La sfida dell'AI va colta
L'editoriale di Alvise Biffi, Presidente Assolombarda - Il Corriere della Sera, 215 giugno 2026.
L’avvento dell’IA rappresenta un vero e proprio cambio di paradigma, paragonabile solo a ciò che l’elettricità ha significato per l’industria del Novecento. Una circostanza che impone alle imprese di governare una transizione senza precedenti, per generare un vantaggio competitivo per un territorio che da solo rappresenta il 13,6% del PIL. Per l’Italia questa sfida ha un valore inestimabile: il nostro Paese sconta oltre vent’anni di crescita della produttività troppo debole, un vincolo macroeconomico che rischia di frenare gli investimenti futuri. In questo scenario, l’IA è lo strumento per colmare il gap, migliorando la competitività. Tuttavia, serve una presa di coscienza: l’efficacia dell’algoritmo dipende dalla qualità e dalla disponibilità dei dati. Sono loro il petrolio dell’economia digitale, mentre l’IA è la raffineria che li trasforma in valore.
Da questa urgenza prende vita “forgIA”, il progetto di Assolombarda per costruire un ecosistema sicuro in cui le imprese possano condividere informazioni, mantenendone la proprietà e il governo, per sviluppare applicazioni concrete. Un’opportunità che mira a valorizzare, in un territorio ad alta intensità manifatturiera, una mole di dati industriali che rischia altrimenti di restare frammentata e chiusa nei “silos” delle singole realtà aziendali. E una necessità soprattutto per le PMI: l’IA, infatti, “viaggia” ancora a due velocità, con le piccole imprese che faticano a integrarla nei processi. Un’asimmetria che rischia di trasformarsi in una perdita di competitività. La risposta non può essere individuale: nessuna azienda possiede da sola i dati e le competenze necessarie; occorrono piattaforme e nuovi modelli di collaborazione, proprio come “forgIA”.
L’obiettivo del progetto è contribuire a una crescita della produttività del 10% nelle PMI del territorio, generando fino a 2,4 miliardi di euro di valore aggiunto. Ma non solo: c’è anche una questione di metodo. Se l’Europa e l’Italia vogliono giocare un ruolo nella partita globale dell’IA, uno dei baricentri non può che essere il “quadrilatero” di Assolombarda. A Milano, in particolare, si incrociano finanza, innovazione e capacità produttiva: è qui che possiamo porre le basi per un ecosistema europeo dedicato allo sviluppo industriale dell’IA. Nel corso della recente missione in Canada, il nostro impegno sull’IA è stato uno dei fili conduttori degli incontri.
Al Ministero dello Sviluppo Economico dell’Ontario abbiamo condiviso i progetti per sostenere la produttività e la competitività delle imprese, riscuotendo apprezzamento sia per “forgIA” che per “AI100%”, risultati in linea con il programma canadese “AI for All”. Con alcune principali realtà dell’ecosistema canadese - tra cui MaRS Centre, Vector Institute e University of Toronto - abbiamo, inoltre, posto le basi per sinergie in settori ad alta intensità tecnologica.
Lo stesso faremo in altre aree del mondo. Insomma, Milano capitale delle applicazioni IA non è un miraggio: il territorio ha le carte in regola per guidare la transizione, grazie a una solida base industriale e a università di eccellenza. Proprio oggi, nel corso di un evento con il Politecnico, presentiamo i primi sviluppi applicativi legati a “forgIA”, che coinvolgono Hydroservice, Maire, Epta e Bracco. Un primo passo per proiettare il territorio verso una leadership europea nel campo dell’IA riconosciuta e riconoscibile.
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