Premessa
Nel periodo 8–12 dicembre 2025, i mercati energetici europei hanno attraversato una fase di debolezza, influenzata da temperature insolitamente miti e da un’offerta complessivamente abbondante. I prezzi del gas sono diminuiti, con il TTF front-month sceso intorno a 27 €/MWh, a causa della riduzione della domanda e dei contenuti prelievi dagli stoccaggi. L’equilibrio del sistema è stato sostenuto da flussi norvegesi stabili e da una riallocazione delle importazioni di GNL verso l’Europa continentale. Anche petrolio e carbone hanno mostrato un quadro debole, con il Brent sceso sotto i 61 $/barile. In controtendenza, il mercato EU ETS si è stabilizzato su livelli elevati, confermando il ruolo crescente del prezzo della CO₂ nelle dinamiche energetiche europee (approfondisci l'aggiornamento sui mercati di dicembre 2025).
Mercati energetici - Aggiornamento gennaio 2026
Il mercato europeo del gas continua a muoversi in una fase di equilibrio, con il TTF front month che rimane all’interno di una fascia di prezzo ristretta. Questo andamento riflette il bilanciamento tra una domanda fortemente influenzata dalle condizioni meteorologiche e un’offerta che resta abbondante. Le variazioni di breve periodo sono guidate soprattutto dagli aggiornamenti sulle temperature e sulla produzione eolica, che incidono direttamente sui consumi del settore elettrico. Sul lato dell’offerta, l’Europa beneficia di flussi sostenuti dalla Norvegia, di elevati volumi di rigassificazione di GNL e di prelievi dagli stoccaggi che continuano a garantire un’elevata disponibilità fisica.
A livello globale, il mercato del GNL resta ben rifornito. In Asia nord-orientale la domanda finale rimane contenuta e le scorte nei terminali di Cina e Corea del Sud sono elevate, riducendo il premio asiatico rispetto all’Europa. Di conseguenza, gli spread tra i due bacini non aprono opportunità di arbitraggio significative e i carichi spot, in particolare quelli statunitensi, continuano a dirigersi prevalentemente verso l’Atlantico. Anche la leggera riduzione dei noli marittimi non è sufficiente a invertire questa tendenza. L’offerta globale è ulteriormente sostenuta dal miglioramento delle operazioni in diversi terminali USA, dal rafforzamento dei flussi nigeriani e dalla ripresa delle esportazioni canadesi, mentre permangono alcune incertezze sull’avvio di nuovi progetti.
In questo contesto, il mercato del gas resta fortemente condizionato dall’interazione tra meteo, flussi di GNL e distribuzione geografica delle navi. Le previsioni di condizioni più miti e ventose nelle prossime settimane riducono il fabbisogno di gas per la generazione elettrica e aumentano il rischio di prese di profitto dopo la fase recente di tenuta dei prezzi.
Il quadro è influenzato anche dagli altri mercati energetici. Il petrolio rimane relativamente stabile, sostenuto dal premio geopolitico ma frenato dal possibile rientro di barili venezuelani, che limita il potenziale di rialzo e contribuisce a mantenere un contesto di offerta potenzialmente abbondante. Sul fronte della CO₂, l’EUA dicembre 2026 si mantiene su livelli elevati, sostenuto da una riduzione dell’offerta di quote e da una buona copertura degli operatori, mentre le temperature più fredde hanno rafforzato temporaneamente il legame tra mercato del gas e carbonio, aumentando il costo marginale della generazione termoelettrica.
In un equilibrio così delicato, ogni cambiamento nelle condizioni climatiche o nelle rotte del GNL può trasformarsi in un fattore decisivo per i prezzi.
Le quotazioni: PUN (Prezzo Unico Nazionale): 141,51 €/MWh (14 gennaio 2026), gas naturale: 26,90 €/MWh (TTF - gennaio 2026) e CO2 Ue: 90,10 €/ton (12 gennaio 2026).
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