
Anche sul fronte PNRR, pur in presenza di avanzamenti diffusi, alcune opere non rispetteranno le scadenze previste, soprattutto in Lombardia, dove 4 opere ferroviarie slitteranno oltre il 2026.
Da notare che la presenza di Commissari e PNRR aiuta, ma non elimina rallentamenti riconducibili prevalentemente alla complessità degli iter procedurali, alla discontinuità delle risorse e alle difficoltà attuative dei cantieri.
Il 2026 si configura come un anno chiave per il completamento di importanti infrastrutture ferroviarie (tra cui, per esempio l’AV Brescia-Verona), portuali e metropolitane.
Le prospettive di medio‑lungo periodo (2030-2035) indicano benefici significativi per la competitività del territorio a condizione di un rafforzamento della capacità di attuazione e di una maggiore stabilità dei processi decisionali e finanziari, decisivi in particolare per l’avanzamento delle opere sul nodo di Milano.
Il rapporto completo con gli approfondimenti sulle singole opere è disponibile in allegato.
Contatti
Andrea Agresti (email andrea.agresti@assolombarda.it; tel. 0258370204)
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