Accordo UE - Mercosur: prossime fasi e opportunità per le imprese italiane

L'accordo di libero scambio tra l'Unione Europea e il Mercosur apre nuove prospettive per l'export italiano, con vantaggi significativi per i settori industriale e agricolo. Un'analisi delle implicazioni e delle sfide per le imprese italiane. Agg. al 5 settembre.

Aggiornamento al 12 gennaio 2026

Dopo oltre venticinque anni di negoziati, il 9 gennaio 2026 gli Ambasciatori dei Paesi dell’Unione Europea hanno dato il via libera politico alla firma dell’Accordo UE-MERCOSUR, anche con il voto positivo dell’Italia, dopo aver chiesto e ottenuto garanzie e clausole di salvaguardia rafforzate per proteggere alcune filiere sensibili del comparto agroalimentare.

Secondo il Ministro degli Esteri Antonio Tajani “l’accordo di libero scambio tra i Paesi dell’UE con Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay rappresenta una grande opportunità per tutte le nostre imprese. Un accordo destinato a far crescere le nostre esportazioni, con l’obiettivo di raggiungere i 700mld di export”.

L'accordo commerciale tra l'Ue e il Mercosur è stato approvato con il voto positivo della maggioranza qualificata dei Paesi membri. Cinque governi hanno votato contro l'intesa: Francia, Polonia, Austria, Ungheria e Irlanda. Il Belgio si è invece astenuto. 

Gli ambasciatori dei 27 Paesi Ue hanno confermato l'intesa con il Parlamento europeo sulle clausole di salvaguardia dell'accordo commerciale con il Mercosur, introducendo però una modifica: la soglia per far scattare le indagini sui prodotti agricoli sensibili - in caso di possibili turbamenti del mercato - è stata abbassata dall'8% al 5%. Lo si apprende da fonti europee dopo il via libera a maggioranza qualificata degli ambasciatori Ue alla firma dell'accordo. La misura era stata richiesta dall'Italia tra le condizioni per tutelare gli agricoltori.

L'accordo commerciale tra l'Ue e i Paesi sudamericani del Mercosur sarà firmato il 17 gennaio in Paraguay.

Per maggiori informazioni sull'Accordo: Q&Un accordo di partenariato UE-Mercosur

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In data 3 settembre 2025la Commissione Europea ha presentato al Consiglio le sue proposte per la firma e conclusione dell'Accordo di Partenariato UE-Mercosur (EMPA) e dell'Accordo globale modernizzato UE-Messico (MGA), due accordi particolarmente rilevanti sia in termini di diversificazione dei mercati per l’export europeo, che per l’approvvigionamento di materie prime (anche critiche e strategiche). Il comunicato ufficiale della Commissione e alcuni elaborati sugli effetti economici previsti, in particolare per quei settori considerati più sensibili, sono disponibili a questo link

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Il 6 dicembre 2024, dopo oltre vent'anni di negoziati, l'Unione Europea e il Mercosur hanno firmato un accordo di libero scambio destinato a creare una delle più vaste aree economiche integrate a livello globale. Con oltre 700 milioni di consumatori coinvolti e un PIL combinato di circa 20 trilioni di dollari, l'intesa rappresenta un passo strategico per le imprese italiane interessate ai mercati di Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay che hanno registrato tassi di crescita positivi (risp. +5,5%, +2%, +3,8% e +2,8%). 

L'Accordo rappresenterà certamente un volano di crescita per le aziende italiane: l'Italia è il secondo Paese UE per export verso questi mercati con 13.000 aziende che esportano e 1.400 imprese che operano nel Mercosur attraverso loro filiali

I punti chiave dell'accordo

L'accordo prevede che, nell'arco di dieci anni, il Mercosur liberalizzi il 90% delle importazioni di beni industriali europei e il 93% dei prodotti agricoli, riducendo progressivamente le barriere tariffarie e non tariffarie. Altri importanti aspetti dell'Accordo includono:

  • Clausole per la sostenibilità ambientale e sociale, con riferimento all'Accordo di Parigi;
  • la tutela di circa 350 indicazioni geografiche europee;
  • maggiore tutela degli investimenti e convergenza regolamentare;
  • maggiore accesso ai minerali critici;
  • l'apertura dei mercati dei servizi e appalti pubblici.

Vantaggi per le imprese italiane

L'Italia può trarre benefici significativi dall'accordo, soprattutto nei settori meccanico, siderurgico e farmaceutico. Nel 2023, il nostro Paese ha importato dal Mercosur principalmente prodotti agricoli (48,9% del totale), mentre l'export italiano era trainato da macchinari (31,8%), mezzi di trasporto (11,7%), prodotti chimici (9,9%) e farmaceutici (8,9%). Con la progressiva riduzione delle barriere, le imprese italiane potranno consolidare la loro presenza in America Latina, aumentando la competitività sui mercati locali.

Processo di ratifica

Entro la metà del 2025 la Commissione Europea dovrà definire la base normativa del trattato, definendo le modalità di ratifica dell'accordo, il cui processo potrebbe incontrare resistenze, in particolare da Francia e Polonia. Per supportare i settori più esposti alla concorrenza, la Commissione Europea ha proposto la creazione di una riserva finanziaria da un miliardo di euro per il periodo 2028-2034.

L'accordo UE-Mercosur rappresenta un'opportunità straordinaria per l'export italiano, ma richiede una strategia attenta per massimizzare i benefici e affrontare le sfide connesse. Le imprese italiane devono prepararsi per cogliere al meglio questa apertura del mercato sudamericano, valorizzando la qualità e l'innovazione del Made in Italy.

Si rendono disponibili due note riassuntive di ICE Agenzia e Confindustria sul tema. 

Contatti

Le aziende associate che aderiranno al progetto sono invitate a segnalarlo all'Area Internazionalizzazione e Commercio Estero, Federico Leva, tel. 02.58370.398, e-mail federico.leva@assolombarda.it; Selena Pizzocoli, e-mail , tel. 039.3638237.

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