Booklet Economia - Previsioni: Crescita Pil modesta nel 2025 (Lombardia +0,7%, Quadrilatero +0,6%), ma in consolidamento nel 2026 (+1,0%, +1,6%), con ripartenza dell'industria ed effetto Olimpiadi sui servizi.

La Lombardia nel confronto nazionale ed europeo. Focus specifici per Milano, Lodi, Monza Brianza, Pavia.

Il quadro complessivo: Lombardia e Italia

In linea con l’anno da poco concluso, il 2026 si è aperto in un contesto internazionale pervaso da contrasti geopolitici, minacce di ulteriori dazi da parte degli USA e possibili accordi commerciali dell’UE ancora in bilico. Le ripercussioni sui mercati finanziari sono state immediate, con grande volatilità nei tassi di cambio e nelle quotazioni dei beni energetici, ma più in generale non fanno che acuire il clima di incertezza sull’economia globale. In questo quadro, stimiamo che l’economia lombarda abbia chiuso il 2025 in crescita di un magro 0,7%, sostanzialmente di pari passo con l’Italia (+0,6%): l’indebolita domanda estera ha accompagnato consumi prudenti e servizi con meno slancio degli anni precedenti.

Gli ultimi mesi del 2025 hanno, però, lasciato intravedere alcuni segnali di ripresa, sia nell’industria sia nel terziario, portando al rialzo le previsioni per il 2026, +1,0% (da +0,8% stimato in ottobre), sopra la media nazionale (+0,7%). Dal lato della domanda, i consumi delle famiglie sono previsti in espansione, pur in un contesto di fiducia ancora fragile; persistono, invece, incertezze sugli investimenti, legate al progressivo esaurimento delle risorse del PNRR e alla domanda di credito da parte delle imprese, solo in contenuta ripartenza di recente. Per quanto riguarda i territori del ‘quadrilatero’ di Assolombarda, la crescita annua è rivista al ribasso allo 0,6% nel 2025 (da +0,8% nello scenario formulato lo scorso ottobre), ma in netto rialzo nel 2026 al +1,6% (da +1,1%).

Il quadro europeo

Il quadro lombardo rimane meno dinamico rispetto alla media dell’area euro, che secondo le più recenti stime è attesa in crescita dell’1,4% nel 2025 e dell’1,2% nel 2026. La forte divergenza osservata nel 2025 tra economie europee dovrebbe parzialmente riassorbirsi nel 2026: le previsioni di crescita per il Pil catalano restano robuste ma in leggero rallentamento (+2,1%); d’altro canto, in Germania si prevede un’espansione dello 0,9% (dopo il +0,2% del 2025), trainata dagli investimenti in difesa e infrastrutture.

Il quadro lombardo: settori, consumi e occupazione

Dal punto di vista settoriale, nel 2025 la Lombardia ha visto un incremento del valore aggiunto sia nell’industria (+0,5%) sia nei servizi (+0,7%), entrambi superiori al dato nazionale, ma su ritmi ancora contenuti. Per il 2026 è atteso un deciso rafforzamento: l’industria (+0,8%) potrà consolidare il proprio recupero grazie alla spesa europea in difesa e all’attesa ripartenza del ciclo tedesco, mentre i servizi (+1,0%) beneficeranno della combinazione tra domanda delle imprese e attività legate ai Giochi Olimpici. Le costruzioni rappresentano, invece, un fattore di debolezza, con una «crescita-zero» nel biennio 2025-2026, in leggera controtendenza rispetto al resto del Paese.

Sul fronte del mercato del lavoro, le aspettative sono state riviste al ribasso: nel 2025 l’occupazione regionale è stimata in aumento solo dello 0,3%, anche per effetto della debole dinamica registrata nel terzo trimestre. La Lombardia mantiene, tuttavia, il tasso di disoccupazione più basso d’Italia, sceso al minimo storico del 2,7%. Per il 2026 si prevede un aumento degli occupati dello 0,5%, in linea con la media nazionale, ma limitato, tra gli altri fattori, dalla continua contrazione della forza lavoro potenziale.

Infine, i consumi hanno contribuito positivamente al Pil regionale nel 2025 (+1,0%), grazie a un clima di fiducia relativamente più elevato nel Nord-ovest rispetto al resto del Paese, pur in un contesto di prudenza delle famiglie, specialmente riguardo alle prospettive future. Per il 2026 è atteso un andamento sostanzialmente analogo (+1,1%), ancora una volta superiore alle stime italiane.

Milano

Le nuove previsioni riportano per Milano un’espansione annua del Pil dello 0,7% per il 2025, in linea con la stima per la Lombardia, ma con una consistente revisione al ribasso rispetto alle attese di ottobre (+1,0%). Ciò è dovuto alla crescita meno marcata delle attese dei servizi, settore distintivo della Città metropolitana, che si è espanso a ritmi poco superiori alla manifattura, a sua volta penalizzata da una riduzione delle esportazioni nei primi nove mesi dello scorso anno. D’altro canto, proprio i servizi daranno una netta accelerazione nel 2026 al Pil provinciale, previsto in crescita dell’1,7%, ben sopra al +1,0% del totale lombardo, grazie a un contributo importante dei Giochi Olimpici di Milano Cortina.

Lato occupazione, l’espansione nel 2025 è stimata allo 0,4%, meno di quanto formulato in precedenza (+0,9% a ottobre), ma con un rimbalzo importante nel 2026, +1,9%, parzialmente generato dalle assunzioni legate all’organizzazione e allo svolgimento delle Olimpiadi.

Monza Brianza

L’espansione economica di Monza e Brianza nel 2025 è rivista allo 0,6%, rialzata rispetto alla stima di ottobre (+0,3%) e di poco sotto alla media lombarda. Per quanto riguarda l’industria, la contrazione della produzione manifatturiera è stata in parte compensata dalla buona performance delle esportazioni, mentre il contributo preponderante alla crescita complessiva è arrivato dal terziario. Le prospettive migliorano per l’anno in corso, con un Pil previsto al +1,4% (sopra al +1,0% lombardo), in cui i servizi saranno accompagnati da uno stimolo maggiore proveniente dalla manifattura.

Sul fronte dell’occupazione, il numero di lavoratori sul territorio è rivisto al ribasso ed è stimato in calo dello 0,2% nel 2025, ma è atteso in ripresa dello 0,7% nell’anno in corso.

Lodi

Una revisione al ribasso rispetto allo scenario precedentemente formulato interessa le previsioni per la provincia di Lodi nel 2025, che ora si collocano su una crescita quasi nulla per quanto riguarda il Pil (+0,1%). Sull’industria del territorio ha pesato l’andamento negativo delle esportazioni nei primi tre trimestri dello scorso anno, mentre i servizi hanno sperimentato una crescita modesta. La provincia è stata anche penalizzata da un contributo negativo dell’edilizia, più pronunciato rispetto alla media regionale. L’espansione del Pil lodigiano è attesa riprendere nel 2026, con incremento dello 0,7% (poco al di sotto della Lombardia), equamente distribuito tra industria e servizi.

Un fattore determinante per la revisione al ribasso del Pil è stato l’andamento del mercato del lavoro, in difficoltà nell’ultimo biennio, con l’occupazione attesa in calo anche nel 2025 (-0,3%). Per il 2026 si prevede, invece, un rimbalzo speculare (+0,3%).

Pavia

L’economia pavese è attesa in una sostanziale stagnazione nel 2025 (+0,1%), in peggioramento rispetto alle attese di qualche mese fa (+0,4% a ottobre). La produzione manifatturiera è, infatti, rimasta ferma nei primi nove mesi dello scorso anno, e anche dai servizi è mancata la spinta (considerato che la crescita del terziario osservata a livello nazionale si è concentrata nell’ICT e nei servizi professionali e alle imprese, comparti che pesano poco sul valore aggiunto della provincia). Il Pil pavese è poi atteso espandersi dello 0,9% nel 2026, sostenuto da una espansione più diffusa del terziario e da una manifattura che ha mostrato una possibile inversione di tendenza in chiusura del 2025.

In termini occupazionali, per il 2025 si stima una stabilità nel numero di occupati rispetto all’anno precedente (+0,1%), seguita da un incremento dello 0,4% nel 2026.

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