Gibuti: ambiziosi progetti di crescita nel 2021

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Nonostante la situazione economica internazionale particolarmente complessa derivante dalla crisi sanitaria, la Repubblica di Gibuti è entrata con determinazione nel 2021. Secondo il rapporto Global Economic Prospects della Banca Mondiale, Gibuti dovrebbe sperimentare la più forte crescita del PIL in Africa quest'anno con un tasso previsto del 7,1%.

Informazioni

Mancando di ricchezze naturali, esposto ad un ambiente esigente e arido, Gibuti è stato in grado di puntare sulla sua principale risorsa: la sua posizione geostrategica all'ingresso dello stretto di Bab-el-Mandeb, all'incrocio delle principali rotte marittime globali, percorsa da una mega nave ogni 25 minuti.

Di conseguenza, Gibuti ha sviluppato un modello di business basato su soluzioni portuali e logistiche uniche. Dal 2013, quando è stato implementato il piano di sviluppo Vision 2035, Gibuti si è impegnata a modernizzare la propria legislazione e il sistema finanziario, potenziare le proprie risorse umane e costruire infrastrutture efficienti adattandole alle esigenze del mercato internazionale.

Oggi il terminal container Doraleh Container Terminal (DCT) si è affermato come uno dei più efficienti della regione. Inoltre, accanto a tale stabilimento, il Paese ha sviluppato un ecosistema di prim'ordine che comprende la messa in servizio della nuova linea ferroviaria per Addis Abeba (ottobre 2016), la messa in servizio del porto polivalente di Doraleh (DMP, 2017), l'entrata in servizio della Djibouti International Free Zone (DIFTZ, luglio 2018), i porti minerari di Ghoubet (giugno 2017) e Tadjourah (giugno 2017), estesi dal corridoio stradale che collega Balho, posto di confine con l'Etiopia.

Nel gennaio 2021 Gibuti ha ulteriormente consolidato la sua supremazia logistica nella regione con la firma di un accordo tra Air Djibouti ed Ethiopian Airlines e il porto di Djibouti (DPFZA). L'obiettivo è quello di offrire un hub globale per il trasporto aereo-marittimo dall'aeroporto di Gibuti, trasportando via cargo aereo in tutto il continente africano le merci scaricate dalle navi a Doraleh.

Questa offerta portuale e logistica comprende un ambizioso programma per il futuro in due aree: il progetto Djibouti Damerjog Industrial Development (DDID) e la riqualificazione del porto storico situato in posizione centrale in un attraente hub commerciale internazionale, una continuazione dell'infrastruttura portuale e delle zone franche sotto la tripartizione Port, Park and City (PPC). Ci vorranno 15 anni per un investimento totale di 3,8 miliardi di dollari per completare il progetto DDID. La prima fase del progetto prevede la costruzione di una raffineria e di un pontile per un terminal petrolifero.

Il "vecchio porto", che vanta oltre un secolo di esistenza, sta ora gettando le basi per l'inizio di questo progetto dopo aver stipulato un accordo di investimento iniziale di 350 milioni di dollari all'inizio del 2021 con il China Merchants Group, partner strategico che prevede di investire un totale di 3 miliardi di dollari.

La riqualificazione del porto storico prevede anche la realizzazione di un cantiere di riparazione navale, in collaborazione con uno dei leader mondiali del settore, la olandese Damen. Un bacino galleggiante consentirà alla struttura di ospitare navi di dimensioni molto grandi, risparmiando così i numerosi armatori che operano nell'Oceano Indiano e nel Mar Rosso da costose tariffe di rimorchio.

Sono previsti progetti infrastrutturali anche per i settori chiave dell'energia, dell'acqua e dello sviluppo sostenibile:

  • la società energetica francese, Engie, sarà incaricata di progettare, costruire e gestire il progetto della centrale fotovoltaica nel deserto del Great Barra;
  • la spagnola Siemens Gamesa è stata selezionata per costruire il parco eolico di Ghoubet;
  • sono in fase di ultimazione i lavori per l'impianto di dissalazione dell'acqua di mare in corso di realizzazione da parte del Gruppo Eiffage in associazione con Tedagua, società spagnola.

All'inizio di ottobre 2020, per coordinare meglio la sua azione a lungo termine, Gibuti si è dotata del Djibouti Sovereign Fund (DSF), uno strumento finanziario innovativo. Il fondo aiuterà a mettere in comune la ricchezza del paese, ad agire in partnership su progetti di investimento internazionali, a sostenere il settore privato nazionale e a costruire gradualmente risparmi intergenerazionali.

Per affrontare le sfide del suo sviluppo, il Paese mantiene un'attiva diplomazia strategica ed economica. La sua storica alleanza con il paese gemello dell’Etiopia si è rafforzata negli anni. Fedele alla sua politica equilibrata e orientata verso l'esterno, ha stretto inoltre legami forti e duraturi con partner come Cina, Stati Uniti, Francia, Giappone, Arabia Saudita e Turchia.

Contatti

Area Internazionalizzazione e Commercio Estero, Giulia Repetto, tel. 0258370.497, e-mail ; Selena Pizzocoli tel. 0393638.237, e-mail selena.pizzocoli@assolombarda.it; Pietro Ferrari tel. 0382375216, e-mail 

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