1. Perchè rendicontare i dati ESG?
La sostenibilità come leva di crescita e fiducia
Sempre più spesso banche, investitori e grandi clienti chiedono alle PMI di fornire informazioni sulla propria sostenibilità: dati ambientali, sociali e di governance che permettono di valutare rischi e opportunità legati al modello di business.
Rendicontare questi dati in modo strutturato non è quindi solo un adempimento, ma un'occasione per l'impresa di comunicare in modo chiaro il proprio valore, distinguersi dalla concorrenza e rafforzare il rapporto con gli stakeholder.
In particolare, la rendicontazione ESG aiuta le PMI a:
- rispondere in modo tempestivo e coerente alle richieste di dati provenienti da banche, investitori, grandi imprese clienti;
- ampliare l'accesso al credito e migliorarne le condizioni, grazie a una maggiore trasparenza verso il sistema finanziario;
- gestire in modo più consapevole i rischi non finanziari, individuando per tempo criticità e aree di miglioramento;
- costruire un vantaggio competitivo, valorizzando pratiche e risultati che vanno oltre i soli dati economico-finanziari.
2. I principali standard
2.1. Voluntary Sustainability Reporting Standard (VS)
Il Voluntary Sustainability Reporting Standard (VS) è lo standard di rendicontazione di sostenibilità volontario sviluppato da EFRAG su mandato della Commissione Europea, pensato per le PMI non quotate con meno di 1.000 dipendenti.
Permette alle imprese di raccogliere e comunicare in modo semplice ed efficiente le proprie informazioni ambientali, sociali e di governance (ESG), rispondendo alle richieste di trasparenza sempre più frequenti da parte di banche, grandi imprese clienti e altri stakeholder.
Lo standard è organizzato in due moduli, da compilare in ordine:
- Modulo Base (Basic Module): raccoglie le informazioni essenziali di sostenibilità, ovvero i dati minimi che ogni impresa dovrebbe essere in grado di fornire, relativi a criteri di redazione, pratiche e politiche ambientali, forza lavoro e governance
- Modulo Onnicomprensivo (Comprehensive Module): aggiunge informazioni più approfondite, spesso richieste da banche e grandi clienti aziendali, su strategia, obiettivi di riduzione delle emissioni, rischi climatici e ulteriori metriche sociali e di governance
Lo stesso EFRAG chiarisce che la natura volontaria dello standard riguarda la scelta di adottarlo, non la sua applicazione: una volta deciso di utilizzarlo, il Modulo Base va compilato per intero in tutti i suoi elementi essenziali (mentre alcuni elementi restano facoltativi o legati a specifiche circostanze).
A supporto:
- Guarda questo breve video di 10 min che abbiamo realizzato insieme ad EFRAG: Lo standard VSME
- Scarica qui lo standard: Regolamento delegato (UE) 2026/1560
- Consulta il Knowledge Hub di EFRAG, contenente tutto il materiale di supporto (guide, tool, testimonianze, Q&A): EFRAG Knowledge Hub
2.2. Il dialogo di sostenibilità PMI-banche
Il "Dialogo di sostenibilità tra PMI e banche" è un documento promosso dal Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF) per facilitare lo scambio di informazioni ESG tra le piccole e medie imprese e gli istituti di credito.
Il Documento non ha carattere obbligatorio e, a differenza del VSME, non si propone come uno standard di rendicontazione, ma come uno strumento per semplificare lo scambio informativo con le banche, riducendo la proliferazione di questionari diversi.
Le informazioni sono organizzate con un approccio modulare, proporzionato alla dimensione dell'impresa, in cinque sezioni:
- Informazioni generali
- Mitigazione e adattamento al cambiamento climatico
- Ambiente
- Società e forza lavoro
- Condotta d'impresa
A supporto:
- Clicca qui per scaricare il documento: Dialogo di sostenibilità tra PMI e banche — MEF
2.3. Gli ESRS
Gli ESRS (European Sustainability Reporting Standards) sono gli standard europei di rendicontazione di sostenibilità previsti dalla CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) per le imprese soggette a obblighi di rendicontazione (più di 1.000 dipendenti e un fatturato netto superiore a 450 milioni di euro). A differenza del VSME, che è volontario, gli ESRS rappresentano il quadro normativo obbligatorio. Anche se la tua impresa non rientra (ancora) nel perimetro obbligatorio della CSRD, conoscere gli ESRS è utile: sono infatti il riferimento a cui si allineano progressivamente anche gli standard volontari come il VSME, e le informazioni richieste dalle grandi imprese clienti nella catena del valore derivano spesso proprio da questi standard.
A supporto:
- Scarica gli ESRS: Regolamento (UE) 2026/1563
- Guarda questo breve video di 10 min in cui raccontiamo dell'evoluzione della normativa CSRD negli ultimi anni: La CSRD dopo il pacchetto Omnibus I
2.4 Il calcolo delle emissioni di GHG
Il calcolo delle emissioni di gas a effetto serra (GHG — Greenhouse Gas) è uno degli elementi centrali di tutti gli standard di rendicontazione ESG, sia volontari (VSME) sia obbligatori (ESRS).
Secondo il GHG Protocol, lo standard internazionale di riferimento per la contabilizzazione delle emissioni, le emissioni si dividono in tre categorie ("scope"):
- Scope 1 – Emissioni dirette: emissioni generate da fonti possedute o controllate direttamente dall'impresa, ad esempio la combustione in caldaie, forni o veicoli aziendali, oppure processi chimici in impianti di proprietà dell'azienda;
- Scope 2 – Emissioni indirette da energia: emissioni legate alla generazione dell'energia elettrica (o di altre forme di energia, come calore o vapore) acquistata e consumata dall'impresa. Si verificano fisicamente presso l'impianto che produce l'energia, non presso l'azienda che la utilizza;
- Scope 3 – Altre emissioni indirette: tutte le altre emissioni indirette lungo la catena del valore, che sono conseguenza dell'attività dell'impresa ma avvengono presso soggetti terzi non controllati dall'azienda (ad esempio l'estrazione e produzione dei materiali acquistati, il trasporto di merci e persone, oppure l'uso dei prodotti venduti).
Gli standard VSME ed ESRS richiedono, come minimo, il calcolo di Scope 1 e Scope 2.
Per calcolare correttamente le emissioni è spesso necessario convertire i dati di consumo di carburanti ed energia in un'unità di misura comune, il MWh (megawattora): a questo scopo può essere utile la nota tecnica di CDP dedicata alla conversione dei dati sui carburanti in MWh: CDP — Conversion of fuel data to MWh
Per convertire i consumi energetici in emissioni, l'impresa ha bisogno di appositi fattori di emissione. Ecco alcune fonti da cui scaricarli:
- ISPRA – Fattori di emissione per la produzione e il consumo di energia elettrica in Italia — utile per il calcolo delle emissioni Scope 2 (approccio location-based) sul mix elettrico nazionale
- ISPRA – Fattori di emissione da combustione — per le emissioni dirette (Scope 1) da combustibili
- UK Government (DESNZ) – GHG Conversion Factors for Company Reporting — set di fattori aggiornato annualmente e utilizzato anche a livello internazionale, per Scope 1, 2 e 3
- IPCC Emission Factor Database (EFDB) — database internazionale di fattori di emissione di riferimento, consultabile ed esportabile in Word o Excel
Se la tua impresa non dispone ancora di un proprio sistema di calcolo delle emissioni, può fare riferimento ad alcuni tool esterni, gratuiti o con versione base gratuita, che guidano passo passo nella stima del proprio carbon footprint. Qui alcuni:
- Carbon Intelligence Tool — Open-es (in italiano)
- GHG Protocol — Calculation tools and guidance (in inglese)
- SME Climate Hub (in inglese)
3. Come può aiutarti Bancopass?
Bancopass
Abbiamo costruito il Company Profile ESG pensando alle imprese, in particolare alle PMI: aiuta a raccogliere, organizzare e valorizzare in modo strutturato, ma flessibile, le informazioni aziendali, economico finanziarie e di sostenibilità, a misura di banche, clienti, assicurazioni e altri stakeholder.
Questa funzione è stato costruita sulla base dello standard europeo volontario VSME e delle linee guida del Dialogo di sostenibilità tra PMI e banche del MEF. Compilando il Company Profile, la tua impresa raccoglie quindi in un unico percorso guidato le informazioni utili sia per il dialogo con le banche sia per un primo allineamento agli standard di rendicontazione ESG riconosciuti a livello europeo.
Il questionario è organizzato nelle seguenti sezioni: anagrafica e principi di redazione, l'azienda e le sue strategie, il mercato e il contesto competitivo, i rischi e le azioni di mitigazione, per poi approfondire le quattro dimensioni ESG (Governance, Economica, Ambientale, Sociale) e gli investimenti e il fabbisogno finanziario.
Come è strutturato il questionario
- Domande suddivise per dimensione aziendale alcune delle quali compaiono solo in base alle risposte date in precedenza
- Risposte guidate: ogni domanda propone un menù a tendina con più opzioni di risposta; la risposta selezionata genera automaticamente una frase precompilata, mostrata al salvataggio.
- Tabelle quali-quantitative: dove richiesto, l'impresa può inserire dati come fatturato o numero di dipendenti; se questi dati sono già presenti nel sistema (ad esempio nel bilancio), le tabelle vengono precompilate automaticamente, restando comunque modificabili.
- Campi di testo libero: quando le opzioni proposte non sono esaustive o corrette per la propria realtà, l'impresa può integrare o correggere la risposta con un testo personalizzato.
- Allegati: è possibile caricare documenti come l'organigramma aziendale o il report di analisi della Centrale Rischi di Banca d'Italia.
- Pop-up informativi da consultare direttamente durante la compilazione, per approfondire il significato di un termine, una formula o una definizione;
- Glossario: qui consultabile per chiarire termini e definizioni tecniche.
- un video tutorial che puoi guardare qui
Al termine della compilazione, Bancopass genera un documento pdf e/o word con risposte, tabelle e grafici, pronto per essere utilizzato nel dialogo con banche, assicurazioni e altri stakeholder finanziari.