"Gestione schizofrenica, così non ripartiremo. E tutti scaricano le colpe" Intervista

"Gestione schizofrenica, così non ripartiremo. E tutti scaricano le colpe"

L'intervista di Alessandro Spada, Presidente di Assolombarda, su La Stampa - 28 gennaio 2021

Disorientamento, mancanza di visione e pianificazione, schizofrenia, assenza di senso di responsabilità e ora il peso ulteriore della crisi di governo. Alessandro Spada misura parole pesanti, in una secca stroncatura della gestione della pandemia. Il presidente di Assolombarda, 6.800 imprese e quasi mezzo milione di addetti, non vede a rischio solo la tenuta sociale del Paese, ma anche la sua capacità di ripartire. L'occasione, naturalmente, si chiama Recovery Plan, ma per vincere la partita bisogna, in sostanza, ribaltare tutto: metodo e contenuti del grande piano per la ripresa. Nel Paese e nella regione locomotiva d'Italia, diventata suo malgrado simbolo della cattiva gestione dell'emergenza.

Il caos sui dati dei contagiati ha costretto la Lombardia a una settimana di chiusure ingiustificate. Il sistema economico può reggere questa lunga serie di inefficienze nella gestione della pandemia?

"La Lombardia non è un pianeta a sé, fermare un'economia così strategica ha conseguenze su tutto il Paese. La zona rossa ha inferto un colpo insopportabile non solo agli esercizi commerciali lombardi ma a tutto il sistema produttivo. C'è una buona parte dell'Italia che soffre, disorientata dalla mancanza di visione e di pianificazione. L'Italia degli imprenditori e di tutti coloro che nelle imprese lavorano, l'Italia dei commercianti, degli autonomi, dei giovani, la cosiddetta "generazione Covid" che più di tutti pagherà la crisi. Non possiamo più permetterci questa schizofrenia di metodo, che di settimana in settimana modifica i criteri di gestione dell'emergenza. Il rischio è compromettere la ripresa che stiamo rincorrendo".

Nessuno si è preso la responsabilità di errori e cambi di rotta. Anzi.

"Di errori ne sono stati fatti tanti e non sta a me giudicare. Quello che mi indigna però è che, in un momento simile, sono tutti molto impegnati a cercare il colpevole, dimenticando l'obiettivo. Servono serietà di metodo e responsabilità di governo nell'affrontare i problemi e cercare di risolverli".

A proposito di responsabilità: era il momento per aprire una crisi? O ha ragione Renzi e non potevamo permetterci un governo così debole?

"Le questioni della politica spettano alla politica. Ma la crisi di governo certamente alimenta il clima di incertezza. Un ulteriore macigno sull'economia. È fondamentale avere un governo forte, che abbia i numeri e una visione, capace di assicurare al Paese un riscatto economico e sociale. Abbiamo davanti importanti sfide, che non possiamo fallire: il Recovery Plan e il piano vaccinale. E in un contesto globale sempre più complesso e frammentato servono competenza, responsabilità e visione. Ne va della nostra credibilità. È ora di rendersi conto che siamo parte di un mosaico comunitario. E questo richiede la massima serietà". 

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