Premessa
Nel corso di giugno 2026, il mercato del gas europeo ha beneficiato del miglioramento del quadro geopolitico mediorientale, dopo l'annuncio di un'intesa tra Stati Uniti e Iran che ha aperto alla riapertura dello Stretto di Hormuz. Questo ha ridotto il premio di rischio nei prezzi energetici e ha spinto le quotazioni al ribasso, portando il TTF sui minimi da inizio maggio. Il calo ha riflesso soprattutto un allentamento del rischio geopolitico, mentre le incertezze operative sulla normalizzazione dei flussi attraverso lo Stretto sono rimaste. Il mercato ha comunque continuato a mostrare elementi di sostegno, tra cui stoccaggi inferiori rispetto all'anno precedente, domanda asiatica di GNL robusta e ondate di caldo capaci di sostenere la domanda elettrica. Il quadro è rimasto quindi esposto a possibili nuove inversioni di tendenza, nonostante il sentiment ribassista sia stato rafforzato dall'aumento dei flussi norvegesi e del GNL in arrivo (approfondisci l'aggiornamento sui mercati di giugno 2026).
Mercati energetici - Aggiornamento luglio 2026
I mercati energetici europei hanno riaperto la settimana (lunedì 13 luglio) in tensione, con il gas nuovamente al centro della scena. Venerdì (10 luglio) il contratto TTF front-month aveva chiuso a 48,76 €/MWh, in rialzo di quasi il 9% su base settimanale; le quotazioni si sono spinte oltre 50 €/MWh. Il movimento riflette soprattutto il ritorno del premio geopolitico dopo la nuova escalation tra Iran e Stati Uniti e il rallentamento dei traffici nello Stretto di Hormuz, snodo attraverso cui transitava circa un quinto dell’offerta globale di GNL prima del conflitto. La ripresa delle esportazioni da Qatar ed Emirati Arabi Uniti appare quindi più lenta e incerta, mentre il mercato europeo deve ancora accelerare il riempimento degli stoccaggi.
I fondamentali dell’Europa nordoccidentale restano però meno tesi di quanto suggeriscano i prezzi. I flussi norvegesi si mantengono regolari e, nel Regno Unito, il recupero della produzione domestica contribuisce ad allentare il bilanciamento. Sul fronte GNL, la flessione degli arrivi in Francia e nei Paesi Bassi è stata in parte compensata da minori esportazioni nette verso il continente. Restano comunque segnali di prudenza: il terminale francese di Montoir ha ridotto l’immissione in rete per la seconda metà di luglio, rafforzando l’ipotesi di una normalizzazione graduale. Il quadro globale rimane fragile: l’AIE stima che un ritardo nella piena riapertura di Hormuz oltre il terzo trimestre potrebbe determinare il primo calo annuo dell’offerta mondiale di GNL dal 2012.
In Italia, il mercato elettrico continua a mostrare una rigidità strutturale. Il PUN medio tra il 2 e l’8 luglio si è attestato a 131,19 €/MWh, in calo rispetto alla settimana precedente ma ancora nettamente sopra Francia e Germania.
Il caldo sostiene la domanda per raffrescamento, mentre la minore disponibilità nucleare francese e la debolezza dell’idroelettrico mantengono elevato il ricorso al termoelettrico.
Nel mese di giugno, la produzione dei cicli combinati era cresciuta del 45%, spingendo il PUN a 132,5 €/MWh nonostante un gas mediamente più debole.
Più laterale il mercato della CO₂. Le EUA hanno chiuso la settimana a 79,20 €/t, in calo dell’1,73%, muovendosi in direzione opposta rispetto al rialzo di gas e Brent. Dopo il tentativo di superare area 81,94 €/t, i prezzi sono rientrati sotto 80 €/t, compressi tra il supporto tecnico di 78,50 e la resistenza di 80 €/t. A dominare non sono i fondamentali energetici, ma l’attesa politica: il mercato guarda alla revisione dell’ETS prevista il 17 luglio, che dovrà chiarire l’equilibrio tra ambizione climatica, disponibilità futura di quote e tutela della competitività industriale.
Il quadro resta quindi dominato dall’incertezza. Le tensioni geopolitiche continuano a influenzare il sentiment degli operatori, alimentando la volatilità del gas ben oltre quanto suggerito dai fondamentali europei. Con gli stoccaggi ancora da completare e una domanda elettrica sostenuta dalle alte temperature, le prossime settimane saranno decisive per capire se l’attuale fase di tensione rappresenti un episodio temporaneo o l’inizio di una nuova stagione di prezzi elevati per l’energia.
Le quotazioni: PUN (Prezzo Unico Nazionale): 165,91 €/MWh (15 luglio 2026), gas naturale: 54,13 €/MWh (Gas Eu TTF - luglio 2026) e CO2 Ue: 81,60 €/ton (luglio 2026).
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