Nel 2025 l’aumento dell’occupazione a Milano è trainato da donne e industria, il mercato del lavoro accelera sui giovani.

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Anche nel 2025 il mercato del lavoro italiano segna un trend positivo. Gli occupati superano la soglia dei 24 milioni, aumentando di 185 mila unità rispetto al 2024 (+0,8%) e portando a 537 mila il numero di posti creati in due anni. Anche in Lombardia il saldo dell’occupazione negli ultimi 12 mesi è positivo (+29 mila, corrispondente al +0,6%), principalmente grazie al risultato di Milano, che registra una crescita di 33 mila occupati, con l’incremento percentuale (+2,2%) più alto tra le province lombarde. Nel ‘quadrilatero’ di Assolombarda gli occupati sfiorano i 2,3 milioni di unità (+25 mila occupati, +1,1%)

All’aumento milanese contribuisce in maniera rilevante l’industria al netto delle costruzioni, dove la crescita interessa 17 mila occupati ed è del +6,6%. Aumentano anche i servizi, di 12 mila unità pari al +1,0%: l’andamento è molto positivo per il comparto “commercio, alberghi e ristoranti” (+27 mila, +9,0%) mentre si contraggono le “altre attività dei servizi” (-14 mila, -1,6%). Il traino dell’industria in senso stretto è un elemento che accomuna anche le province di Monza e Brianza, Lodi e Pavia: nel 2025 gli occupati del ‘quadrilatero’ di Assolombarda sfiorano i 442 mila unità, segnando un +6,1% a fronte del +0,9% lombardo e del -0,9% italiano.

Tornando a Milano, più della metà dei 33 mila nuovi posti di lavoro afferisce a donne: le 18 mila nuove lavoratrici valgono un incremento del +2,6% della componente femminile milanese, a fronte del +1,8% dei 15 mila nuovi lavoratori. L’incidenza delle donne sul totale degli occupati supera per la prima volta la soglia del 46%, staccando sia quella nazionale (42,6%), sia quella lombarda (43,8%).
Questa dinamica si riflette positivamente sul gender gap: la differenza tra il tasso di occupazione maschile e quello femminile (rispettivamente 77,5% e 68,1%, i valori più alti dal 2018) scende a 9,4 punti percentuali, non lontano dal minimo del 8,8% raggiunto nel 2020 in pieno periodo Covid, un differenziale che è quasi la metà dei 17,4 punti dell’Italia.

Gender gap (differenza tra tasso di occupazione maschile e femminile in punti percentuali)
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Fonte: Centro Studi Assolombarda su dati Istat

Nel 2025 a Milano si registra anche una sensibile diminuzione della disoccupazione. Rispetto al 2024 il tasso nella fascia 15-74 anni si riduce di un terzo (dal 4,2% al 3,0%) e il numero di disoccupati da 74 mila a 48 mila: in termini di saldi netti vuol dire che in 28 mila casi la ricerca del posto di lavoro ha dato esito positivo, alimentando la crescita occupazionale.

A Milano il 2025 è stato favorevole anche per i giovani: nella fascia di età 15-24 anni il tasso di disoccupazione scende al 16,1% e la percentuale di Neet, ossia di chi non studia e nemmeno lavora, al 6,3%. Considerando che nell’immediato post-Covid (2021) le due percentuali erano rispettivamente 24,3% e 17,3%, l’accesso al mercato del lavoro per le nuove generazioni mostra un evidente miglioramento: un segnale estremamente positivo nell’attuale contesto di invecchiamento demografico e diffuse difficoltà per le imprese nel reperimento di risorse destinate al ricambio generazionale.

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