Horizon Europe - Global challenges and european industrial competitiveness: il nuovo programma europeo per la R&I rivolto a progetti collaborativi

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"Global challenges and european industrial competitiveness" è il secondo pilastro (Pillar II) di Horizon Europe che, attraverso contributi a fondo perduto, incentiva progetti in partenariato per rispondere alle sfide globali e rafforzare la competitività industriale e la crescita sostenibile in Europa.

Sommario

Pillar II – Sfide globali e competitività industriale europea

Con un budget complessivo di circa 53,5 miliardi di euro pari al 56% della dotazione finanziaria complessiva di Horizon Europe, questo pilastro vuole potenziare la competitività industriale europea attraverso l’implementazione di azioni in grado di rispondere alle principali sfide della società. Le azioni finanziate rispecchiano le priorità politiche europee e prevedono la collaborazione tra il mondo accademico e della ricerca con le imprese.

Per tutti i cluster previsti dal Programma la partecipazione è riservata ad aggregazioni composte da almeno 3 soggetti giuridici indipendenti uno dall'altro, ognuno dei quali deve essere stabilito in uno Stato membro o in un paese associato ad Horizon Europe.

Possono partecipare tutti i soggetti giuridici, indipendentemente dalla loro localizzazione, inclusi enti giuridici di paesi terzi non associati al programma, o organizzazioni internazionali.

Vantaggi per le imprese

Attraverso la partecipazione ad Horizon Europe, le imprese avranno la possibilità di:

  • ottenere ingenti contributi a fondo perduto in tempi certi e con un "peso" burocratico inferiore rispetto agli incentivi nazionali;
  • entrare in contatto e fare rete con enti ricerca, associazioni, imprese, pubbliche amministrazioni provenienti da paesi UE ed anche non UE;
  • partecipare a progetti di R&I fortemente innovativi ed accrescere la conoscenza del proprio settore di appartenenza, dei principali decisori politici, stakeholders, reti;
  • migliorare il proprio know-how tecnico ed aumentare le possibilità di ricevere futuri finanziamenti a livello europeo, nazionale, locale (ad. esempio si pensi al Seal of Excellence).

I 6 cluster

Del plafond complessivo 51,5 miliardi di euro sono destinati ai seguenti 6 cluster: Health; Culture, creativity and inclusive society; Civil security for society; Digital, industry and space; Climate, energy and mobility; Food, bioeconomy, natural resources, agriculture and environment.

1) Health

Con un budget di 8,2 miliardi di euro, questo cluster vuole contribuire alla mitigazione dei rischi sanitari e al miglioramento della salute e del benessere con il fine ultimo di garantire ai cittadini europei un’assistenza sanitaria inclusiva, di qualità ed economicamente accessibile.

L’obiettivo è quello di rispondere alle principali sfide sanitarie della società contemporanea come:

  • l’aumento dei casi di patologie non trasmissibili come il cancro e le malattie mentali;
  • l’emergenza rappresentata dallo scoppio di pandemie virali infettive;
  • i cambiamenti demografici correlati all’invecchiamento della popolazione;
  • la disuguaglianza di trattamento sanitario per i cittadini in condizioni di svantaggio;
  • la necessità di sviluppare migliori metodi di prevenzione, diagnosi e monitoraggio.

Per quanto concerne il cluster salute, questo è strettamente collegato alla mission(2) “conquering cancer” che ha l’obiettivo di:

  1. diminuire la mortalità causata dal cancro,
  2. raggiungere una conoscenza approfondita del cancro;
  3. prevenire ciò che è prevenibile;
  4. ottimizzare diagnosi e trattamento;
  5. sostenere la qualità della vita di tutte le persone esposte al cancro;
  6. garantire un accesso equo in tutta Europa alle cure.

Principali beneficiari: organismi di ricerca, ospedali, imprese, associazioni, enti che investono nella ricerca.
Partenariati(1) prestabiliti per questo cluster: sono presenti 2 partenariati istituzionali, 6 co-finanziati,  1 partenariato in via di definizione.

2) Culture, creativity and inclusive society

Questo cluster con un budget di 2,3 miliardi di euro è particolarmente focalizzato sui temi della democrazia, diritti umani, parità di genere e sulla valorizzazione del patrimonio culturale europeo, nonché si propone come strumento per rispondere a sfide come:

  • il miglioramento dei sistemi di governance democratici;
  • la lotta alle ineguaglianze, le discriminazioni e la radicalizzazione;
  • la promozione dei diritti umani e civili e della diversità culturale;
  • la trasformazione socioeconomica verso un modello di crescita capace anche di integrare i migranti in arrivo nell’Unione Europea.

Principali beneficiari: organismi di ricerca, imprese, amministrazioni pubbliche, associazioni e organizzazioni della società civile.
Partenariati(1) prestabiliti per questo cluster: non sono stati ancora identificati e definiti i partenariati per questo cluster.

3) Civil security for society

Questo cluster, con un budget di 1,6 miliardi di euro, mira a combattere le sfide derivanti dalle minacce alla sicurezza in una società sempre più complessa e digitalizzata, così come le minacce causate dai disastri naturali e quelli prodotti dall’uomo. Le sfide a cui questo cluster vuole rispondere sono le seguenti:

  • migliorare il controllo e la gestione dei confini nazionali;
  • aumentare i livelli di cybersicurezza;
  • rafforzare la privacy digitale e la protezione dei dati personali;
  • combattere la diffusione di fake news dannose per la stabilità democratica, sociale ed economica;
  • gestione di eventi climatici estremi.

Principali beneficiari: organismi di ricerca, associazioni, imprese, amministrazioni pubbliche.
Partenariati(1) prestabiliti per questo cluster: non sono stati ancora identificati e definiti i partenariati per questo cluster.

4) Digital, industry and space

Questo cluster, con un budget di 15,3 miliardi di euro, mira a potenziare la competitività industriale europea in particolare la sua capacità di far fronte alle sfide future investendo sulla sovranità tecnologica e le competenze scientifiche, tecnologiche e industriali presenti sul territorio comunitario. Il cluster prevede una vasta lista di aree d’intervento come:

  • tecnologie produttive (manufacturing technologies);
  • key digital technologies (KDT);
  • tecnologie abilitanti emergenti (emerging enabling technologies);
  • materiali avanzati (advanced materials);
  • intelligenza artificiale e robotica (artificial intelligence and robotics);
  • next generation internet;
  • calcolo avanzato e big data (advanced computing and big data);
  • industria circolare (circular industries);
  • industria pulita e a basse emissioni di carbonio (low-carbon and clean industries);
  • spazio (space) e osservazione della Terra (Hearth observations).

Principali beneficiari: organismi di ricerca, grandi imprese, pubbliche amministrazioni, associazioni. E' fortemente “spinta” la partecipazione di PMI innovative.
Partenariati(1) prestabiliti per questo cluster: sono presenti 4 partenariati istituzionali e ben 6 co-programmati.

5) Climate, energy and mobility

Con un budget di 15,1 miliardi di euro, questo cluster, particolarmente rivolto al settore energia ed a quello dei trasporti, nasce dalla necessità di rendere i sistemi energetici e di mobilità più sostenibili, intelligenti, sicuri, resilienti, inclusivi, competitivi ed efficienti. L’obiettivo è di promuovere una veloce transizione tecnologica verso un maggior utilizzo di energie rinnovabili (totale de-carbonizzazione dell’economia europea e la promozione dei cambiamenti comportamentali in chiave sostenibile), così come definito dalla strategia Green Deal. Il cluster supporta azioni che favoriscono:

  • la de-carbonizzazione;
  • l’efficienza energetica e l’utilizzo delle energie rinnovabili;
  • il recupero, riutilizzo e riciclaggio dei materiali;
  • la riduzione dell’inquinamento dell’aria;
  • l’accesso a nuove materie prime ed economia circolare.

Principali beneficiari: organismi di ricerca, associazioni, pubbliche amministrazioni, imprese.
Partenariati(1) prestabiliti per questo cluster: sono presenti 4 partenariati istituzionali, 5 co-programmati e 2 co-finanziati.

Per quanto concerne il cluster 5, questo è strettamente collegato alla mission(2) “a climate resilient Europe” che ha l’obiettivo di:

  1. preparare l’Europa ad affrontare le perturbazioni climatiche;
  2. accelerare la transizione verso un futuro sano e prospero entro confini planetari sicuri;
  3. ampliare le soluzioni per la resilienza che innescheranno trasformazioni nella società.

Inoltre, è legato alla mission(2) “100 Climate-Neutral Cities by 2030” che ha l’obiettivo di:

  1. sostenere, promuovere e condurre 100 città europee verso la neutralità climatica;
  2. trasformare queste città in centri di innovazione (per sostenibilità e qualità della vita).

6) Food, bioeconomy, natural resources, agriculture and environment

Questo cluster, con un budget di 9 miliardi di euro, ha l’obiettivo di proteggere l’ambiente, ripristinare, gestire e utilizzare in modo sostenibile le risorse naturali e biologiche della terra, del mare e delle acque interne per fermare l’erosione del suolo, garantire la sicurezza alimentare per tutti e la transizione verso un’economia circolare.

Le azioni previste da questo cluster dovranno costruire una base di conoscenze e sviluppare soluzioni per:

  • proteggere le risorse naturali e migliorarne la gestione in chiave sostenibile;
  • proteggere la biodiversità;
  • garantire i servizi eco-sistemici, la sicurezza alimentare e una nutrizione sana;
  • contenere le emissioni di gas serra e altre emissioni, i rifiuti e l’inquinamento dalla produzione primaria;
  • ridurre l’utilizzo di sostanze pericolose.

Principali beneficiari: organismi di ricerca, associazioni, pubbliche amministrazioni, imprese.
Partenariati(1) prestabiliti per questo cluster: sono presenti 4 partenariati istituzionali, 5 co-programmati e 2 co-finanziati.

Il cluster 6 è strettamente collegato alla mission(2) “starfish 2030: restore our ocean and waters” ha come obiettivi:

  1. la pulizia delle acque marine e delle acque dolci;
  2. il ripristino gli ecosistemi e gli habitat degradati;
  3. la de-carbonizzazione dell’economia blu e l'utilizzo sostenibile dei beni che essa fornisce.

Inoltre, questo cluster è collegato anche con la mission(2) “caring for soil is caring for life” che unisce ricerca e innovazione, istruzione e formazione con gli investimenti ed ha un taglio pratico con ampio spazio dedicato alla dimostrazione di buone pratiche in laboratorio.
Questa missione ha come obiettivo quello di:

  1. ottenere almeno il 75% di tutti i suoli dell’UE sani.

Contatti

Per maggiori informazioni, per un confronto sugli incentivi disponibili, sulla stima delle esigenze di liquidità, sulla costruzione di business plan, per un supporto nel dialogo con gli stakeholder finanziari e per un accompagnamento verso un'assistenza personalizzata di Assolombarda Servizi, può richiedere on line un appuntamento oppure la invitiamo a contattare l’Area Credito e Finanza ( tel. 02.58370704).

Note

(1) Tipologia di partenariati. Il programma stabilisce le condizioni e i principi per la creazione di tre nuove tipologie di partenariati:

1. Partenariati co-programmati: nati come successori dei cPPPs, sono partenariati istituiti tra la Commissione e partner privati e/o pubblici e si basano su protocolli d’intesa e/o accordi contrattuali, dove sono specificati gli obiettivi del partenariato, specifiche sui contributi finanziari, indicatori, risultati da raggiungere e modalità di rendicontazione. I bandi lanciati da questi partenariati sono pubblicati direttamente nelle sezioni tematiche del Programma di lavoro di Horizon Europe.
2. Partenariati co-finanziati: nascono come eredi dei ERA-NET e EPJ Cofund, sono partenariati istituiti tra la Commissione e partner principalmente pubblici, spesso le agenzie finanziatrici della ricerca a livello nazionale o altre autorità esperte della materia a livello nazionale. Si basano su un programma di R&I concordato dai partner i quali decidono obiettivi, indicatori chiave, risultati da realizzare, contributi finanziari e/o in natura e attività. Le call vengono stabilite e lanciate dallo stesso partenariato.
3. Partenariati istituzionalizzati: sono partenariati istituiti tra l’Unione e soggetti pubblici e/o privati, caratterizzati da una prospettiva a lungo termine e da un elevato livello di integrazione, implementati da strutture create ad hoc. Sono istituiti sulla base dell’articolo 185 del Tfue, per i Joint Undertakings (partenariati di tipo pubblico-privato tra l’Ue e il settore industriale), o del regolamento dell’Istituto europeo di innovazione e tecnologia per gli EIT.

(2) Missioni. Le missioni sono dei macro-obiettivi ritenuti particolarmente importanti dalla Commissione Europea e nascono con l’idea di aumentare l’efficacia dei finanziamenti e contribuire alla risoluzione di alcune delle più grandi sfide globali del nostro tempo. Ogni missione dovrà includere un portafoglio di azioni - progetti di ricerca (tra quelli presenti in Horizon Europe) diretto a raggiungere, entro un arco di tempo prestabilito, un obiettivo audace, misurabile e rilevante per la società. La Commissione Europea ha dato vita a 5 missioni, che sono: 1. cancro; 2. adattamento al cambiamento climatico, compresa la trasformazione della società; 3. oceani, mari, acque costiere e interne sani; 4. città climaticamente neutre e intelligenti; 5. cibo e terreni sani.

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