Spada: «Concreta, forte, pro-industria: solo così l'Europa evita il declino» Intervista

Spada: «Concreta, forte, pro-industria: solo così l'Europa evita il declino»

L'intervista di Alessandro Spada, Presidente di Assolombarda, sul Sole24Ore

Un'Europa più forte ma anche diversa, solidale e pragmatica. Capace di affrontare al meglio, magari con la guida di Mario Draghi, le enormi sfide che incombono, sia sul piano geopolitico che tecnologico. Alessandro Spada, presidente di Assolombarda, indica Bruxelles come la priorità principale, «il raggio minimo d'azione», sintetizzando la piattaforma che la prima territoriale di Confindustria, arrivata al record di 7mila aziende iscritte, mette al centro della sua agenda di lavoro e ritiene centrale anche in vista delle elezioni europee.

«La velocità del cambiamento nel mondo è impressionante - spiega Spada - ma mentre Usa e Cina affrontano questa nuova fase in modo pragmatico, mettendo sul piatto trilioni di dollari, l'Europa arranca: dopo la risposta forte sulla pandemia siamo tornati drammaticamente indietro, con azioni spesso più basate sull'ideologia che non sull'analisi della realtà. Anche grazie all'Italia l'Europa è la seconda area manifatturiera al mondo. Posizione che potremmo perdere, con un rischio di deindustrializzazione evidente, alla luce della mancanza di una reale strategia di politica industriale comunitaria. E se l'Europa perde l'industria, principale forza che genera benessere e sviluppo, allora non ha futuro».

Guardando a crescita (più avanti dei partner Ue rispetto al Pil 2019), sostenibilità (terzo posto mondiale nell'indice di sviluppo umano dell'Onu), innovazione (quarto paese al mondo nell'utilizzo di robot), l'Italia ha tutte le carte in regola per poter far sentire la propria voce, provando a riorientare le politiche comunitarie. La critica principale riguarda la scelta di puntare più sulle regolamentazioni che non sullo sviluppo, mettendo in secondo piano le priorità della manifattura. «Qualche spiraglio di buonsenso è visibile, ad esempio guardando al compromesso sul packaging del Parlamento Ue dello scorso novembre, ma più spesso accade il contrario. Gli esempi? La Direttiva sulla qualità dell'aria implica per il suo rispetto lo stop al 75% delle attività industriali, e forse ancora non basta. Mentre i target posti dal Chips Act impongono di investire 260 miliardi di dollari al 2030, sei volte quanto annunciato: ecco perché pensiamo che solo la forza di un fondo sovrano europeo finanziato da Eurobond possa consentire di raggiungere questi target ambiziosi». 

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