Update Lombardia (aggiornamento al 16 settembre 2014)

Aggiornamento flash sulla congiuntura economica lombarda.

Il focus di questo numero

Il tema è la competitività dell’Italia a livello globale misurata nella classifica 2014 del World Economic Forum (cap. 1). Secondo il ranking uscito a inizio settembre, l’Italia si colloca al 49° posto su 144 Paesi, tra le economie europee più deboli e distante dai suoi principali competitor (Germania al 5° posto, Francia al 23° e Spagna al 35°). In Italia, tra i freni alla competitività spiccano innanzitutto la ridotta efficienza del mercato del lavoro (136° posto su 144), la pressione fiscale (134°), lo sviluppo del mercato finanziario (119°), la criticità dello scenario macroeconomico (108°) e il funzionamento delle istituzioni (106°). Come punti di maggior forza ci sono, invece, la dimensione del mercato per le imprese (12° posto), la salute e l’educazione primaria (22°) e la sofisticatezza del business (25°) in cui l’Italia svetta al 1° posto in classifica per le aggregazioni d’impresa.

Highlights

In Lombardia si appiattisce ulteriormente la ripresa lenta, seppur continuativa, della produzione manifatturiera (cap. 2) cominciata a inizio 2013 (+0,1% nel 2° trimestre 2014), mentre in Veneto l’attività produttiva si mantiene su tassi rilevanti anche se in rallentamento (+0,7%). In Italia la dinamica è assai più debole e la produzione si riporta sui minimi storici dell’estate 2013 e di metà 2009. Ovunque è ampio il divario rispetto al pre-crisi, ma la Lombardia (-10,6%) fa meglio della media nazionale (-24,5%). Dal confronto con Baden-Württemberg e Cataluña emergono dinamiche simili di stazionarietà.

Anche i più recenti indicatori qualitativi, sia dal lato delle imprese sia da quello delle famiglie, confermano il rallentamento in atto dell’attività economica.

Dal lato delle imprese, a Milano l’indice del clima di fiducia del manifatturiero (cap. 3) frena nuovamente a giugno su un percorso di risalita già altalenante, pur restando sui massimi dall’autunno 2011. In Italia, come in Germania, la fiducia delle imprese manifatturiere è in stallo: dopo sei/sette mesi di sostanziale stabilità, l’indice cala fortemente ad agosto e si riporta sui minimi dall’autunno 2013. In controtendenza risulta il clima di fiducia del terziario innovativo milanese (cap. 4) che mostra nel 2° trimestre 2014 il quarto aumento consecutivo.

Dal lato delle famiglie, l’indice del clima di fiducia dei consumatori del Nord-Ovest (cap. 5) peggiora nei mesi estivi dopo il trend positivo da inizio 2014. Al momento i consumi delle famiglie si mostrano stabili (dati 2° trimestre).

Sul fronte export (cap. 6), la Lombardia mostra l’andamento più debole (-0,1% tendenziale nel 2° trimestre 2014) rispetto ai benchmark nazionali ed europei, anche se in primavera si registra ovunque un rallentamento: unica eccezione il Veneto che accelera rispetto a inizio anno (+3,2% nel 2° trimestre). A livello lombardo, la sostanziale stabilità dell’export nel 1° semestre 2014 è il frutto di un’inversione nel contributo: se prima trainavano i Paesi Extra UE, ora sono i Paesi UE a controbilanciare il calo dei primi (Paesi extra UE -3,6%, EU +3,1% nel 1° semestre 2014). Si segnala che in Lombardia la crisi russo-ucraina ha già determinato nella prima parte del 2014 un calo dell’export verso la Russia (-7,6% nel periodo gennaio-giugno) che rappresenta la settima destinazione mondiale per le imprese lombarde: da monitorare l’andamento nei prossimi mesi per il rischio di un ulteriore rallentamento a seguito dell’aggravarsi delle ritorsioni commerciali.

Per il complesso del 2014 il CSC, in linea con le recenti previsioni OCSE, ha tagliato le stime per l’Italia che chiuderà il 2014 con un Pil (cap. 7) in calo del -0,4% (dal +0,2% previsto in giugno) e la ripresa è ulteriormente rimandata nel 2015, con un aumento limitato a un +0,5% (+1% in giugno).

Infine, il mercato del lavoro continua ad essere molto debole: la disoccupazione lombarda (cap. 8) nel 2° trimestre 2014 è ancora in salita (8,0%), supera l’Emilia-Romagna (7,7%) e rimane sopra al Veneto (7,3%). Rispetto ai benchmark tedeschi la nostra disoccupazione si conferma più che doppia (3,9% Baden-Württemberg e 3,6% Bayern). Il segnale del perdurare delle criticità anche nei prossimi mesi giunge dalla Cassa Integrazione Guadagni (cap. 10) che nei primi sette mesi del 2014 è ancora in aumento in Lombardia (+3,4%) a causa di forti tensioni sulla componente Straordinaria (+32,3%), mentre la cassa Ordinaria è in flessione (-32,7%).