Update Lombardia (aggiornamento al 11 dicembre 2014)

Aggiornamento flash sulla congiuntura economica lombarda.

Il focus di questo numero

Sintesi delle principali evidenze dell’analisi su tutte le 4.100 imprese familiari italiane di medie e grandi dimensioni (58% del totale italiano con tali dimensioni) a cura dell’Osservatorio AUB (AIdAF, Università Bocconi, UniCredit e Camera di Commercio di Milano, cap.1).

Nel 2009 le aziende familiari hanno sofferto maggiormente rispetto alle non familiari (-8,8% vs -4,8% il fatturato) mentre nel biennio 2012-2013 la nuova ondata recessiva ha investito tutte le aziende in modo simile. In termini di redditività, le aziende familiari mantengono un gap positivo rispetto alle non familiari, seppur in assottigliamento.
La crescita tramite acquisizione rimane bassa tra le aziende italiane (circa 9 su 10, familiari e non, non hanno fatto alcuna operazione tra il 2000 e il 2013): la propensione verso questa strategia appare correlata a modelli di leadership più strutturati e all’apertura del CdA a figure non appartenenti alla famiglia.
Nel confronto tra le prime 300 aziende per fatturato dei sei principali Paesi europei, l’Italia è quello ad aver sofferto maggiormente per redditività, sebbene tutti non abbiamo recuperato i livelli pre-crisi.

Highlights

Concentriamo la prima parte di questi highlights sui nuovi dati disponibili rispetto al precedente Update di novembre (export, clima di fiducia dei consumatori, clima di fiducia del manifatturiero, disoccupazione e occupazione), confermando nel complesso un quadro congiunturale lombardo piuttosto debole. Rispetto a quanto rilevato nei mesi precedenti, alcuni indicatori mostrano nell’andamento recente alcune differenze in positivo (export) e in negativo (clima di fiducia dei consumatori).

La differenza più evidente è nei nuovi dati dell’export lombardo (cap.6): infatti, nel 3° trimestre 2014 emerge una lieve accelerazione (+1,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente) dopo un andamento sostanzialmente piatto da inizio 2013. Nonostante questo recupero, nel complesso dei primi nove mesi del 2014 la crescita dell’export lombardo rimane modesta: +0,3% rispetto allo stesso periodo del 2013, frutto di quell’inversione nel contributo tra Paesi UE in crescita (+2,5%) e Paesi extra UE in flessione (-2,1%) iniziata nei primi mesi del 2014.

Sempre nel 3° trimestre 2014, Emilia-Romagna (+4,0%) e, soprattutto, Baden-Württemberg (+6,2%) confermano tassi rilevanti di crescita. Per contro, il Bayern è particolarmente debole (+0,1%) e prosegue il rallentamento in atto da inizio 2014. Anche Piemonte (+1,3%) e Veneto (+2,1%) rallentano rispetto ai trimestri precedenti ma rimangono su tassi positivi, mentre nel Rhône-Alpes e in Cataluña l’andamento è altalenante.

Altra differenza è nel dato di novembre 2014 del clima di fiducia dei consumatori del Nord-Ovest (cap. 5) che, dopo il balzo all’insù registrato a ottobre, ripiega verso il basso, torna sui minimi da inizio 2014 e si riallinea all’andamento della fiducia a livello nazionale che non ha mai interrotto la sua discesa dalla primavera 2014. La fragilità della fiducia si riflette in consumi piatti (+0,1% in Italia nel 3° trimestre 2014).

Il clima di fiducia del manifatturiero nell’area milanese (cap. 3) interrompe la discesa e si stabilizza ad ottobre 2014, ma si conferma in prossimità dello zero e sui minimi dell’anno. A livello di componenti, gli ordini totali diminuiscono ancora, rafforzando il tonfo del mese precedente (confermato l’andamento divergente tra ordini interni in caduta e sui minimi da fine 2013, ed esteri in ripresa), le scorte sono in accumulo, mentre le aspettative a breve termine sulla produzione migliorano leggermente per il terzo mese consecutivo.

Anche in Italia la fiducia del manifatturiero si conferma sui minimi da un anno, restando ferma a novembre 2014 sul mese precedente. A livello di Paesi, a novembre 2014 la Germania migliora leggermente ma non recupera la discesa cominciata nell’estate 2014, la Francia risale per il terzo mese consecutivo sui livelli della primavera 2014, la Spagna riprende a crescere dopo quattro mesi stabili e si conferma sui massimi da inizio 2008.

Sul fronte del mercato del lavoro, la disoccupazione lombarda (cap. 8) nel 3° trimestre 2014 è ancora in salita (7,7%) se confrontata con lo stesso periodo del 2013 e supera l’Emilia-Romagna (7,3%), unica regione in calo tra i benchmark nazionali. Le regioni tedesche benchmark sono invece stabili e la nostra disoccupazione si conferma sostanzialmente doppia (4,0% Baden-Württemberg e 3,7% Bayern).

In Lombardia, se da una parte la disoccupazione è in salita, dall’altra l’occupazione (cap. 9) tiene (65,1% nel 3° trimestre 2014). Infatti aumenta il numero di chi si mette alla ricerca di un lavoro (disoccupati), ma la novità è che non sono più lavoratori che l’hanno perso bensì inattivi spinti da una maggiore fiducia nella possibilità di trovarlo. Per il momento i posti di lavoro sono soprattutto concentrati nel commercio e nei servizi alla persona.

Per completezza, di seguito riassumiamo gli andamenti delle altre variabili esaminate nell’Update per le quali i numeri commentati sono gli stessi del precedente aggiornamento di novembre.

In Lombardia l’andamento della produzione manifatturiera (cap. 2) è piatto da inizio 2014 (+0,3% nel 3° trimestre 2014), in Piemonte la ripresa dell’attività produttiva perde slancio (-0,2%), mentre in Veneto prosegue a tassi rilevanti (+0,7%). In Italia la produzione è in flessione (-1,1% nel 3° trimestre 2014) e si attesta sui minimi storici dell’estate 2013 e di metà 2009. Nel benchmark europeo, il Baden-Württemberg arretra lievemente nello stesso periodo.

Come per il manifatturiero, nel 3° trimestre 2014 il clima di fiducia del terziario innovativo milanese (cap. 4) scivola sui minimi di fine 2013 (ma resta sopra lo zero).

Infine, tra i fonti di criticità c’è la cassa integrazione guadagni (cap. 10). Gli ultimi dati di ottobre 2014 confermano le differenze tra le regioni esaminate: da una parte, Lombardia e Piemonte con CIG sostanzialmente stabile (-0,5%) e in lieve aumento (+2,7%) nei primi dieci mesi del 2014, come conseguenza della componente straordinaria ancora in sensibile espansione (+22,7% e +28,8% rispettivamente); dall’altra parte, Veneto ed Emilia-Romagna con una CIG in deciso calo (-30,9% e -36,1%) grazie alla straordinaria in diminuzione (-18,3% e -7,9%).