PIL Italia -8% nel 2020 secondo il Governo (DEF 2020)

Documento di Economia e Finanza del MEF.

Lo scenario macroeconomico

Il Documento di Economia e Finanza 2020 (DEF), approvato dal Consiglio dei Ministri del 24 aprile, prevede una contrazione del PIL pari a -8% per il 2020 (nella nota di aggiornamento del DEF di settembre 2019 era prevista una crescita del +0,6%) e un rimbalzo del +4,7% nel 2021. Una valutazione prudenziale che sconta il rischio del protrarsi della crisi pandemica fino all’inizio del prossimo anno, quando ci si attende sarà disponibile su larga scala un vaccino contro il COVID-19 che darebbe luogo ad un’ulteriore ripresa dell’attività economica. 

imm1 - previsioni macroeconomiche

Su base trimestrale, ci si attende una contrazione del PIL pari al -5,5% nel primo trimestre 2020 e -10,5% nel secondo trimestre. A queste fortissime cadute seguirebbe un rimbalzo del +9,6% nel terzo trimestre e del +3,8% nel quarto, che tuttavia lascerebbe il PIL dell’ultimo trimestre a un livello inferiore del 3,7% rispetto allo stesso periodo del 2019.

La contrazione del PIL del 2020, senza precedenti, sarebbe spiegata per circa un terzo dalla caduta del commercio internazionale di beni e servizi e per la rimanente parte dalle politiche di distanziamento sociale e dai cambiamenti nei comportamenti dei consumatori a livello nazionale.

Nel 2020 i consumi delle famiglie scenderebbero in misura lievemente inferiore al PIL (-7,2%), per effetto sia delle misure di contenimento sociale sia della riduzione del reddito disponibile. Nel mercato del lavoro, il tasso di disoccupazione è atteso peggiorare nel 2020 all’11,6% e recuperare parzialmente all’11,0 per cento nel 2021.

Per quanto riguarda gli investimenti, si attende un forte calo (-12,3%), rispetto ai quali l’impatto negativo della sospensione delle attività produttive è amplificato dalle condizioni di elevata incertezza e dal crollo di aspettative e fiducia.

Il contributo della domanda estera netta, dopo la flessione nell’anno in corso (-14,4%), tornerà positivo nel 2021 (+13,5%).

Indebitamento netto e debito pubblico

Le misure di contenimento e cura della crisi pandemica e le misure per far fronte alla forte contrazione dell’economia produrranno effetti straordinari sui saldi di finanza pubblica. 

Sul saldo netto da finanziare del bilancio dello Stato nel 2020, in termini di competenza e in termini di cassa, gli effetti combinati del decreto Cura Italia di marzo e del prossimo decreto annunciato (che riprenderà e rafforzerà i provvedimenti già adottati) ammontano per il 2020 a 25 miliardi del decreto Cura Italia e a 155 miliardi di euro del nuovo decreto (25 miliardi per il 2021).

Pertanto, il nuovo livello di indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche fissato dal DEF è al 10,4% del PIL nel 2020 e al 5,7% nel 2021.

Il debito pubblico in rapporto al PIL sale ai massimi della storia repubblicana nel 2020, 155,7%, e al 152,7% nel 2021.

imm2 - indicatori finanza pubblica

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