1. A
Adattamento ai cambiamenti climatici
«Adattamento» significa anticipare gli effetti avversi dei cambiamenti climatici e adottare misure adeguate per prevenire o ridurre al minimo i danni che possono causare oppure sfruttare le opportunità che possono presentarsi. Esempi di misure di adattamento sono modifiche infrastrutturali su larga scala, come la costruzione di difese per proteggere dall’innalzamento del livello del mare, e cambiamenti comportamentali, come la riduzione degli sprechi alimentari da parte dei singoli. In sostanza, l’adattamento può essere inteso come il processo di adeguamento agli effetti attuali e futuri dei cambiamenti climatici.
Fonte: European Environment Agency
Attestato di prestazione energetica (APE)
L’Attestato di Prestazione Energetica (APE, o anche, comunemente, "certificato energetico") è un documento che attesta la prestazione e la classe energetica di un immobile e indica gli interventi migliorativi più convenienti. La prestazione energetica è la quantità di energia necessaria per soddisfare annualmente le esigenze legate a un uso standard dell’immobile per il riscaldamento, il raffrescamento, la ventilazione, la produzione di acqua calda sanitaria e, negli edifici non residenziali, anche per l’illuminazione, gli ascensori e le scale mobili.
Fonte: Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA)
2. B
B-Corp
B-Corp è una certificazione che attesta che un'azienda soddisfa elevati standard di performance verificata, responsabilità e trasparenza su fattori che vanno dai benefici per i dipendenti e le donazioni di beneficenza, alle pratiche della catena di approvvigionamento e ai materiali in ingresso. Il requisito legale assicura che le B Corp rimangano legalmente responsabili nei confronti di tutti i loro stakeholder. Un'azienda che ottiene la certificazione B-Corp, devono svolgere la verifica ogni tre anni per poter essere ricertificate.
Fonte: B Lab
Biodiversità
Il termine biodiversità è stato coniato nel 1988 dall'entomologo americano Edward O. Wilson. La Convenzione ONU sulla Diversità Biologica definisce la biodiversità come la varietà e variabilità degli organismi viventi e dei sistemi ecologici in cui essi vivono, evidenziando che essa include la diversità a livello genetico, di specie e di ecosistema. La diversità di ecosistema definisce il numero e l’abbondanza degli habitat, delle comunità viventi e degli ecosistemi all’interno dei quali i diversi organismi vivono e si evolvono. La diversità di specie comprende la ricchezza di specie, misurabile in termini di numero delle stesse specie presenti in una determinata zona, o di frequenza delle specie, cioè la loro rarità o abbondanza in un territorio o in un habitat.
La diversità genetica definisce la differenza dei geni all’interno di una determinata specie; essa corrisponde quindi alla totalità del patrimonio genetico a cui contribuiscono tutti gli organismi che popolano la Terra.
Fonte: Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale (ISPRA)
3. C
Categorie protette
Le c.d. “categorie protette” sono categorie di soggetti che godono di una tutela particolare, volta a favorirne l’accesso nel mondo del lavoro. La legge n.68/99 identifiica come soggetti destinatari di tutela:
- le persone in età lavorativa affette da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali ed i portatori di handicap intellettivo, che presentino una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45%;
- le persone invalide del lavoro con un grado di invalidità superiore al 33% accertate dall’INAIL;
- le persone non vedenti;
- le persone sordomute;
- le persone invalide di guerra, invalide civili di guerra e invalide per servizio con menomazioni annesse alle tabelle di cui al testo unico in materia di pensioni di guerra d.p.r. n.915/78.
- orfani e coniugi superstiti di coloro che siano deceduti per causa di lavoro, di guerra o di servizio svolto nelle pubbliche amministrazioni, ovvero in conseguenza dell’aggravarsi dell’invalidità riportata per tali cause;
- coniugi e figli di soggetti riconosciuti grandi invalidi per causa di guerra, di servizio e di lavoro;
- profughi italiani rimpatriati il cui status è riconosciuto ai sensi della legge 26 dicembre 1981, n. 763;
- orfani e coniugi delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata (L.n.407/1998).
Fonte: Altalex
Catena del valore
Una catena del valore comprende le attività, le risorse e le relazioni che l'impresa utilizza e su cui fa affidamento per creare i propri prodotti o servizi, dalla concezione alla consegna, al consumo e alla fine del ciclo di vita. Le attività, le risorse e le relazioni rilevanti comprendono:
a) le attività proprie dell'impresa, come le risorse umane;
b) le attività lungo i canali di fornitura, marketing e distribuzione, come l'approvvigionamento dei materiali e dei servizi e la vendita e la consegna dei prodotti e dei servizi;
c) gli ambienti finanziari, geografici, geopolitici e normativi in cui l'impresa opera. La catena del valore comprende attori a monte e a valle dell'impresa. Gli attori a monte dell'impresa (ad esempio, i fornitori) forniscono prodotti o servizi che vengono utilizzati nello sviluppo dei prodotti o servizi dell'impresa. I soggetti a valle dell'impresa (ad esempio, distributori, clienti) ricevono prodotti o servizi dall'impresa.
Fonte: European Financial Reporting Advisory Group, “EFRAG Voluntary Sustainability Reporting Standard for non-listed SMEs (VSME)”
Certificazione FSC (Forest Stewardship Council)
La certificazione FSC è una certificazione internazionale specifica per il settore forestale e i prodotti - legnosi e non legnosi - derivati dalle foreste. Esistono due tipi di certificazione FSC: la certificazione di Gestione forestale e la certificazione di Catena di custodia.
Fonte: Forest Stewardship Council (FSC) Italia
Classe energetica
Un indicatore che valuta l'efficienza energetica e che è basato sul valore della prestazione energetica. La classe viene rappresentata da una letterea (da A a FG, dove la A è la classe più efficiente).
Fonte: Ministero dell'Economia e delle Finanze, "Il dialogo di sostenibilità tra PMI e banche"
Codice Etico/Codice di condotta
È un documento che stabilisce i principi, i valori e le norme di comportamento che un'organizzazione o un'impresa si impegna a seguire. Fornisce una guida ai dipendenti e agli altri stakeholder sull'etica aziendale, sulla condotta professionale e sul rispetto delle leggi e dei regolamenti pertinenti.
Fonte: Ministero dell'Economia e delle Finanze, "Il dialogo di sostenibilità tra PMI e banche"
Consumo idrico
La quantità di acqua prelevata all'interno dei confini dell'impresa che non viene scaricata o che si prevede di scaricare nuovamente nell'ambiente idrico o a terzi. Si tratta tipicamente di acqua evaporata - ad esempio, nei processi di energia termica come l'essiccazione o la produzione di energia - di acqua incorporata nei prodotti - ad esempio, nella produzione alimentare - o di acqua per l'irrigazione - ad esempio, utilizzata in agricoltura o per innaffiare i locali dell'impresa. L'acqua piovana raccolta può essere considerata nel calcolo del consumo di acqua, come un input separato dal prelievo di acqua.
Consumo di acqua = prelievo + raccolta di acqua piovana - scarichi
Fonte: Ministero dell'Economia e delle Finanze, "Il dialogo di sostenibilità tra PMI e banche"
Contrattazione collettiva
Tutte le trattative che si svolgono tra un datore di lavoro, un gruppo di datori di lavoro o una o più organizzazioni di datori di lavoro, da un lato, e una o più organizzazioni sindacali o, in loro assenza, i rappresentanti dei lavoratori debitamente eletti e autorizzati da queste ultime in conformità alle leggi e ai regolamenti nazionali, per: determinare le condizioni di lavoro e le condizioni di occupazione, regolare i rapporti tra datori di lavoro e lavoratori, regolare i rapporti tra i datori di lavoro o le loro organizzazioni e una o più organizzazioni di lavoratori.
Fonte: European Financial Reporting Advisory Group, “EFRAG Voluntary Sustainability Reporting Standard for non-listed SMEs (VSME)”
Corruzione
Abuso del potere a fini privati, che può essere istigato da individui o organizzazioni. Include pratiche quali pagamenti agevolati, frode, estorsione, collusione e riciclaggio di denaro. Include anche l'offerta o la ricezione di qualsiasi dono, prestito, compenso, ricompensa o altro vantaggio a o da qualsiasi persona come incentivo a fare qualcosa di disonesto, illegale o che rappresenta una violazione della fiducia nella conduzione degli affari dell'impresa. Ciò può includere benefici in denaro o in natura, come beni gratuiti, regali e vacanze, o servizi personali speciali forniti allo scopo di ottenere un vantaggio improprio, o che possono risultare in una pressione morale per ricevere tale vantaggio.
Fonte: European Financial Reporting Advisory Group, “EFRAG Voluntary Sustainability Reporting Standard for non-listed SMEs (VSME)”
4. D
Discriminazione
Si ha discriminazione quando una persona riceve un trattamento sfavorevole rispetto a quello che hanno ricevuto o che potrebbero ricevere altre persone nella stessa situazione.
Nell’ordinamento italiano e sovranazionale esiste un principio di non discriminazione a tutela di un eguale e libero accesso per tutti gli individui alle stesse opportunità e agli stessi mezzi offerti dalla società (ad es. nel mondo del lavoro, della scuola, delle prestazioni sociali o assistenziali).
È vietato discriminare in base ai seguenti motivi:
- sesso della persona
- razza o origine etnica
- lingua
- religione o altre convinzioni legate al fenomeno religioso (es. ateismo)
-opinioni politiche
- condizioni personali o sociali (ad es. per ragioni di età, disabilità, condizioni economiche)
Fonte: Save the Children Italia
5. E
Ecolabel UE
Ecolabel UE è il marchio di qualità ecologica dell’Unione Europea che contraddistingue prodotti e servizi che, pur garantendo elevati standard prestazionali, sono caratterizzati da un ridotto impatto ambientale durante l’intero ciclo di vita.
Ecolabel UE ha le caratteristiche di un marchio volontario di Tipo I (come definito dalla norma ISO 14024): è basato su criteri definiti su base scientifica in relazione all’intero ciclo di vita dei prodotti (dall’estrazione delle materie prime, alla fase di produzione, di imballaggio e trasporto, di utilizzo e di recupero e smaltimento). I criteri riguardano diversi aspetti ambientali tra cui l’uso dell’energia, dell’acqua, delle sostanze chimiche e la produzione di rifiuti (sistema multicriterio), ma anche la funzionalità del prodotto e la qualità delle sue prestazioni.
Fonte: Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica
EPD (Dichiarazione Ambientale di Prodotto)
L'EPD è una dichiarazione ambientale ISO di tipo III secondo lo standard ISO 14025, che riporta in modo trasparente dati oggettivi, comparabili e verificati da terzi sulle prestazioni ambientali di prodotti e servizi dal punto di vista del ciclo di vita. La base di ogni EPD è una valutazione del ciclo di vita (LCA).
Fonte: The International EPD System
6. G
GOTS (Global Organic Textile Standard)
Il GOTS (Global Organic Textile Standard) è lo standard di lavorazione tessile per le fibre organiche che include criteri ambientali, supportato da una certificazione di terza parte di tutte le fasi di lavorazione. I prodotti finali certificati GOTS possono includere prodotti in fibra, filati, tessuti, abiti, tessuti per la casa, materassi, prodotti per l'igiene personale, nonché prodotti tessili destinati al contatto con gli alimenti e altro ancora.
Fonte: GOTS (Global Organic Textile Standard)
Governance
La governance è il sistema di regole, pratiche e processi con cui un'azienda è diretta e controllata.
Fonte: European Reporting Advisory Group, "EFRAG Voluntary Sustainability Reporting Standard for non-listed SMEs (VSME)"
7. I
Infortuni in itinere
L'infortunio in itinere è l'infortunio occorso nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro. Gli infortuni e le malattie che si verificano durante gli spostamenti per lavoro (in itinere) sono considerati correlati al lavoro se il dipendente stava svolgendo attività lavorative nell'interesse del datore di lavoro al momento dell'infortunio o della malattia. Gli infortuni che si verificano durante gli spostamenti, al di fuori della responsabilità dell'impresa (ad esempio, il regolare pendolarismo da e per il lavoro), sono soggetti alla legislazione nazionale applicabile, che ne regola la categorizzazione per stabilire se sono considerati correlati al lavoro o meno.
Fonte: Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli infortuni sul Lavoro (INAIL)
Infortunio sul lavoro
Per infortunio sul lavoro si intende ogni lesione originata, in occasione di lavoro, da causa violenta
che determini la morte della persona o ne menomi parzialmente o totalmente la capacità lavorativa. Sono considerati infortuni sul lavoro anche quelli dovuti a colpa del lavoratore stesso. Sono considerati infortuni sul lavoro anche quelli dovuti a colpa del lavoratore stesso.
Gli elementi integranti l'infortunio sul lavoro sono:
- la lesione: lesione all’integrità psicofisica della persona e valutata dal medico-legale INAIL
- la causa violenta: la componente esterna che, interferendo in maniera repentina e diretta
all’interno del luogo di lavoro, compromette l’integrità psico-fisica del lavoratore
- l'occasione di lavoro: concetto che richiede che vi sia un nesso causale tra il lavoro e il verificarsi del rischio cui può conseguire l'infortunio. Si considera occasione di lavoro anche il viaggio effettuato per recarsi o tornare dal luogo di lavoro a casa (c.d. "infortuni in itinere"), e altri viaggi svolti "nell'interesse del datore di lavoro".
Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Fonte: Ministero dell'Economia e delle Finanze, "Il dialogo di sostenibilità tra PMI e banche"
Intensità delle emissioni di GHG
I rapporti d’intensità definiscono le emissioni di GHG nel contesto di un parametro specifico per
l’organizzazione. L’intensità delle emissioni di GHG ne esprime la quantità per unità di attività, uscita o qualsiasi altro parametro specifico per l’organizzazione.
I rapporti d’intensità possono essere forniti per (ma non solo):
- prodotti (come tonnellate di emissioni di CO2 prodotte per unità);
- servizi (come tonnellate di emissioni di CO2 per funzione o servizio);
- fatturato (come tonnellate di emissioni di CO2 per vendite).
I parametri specifici per l’organizzazione (denominatori) possono essere:
- unità di prodotto;
- volume di produzione (come tonnellate, litri o MWh);
- dimensioni (come m2 di spazio a pavimento);
- numero di dipendenti a tempo pieno;
- unità monetarie (come ricavi o fatturato).
In combinazione con il valore assoluto delle emissioni di GHG di un’organizzazione, l’intensità delle emissioni di GHG aiuta a contestualizzare l’efficienza dell’organizzazione, anche in relazione ad altre organizzazioni.
Fonte: Global Reporting Initiative (GRI), Consolidated Set of the GRI Standards
ISO 14001 (Sistema di gestione ambientale)
ISO 14001:2015 è lo standard riconosciuto a livello internazionale per i Sistemi di gestione ambientale (SGA). Fornisce un quadro di riferimento per le organizzazioni che intendono progettare e implementare un SGA e migliorare continuamente le proprie prestazioni ambientali. Il quadro di riferimento comprende vari aspetti, dall'utilizzo delle risorse e dalla gestione dei rifiuti al monitoraggio delle prestazioni ambientali e al coinvolgimento delle parti interessate negli impegni ambientali.
Fonte: International Organization for Standardization (ISO)
ISO 14040 |14044 (LCA)
La norma ISO 14040:2006 | 14044:2006 descrive i principi e il quadro di riferimento per la valutazione del ciclo di vita (life cycle assessment - LCA), tra cui la definizione dell'obiettivo e dell'ambito della LCA, la fase di analisi dell'inventario del ciclo di vita (LCI), la fase di valutazione dell'impatto del ciclo di vita (LCIA), la fase di interpretazione del ciclo di vita, la rendicontazione e la revisione critica della LCA, le limitazioni della LCA, la relazione tra le fasi della LCA e le condizioni per l'uso di scelte di valore e di elementi opzionali.
Fonte: International Organization for Standardization (ISO)
ISO 14067 (Carbon footprint di prodotto)
La norma ISO 14067:2018 specifica i principi, i requisiti e le linee guida per la quantificazione e il reporting dell'impronta di carbonio di un prodotto (carbon footprint of products - CFP), in modo coerente con gli standard internazionali sulla valutazione del ciclo di vita (LCA) (ISO 14040 e ISO 14044).
Fonte: International Organization for Standardization (ISO)
ISO 22301 (Gestione della continuità operativa)
ISO 22301 è lo standard internazionale per i sistemi di gestione della continuità operativa (BCMS). Fornisce un quadro di riferimento per le organizzazioni che pianificano, stabiliscono, implementano, gestiscono, monitorano, rivedono, mantengono e migliorano continuamente un sistema di gestione documentato per proteggere da, ridurre la probabilità di, e garantire il recupero da incidenti dirompenti.
Fonte: International Organization for Standardization (ISO)
ISO 26000 (Responsabilità sociale)
La norma ISO 26000:2010 ha lo scopo di fornire alle organizzazioni una guida in materia di responsabilità sociale. Intende incoraggiarle ad andare oltre la conformità legale, riconoscendo che il rispetto della legge è un dovere fondamentale di qualsiasi organizzazione e una parte essenziale della loro responsabilità sociale. L'obiettivo è promuovere la comprensione comune nel campo della responsabilità sociale e integrare altri strumenti e iniziative di responsabilità sociale, senza sostituirli.
Fonte: International Organization for Standardization (ISO)
ISO 27001 (Sicurezza delle informazioni)
ISO/IEC 27001:2022 è lo standard per i sistemi di gestione della sicurezza delle informazioni (Information Security Management System - ISMS). Fornisce alle aziende di qualsiasi dimensione e di tutti i settori di attività una guida per stabilire, implementare, mantenere e migliorare continuamente un sistema di gestione della sicurezza delle informazioni.
Fonte: International Organization for Standardization (ISO)
ISO 37001 (Sistema di gestione anti-corruzione)
La norma ISO 37001:2016 specifica i requisiti e fornisce una guida per stabilire, implementare, mantenere, revisionare e migliorare un sistema di gestione anticorruzione.
Fonte: International Organization for Standardization (ISO)
ISO 45001 (Sistema di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro)
La norma ISO 45001:2018 è uno standard internazionale che specifica i requisiti per un Sistema di gestione della salute e della sicurezza sul lavoro (OH&S). Fornisce alle organizzazioni un quadro di riferimento per la gestione dei rischi e il miglioramento delle prestazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
Fonte: International Organization for Standardization (ISO)
ISO 50001 (Sistema di gestione dell'energia)
La norma ISO 50001:2018 specifica i requisiti per stabilire, implementare, mantenere e migliorare un sistema di gestione dell'energia (Energy Management System - EnMS). L'obiettivo è quello di consentire a un'organizzazione di seguire un approccio sistematico al miglioramento continuo delle prestazioni energetiche e del sistema di gestione dell'energia.
Fonte: International Organization for Standardization (ISO)
ISO 56002 (Gestione dell'Innovazione)
La norma ISO 56002:2019 fornisce una guida per la creazione, l'implementazione, il mantenimento e il miglioramento continuo di un sistema di gestione dell'innovazione da utilizzare in tutte le organizzazioni consolidate.
Fonte: International Organization for Standardization (ISO)
ISO 9001 (Sistema di gestione per la qualità)
ISO 9001:2015 è uno standard riconosciuto a livello mondiale per la gestione della qualità. Aiuta le organizzazioni di ogni dimensione e settore a migliorare le proprie prestazioni, a soddisfare le aspettative dei clienti e a dimostrare il proprio impegno per la qualità. I suoi requisiti definiscono come stabilire, implementare, mantenere e migliorare continuamente un sistema di gestione della qualità (SGQ).
Fonte: International Organization for Standardization (ISO)
ISO ISO 14064-1 (Carbon footprint di organizzazione)
La norma ISO 14064-1:2018 rappresenta una linea guida per quantificare, monitorare, rendicontare e comunicare le proprie emissioni di gas ad effetto serra di organizzazione.
Fonte: Bureau Veritas
8. L
Lavoro forzato
Lavoro forzato è il termine utilizzato dalla comunità internazionale per indicare situazioni in cui le persone coinvolte - donne e uomini, ragazze e ragazzi - sono costrette a lavorare contro la loro libera volontà, obbligate dal reclutatore o dal datore di lavoro, ad esempio attraverso la violenza o le minacce di violenza, o con mezzi più sottili come l'accumulo di debiti, la conservazione dei documenti d'identità o le minacce di denuncia alle autorità di immigrazione. Tali situazioni possono anche configurarsi come traffico di esseri umani o pratiche simili alla schiavitù. Il diritto internazionale stabilisce che il ricorso al lavoro forzato è un crimine e deve essere punito con sanzioni che riflettano la gravità del reato.
Fonte: Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO)
Lavoro minorile
Il lavoro minorile è definito come l’attività lavorativa che priva i bambini e le bambine della loro infanzia, della loro dignità e influisce negativamente sul loro sviluppo psico-fisico. Esso comprende varie forme di sfruttamento e abuso spesso causate da condizioni di estrema povertà, dalla mancata possibilità di istruzione, da situazioni economiche e politiche in cui i diritti dei bambini e delle bambine non vengono rispettati, a vantaggio dei profitti e dei guadagni degli adulti. Ai bambini in situazione di lavoro minorile viene negato il diritto di andare a scuola, la possibilità di giocare e di godere dei loro affetti.
Fonte: Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO)
LEED (Leadership in Energy and Environmental Design)
La certificazione LEED (Leadership in Energy and Environmental Design) è un sistema volontario sviluppato per promuovere la progettazione, costruzione e gestione di edifici sostenibili ad alte prestazioni. Applicabile a qualsiasi tipologia di edificio, fornisce un approccio integrato che considera l’intero ciclo di vita dell’edificio.
Fonte: Green Building Council italia
9. M
Malattia professionale
Si intende qualunque malattia causata principalmente dall’esposizione a un fattore di rischio fisico, organizzativo, chimico o biologico, ovvero a una combinazione di tali fattori, nei luoghi di lavoro. Le malattie professionali sono essenzialmente quelle indicate nelle norme nazionali come malattie risultanti dall’esposizione ai fattori di rischio nei luoghi di lavoro. Il riconoscimento di una malattia professionale può essere associato a un risarcimento, se emerge chiaramente l’esistenza di un nesso causale tra l’esposizione nel luogo di lavoro e la malattia.
Le malattie mentali sono considerate correlate al lavoro quando supportate dal parere di un professionista sanitario. Problematiche di salute non correlate al lavoro includono fumo, abuso di droghe, inattività fisica, diete non salutari e fattori psicosociali.
Fonte: Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro
Fonte: Ministero dell'Economia e delle Finanze, "Il dialogo di sostenibilità tra PMI e banche"
Mitigazione dei cambiamenti climatici
«Mitigazione» significa rendere meno gravi gli impatti dei cambiamenti climatici prevenendo o diminuendo l’emissione di gas a effetto serra (GES) nell’atmosfera. La mitigazione si ottiene riducendo le fonti di questi gas (ad esempio mediante l’incremento della quota di energie rinnovabili o la creazione di un sistema di mobilità più pulito) oppure potenziandone lo stoccaggio (ad esempio attraverso l’aumento delle dimensioni delle foreste). In breve, la mitigazione è un intervento umano che riduce le fonti delle emissioni di gas a effetto serra e/o rafforza i pozzi di assorbimento.
Fonte: European Environment Agency
Modello di organizzazione e controllo (MOC) ai sensi del D.Lgs. 231/2001
Il Modello di organizzazione e controllo (MOC) previsto dalla legge italiana (Legge 231/2001), quindi anche detto "Modello 231", mira a prevenire la commissione di reati da parte di entità giuridiche, come le imprese. Questo modello prevede la definizione di regole interne, procedure e controlli volti a identificare, prevenire e contrastare specifiche tipologie di reati, come la corruzione, il riciclaggio di denaro, il finanziamento illecito ai partiti politici, tra gli altri. La sua implementazione comporta la designazione di un organismo di vigilanza interno, l'adozione di un codice etico, la formazione del personale e il monitoraggio continuo dell'efficacia del sistema.
Fonte: Ministero dell'Economia e delle Finanze, "Il dialogo di sostenibilità tra PMI e banche"
10. N
NACE
I codici NACE (Nomenclature statistique des Activités économiques dans la Communauté Européenne) sono classificazioni delle attività economiche utilizzate nell'Unione europea. Essi forniscono un quadro standardizzato per la classificazione delle attività economiche in settori, consentendo la comparabilità e la comprensione comune tra i vari Paesi dell'UE.
Il codice NACE è composto da un numero di cifre che va da 2 a 5, a seconda del livello di specificità con cui viene identificata l'attività economica. L'elenco dei codici NACE è riportato nel seguente documento: REGOLAMENTO (CE) N. 1893/2006.: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/HTML/?uri=CELEX:32006R1893
Fonte: Ministero dell'Economia e delle Finanze, "Il dialogo di sostenibilità tra PMI e banche"
11. P
PdR UNI 125 (Certificazione di parità di genere)
Il “Sistema di certificazione della parità di genere” è un intervento del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) a titolarità del Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri. Il Sistema di certificazione della parità di genere ha inoltre l’obiettivo di assicurare una maggiore qualità del lavoro femminile, promuovendo la trasparenza sui processi lavorativi nelle imprese, riducendo il “gender pay gap” (“divario retributivo di genere” che indica la differenza tra il salario annuale medio percepito dalle donne e quello percepito dagli uomini), aumentando le opportunità di crescita in azienda e tutelando la maternità.
Fonte: Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per le Pari Opportunità
PMI Innovativa
Ai sensi della normativa di riferimento (DL 3/2015, art. 4) una PMI innovativa è una società di capitali, costituita anche in forma cooperativa, che rispetti i seguenti requisiti oggettivi:
- residenza in Italia, o in altro Paese dello Spazio Economico Europeo ma con sede produttiva o filiale in Italia;
- ha effettuato la certificazione dell'ultimo bilancio e dell'eventuale bilancio consolidato;
- non è quotata in un mercato regolamentato;
- non è contestualmente iscritta alla sezione speciale delle startup innovative.
Inoltre, una PMI innovativa rispetta almeno 2 dei seguenti 3 requisiti soggettivi:
- ha sostenuto spese in R&S e innovazione pari ad almeno il 3% del maggiore valore tra fatturato e costo della produzione;
- impiega personale altamente qualificato (almeno 1/5 dottori di ricerca, dottorandi o ricercatori, oppure almeno 1/3 con laurea magistrale)
- è titolare, depositaria o licenziataria di almeno un brevetto o titolare di un software registrato
Fonte: Ministero delle imprese e del Made in Italy
Prelievo idrico
Il prelievo di acqua si riferisce alla quantità di acqua che un'impresa preleva all'interno dei propri confini organizzativi da qualsiasi fonte durante il periodo di riferimento. Per la maggior parte delle imprese si tratta della quantità di acqua prelevata dalla rete idrica pubblica, come indicato nelle bollette. Tuttavia, laddove applicabile, il prelievo di acqua comprende anche i quantitativi di acqua prelevati da altre fonti, come l'acqua di falda dai propri pozzi, l'acqua prelevata da fiumi o laghi o l'acqua ricevuta da altre imprese. Nel caso specifico delle imprese che operano nel settore agricolo, il prelievo di acqua include l'acqua piovana se raccolta direttamente e immagazzinata dall'impresa.I dati relativi ai prelievi idrici possono essere ricavati da misurazioni effettuate mediante misuratori di portata o bollette dell'acqua; in pratica, per la maggior parte delle imprese i prelievi idrici si riferiscono alla quantità di acqua prelevata dalla rete idrica pubblica, come indicato nelle bollette. Nei casi in cui le misurazioni dirette non sono fattibili o non sono ritenute sufficienti e devono quindi essere integrate, i dati sul prelievo idrico possono essere stimati utilizzando, ad esempio, modelli di calcolo e standard industriali.
Fonte: European Financial Reporting Advisory Group, "EFRAG Voluntary Sustainability Reporting Standard for non-listed SMEs (VSME)"
Prestazione energetica
La quantità annua di energia consumata (in KWh per m2) o che si prevede possa essere necessaria per soddisfare, con un uso standard dell'immobile, i vari bisogni energetici dell'edificio (quali climatizzazione invernale ed estiva, riscaldamento dell'acqua, ventilazione).
Fonte: Ministero dell'Economia e delle Finanze, "Il dialogo di sostenibilità tra PMI e banche"
12. R
Rating
Il rating di legalità è stato istituito dall'art. 5-ter del decreto-legge n. 1/2012 al fine di promuovere l'introduzione di principi etici nei comportamenti aziendali. L'attribuzione del rating richiede il rispetto di elevati standard di legalità da parte delle imprese e misura, premiandola, la gestione aziendale trasparente, etica e virtuosa. Le imprese in possesso del rating di legalità possono godere di benefici nell'accesso a risorse e opportunità in ambito sia pubblico che privato. Il rating di legalità viene riconosciuto attraverso l'attribuzione di un punteggio, compreso tra un minimo di una e un massimo di tre "stelle".
Fonte: AGCM, Rating di legalità
Rifiuto pericoloso
Rifiuto che presenta una o più tra le seguenti caratteristiche:
H1 «Esplosivo»
H2 «Comburente»
H3-A «Facilmente infiammabile»
H3-B «Infiammabile»
H4 «Irritante»
H5 «Nocivo»
H6 «Tossico»
H7 «Cancerogeno»
H8 «Corrosivo»
H9 «Infettivo»
H10 «Tossico per la riproduzione»
H11 «Mutageno»
H12 Rifiuti che, a contatto con l'acqua, l'aria o un acido, sprigionano un gas tossico o molto tossico;
H13 «Sensibilizzanti»
H14 «Ecotossico»
H15 Rifiuti suscettibili, dopo l'eliminazione, di dare origine in qualche modo ad un'altra sostanza, ad esempio a un prodotto di lisciviazione avente una delle caratteristiche sopra elencate.
Fonte: Art. 183 ed Allegato I D. Lgs. 152/2006 (Testo Unico Ambientale)
Rifiuto radioattivo
Qualsiasi materia radioattiva in forma gassosa, liquida o solida per la quale nessun utilizzo ulteriore è previsto o preso in considerazione dallo Stato membro o da una persona giuridica o fisica la cui decisione sia accettata dallo Stato membro e che sia regolamentata a titolo di rifiuto radioattivo da un’autorità di regolamentazione competente conformemente al quadro legislativo e regolamentare dello Stato membro.
Fonte: Articolo 3, comma 7, della Direttiva 2011/70/Euratom del Consiglio
Rischio connesso alla protezione dei dati personali
Il rischio connesso alla protezione dei dati personali riguarda la possibilità che l’azienda non garantisca un trattamento conforme dei dati personali, in particolare in relazione al Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR). Questo rischio si manifesta attraverso violazioni dei diritti degli interessati, mancata adozione di presidi organizzativi e tecnici, oppure incidenti di sicurezza (data breach) che possono causare sanzioni economiche, danni reputazionali e contenziosi legali.
Rischio da liti/cause legali
Il rischio di liti o cause legali si riferisce alla possibilità che l’azienda sia coinvolta in contenziosi civili, penali, amministrativi o fiscali con controparti private o pubbliche, a causa di violazioni contrattuali, danni, controversie normative o dispute legali. Questo rischio può generare impatti economici diretti (sanzioni, risarcimenti, spese legali), reputazionali, organizzativi e operativi, oltre che minare la fiducia degli stakeholder.
Rischio di cambio
Rischio di perdite o volatilità nei risultati dovuti a variazioni dei tassi di cambio tra valute (esposizioni su acquisti/vendite in valuta estera, incassi/pagamenti, conversione bilanci di controllate estere).
Rischio di compliance
Il rischio di compliance rappresenta il grado di esposizione dell’azienda alla possibilità di incorrere in sanzioni, perdite economiche o danni reputazionali a causa del mancato rispetto di leggi, regolamenti, normative settoriali, obblighi contrattuali o codici di condotta. Comprende anche il rischio derivante dall’inefficace gestione degli aggiornamenti normativi, dall’assenza di controlli adeguati o dalla mancata implementazione di presidi e procedure volte a garantire la conformità.
Rischio di credito commerciale
Rischio che i clienti non paghino (o paghino in ritardo) le fatture, causando perdite su crediti, necessità di svalutazioni, stress di liquidità e aumento dei costi di finanziamento.
Rischio di cybersecurity
l rischio cyber rappresenta la possibilità che eventi avversi legati alla sicurezza informatica – come attacchi informatici, violazioni di dati, malware, ransomware o accessi non autorizzati – compromettano la riservatezza, l’integrità e la disponibilità dei dati e dei sistemi aziendali. Il rischio è amplificato dall’utilizzo di tecnologie digitali, dalla dipendenza dai sistemi informatici, dall’impiego di personale in modalità remota e dalla presenza di fornitori connessi ai sistemi aziendali.
Rischio di danno ambientale
Il rischio di danno ambientale rappresenta la possibilità che le attività aziendali generino effetti negativi sull’ambiente, come sversamenti, emissioni incontrollate, gestione inadeguata dei rifiuti o eventi accidentali.
Rischio di interruzione operativa e della catena di fornitura
Il rischio di interruzione operativa e della catena di fornitura rappresenta la possibilità che eventi imprevisti compromettano la continuità delle attività aziendali, generando blocchi nella produzione o nella fornitura di beni e servizi.
Rischio di tasso
Rischio che variazioni dei tassi di interesse (es. Euribor) influenzino negativamente oneri finanziari, valore di debiti/crediti a tasso variabile o fair value di strumenti finanziari.
Rischio di transizione
Rischi di transizione legati al clima, relativi al processo di trasformazione verso un'economia a basse emissioni di carbonio, derivano da molteplici cause, quali l'adozione di leggi e politiche climatiche e ambientali da parte delle autorità che finiscano per danneggiare certe attività produttive, il progresso tecnologico verso soluzioni meno dannose per il clima in grado di rendere obsoleta l'attività di impresa, i mutamenti nelle preferenze della clientela e nella fiducia dei consumatori verso l'impresa.
Fonte: Ministero dell'Economia e delle Finanze, "Il dialogo di sostenibilità tra PMI e banche"
Rischio fisico da cambiamento climatico
I rischi fisici legati al clima, che derivano dalle conseguenze del cambiamento climatico, possono causare danni materiali, cali della produttività o anche interruzioni delle catene produttive. Si pensi agli effetti dei rischi fisici acuti, in seguito a tempeste, inondazioni, incendi o ondate di calore, e ai rischi fisici cronici, che derivano dai cambiamenti del clima di lungo termine, quali le variazioni della temperatura, l'aumento del livello del mare, la riduzione delle disponibilità idriche, la perdita di biodiversità e i cambiamenti nella produttività della terra e del suolo.
Fonte: Ministero dell'Economia e delle Finanze, "Il dialogo di sostenibilità tra PMI e banche"
Rischio legato alla governance
Il rischio legato alla governance si riferisce a tutte le potenziali criticità derivanti da una gestione inadeguata della struttura decisionale, della proprietà e della leadership aziendale. Include problematiche legate alla successione generazionale, alla mancanza di regole condivise tra soci, all’assenza di visione strategica o codici di governance, e a eventuali conflitti tra gli attori chiave (soci, consiglio di amministrazione, dirigenti).
Rischio legato ai fattori produttivi
Possibilità che variazioni o indisponibilità di input produttivi (materie prime, energia, impianti, tecnologia, capacità produttiva, fornitori) incidano su costi, qualità, volumi, tempi di consegna e continuità operativa.
Rischio legato al personale
Rischio connesso alla gestione e disponibilità delle risorse umane (turnover, assenteismo, difficoltà di recruiting, clima interno, relazioni industriali) che può impattare continuità, qualità, produttività e costi.
Rischio legato al rispetto dei diritti umani
Rischio di violazioni (dirette o nella catena di fornitura) di diritti fondamentali: lavoro minorile/forzato, discriminazioni, condizioni di lavoro degradanti, limitazione libertà sindacali, impatti sulle comunità. Può generare sanzioni, esclusioni da gare/mercati, contenziosi e danni reputazionali.
Rischio legato al supporto alle comunità locali e al territorio
La possibilità che l’azienda, a causa di scarso coinvolgimento nel contesto locale, assenza o debolezza di relazioni con stakeholder territoriali (enti, scuole, associazioni, cittadinanza) e/o mancata gestione degli impatti dell’attività sul territorio (disturbi, esternalità, percezione pubblica), subisca danni reputazionali, tensioni o critiche pubbliche, perdita di opportunità commerciali/partnership, e/o maggiore pressione da parte delle autorità (ispezioni, controlli, restrizioni, ritardi o difficoltà nei permessi), con effetti negativi su continuità operativa e risultati economici.
Rischio legato alla formazione
Rischio che competenze e aggiornamento del personale siano insufficienti (skill gap), causando errori, inefficienze, non conformità, ridotta innovazione, minore sicurezza e difficoltà nel raggiungere obiettivi strategici.
Rischio legato alla salute e sicurezza dei lavoratori
Rischio di infortuni, malattie professionali o incidenti sul lavoro, con effetti su persone, fermi operativi, sanzioni, contenziosi, costi assicurativi e reputazione.
Rischio legato alle politiche di welfare e benessere dei dipendenti
Rischio che misure di welfare, work-life balance e supporto al benessere siano inadeguate, con effetti su engagement, produttività, salute, assenteismo, retention e capacità di attrarre talenti.
Rischio legato alle retribuzioni e contrattazioni
Rischio di non conformità o conflittualità su salari, inquadramenti, contratti e relazioni sindacali (es. pay equity, salario minimo, rinnovi CCNL, contenziosi), con impatti su costi, continuità (scioperi), clima e reputazione.
Rischio relativo alle figure chiave aziendali
Il rischio legato alle figure chiave aziendali si riferisce alla dipendenza dell’organizzazione da poche persone strategiche per attività critiche, decisionali o gestionali. Questo rischio si manifesta in caso di assenza, improvvisa uscita o mancanza di adeguato passaggio di consegne delle persone chiave, con possibili impatti su continuità operativa, clima interno, performance, relazioni con stakeholder o progetti in corso.
13. S
SA 8000 (Responsabilità sociale d'impresa)
La norma SA8000 riguarda le condizioni dei lavoratori (diritti umani, sviluppo, valorizzazione, formazione e crescita professionale delle persone, salute e sicurezza dei lavoratori, non discriminazione, lavoro dei minori e dei giovani) ed i suoi requisiti si estendono a tutta la catena dei fornitori e dei subfornitori. Nonostante la SA8000 non copra tutti gli ambiti della Corporate Social Responsibility (CSR o, più comunemente detta, Responsabilità Sociale), essa risulta avere un impatto molto forte sul “rischio di reputazione” dell’organizzazione.
Fonte: Bureau Veritas Italia
Salario minimo
La retribuzione minima del lavoro per ora o altra unità di tempo. A seconda del paese, il salario minimo può essere fissato direttamente dalla legge o mediante contrattazione collettiva.
Fonte: European Financial Reporting Advisory Group, "EFRAG Voluntary Sustainability Reporting Standard for non-listed SMEs (VSME)"
Scope 1
Lo Scope 1 indica le emissioni dirette di gas serra che provengono da fonti di proprietà o controllate dall'azienda, ad esempio le emissioni derivanti dalla combustione in caldaie, forni, veicoli, ecc. di proprietà o controllati; le emissioni derivanti dalla produzione di sostanze chimiche in apparecchiature di processo di proprietà o controllate.
Le emissioni dirette di CO2 derivanti dalla combustione di biomassa non devono essere incluse nello Scope 1, ma devono essere riportate separatamente. Le emissioni di gas serra non contemplate dal Protocollo di Kyoto, ad esempio CFC, NOx, ecc. non devono essere incluse nello Scopo 1, ma possono essere comunicate separatamente.
Fonte: GHG Protocol
Scope 2
Lo Scope 2 contabilizza le emissioni di gas serra derivanti dalla generazione di elettricità acquistata e consumata dall'azienda. Per elettricità acquistata si intende l'elettricità acquistata o altrimenti introdotta nel perimetro organizzativo dell'azienda. Le emissioni dell'Ambito 2 si verificano fisicamente presso la struttura in cui viene generata l'elettricità.
Fonte: GHG Protocol
Scope 3
Lo Scope 3 racchiude le emissioni indirette di gas serra che derivano dalla catena del valore di un'impresa. Esse comprendono le attività a monte delle operazioni dell'impresa (ad esempio, beni e servizi acquistati, beni strumentali acquistati, trasporto di beni acquistati, ecc.) e le attività a valle delle operazioni dell'impresa (ad esempio, trasporto e distribuzione dei prodotti dell'impresa, utilizzo dei prodotti venduti, investimenti, ecc.)
Per il calcolo delle emissioni Scope 3 bisogna fare riferimento ai 15 tipi di emissioni di gas serra identificati dal GHG Protocol Corporate Standard e dettagliati dal GHG Protocol Corporate Value Chain (Scope 3) Accounting and Reporting Standard. Le imprese possono trovare ulteriori indicazioni sui metodi di calcolo specifici per ciascuna categoria nella Guida tecnica per il calcolo delle emissioni dello Scope 3 del GHG Protocol.
Fonte: GHG Protocol
Sede legale
L’articolo 46 del Codice Civile definisce come sede legale il luogo in cui sono stabiliti gli affari di un’azienda, in analogia col concetto privato di residenza, e l’indirizzo di notifica della posta, in associazione al concetto di domicilio.
Fonte: Ufficio Camerale
Sede operativa
La sede operativa indica ognuno di quei luoghi in cui viene effettivamente svolta l’attività imprenditoriale.
Fonte: Ufficio Camerale
Società Benefit
Le Società Benefit sono aziende che, nell’esercizio di un’attività economica, oltre allo scopo di dividerne gli utili, perseguono una o più finalità di beneficio comune e operano in modo responsabile, sostenibile e trasparente nei confronti di persone, comunità, territori e ambiente, beni ed attività culturali e sociali, enti e associazioni e altri portatori di interesse.
Il modello Società Benefit è stato introdotto in Italia nel 2016, su ispirazione delle Benefit Corporation presenti negli USA.
Una Società Benefit è una società tradizionale con obblighi modificati che impegnano il management e gli azionisti a standard più elevati di scopo, responsabilità e trasparenza. Per soddisfare i requisiti di trasparenza della legislazione, le Società Benefit sono tenute a redigere la relazione annuale di impatto da allegare al bilancio e pubblicare sul sito aziendale.
Fonte: Società Benefit
Startup Innovativa
Ai sensi della normativa di riferimento (DL 179/2012, art. 25, comma 2) una startup innovativa è una società di capitali, costituita anche in forma cooperativa, che rispetti i seguenti requisiti oggettivi:
- è un’impresa nuova o costituita da non più di 5 anni
- ha residenza in Italia, o in un altro Paese dello Spazio Economico Europeo ma con sede produttiva o filiale in Italia
- ha fatturato annuo inferiore a 5 milioni di euro
- non è quotata in un mercato regolamentato o in una piattaforma multilaterale di negoziazione
- non distribuisce e non ha distribuito utili
- ha come oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di un prodotto o servizio ad alto valore tecnologico
- non è risultato di fusione, scissione o cessione di ramo d’azienda
Inoltre, una startup è innovativa se rispetta almeno 1 dei seguenti 3 requisiti soggettivi:
1. sostiene spese in R&S pari ad almeno il 15% del maggiore valore tra costo e valore totale della produzione;
2. impiega personale altamente qualificato (almeno 1/3 dottori di ricerca, dottorandi o ricercatori, oppure almeno 2/3 con laurea magistrale);
3. è titolare, depositaria o licenziataria di almeno un brevetto o titolare di un software registrato.
Fonte: Ministero delle imprese e del Made in Italy
Stress idrico
Ai sensi della normativa di riferimento (DL 179/2012, art. 25, comma 2) una startup innovativa è una società di capitali, costituita anche in forma cooperativa, che rispetti i seguenti requisiti oggettivi:
- è un’impresa nuova o costituita da non più di 5 anni
- ha residenza in Italia, o in un altro Paese dello Spazio Economico Europeo ma con sede produttiva o filiale in Italia
- ha fatturato annuo inferiore a 5 milioni di euro
- non è quotata in un mercato regolamentato o in una piattaforma multilaterale di negoziazione
- non distribuisce e non ha distribuito utili
- ha come oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di un prodotto o servizio ad alto valore tecnologico
- non è risultato di fusione, scissione o cessione di ramo d’azienda
Inoltre, una startup è innovativa se rispetta almeno 1 dei seguenti 3 requisiti soggettivi:
1. sostiene spese in R&S pari ad almeno il 15% del maggiore valore tra costo e valore totale della produzione;
2. impiega personale altamente qualificato (almeno 1/3 dottori di ricerca, dottorandi o ricercatori, oppure almeno 2/3 con laurea magistrale);
3. è titolare, depositaria o licenziataria di almeno un brevetto o titolare di un software registrato.
Fonte: Ministero delle imprese e del Made in Italy
Superficie impermeabilizzata
L’impermeabilizzazione del suolo può essere definita come la distruzione o la copertura del terreno da parte di un materiale impermeabile. Rappresenta una delle principali cause di degrado del suolo nell’UE. L’impermeabilizzazione del suolo spesso colpisce i terreni agricoli fertili, mette a rischio la biodiversità, aumenta il rischio di inondazioni e carenza idrica e contribuisce al riscaldamento globale.
Un’area può essere impermeabilizzata da cemento (es. strade, parcheggi) o da altri materiali impermeabili (ad esempio, materiali di costruzione). Per un’impresa l’area impermeabilizzata può corrispondere, ad esempio, con il suolo calpestabile all’interno di uffici, laboratori o magazzini, o all’esterno con parcheggi, aree cementate per lo scarico e carico merci.
Per ottenere l’area totale impermeabilizzata è necessario identificare e sommare l’area impermeabilizzata di tutte e sole le unità di proprietà, in locazione o gestite. Per ricavare questa informazione l’impresa può fare riferimento ai dati catastali, a mappe e cartine, o a misurazioni dirette.
Fonte: European Environment Agency
Fonte: Ministero dell'Economia e delle Finanze, "Il dialogo di sostenibilità tra PMI e banche"
Superficie orientata alla natura
Un'area orientata alla natura è un'area dedicata principalmente alla conservazione o al ripristino della natura. Possono essere situate in loco e includere elementi come il tetto, la facciata, i drenaggi dell'acqua progettati per promuovere la biodiversità. Le aree orientate alla natura possono anche essere situate al di fuori del sito dell'organizzazione, a condizione che l'area sia di proprietà dell'organizzazione o da essa cogestita e che sia principalmente dedicata alla promozione della biodiversità.
Fonte: European Financial Reporting Advisory Group, "EFRAG Voluntary Sustainability Reporting Standard for non-listed SMEs (VSME)"
14. T
Traffico di essere umani
Consiste nel reclutare, trasportare, trasferire, dare rifugio o accogliere persone attraverso la forza, la frode o l'inganno, con l'obiettivo di sfruttarle a scopo di lucro.
Fonte: Parlamento europeo
Turnover
Tasso di rigiro del personale che indica il flusso di persone in ingresso e in uscita dall’organico aziendale.
Fonte: Enciclopedia Treccani
15. W
Welfare
Per welfare aziendale si intende il complesso delle erogazioni e prestazioni che un’azienda riconosce ai propri dipendenti con lo scopo di migliorarne la vita privata e lavorativa.
Fonte: Enciclopedia Treccani
Whistleblowing
Il Whistleblowing è un istituto introdotto dalla legge 6 novembre 2012, n. 190, “Disposizioni per la
prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella Pubblica Amministrazione”.
Costituiscono segnalazioni whistleblowing quelle compiute da un lavoratore che, nello svolgimento
delle proprie mansioni, si accorge di situazioni, fatti, circostanze che, ragionevolmente, possono
portare a ritenere che un’irregolarità o un fatto illecito si sia verificato. Il contenuto della segnalazione
deve sempre rispondere alla salvaguardia dell’interesse all’integrità della pubblica amministrazione
e, proprio per tale motivo, l’ordinamento conferisce al segnalante una serie di tutele.
Fonte: Agenzia delle Entrate