Internazionalizzazione degli atenei di Milano e della Lombardia

Edizione 2021

In sintesi

Anche nell’anno della pandemia si conferma l’apertura internazionale degli atenei lombardi, misurata attraverso il numero di studenti internazionali attratti dalle università presenti sul territorio regionale. I primi numeri disponibili per l’anno accademico 2020-2021 rilevano 18.137 studenti internazionali iscritti nei corsi di laurea e nei corsi post laurea delle università lombarde. Di essi, gli immatricolati sono più di 5 mila e 200 studenti. Rispetto al totale complessivo degli studenti lombardi, gli oltre 18 mila internazionali corrispondono al 5,9% degli iscritti.
Nel 2020-2021 gli iscritti internazionali risultano in crescita del +4% rispetto all’anno accademico precedente: nonostante l’impatto del Covid si osserva dunque una tenuta delle iscrizioni da parte dei giovani internazionali interessati a formarsi in Italia, seppur in rallentamento rispetto ai tassi di crescita dei tre anni precedenti.
Infatti, gli studenti internazionali iscritti nell’a.a. 2019-2020, pari a 17.390, risultano essere l’11% in più rispetto a quelli del 2018-19: su di essi si focalizza l’analisi riportata nei capitoli successivi.

Studenti internazionali

L’undicesima edizione dell’indagine sull’internazionalizzazione degli atenei lombardi offre un focus sui dati rilevati per l’a.a. 2019-2020. Dei 17.390 studenti internazionali presenti nelle 13 università della Lombardia, 15.535 sono iscritti ad un corso di laurea di I livello, II livello o ciclo unico, mentre i restanti 1.855 hanno scelto un corso post laurea (master, scuole di specializzazione o dottorati).
Attraverso i dati forniti dagli atenei è possibile tracciare un profilo degli studenti internazionali. A livello di distribuzione per genere, la quota di donne tra gli internazionali è pari al 51,9%, simile ma comunque inferiore a quella degli studenti complessivamente iscritti nelle università lombarde (54,9% di donne). La ripartizione per genere del 2019-2020 inverte quanto rilevato nelle ultime due edizioni dell’indagine, alla luce delle quali tra gli internazionali vi era una lieve prevalenza maschile.
In termini di percorso formativo, si osserva un’ampia presenza nei corsi STEM - Science, Technology, Engineering and Mathematic - (38,8% degli studenti internazionali), più elevata della media regionale degli iscritti complessivi (28,5%). Anche l’offerta formativa legata all’ambito disciplinare “ARTE” rileva una capacità attrattiva di fronte agli studenti internazionali (5,2% rispetto al 2,2% degli iscritti complessivi), probabilmente connessa al riconoscimento di Milano quale polo di riferimento per l’industria culturale e creativa.
Il principale bacino di provenienza dei giovani talenti internazionali è rappresentato dal continente asiatico, da cui proviene il 41,5% degli studenti (in moderata crescita rispetto al 39,9% rilevato nell’a.a. 2018-19). Seconda area di provenienza è l’Europa che, grazie alla sua vicinanza, fisica e culturale, e alla libera circolazione delle persone offerta dall’Unione Europea, corrisponde al 38% degli studenti internazionali.
Tra le prime nazionalità più frequenti all’interno degli atenei lombardi compaiono tre Paesi asiatici, che da soli rappresentano circa un terzo dell’ammontare complessivo degli studenti internazionali: 2.366 studenti dalla Cina (13,6%), 1.668 studenti dall’India (9,6%) e 1.385 studenti dall’Iran (8,0%).

Programmi di mobilità internazionale

Se il dato degli iscritti mostra, seppur in rallentamento, una tenuta delle iscrizioni nonostante l’emergenza sanitaria, un discorso a parte merita la dinamica osservata attraverso i programmi di mobilità internazionale (come ad esempio l’Erasmus). Attraverso tali programmi si fa riferimento ai giovani che, pur essendo iscritti in un ateneo nel proprio Paese, scelgono di valorizzare il percorso formativo trascorrendo un periodo di tempo presso un’altra università all’estero. Lo svolgimento, anche solo di un breve periodo di formazione al di fuori dei confini nazionali, permette agli studenti di acquisire soft skills, particolarmente apprezzate nel mercato del lavoro, oltre a perfezionare le competenze linguistiche.
In questo caso l’impatto della pandemia mostra purtroppo i suoi effetti, avendo comportato una netta battuta di arresto dell’utilizzo di questa esperienza formativa all’estero.
Nell’a.a. 2019-2020 gli studenti coinvolti in programmi di mobilità internazionale sono 17.032, di cui 9.282 italiani in uscita e 7.750 giovani stranieri in entrata. Complessivamente la minore partecipazione a questi programmi corrisponde ad una contrazione del -17% di giovani. Il calo non viene rilevato tanto negli studenti stranieri in entrata (che si riducono “solamente” del -2,1%) quanto negli italiani in uscita, per i quali la contrazione è del -26,4%. Secondo quanto osservato dagli atenei, il decremento è riconducibile alla seconda metà del 2020, ed è dovuto in parte ai timori legati all’evoluzione dell’emergenza sanitaria e in parte alle limitazioni alla circolazione delle persone oltre i confini nazionali.

Accordi tra università e offerta formativa a carattere internazionale

Nell’a.a. 2019-2020 gli atenei hanno segnalato l’esistenza di 6.003 accordi internazionali, in crescita del +7,6% rispetto all’anno precedente. L’apertura internazionale delle università lombarde emerge dalla collaborazione con gli atenei stranieri, tanto più necessaria in un periodo segnato dall’impatto dell’emergenza sanitaria.
A questo si aggiunge l’impegno degli atenei lombardi nel proporre un’offerta formativa con un carattere sempre più internazionale. Nell’a.a. 2020-2021, secondo i dati del MUR, gli atenei lombardi hanno fornito 185 corsi a carattere internazionale, di cui 125 in lingua inglese. L’incidenza dei corsi in lingua garantita dagli atenei lombardi è ampiamente superiore alla media nazionale (19% vs 12% in Italia). Ancora più netta è la differenza dal dato italiano se si focalizza l’analisi sui numeri di Milano. Negli atenei milanesi un corso su tre ha carattere internazionale e la quota di didattica in lingua inglese è il doppio della media nazionale (22%).
Nelle politiche di internazionalizzazione dell’offerta didattica degli atenei lombardi, emerge una focalizzazione verso i corsi di laurea magistrale che rappresentano rispettivamente il 76% e l’86% di quelli a carattere internazionale e dei corsi in lingua inglese. Più limitata è l’offerta di questo tipo tra le lauree triennali e quelle a ciclo unico.