Le medie imprese industriali italiane: 40% nel Nord-Ovest (29% in Lombardia) e performance superiori ai grandi gruppi nel 2015-2024
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La rilevazione annuale di Mediobanca–Unioncamere–Istituto Tagliacarne è di natura censuaria e riguarda tutte le medie imprese manifatturiere con sede in Italia, non controllate da aziende di grandi dimensioni, da fondi di private equity e/o da gruppi stranieri che nel 2024 abbiano realizzato un fatturato annuo tra i 19 e i 415 milioni di euro occupando tra 50 e 499 addetti. Nel 2024 l’universo censito comprende così 3.491 medie imprese industriali italiane con oltre 523 mila occupati e circa 200 miliardi di euro di fatturato aggregato. Si tratta di realtà dalla forte proiezione internazionale, con vendite sui mercati esteri pari a 84 miliardi di euro, il 42% del fatturato totale.
Geografia: il Nord-Ovest concentra il 39% delle medie imprese industriali, ma sono in calo nel periodo 1996-2024
Le medie imprese risultano concentrate nelle regioni del Nord: il Nord-Ovest ospita 1.371 aziende, pari al 39% del totale nazionale, seguito dal Nord Est con il 36%. La Lombardia si conferma la principale regione per presenza di medie imprese, con 1.014 aziende, corrispondenti a ben il 28,6% del totale nazionale.
La concentrazione delle medie imprese nel Nord-Ovest e nel Nord Est è significativamente superiore al peso che queste stesse aree rivestono sul totale delle società di capitali manifatturiere (rispettivamente 30,9% e 24,6%). Questo dato evidenzia una radicata vocazione di tali territori all’insediamento e allo sviluppo di questa tipologia di imprese.
Tuttavia, da uno sguardo di lungo periodo emergono dinamiche differenziate tra geografie. L'analisi dell'evoluzione nel periodo 1996-2024 mostra, infatti, una crescita del numero di medie imprese nel Nord Est (+21 unità), nel Centro (+39) e, soprattutto, nel Sud e Isole (+191). In controtendenza, il Nord-Ovest ha registrato una diminuzione di 137 aziende.
Settori: meccanica, alimentare e beni per la persona e la casa valgono quasi il 74% del fatturato aggregato delle medie imprese italiane
La specializzazione produttiva delle medie imprese si concentra prevalentemente in tre settori - meccanica, alimentare e bevande, beni per la persona e la casa - che nel 2024 hanno generato complessivamente il 73,8% del fatturato totale di questa tipologia di imprese a livello nazionale. In particolare, la meccanica è il principale comparto con il 33,0% delle vendite (e il 40,8% del valore aggiunto e il 42,8% delle esportazioni). Seguono il settore dell’alimentare e delle bevande, che rappresenta il 24,5% del fatturato complessivo, e quello dei beni per la persona e la casa con una quota pari al 16,3%.
Nel periodo 1996-2024, la struttura dell’universo delle medie imprese si è rafforzata soprattutto nella meccanica, che ha registrato un incremento netto di 239 aziende. Dinamiche positive hanno interessato anche l’industria alimentare e delle bevande (+155 imprese) e il chimico-farmaceutico (+114). Di contro, il settore dei beni per la persona e la casa ha evidenziato una significativa contrazione (-392 aziende), riconducibile soprattutto alla diminuzione delle imprese operanti nel tessile (-154) e nell'abbigliamento (-112).
Inoltre, dal punto di vista settoriale, va sottolineato che la struttura produttiva delle medie imprese continua a essere prevalentemente concentrata nei comparti a medio-bassa e bassa tecnologia, passando dal 70,8% del 1996 in termini di fatturato aggregato al 69,6% del 2024.
Performance 2015-2024: +49,6% fatturato Italia vs +43,8% Nord Ovest e vs +33,1% grandi gruppi
Nel medio periodo tra il 2015 e il 2024, considerando un campione omogeneo di 1.821 imprese, le medie imprese industriali italiane hanno registrato una crescita del fatturato pari al 49,6%, con incrementi diffusi in quasi tutti i comparti produttivi, ad eccezione del settore delle pelli e del cuoio, seppure con intensità differenti. Nello stesso periodo, il valore aggiunto è aumentato del 47,1%, mentre le esportazioni sono cresciute del 52,9%.
Sotto il profilo territoriale, le performance delle medie imprese del Nord-Ovest risultano inferiori rispetto a quelle registrate nel resto del Paese: il fatturato è aumentato del 43,8%, a fronte del +47,1% del Nord Est, del +55,3% del Centro e del +79,5% del Sud e Isole. Analoga dinamica emerge con riferimento al valore aggiunto, cresciuto del 51,9% nel Nord-Ovest, rispetto al +56,1% del Nord Est, al +65,5% del Centro e al +100,4% del Sud e Isole. Anche sul fronte delle esportazioni il Nord-Ovest mostra una crescita più contenuta (+45,2%) rispetto al Nord Est (+49,4%), al Centro (+68,0%) e al Sud e Isole (+104,7%).
Nel confronto con i grandi gruppi industriali, le medie imprese evidenziano una capacità di crescita significativamente superiore: a fronte del +49,6% registrato tra il 2015 e il 2024 dalle medie imprese, i gruppi maggiori1 segnano un +33,1%. Il divario appare ancora più rilevante se si considera che le produzioni delle medie imprese hanno luogo prevalentemente in comparti a bassa e medio-bassa tecnologia e che solo il 30,4% del loro fatturato è realizzato in settori ad alta o medio-alta tecnologia, ambito nel quale i gruppi maggiori appaiono meglio posizionati, conseguendo il 64,8% del proprio giro d’affari.
Stime per il 2026: +2,5% il fatturato e +2,7% le esportazioni
Le attese di crescita delle medie imprese per l’anno in corso restano positive, anche se l’incertezza globale frena le prospettive future di sviluppo. Per il 2026 è stimato un aumento del 2,5% del fatturato e del 2,7% delle esportazioni. Tuttavia, oltre 7 medie imprese su 10 ritengono che l’aumento dell’incertezza globale possa generare ricavi inferiori nei prossimi 12 mesi rispetto a uno scenario di maggiore stabilità.
Il report completo è disponibile al link.
1 Sono considerati gruppi maggiori le imprese che hanno superato la soglia dei 2,99 miliardi di fatturato nel 2024.
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