Nota economica (aggiornata al 22 febbraio 2012)

Nota periodica del Centro Studi Assolombarda che analizza e commenta lo scenario economico internazionale, nazionale e milanese.

In sintesi

L’accordo europeo sulla crisi del debito greco porta riflessi positivi sugli spread tra BTp e Bund (sotto i 350pb, dopo i picchi di oltre 550pb a novembre 2011) e sui mercati azionari (Dow Jones sui massimi da metà 2008, FTSE MIB in recupero).

Le evoluzioni della crisi greca hanno riflessi anche sui cambi, con l’€ in apprezzamento nei confronti del $ da un mese a questa parte (1,3229 il 21/02/12).

Nell’ultimo trimestre 2011 il Pil si contrae nell’Area Euro, che comunque mette a segno una crescita del +1,5% nel totale dell’anno. Anche la Germania chiude l’anno in flessione, ma registra un complessivo +3,1% di Pil. In controtendenza, la Francia cresce pure nell’ultimo scorcio d’anno e chiude con un complessivo +1,7%. L’Italia, infine, registra la seconda contrazione trimestrale consecutiva ed entra in recessione tecnica; un modesto +0,4% è la crescita del Pil nell’intero 2011.

In gennaio 2012 i prezzi delle materie prime tornano a crescere (+5% mensile), dopo lo stop di fine 2011. Gli alimentari restano fermi, mentre le altre materie, in particolare energetiche, trainano verso l’alto l’indice. Petrolio Brent a 122$ al barile (21/2/12).

L’inflazione a gennaio 2012 è stabile al 2,7% nell’Area Euro e al 3,3% a Milano, mentre in Italia scende al 3,2% (dal 3,3% di dicembre scorso).

In dicembre 2011 la disoccupazione continua a scendere negli USA (8,5%), mentre nell’Area Euro è ferma al 10,4% (massimo da giugno 1998). Si amplia il divario in Europa: la disoccupazione scende in Germania (5,5%), mentre sale in Francia (9,9%) e in Italia (8,9%, top dal 2004) e si stabilizza su valori assai elevati in Spagna (22,9%).

A gennaio 2011 il clima di fiducia del manifatturiero nell’Area Euro rimane stabile per il terzo mese consecutivo. L’andamento dell’indice nei principali paesi è molto differenziato: cresce in Germania e in Spagna (comunque su livelli storicamente molto bassi), mentre cala pesantemente in Francia ed è invariato in Italia. In linea con il dato dell’eurozona, nell’area milanese il clima di fiducia del manifatturiero è sostanzialmente stabile a dicembre 2011. L’indice si assesta su valori storicamente modesti, come risultato di una compensazione tra la contrazione degli ordini, soprattutto esteri, e l’aumento delle previsioni di produzione accompagnate dalla riduzione delle scorte.

Nel 2011 l’export del manifatturiero italiano cresce del +11,4% in valore, tornando finalmente sopra i livelli pre-crisi (+2,6% rispetto al 2008). Tutti i settori incrementano le vendite estere nel corso dell’anno ma non tutti colmano il divario con il 2008.

La crescita nel 2011 è meno marcata in termini di fatturato totale del manifatturiero (+5,6%), e rimane un gap del -5,7% rispetto al pre-crisi, che si rivela diffuso tra i settori ad eccezione di farmaceutica, alimentare, elettronica e prodotti petroliferi.

A gennaio 2012 calano le ore autorizzate di Cassa Integrazione sia nel complesso italiano sia, più marcatamente, nell’area milanese: la riduzione è, rispettivamente, del -8% e del -28% rispetto a gennaio 2011. Il calo più consistente dell’area milanese si compone di un -43% per la cassa in deroga, un -29% per l’ordinaria e un -17% per la straordinaria. A livello nazionale, la componente in deroga scende del -26% e quella straordinaria del -10%, mentre l’ordinaria sale del +11%. 

  

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