I.T.A.L.I.A. - Geografie del nuovo made in Italy

Rapporto a cura di Fondazione Symbola, Unioncamere e Fondazione Edison.

Il rapporto I.T.A.L.I.A., utilizzando l'acronimo del nome del nostro Paese, segnala già dal titolo l'ambizione di percorrere le geografie del nuovo made in Italy, dall'Industria al Turismo, dall'Agroalimentare al Localismo e alla sussidiarietà, dall'Innovazione, la tecnologia e l'ambiente all'Arte e la cultura.

Numeri e storie di un'Italia che va sostenuta.

C’è chi dice, infatti, che l’Italia sia un Paese senza futuro. Che dietro l’angolo ci aspetti un ineluttabile declino, la perdita di posizioni nella competizione internazionale, il definitivo declassamento, dopo le glorie remote e recenti, a nazione satellite. Tesi che trova il sostegno di fonti autorevoli, nazionali e internazionali: “Il modello di specializzazione dell’Italia è molto simile a quello di Paesi emergenti come la Cina – dice l’ultimo rapporto, datato 4 aprile 2013, dedicato al nostro Paese dalla Commissione Europea - con la maggior parte del valore aggiunto in settori tradizionali a bassa tecnologia, principalmente a causa della limitata capacità innovativa delle imprese italiane”.

Ma l’Italia è davvero questa: scarsamente innovativa, in competizione al ribasso con i Paesi emergenti? Forse sì, se usiamo le lenti del pregiudizio, se ci accontentiamo di griglie di valutazione inadeguate, che magari inducono a sposare tesi come quella, tutta ideologica, che la ripresa passa per la modifica dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori.

Ma se al nostro Paese guardiamo con un po’ di simpatia e di affetto, e con un pizzico di curiosità e attenzione in più, la risposta è no, decisamente no.