Osservatorio Assolombarda Agenzie per il Lavoro - III trim. 2019

Il ranking delle professionalità nell'area milanese.

Secondo i numeri forniti dalle Agenzie per il Lavoro, riferiti all’area di Milano, Monza Brianza e Lodi, nel III trimestre del 2019 le richieste di lavoratori in somministrazione calano del -7% rispetto allo stesso periodo del 2018.
Si tratta della prima verifica sull’andamento di questo importante segmento del mercato del lavoro a parità di normativa, anche se va considerato che il III trimestre 2018 è inserito nel periodo di validità transitoria della nuova normativa, un elemento che ancora rende il confronto parzialmente distorto.
Il calo risulta concentrato su un’unica figura, quella dei tecnici, che registra un -55% non controbilanciato dal pur sensibile (+84%) incremento di conduttori d’impianti.
La nuova normativa ha cambiato il lavoro in somministrazione sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo.

Meno richieste, ma missioni più lunghe e contratti più stabili
Dopo le novità normative introdotte nello scorso agosto 2018 la somministrazione di lavoro a tempo determinato rimane un segmento vitale del mercato del lavoro, anche se si restringono i suoi spazi e torna all’interno dei confini precedenti la forte espansione degli ultimi anni.
Il monitoraggio condotto dall’Osservatorio Assolombarda Apl coglie tuttavia alcuni aspetti del ridimensionamento che sfuggono ai dati ufficiali. Ad esempio, una quota importante delle stabilizzazioni di rapporti di lavoro in somministrazione rilevate dall’Inps avviene all’interno delle stesse Agenzie per il Lavoro: lavoratori, quindi, che rimangono all’interno del segmento della somministrazione. In secondo luogo si riduce il turnover e, conseguentemente, si registra un allungamento medio delle missioni: a conti fatti, pertanto, le ore lavorate si riducono meno di quanto accade al numero di assunzioni.

Cambia la distribuzione per categoria professionale
Altra conseguenza evidente del Decreto Dignità sulla domanda di lavoro in somministrazione dell’area di Milano, Monza Brianza e Lodi è stata la ricomposizione delle quote di mercato delle diverse categorie profili professionali.
E’ diminuito in misura rilevante (circa 16 punti percentuali) il peso delle professionalità tecniche, compensato da un pari aumento delle quote di impiegati, conduttori di impianti e operai specializzati. Dinamiche opposte che si annullano, quindi, lasciando invariata (35%) l’incidenza complessiva di queste quattro categorie accomunate dall’impiego in attività manifatturiere.
Si è inoltre spostato il punto di equilibrio tra le altre due categorie: alla discesa della quota di mercato degli addetti del commercio si contrappone un aumento di analoga entità (+ 4 punti percentuali) delle professioni non qualificate.

Quali conseguenze ha avuto il Decreto Dignità?
Banca d’Italia ha recentemente osservato che le nuove norme del decreto dignità ridotto le probabilità di occupazione dei lavoratori con un contratto temporaneo e che, almeno in parte, le trasformazioni sono un “effetto meccanico” dei numerosi contratti trasformabili avviati in precedenza.
Le informazioni raccolte tra le Agenzie aggiungono ulteriori elementi utili ad una valutazione, facendo emergere come il Decreto Dignità abbia finito per marginalizzare proprio le persone più deboli dal punto di vista lavorativo: tra gli effetti diretti va infatti annoverato l’accorciamento (in alcuni casi anche sensibilmente, da 90 a 60 gg) delle missioni del personale meno qualificato e più fungibile. Sull’altro fronte, a seguito dei vincoli di rinnovo introdotti dalla nuova normativa, i lavoratori dotati di profilo professionale più elevato hanno visto stabilizzare il loro rapporto di lavoro: infatti la riduzione delle richieste si è concentrata sui tecnici, le figure dotate di contenuti professionali superiori.
L’effetto complessivo delle due opposte tendenze è stato appunto un allungamento della durata media delle missioni.