Booklet Economia - Settori e Lavoro: Nel 2025 manifattura sopra le attese e servizi ancora positivi, ma guerra e instabilità globale minacciano la crescita. Nel mercato del lavoro lombardo +29 mila occupati e disoccupazione al 3%, ma inattivi in crescita

La Lombardia nel confronto nazionale ed europeo. Focus specifici per Milano, Lodi, Monza Brianza, Pavia

Dopo un 2025 nel complesso più resistente delle attese per la manifattura e i servizi lombardi, le nuove instabilità dello scenario internazionale rischiano di compromettere il sostenuto slancio industriale regionale e, più in generale, europeo registrato in chiusura d’anno. Le recenti tensioni geopolitiche scaturite dal conflitto in Medio Oriente stanno già generando forti pressioni sui costi energetici e sulle catene di approvvigionamento di materie prime rilevanti per molte industrie, determinando per il 2026 un quadro in chiaro deterioramento.
Più nel dettaglio dei dati disponibili a consuntivo, nel 2025 la Lombardia ha visto un diffuso rafforzamento dell’industria e un’ulteriore espansione del fatturato dei servizi, sebbene questi ultimi mostrino un progressivo rallentamento rispetto agli anni precedenti. La produzione manifatturiera regionale ha intrapreso una traiettoria di lenta ma costante ripartenza, con una crescita estesa a gran parte dei settori e a tutte le classi dimensionali d’impresa, e l’export ha seguito una dinamica positiva, non mostrando particolari ricadute derivanti dai dazi. Permangono, tuttavia, elementi di fragilità, legati a difficoltà settoriali e a una crescita non sempre uniforme tra territori e comparti: segnali che, nel contesto attuale, meritano particolare attenzione.
Il quadro regionale del 2025 è completato da un’occupazione ancora in espansione, sebbene meno che nel recente passato e con crescenti divergenze tra fasce d’età e genere. Al contempo, in Lombardia la disoccupazione è scesa ulteriormente e si è posizionata su livelli frizionali, indicando un assorbimento quasi completo di coloro in cerca di occupazione. La tensione è rinforzata dal fatto che cresce l’inattività di coloro che non sono interessati a partecipare al mercato del lavoro. Questo essenzialmente implica che, nell’attuale quadro demografico, per l’aumento in prospettiva della offerta di lavoro è necessario agire sui tassi di partecipazione e attività.

Manifattura

La produzione manifatturiera lombarda chiude il 2025 in positivo, con il quarto trimestre che segna un +0,6% rispetto al periodo precedente e un +2,3% in confronto a un anno prima. Si tratta rispettivamente del quinto incremento congiunturale consecutivo e del terzo tendenziale, a conferma di una traiettoria di chiara ripartenza dell'industria. Il buon andamento dell’attività lombarda, cresciuta nell’anno del +1,2%, si distacca dalla fiacchezza della manifattura italiana, i cui livelli di produzione diminuiscono dello 0,5% rispetto al 2024. La manifattura lombarda performa meglio anche di quella spagnola e francese, entrambe con incrementi dello 0,5%, e dell’industria tedesca, ancora in difficoltà nel complesso del 2025 (-1,3%) sebbene con un assestamento sul finire d’anno.

L’incremento della produzione regionale coinvolge tutte le classi dimensionali d’impresa: 1,8% annuo per le realtà più grandi con oltre 200 addetti, +1,1% per le medie imprese, +0,9% per le piccole.

In aggiunta, l’espansione risulta diffusa a quasi tutti i settori manifatturieri lombardi: +3,3% alimentare, +2,8% pelli-calzature, +2,6% prodotti derivati da minerali non metalliferi, +1,9% legno-mobilio, +1,8% abbigliamento, +1,6% chimico-farmaceutica, +1,6% meccanica, +0,9% carta-stampa, +0,4% siderurgia. Persistono, invece, difficoltà per mezzi di trasporto (-0,3%), gomma-plastica (-0,5%) e tessile (-2,0%), quest’ultimo l’unico comparto con performance trimestrali negative lungo tutto l’anno.

Il 2025 si rivela un anno solido anche sul fronte dei mercati internazionali: nonostante i diffusi timori sull’evoluzione degli scambi mondiali scaturiti dai turbolenti annunci e mutevoli implementazioni sui dazi americani, il valore corrente delle esportazioni lombarde raggiunge 167,1 miliardi di euro, crescendo dell’1,8% rispetto all’anno precedente e risentendo di una lieve flessione solamente nel trimestre primaverile. La crescita dell’export lombardo risulta superiore a quella di Veneto (-0,2%) ed Emilia-Romagna (+1,3%) e di tutti i benchmark europei (Baden-Württemberg +0,6%, Bayern e Cataluña +0,9%, Auvergne-Rhône-Alpes -1,9%), ma rimane inferiore a quella di Piemonte (+2,7%) e Italia (+3,3%).

I settori che hanno maggiormente contribuito all’incremento delle vendite estere sono mezzi di trasporto (+11,5%), farmaceutica (+10,7%) e alimentare (+8,0%). Risultano, comunque, positivi apparecchi elettrici (+1,9%), meccanica (+0,8%) e chimica (+0,2%), mentre diminuiscono le esportazioni di elettronica (-1,6%), gomma-plastica (-1,5%), legno-carta (-1,4%), metalli e prodotti derivati (-0,6%) e moda (-0,3%). Guardando alle tendenze di medio periodo, farmaceutica, alimentare e (più tiepidamente) chimica confermano un percorso di crescita, mentre moda, gomma-plastica e metalli mostrano persistenti difficoltà, seppur mitigate in confronto ai cali degli anni precedenti. Non mancano le inversioni di tendenza, dove spiccano, in positivo, i mezzi di trasporto (spinti soprattutto dalla consegna di aeromobili) e, in negativo, l’elettronica.

Analizzando gli scambi per geografie, nel 2025 l’export lombardo cresce grazie alle vendite verso gli altri Stati membri dell’Ue (+3,6%), su dinamiche espansive lungo tutti i trimestri dell’anno, mentre i flussi in uscita verso i Paesi extra-europei rimangono piatti, con l’incremento nel quarto trimestre che controbilancia le flessioni precedenti. Il contributo ‘geografico’ alla crescita risulta così invertito rispetto al 2024, quando la spinta era arrivata interamente dalla domanda extra-Ue.

In particolare, le vendite aumentano verso tutti i principali partner europei, in primis Paesi Bassi (+14,6%, anche in virtù del loro ruolo di fondamentale polo logistico), seguiti da Germania (+2,2%), Francia (+2,3%), Spagna (+1,4%) e Polonia (+5,3%). Tra i partner extra-europei, l’export verso gli USA cresce del 2,1%, sostenuto soprattutto dall’ ‘effetto anticipazione’ nel primo trimestre (seguito da un rallentamento e poi flessione a fine anno), così come aumenta verso il Regno Unito (+2,3%); al contrario, cala in direzione Svizzera (-5,7%), Cina (-5,8%) e Turchia (-7,3%).

Servizi

Nel 2025 il fatturato dei servizi in Lombardia cresce del 2,7% rispetto al 2024 a valori correnti, con profilo trimestrale positivo lungo tutto l’anno. L’incremento del terziario lombardo è in linea con quello del comparto francese (+2,8%), ma si colloca sotto a Italia (+3,4%), Germania (+3,9%) e Spagna (+4,7%). Per tutti i territori menzionati (a eccezione della Germania) si osserva un rallentamento rispetto agli anni precedenti, pur rimanendo su tassi di crescita consistenti.

L’aumento di fatturato coinvolge tutti i settori del terziario lombardo. I servizi alle persone registrano l’incremento più marcato (+4,0% sul 2024), in accelerazione rispetto all’anno precedente, seguiti dai servizi alle imprese (+3,4%). Il fatturato di alberghi e ristoranti cresce dell’1,8%, rallentando rispetto ai ritmi del 2024, quando il comparto aveva invece guidato la classifica degli incrementi. Il commercio all’ingrosso segna un +0,5%, variazione contenuta ma in inversione rispetto alla flessione dell’anno precedente e che risulta coerente con la tenuta dell’industria e la timida ripresa dei consumi da parte delle famiglie.

Mercato del lavoro

Nel 2025 la Lombardia conta 29 mila occupati in più rispetto al 2024, per un totale di 4,57 milioni di lavoratori, nuovo record storico per la regione. L’incremento annuo dello 0,6% segnala, tuttavia, un raffreddamento della forte espansione sperimentata nel post-pandemia, così come osservato anche nel totale Italia (che segna +0,8% nel 2025). La crescita lombarda riguarda quasi esclusivamente la fascia 50-64 anni (+74 mila rispetto al 2024, +4,6%), la componente maschile e, tra i settori, le costruzioni (+20mila, +7,4%), il commercio, alloggio e ristorazione (+13 mila, +1,6%), l’industria (+10 mila, +0,9%) e l’agricoltura, silvicoltura, pesca (+6 mila, +10%). Parallelamente, il numero di occupati cala in tutte le classi di età più giovani, rimane invariato tra le donne, diminuisce nelle attività professionali-scientifiche-tecniche, attività finanziarie, assicurative e immobiliari, servizi ICT, sanità e altri servizi. Il 2025 è anche il primo anno in cui diminuiscono i lavoratori dipendenti (-46 mila, -1,2%), con la crescita occupazionale che è, dunque, trainata dai lavoratori indipendenti (+75 mila, +9,1%), tornati sui livelli del 2019.

Nel 2025 la Lombardia conta 34 mila disoccupati in meno rispetto all’anno precedente (-19,6%), proseguendo lungo la traiettoria decrescente avviata nel 2021 e con una riduzione più decisa della media italiana (-5,3%). La contrazione ha interessato sia le donne (-19 mila sul 2024) sia gli uomini (-15 mila). Aumenta, però, il numero di inattivi per il secondo anno consecutivo (+30 mila sul 2024, +1,7%), in controtendenza rispetto al -0,5% nazionale. L’incremento è totalmente imputato alla componente più difficilmente riassorbibile nel mercato del lavoro, ossia a quella quota di soggetti che non cercano un’occupazione e non sono disponibili a lavorare (+30 mila), mentre le forze di lavoro potenziali rimangono stabili e sul livello più basso degli ultimi anni.

In Lombardia il tasso di occupazione 15-64 anni sale così al 69,6% (+0,2 punti percentuali rispetto al 2024), ampiamente sopra alla media italiana (62,5%). Il dato sintetizza una salita per la componente maschile (al 76,8%, +0,5 p.p.) e una discesa per quella femminile (al 62,1%, -0,2 p.p.): si amplia quindi il divario di genere, ora pari a 14,6 punti percentuali dai 14 del 2024. Dinamiche differenti emergono anche dalla scomposizione per fasce d’età: primo calo marcato nel post-pandemia tra i 25-34enni (al 79,0%, -1,7 p.p.), stabilità tra i 35-49enni (85,8%) e forte crescita tra i 50-64enni (71,6%, +2,3 p.p.).

Parallelamente, il tasso di disoccupazione 15-74 anni in Lombardia scende al 3,0% (6,1% in Italia), livello frizionale che è il risultato di un calo di 0,7 punti percentuali rispetto all’anno precedente. L’incidenza diminuisce sia tra gli uomini (3,4% con -0,9 p.p. sul 2024) sia tra le donne (2,6% con -0,6 p.p.). Un segnale positivo arriva anche sul fronte della componente giovanile: tra i ragazzi di 15-24 anni il tasso scende al 10,9%, ben sotto ai livelli del pre-Covid (18,3% nel 2019).
Al contempo, però, sale al 28,3% il tasso di inattività lombardo 15-64 anni, valore ancora inferiore alla media nazionale (33,3%) ma il più alto tra le regioni benchmark italiane.

Infine, le ore di cassa integrazione guadagni richieste dalle imprese lombarde nel 2025 sono 100 milioni, con un incremento annuo del +4,4% che rimane inferiore a quello registrato su scala nazionale (+10,3%). I settori che contribuiscono maggiormente all’aumento sono i prodotti chimici e fibre sintetiche, le macchine e gli apparecchi meccanici e la metallurgia.

Il dettaglio dei territori

Milano

Nel 2025 il livello di produzione della manifattura milanese cresce del 2,1%: un incremento annuo ben superiore al +1,2% medio lombardo e più alto della performance territoriale nell’anno precedente (+1,1% nel 2024). Al robusto andamento dell’attività industriale si affianca, tuttavia, un calo della domanda estera: nel 2025 il valore dell’export milanese (56,1 miliardi di euro) cala del 2,8%, in controtendenza rispetto all’espansione regionale (+1,8%). La flessione è dovuta principalmente alla riduzione nel settore moda (-7,7%), specializzazione del territorio che concentra un quinto dei flussi in uscita, e nella gioielleria, anch’essa legata al mondo del lusso (compresa nell’aggregato ‘Altro’, -17,8%); tra i contributi negativi più rilevanti figura anche la flessione di metalli e prodotti derivati (-7,8%). Dall’altra parte, cresce l’export di mezzi di trasporto (+17,9%), alimentare (+4,0%), farmaceutica (+2,3%), chimica (+1,5%), meccanica (+1,4%) e, di poco, legno-carta (+0,3%).
Sul fronte del mercato del lavoro, nel 2025 continua a crescere il numero di occupati (+33 mila in un anno), grazie soprattutto all’apporto positivo di industria e di commercio, alberghi e ristoranti. Il tasso di occupazione sale al 72,8% (+1,1 p.p. sul 2024), segnando così un maggior incremento rispetto alla media regionale (69,6%, +0,5 p.p.), mentre quello di disoccupazione scende al 3,0% (in linea con il dato lombardo) dal 4,6% di un anno prima. Le ore autorizzate di cassa integrazione guadagni aumentano del 3,2% rispetto al 2024, meno della media lombarda (+4,4%).

Monza e Brianza

Nel 2025 l’attività produttiva della manifattura di Monza e Brianza diminuisce di un pesante 2,5% rispetto all’anno precedente, un risultato determinato dalla lieve flessione nel primo trimestre e dai forti cali in primavera-estate, solo parzialmente mitigati dall’incremento dell’1,7% registrato a fine anno. L’andamento provinciale è, quindi, in netto distacco dalla media lombarda (+1,2%) e segna un deterioramento in confronto alla performance già affannata del 2024 (-0,3% annuo), risentendo in particolare di una industria fortemente proiettata sui mercati esteri e di una specializzazione nella meccatronica molto legata all’industria tedesca ancora depressa.
Il quadro territoriale migliora se si guarda ai soli mercati internazionali. Nel 2025 l’export delle imprese di Monza e Brianza (15,4 miliardi di euro) cresce del 7,0%, ben oltre il +1,8% medio lombardo. Tuttavia, la spinta alla crescita arriva quasi interamente dalla farmaceutica (+43,8%), senza la quale la variazione complessiva si ridurrebbe a +1,0%, affiancata dai più contenuti contributi di metalli (+17,3%), mezzi di trasporto (+14,3%), legno-carta (+4,6%), apparecchi elettrici (+3,3%) e chimica (+1,0%). In senso opposto, le contrazioni più rilevanti riguardano elettronica (-13,2%) e meccanica (-8,4%); una flessione interessa anche il design-arredo (-0,6%), seppur più contenuta rispetto ai cali degli anni precedenti.

Sul fronte del mercato del lavoro, nel 2025 cala il numero di occupati (-15mila mila in un anno) a causa di flessioni nei comparti del terziario. Di conseguenza, il tasso di occupazione scende al 68,1% (-2,6 p.p. sul 2024), posizionandosi sotto alla media regionale (69,6%): la minor occupazione si riversa in un maggior tasso di inattività (29,7%, +2.9 p.p.), non in un’accresciuta disoccupazione (tasso scende al 3,1%, -0,2 p.p. dal 2024). Le ore autorizzate di cassa integrazione guadagni aumentano del 12,6% rispetto al 2024, ben più che nella media lombarda (+4,4%).

Lodi

Nel 2025 i livelli di produzione della manifattura lodigiana crescono del 5,5% rispetto all’anno precedente, ampiamente oltre il +1,2% medio lombardo e al di sopra del +2,9% annuo registrato nel 2024. La dinamica è frutto di andamenti trimestrali positivi, sebbene in decelerazione sul finire d’anno. Le imprese della provincia vedono, tuttavia, un calo delle vendite sui mercati esteri: nel 2025 il valore dell’export lodigiano (6,9 miliardi di euro) diminuisce del 4,4% (a fronte del +1,8% lombardo). La flessione è dovuta soprattutto all’elettronica (-10,3%), che concentra il 58% dell’export territoriale e senza la quale l’andamento risulterebbe positivo: il peso degli altri settori in calo è, infatti, marginale. Crescono, invece, gomma-plastica (+13,6%), farmaceutica (+10,6%), chimica (+9,5%), metalli (+7,7%), apparecchi elettrici (+7,4%) e alimentare (+2,2%).
Alla complessiva tenuta del tessuto produttivo si affiancano segnali positivi dal mercato del lavoro. Nel 2025 cresce lievemente il numero di occupati (+2 mila in un anno), grazie agli apporti di industria e del comparto del terziario comprensivo di servizi ICT, attività professionali-scientifiche-tecniche, attività finanziarie, assicurative e immobiliari, sanità e altri servizi. Il tasso di occupazione sale al 66,7% (+0,9 p.p. sul 2024), pur rimanendo inferiore alla media regionale (69,6%), e quello di disoccupazione scende addirittura al 2,0% (-0,5 p.p.), registrando così il terzo tasso più basso tra le province italiane.

Pavia

Nel 2025 i livelli di attività della manifattura pavese crescono dello 0,6% rispetto al 2024, la metà della media lombarda (+1,2%): l’aumento è dovuto principalmente all’incremento del terzo trimestre, che compensa un inizio anno fiacco e una chiusura in flessione, pur con livelli ancora superiori rispetto a 12 mesi prima.
Le vendite sui mercati internazionali mostrano una dinamica più positiva: nel 2025 il valore dell’export pavese (5,5 miliardi di euro) cresce del 2,0% rispetto all’anno precedente, poco sopra la media lombarda (+1,8%). Si tratta, tuttavia, di un incremento concentrato in pochi settori, soprattutto nella farmaceutica (+7,8%), che concentra circa un terzo dell’export provinciale e senza la quale la variazione sarebbe negativa (-0,7%). Contributi rilevanti (sebbene più contenuti considerando, oltre alla dinamica, anche il peso sul totale provinciale) arrivano anche da mezzi di trasporto (+30,1%), chimica (+2,7%) e alimentare (+2,0%). I cali di maggiore incisione sul totale riguardano meccanica (-5,3%) e metalli (-9,7%).
Dal mercato del lavoro arrivano segnali in chiaro-scuro. Nel 2025 cresce il numero di occupati (+5 mila in un anno), grazie agli apporti di industria e del comparto del terziario comprensivo di servizi ICT, attività professionali-scientifiche-tecniche, attività finanziarie e immobiliari, sanità e altri servizi. Il tasso di occupazione sale al 68,8% (+1,3 p.p. sul 2024), pur rimanendo inferiore alla media lombarda (69,6%). Tale variazione non arriva, tuttavia, da un calo della disoccupazione, anzi salita al 4,1% (+0,5 p.p.), bensì da una diminuzione degli inattivi. Le ore autorizzate di cassa integrazione guadagni diminuiscono del 21,8% rispetto al 2024, in controtendenza rispetto all’aumento medio regionale (+4,4%) e in netto distacco dal forte incremento sperimentato dal territorio nell’anno precedente.

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