Booklet Economia: risalgono gli occupati in Lombardia ma sono ancora -63 mila rispetto al pre pandemia; la nuova ondata di contagi a inizio 2022 frena la mobilità in tutti i territori

La Lombardia rispetto ai benchmark nazionali ed europei. Nel Booklet sono presenti anche i focus per Milano, Lodi, Monza Brianza, Pavia.

Il rafforzamento dell’attività economica in Lombardia nel corso del 2021 si riflette in un progressivo miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro. Tra luglio e settembre prosegue la crescita dell’occupazione già rilevata in primavera, con un incremento di +88 mila unità su base annua secondo le stime provvisorie dell’Istat. Nonostante questo recupero, si contano ancora 63 mila occupati in meno rispetto al 2019. In positivo va però rilevato che l’incremento occupazionale nei mesi estivi si associa a una contrazione sia degli inattivi (-93 mila) sia, in controtendenza rispetto al trimestre precedente, dei disoccupati (-25 mila). Il tasso lombardo di disoccupazione scende così al 5,5% nel terzo trimestre (dal 6,1% nel 2020), in linea con la dinamica delle regioni europee benchmark (Bayern al 3,3%, Baden-Württemberg al 4,5%, Cataluña al 10,9%). Coerentemente con la risalita dell’occupazione, il ricorso alle misure di integrazione salariale si riduce: -46% le ore di CIG autorizzate nel 2021 rispetto al 2020, pur rimanendo elevato nel confronto pre Covid (il dato di dicembre 2021 è cinque volte rispetto all’avvio 2020).
Un importante punto di attenzione, anche in prospettiva, è il crescente disallineamento tra domanda e offerta di lavoro: secondo la rilevazione Excelsior a gennaio 2022 le imprese lombarde faticano a trovare il 38% delle figure ricercate (era il 33% nel 2020).

Nel quadro economico più recente, a dicembre 2021 in Lombardia e nel Nord Ovest il clima di fiducia delle imprese si mantiene su livelli storicamente elevati pur cedendo leggermente nel manifatturiero e più marcatamente nei servizi. Pertanto, per l’inizio del 2022 si prefigura un proseguimento della fase espansiva che ha caratterizzato gli ultimi mesi, sebbene su ritmi più contenuti. Per confronto, nei principali paesi europei la fiducia, invece, aumenta nel manifatturiero (in Germania l’indice sale vicino al massimo storico grazie a livelli record di domanda, aspettative di produzione estremamente elevate e un ricorso ancora considerevole alle scorte in magazzino), mentre è in flessione diffusa nei servizi.

Più in dettaglio del Nord Ovest, nel manifatturiero gli ordini correnti si confermano robusti a fine anno, a fronte di un lieve peggioramento delle aspettative sulla produzione e di scorte in parziale ricostituzione. Nei servizi si ridimensionano soprattutto le aspettative sugli ordini e i giudizi sull’andamento generale della propria azienda e marginalmente la domanda corrente.

I primi segnali di perdita di vigore nell’economia vanno letti in modo congiunto alla triplice pressione che le imprese stanno accusando. Preoccupa principalmente lo shock del caro-energia (considerato che il 65% del consumo elettrico totale annuo in Lombardia deriva dalle imprese di industria e servizi innovativi), ma anche l’impennata dei contagi. Anche perché si sommano alle criticità nelle catene di approvvigionamento, con nel Nord Ovest 1 impresa manifatturiera su 4 che a fine 2021 segnala ostacoli alle esportazioni legate a ‘prezzi e costi’ e quasi 1 su 5 all’allungamento nei tempi di consegna.

Il monitoraggio dei dati giornalieri Google sulla mobilità delle persone torna dunque fondamentale per cogliere indizi tempestivi sull’evoluzione attuale. Nel 2021 abbiamo osservato una stabilizzazione della mobilità delle persone su un gradino superiore al 2020, segnando una nuova fase di convivenza con il Covid sebbene ancora distante dalla normalità. In Lombardia, tra gennaio e dicembre scorsi gli spostamenti per motivi di lavoro, così come quelli per tempo libero e shopping, si sono portati mediamente a -25% rispetto ai livelli antecedenti la pandemia (erano a -35/-40% nel 2020) e, in parallelo, la permanenza nelle zone residenziali si è ridotta (a +7% nel 2021 rispetto al pre Covid da +13% nel 2020). In particolare, una chiara svolta all’insù è visibile a partire da metà 2021, con gli spostamenti che tra settembre e dicembre risalgono per lavoro fino a -10/-15% e per shopping/tempo libero a -5/-10%, riflettendo l’allentamento delle limitazioni anti contagio grazie anche al successo della campagna vaccinale. Tuttavia, la diffusione della variante Omicron induce oggi una nuova accentuata contrazione: nella settimana tra il 10 e il 14 gennaio 2022 la mobilità per motivi di lavoro ridiscende a -21% rispetto al pre Covid e per tempo libero e shopping a -23%.

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