Smartworking in numeri - 2021

I dati quantitativi sul fenomeno a livello nazionale, internazionale e territoriale, prima e dopo la pandemia

Uno scenario in rapido cambiamento

Nel 2019 la quota di occupati che lavorano normalmente o saltuariamente da casa in Italia era del 4,8%: tra le più basse in Europa, pur tenendo conto dei limiti dei confronti internazionali dovuto alla molteplicità di forme.
Lo scenario sta però cambiando: in aggiunta alla costante crescita dello smart working, che nel 2019 è arrivato ad interessare il 15% dei potenziali beneficiari, l’emergenza sanitaria ha determinato una forte accelerazione nella diffusione del lavoro da remoto.
L’Osservatorio sullo Smart working del Politecnico stima in oltre 6,6 milioni i lavoratori da remoto attivi a marzo 2020 (scesi a 5 milioni a settembre, pari al 33,8% dei lavoratori dipendenti) e prevede che nella «nuova normalità» il numero si stabilizzerà a quota 5,3 milioni.
Una survey di Assolombarda su 1.000 associate ha rilevato una quota media ponderata di smart worker pre-Covid del 17%, salita a settembre al 50%. La quota di imprese interessate dal fenomeno è balzata dal 28% al picco del 93% nel lockdown, stabilizzandosi al 72% a settembre e tendendo in prospettiva a fissarsi al 59%, di fatto raddoppiando rispetto al passato.

Lo smart working a Milano

I dati sulla diffusione dello smart working a Milano, nell’illustrare la capacità di adattamento di fronte al Covid-19, sono doppiamente evocativi di come l’utilizzo della città vari in funzione delle modalità di lavoro possibili e possa differire in termini spaziali anche in futuro. In parallelo, i dati sulla mobilità indicano come le persone hanno modificato i luoghi e le loro modalità di spostamento, invitando a domandarsi quali possano essere gli equilibri futuri nell’organizzazione del tempo, degli spazi e dei trasporti urbani.

L’emergenza sanitaria ha avuto un enorme impatto sulla diffusione dello smart working, contribuendo ad accelerare cambiamenti nell’organizzazione del lavoro già in atto per effetto dell’evoluzione tecnologica.

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