CSC: nel 2020 PIL italiano al -6,0%

Rapporto di previsione CSC primavera 2020.

In sintesi

Le previsioni per l'Italia

Le prospettive economiche, in questa fase di emergenza sanitaria, sono gravemente compromesse. Le previsioni del CSC mostrano una perdita di PIL alla fine dei primi 2 trimestri 2020 pari al -10% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, per poi riprendere dal terzo trimestre a seguito della riapertura delle attività economiche presumibilmente dal prossimo mese. La produzione industriale è colpita ancora più duramente, con una caduta a fine del secondo trimestre del -20%.

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Su base annua, il CSC stima una diminuzione del PIL pari al -6,0% nel 2020 e una successiva ripresa del +3,5% nel 2021.
Gli investimenti registrano una caduta pari al -11% nel 2020, dovuta alla forte incertezza, per poi tornare a crescere nel 2021, ma senza recuperare la perdita di del 2020.
Anche l’export italiano vedrà un calo del -5,1% nel 2020, in misura superiore al calo dell’export mondiale (-2,5%). Su questo fronte, i rischi sono fortemente al ribasso nel caso di un blocco più lungo e diffuso dell’attività mondiale e nel caso di una diminuzione delle quote di mercato della manifattura italiana a favore di concorrenti esteri meno colpiti dal Covid-19.
Tutto ciò esercita una pressione senza precedenti sulla capacità di resilienza del nostro sistema produttivo.

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Cosa è in gioco con l'industria italiana?

  • L’industria italiana impiega 1/3 del totale occupati italiani (8,5 milioni)
  • Dall’industria originano circa la metà delle spese in R&S e degli investimenti
  • L’export è fondamentale per la nostra bolletta energetica e per l’occupazione

La liquidità è la condizione per mantenere il tessuto produttivo italiano e per consentire il prossimo rilancio del sistema italiano. E’ urgente dunque evitare una crisi di liquidità nelle imprese, che potrebbe mettere a repentaglio la sopravvivenza di intere filiere produttive, e che dalla liquidità di passi a un problema di solvibilità, anche per imprese che prima dell’epidemia avevano bilanci e prospettive solide.

Un piano di rilancio dopo l'emergenza

Confindustria insieme con le Confindustrie tedesca e francese ha proposto un piano europeo straordinario di entità pari a 3 mila miliardi di euro di investimenti pubblici.
Una prima tranche, di entità pari a 500 miliardi su un periodo di 3 anni, dovrebbe essere composta anche di misure per la liquidità, mentre le tranche successive soprattutto di investimenti in sanità, infrastrutture e digitalizzazione.
L’effetto positivo è quantificabile in un aumento della crescita in Italia e nell’Eurozona di rispettivamente 2,5 e 1,9 punti percentuali al terzo anno di applicazione.

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Il volume completo e le slide di presentazione del convegno sono disponibili al seguente LINK.

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