I principali standard

Il panorama degli standard di rendicontazione di sostenibilità può sembrare complesso: in questo capitolo trovi la descrizione dei principali riferimenti a cui la tua impresa può fare affidamento.

2.1. Voluntary Sustainability Reporting Standard (VS)

Il Voluntary Sustainability Reporting Standard (VS) è lo standard di rendicontazione di sostenibilità volontario sviluppato da EFRAG su mandato della Commissione Europea, pensato per le PMI non quotate con meno di 1.000 dipendenti.

Permette alle imprese di raccogliere e comunicare in modo semplice ed efficiente le proprie informazioni ambientali, sociali e di governance (ESG), rispondendo alle richieste di trasparenza sempre più frequenti da parte di banche, grandi imprese clienti e altri stakeholder. 

Lo standard è organizzato in due moduli, da compilare in ordine:

  1. Modulo Base (Basic Module): raccoglie le informazioni essenziali di sostenibilità, ovvero i dati minimi che ogni impresa dovrebbe essere in grado di fornire, relativi a criteri di redazione, pratiche e politiche ambientali, forza lavoro e governance
  2. Modulo Onnicomprensivo (Comprehensive Module): aggiunge informazioni più approfondite, spesso richieste da banche e grandi clienti aziendali, su strategia, obiettivi di riduzione delle emissioni, rischi climatici e ulteriori metriche sociali e di governance

Lo stesso EFRAG chiarisce che la natura volontaria dello standard riguarda la scelta di adottarlo, non la sua applicazione: una volta deciso di utilizzarlo, il Modulo Base va compilato per intero in tutti i suoi elementi essenziali (mentre alcuni elementi restano facoltativi o legati a specifiche circostanze). 

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2.2. Il dialogo di sostenibilità PMI-banche 

Il "Dialogo di sostenibilità tra PMI e banche" è un documento promosso dal Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF) per facilitare lo scambio di informazioni ESG tra le piccole e medie imprese e gli istituti di credito.

Il Documento non ha carattere obbligatorio e, a differenza del VSME, non si propone come uno standard di rendicontazione, ma come uno strumento per semplificare lo scambio informativo con le banche, riducendo la proliferazione di questionari diversi.

Le informazioni sono organizzate con un approccio modulare, proporzionato alla dimensione dell'impresa, in cinque sezioni:

  1. Informazioni generali
  2. Mitigazione e adattamento al cambiamento climatico
  3. Ambiente
  4. Società e forza lavoro
  5. Condotta d'impresa

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2.3. Gli ESRS

Gli ESRS (European Sustainability Reporting Standards) sono gli standard europei di rendicontazione di sostenibilità previsti dalla CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) per le imprese soggette a obblighi di rendicontazione (più di 1.000 dipendenti e un fatturato netto superiore a 450 milioni di euro). A differenza del VSME, che è volontario, gli ESRS rappresentano il quadro normativo obbligatorio. Anche se la tua impresa non rientra (ancora) nel perimetro obbligatorio della CSRD, conoscere gli ESRS è utile: sono infatti il riferimento a cui si allineano progressivamente anche gli standard volontari come il VSME, e le informazioni richieste dalle grandi imprese clienti nella catena del valore derivano spesso proprio da questi standard.

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2.4 Il calcolo delle emissioni di GHG

Il calcolo delle emissioni di gas a effetto serra (GHG — Greenhouse Gas) è uno degli elementi centrali di tutti gli standard di rendicontazione ESG, sia volontari (VSME) sia obbligatori (ESRS).

Secondo il GHG Protocol, lo standard internazionale di riferimento per la contabilizzazione delle emissioni, le emissioni si dividono in tre categorie ("scope"):

  • Scope 1 – Emissioni dirette: emissioni generate da fonti possedute o controllate direttamente dall'impresa, ad esempio la combustione in caldaie, forni o veicoli aziendali, oppure processi chimici in impianti di proprietà dell'azienda;
  • Scope 2 – Emissioni indirette da energia: emissioni legate alla generazione dell'energia elettrica (o di altre forme di energia, come calore o vapore) acquistata e consumata dall'impresa. Si verificano fisicamente presso l'impianto che produce l'energia, non presso l'azienda che la utilizza;
  • Scope 3 – Altre emissioni indirette: tutte le altre emissioni indirette lungo la catena del valore, che sono conseguenza dell'attività dell'impresa ma avvengono presso soggetti terzi non controllati dall'azienda (ad esempio l'estrazione e produzione dei materiali acquistati, il trasporto di merci e persone, oppure l'uso dei prodotti venduti).

Gli standard VSME ed ESRS richiedono, come minimo, il calcolo di Scope 1 e Scope 2.

Per calcolare correttamente le emissioni è spesso necessario convertire i dati di consumo di carburanti ed energia in un'unità di misura comune, il MWh (megawattora): a questo scopo può essere utile la nota tecnica di CDP dedicata alla conversione dei dati sui carburanti in MWh: CDP — Conversion of fuel data to MWh

Per convertire i consumi energetici in emissioni, l'impresa ha bisogno di appositi fattori di emissione. Ecco alcune fonti da cui scaricarli:

Se la tua impresa non dispone ancora di un proprio sistema di calcolo delle emissioni, può fare riferimento ad alcuni tool esterni, gratuiti o con versione base gratuita, che guidano passo passo nella stima del proprio carbon footprint. Qui alcuni:

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