L’Agribusiness si conferma il motore della crescita del lodigiano: genera il 9,5% del pil provinciale ed esprime un valore aggiunto di oltre 740 milioni di euro Comunicato stampa

L’Agribusiness si conferma il motore della crescita del lodigiano: genera il 9,5% del pil provinciale ed esprime un valore aggiunto di oltre 740 milioni di euro

Your Next Lodi 2030

Lodi, 2 luglio 2026 – Lagribusiness traina l’economia lodigiana e si posiziona come ecosistema d'eccellenza che integra agricoltura, imprese e attori dell’innovazione; tiene il mercato del lavoro con un tasso di disoccupazione al 2,0%; le progettualità sulla rigenerazione urbana e sul recupero delle aree dismesse favoriscono lo sviluppo industriale e sono volano d’attrattività per gli investimenti hi-tech ad impatto zero. Sono queste le principali evidenze dell’analisi “Your Next Lodi 2030 sul sistema economico lodigiano realizzata dal Centro Studi, Territorio e Ambiente di Assolombarda.

 "Nel lodigiano tradizione e innovazione si rafforzano a vicenda – ha dichiarato Alvise Biffi, Presidente di Assolombarda -. La crescita della filiera dell’agribusiness testimonia la capacità delle imprese di creare valore, ma per consolidare questa traiettoria è necessario accelerare la trasformazione digitale, investire nell'intelligenza artificiale e sviluppare le competenze necessarie per governare il cambiamento. Oggi la competitività si misura sempre più sulla capacità di utilizzare i dati e le nuove tecnologie per rendere i processi più efficienti, sostenibili e produttivi. È proprio con questo obiettivo che Assolombarda ha promosso forgIA, un ecosistema che accompagna le imprese nell'adozione concreta dell'intelligenza artificiale: le nostre stime mostrano che un incremento della produttività del 10% nelle micro, piccole e medie imprese industriali del territorio può generare 2,4 miliardi di euro di valore aggiunto e una crescita di 0,8 punti di PIL nel quadrilatero di Milano, Monza Brianza, Lodi e Pavia. Un potenziale che può tradursi in opportunità anche per il lodigiano, a condizione di continuare a investire sulle persone, sulle competenze e sulla collaborazione tra imprese, sistema della ricerca e istituzioni. È da questa alleanza che passa la capacità del territorio di attrarre talenti e investimenti, generando innovazione e costruendo una crescita duratura".

La Filiera dell’Agribusiness

È il vero e proprio motore economico e strategico della provincia di Lodi. Con ben 1.067 imprese e con quasi 7mila addetti (6,8 mila) l'intera catena del valore – dalla produzione agricola alla trasformazione industriale, fino ai macchinari e ai servizi – attiva direttamente 744 milioni di euro di valore aggiunto, incidendo per un rilevante 9,5% sul PIL provinciale.

Un primato che poggia su fondamenta solide: tra il 2019 e il 2024 la filiera ha fatto registrare una crescita straordinaria del valore aggiunto pari al +57,2%, trainata dalle performance della trasformazione alimentare (+58,7%) e del comparto agricolo (+49,6%). A questa vitalità interna si associa una crescente proiezione internazionale, che vede l'industria alimentare lodigiana sfiorare i 662 milioni di euro di export nel 2025 (+45,1% rispetto al 2019). A questo si aggiunge un "sistema della conoscenza" unico: nel Lodigiano si concentrano infatti 5 delle 12 realtà d'eccellenza mappate in Lombardia nel settore.

 “Il  dinamismo del lodigiano è confermato dai dati della filiera dell’agribusiness, un comparto che tra il 2019 e il 2024 ha saputo incrementare il proprio valore aggiunto di oltre il 57%- ha affermato Fulvio Pandini, Presidente della Sede di Lodi di Assolombarda- Per difendere questa nostra eccellenza identitaria, legata a doppio filo alla terra, la sfida strategica diventa oggi sia l’implementazione dell’infrastrutturazione digitale in grado di sostenere la competitività delle imprese, sia l'accelerazione della rigenerazione urbana. Recuperare i vecchi siti produttivi dismessi, infatti, è una strada per circoscrivere il consumo di nuovo suolo senza alterare gli equilibri del territorio e, al contempo, per attrarre grandi capitali internazionali. Allo stesso tempo contribuire a far comprendere alle imprese il loro livello di maturità digitale può aiutarle ad accrescere la consapevolezza di come l’innovazione e in particolar modo quella legata al digitale, può sostenerne lo sviluppo e la crescita”. 

I Dati economici del lodigiano

Il rapporto “Your Next Lodi 2030” evidenzia un quadro macroeconomico provinciale che, pur in un contesto internazionale complesso segnato dalle recenti tensioni geopolitiche che hanno frenato l'export manifatturiero nei primi mesi del 2026, vede una previsione di crescita per l'anno in corso dello 0,4%. A fronte di una sostanziale stazionarietà del Pil nel 2025, a dare riscontri positivi è il mercato del lavoro: gli occupati sono saliti a quota 101 mila (+2 mila unità sul 2024), portando il tasso di disoccupazione al minimo storico del 2,0%, posizionando Lodi come la seconda provincia più virtuosa della Lombardia. Permangono, tuttavia, le sfide legate al mismatch tra domanda e offerta di lavoro (il 49,6% dei profili cercati è di difficile reperimento), al tasso di inattività (31%,9%) tra i più elevati in regione, al tasso di NEET (13,8%), il più alto in Lombardia.

La dimensione territoriale e infrastrutturale

La struttura e le dinamiche di sviluppo del territorio lodigiano sono fortemente condizionate dalle infrastrutture, in particolare da un corridoio longitudinale, costituito dall’autostrada A1, dalla via Emilia, dalla direttrice ferroviaria Milano‑Bologna e dalla TEEM. Questo asse multimodale connette efficacemente la provincia con l’area metropolitana milanese e con il Centro‑Sud Italia, ma genera al contempo un’evoluzione territoriale disomogenea. Le aree più vicine alle infrastrutture registrano infatti elevati livelli di attrattività e concentrazione insediativa, con Lodi e il sistema Casalpusterlengo‑Codogno che emergono come poli urbani di riferimento e snodi strategici. Al contrario, le zone più distanti mantengono una struttura insediativa più rarefatta e una forte vocazione agricola.

Dal punto di vista infrastrutturale, se il sistema risulta solido lungo l’asse nord‑sud, emergono criticità rilevanti nella direzione est‑ovest, dove la viabilità locale e l'efficienza dei trasporti sono penalizzate da una rete ferroviaria a binario semplice, non elettrificata e caratterizzata dalla presenza diffusa di passaggi a livello. Per superare questi limiti, sono stati programmati diversi interventi strategici, tra i quali spiccano la realizzazione della tangenziale di Casalpusterlengo e il potenziamento della ex-statale 415 Paullese, a cui si affianca, come obiettivo di lungo periodo, il raddoppio della linea ferroviaria Codogno‑Cremona‑Piadena. Il sistema produttivo si è sviluppato prevalentemente in prossimità dei caselli autostradali e lungo la via Emilia, dove si contano 16 poli industriali superiori ai 300.000 mq. In questo contesto, la logistica gioca un ruolo rilevante con circa 1,1 milioni di mq di superfici dedicate.

In questo quadro localizzativo, il mercato immobiliare, sebbene dimensionalmente contenuto, sta vivendo una fase espansiva sia per quanto riguarda gli immobili d’impresa che per il segmento residenziale: nel 2025 si registrano 93 compravendite di capannoni, 46 di uffici e circa 3.900 transazioni residenziali.

Inoltre, grazie alla disponibilità di aree dismesse da rigenerare, il lodigiano si candida a giocare un ruolo anche nello sviluppo dei data center e di nuovi insediamenti produttivi.

La Maturità digitale delle imprese

La trasformazione digitale è una leva strategica fondamentale per la competitività economica, ma la sua adozione è ancora frenata da ostacoli come la carenza di risorse interne, i costi elevati e la cultura aziendale. Per rispondere a queste sfide e proseguire l'indagine sulla connettività del biennio 2023-2024, Assolombarda ha avviato nel 2025 un'analisi della maturità digitale su un gruppo di imprese lodigiane. L'attività, svolta in collaborazione con il DIH Lombardia, utilizza uno strumento di valutazione del Politecnico di Milano per fornire alle singole aziende un quadro della propria situazione e un piano di interventi operativi. I dati aggregati serviranno inoltre a redigere un report territoriale per individuare le linee di sviluppo future del Lodigiano. Questo progetto fa parte di una più ampia strategia di Assolombarda per accompagnare il territorio nella transizione digitale, potenziandone l'innovazione e fornendo indicazioni utili per orientare le politiche di sviluppo locale, così da valorizzare le eccellenze e colmare i divari digitali. In questo scenario, la collaborazione tra pubblico e privato emerge come un fattore chiave per accelerare l'adozione delle tecnologie e diffondere nuove competenze; un esempio concreto di questa sinergia è il modello di cooperazione già avviato con l'Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale denominato "Il Lodigiano connesso".

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