Booklet Economia: in giugno prosegue la graduale risalita dell’economia lombarda, ma il recupero rimane parziale

L'andamento economico della Lombardia nel confronto nazionale ed europeo.

La sicurezza sul lavoro in Lombardia

Nel bimestre aprile-maggio 2020 gli infortuni in occasione di lavoro denunciati in Lombardia diminuiscono del -10,7% rispetto allo stesso periodo del 2019. L’andamento degli infortuni è influenzato dalle misure prese ai fini del contenimento dell’epidemia Covid-19: da un lato nella sola industria la diminuzione degli infortuni “in occasione di lavoro” è più sensibile (-55,0%) a causa dello stop a molte attività manifatturiere contenuto nelle misure del Governo, dall’altro il calo degli infortuni in itinere è piuttosto rilevante (-74,6% a livello di intera economica e -67,5% nella sola industria) come conseguenza delle limitazioni alla mobilità.

IN SINTESI - L’andamento economico della Lombardia rispetto ai benchmark

Dopo lo shock di marzo e aprile, quando stimiamo un crollo dell’attività economica in Lombardia del -35% e del -45% su base annua, e dopo la lenta risalita di maggio (-30%), a giugno l’economia mostra segnali di accelerazione, ma rimane su livelli ampiamente inferiori rispetto al pre-covid.

A giugno tutti gli indicatori soft che monitoriamo continuano, infatti, a mostrare un graduale miglioramento rispetto a maggio e una accelerazione nel corso del mese, ma i dati che approssimano l’attività economica e gli spostamenti per motivi di lavoro rimangono con segno negativo nel confronto con il 2019, mentre appare più vicina ai ‘livelli normali’ pre-lockdown la mobilità nel complesso, soprattutto a Monza e Brianza, Lodi e Pavia.

Più nel dettaglio, il traffico dei veicoli pesanti sulle tangenziali milanesi, proxy dell’intensità degli scambi economici del territorio, è ancora sotto i livelli di un anno fa, segnando un -8% nell’ultima settimana di giugno (era -28% all’inizio della fase 2 e -13% a fine maggio).
Anche gli spostamenti per motivi di lavoro, pur in aumento, restano in un quadro di consistente flessione: -32% a fine giugno in Lombardia rispetto a inizio 2020, dopo il -46% rilevato da Google Maps a metà maggio. Qui è interessante evidenziare che il recupero nel totale Italia è leggermente superiore: -28% a fine giugno da -42% a metà maggio. Allo stesso modo, il traffico dei veicoli leggeri sulle tangenziali milanesi a fine giugno si assesta al -22% su base annua, comunque in decisa risalita dal -48% di metà maggio. In aggiunta, il Comune di Milano fotografa un gap degli ingressi di autoveicoli in Area B (soprattutto pendolari) del -11% tra il 15 e il 19 giugno rispetto a inizio anno (erano -45% nella prima e -22% nell’ultima settimana di maggio).
Invece, riparte maggiormente la mobilità delle persone nel complesso (quindi non solo per motivi di lavoro), soprattutto a Monza e Brianza, Lodi e Pavia: gli spostamenti monitorati da Enel X nelle tre province a fine giugno risultano prossimi ai livelli antecedenti l’emergenza, mentre a Milano sono inferiori del -9% (ma qui è ragionevole ipotizzare che incida in negativo la più consistente componente di mobilità per esigenze lavorative rispetto agli altri territori).

Le prospettive a breve restano estremamente caute e più negative nel Nord-Ovest rispetto alla media italiana. Difatti, nonostante a giugno si registri un aumento dell’indice di fiducia delle imprese in tutti i settori, il crollo record registrato a marzo non è ancora recuperato: rispetto a febbraio l’indice del manifatturiero ha ancora un gap di -19 punti in Italia e -23 nel Nord-Ovest, nei servizi addirittura di -47 e -37 punti rispettivamente.

I consumatori, e quindi le famiglie, continuano a mostrarsi più positive delle imprese: la fiducia cresce a giugno di 6 punti percentuali in Italia e di 5 nel Nord-Ovest, riportandosi sui livelli di marzo, con un differenziale rispetto a inizio 2020 ancora consistente e pari a circa -10 punti, quindi ben più ridotto di quanto rilevato per le imprese.

Sulla velocità della ripartenza pesa una domanda che ha frenato pesantemente sia sul mercato interno sia soprattutto su quello estero. In Lombardia le esportazioni hanno registrano una battuta d’arresto a marzo del -13,1% tendenziale, pari in valore a una ‘perdita’ di 1,5 miliardi di euro di vendite all’estero. La maggior parte delle province registra un crollo a due cifre e, considerata l’importanza che ricoprono nell’economia regionale, incidono particolarmente le contrazioni di Milano (-6,5% a marzo, -246 milioni di euro), Brescia (-17,7%, -261 milioni) e Bergamo (-17,5%, -251 milioni). Sono in consistente flessione anche Monza (-11%), Lodi (-7,2%) e Pavia (-8,5%).

Come già commentato nel precedente numero, destano preoccupazione i segnali negativi del mercato del lavoro sul fronte Cassa Integrazione: ad aprile e maggio in Lombardia sono state autorizzate 295 milioni di ore, pari in soli due mesi al 95% di quelle riferite all’intero anno 2010, picco della Grande Crisi. Addirittura, i nuovi dati disponibili su base provinciale segnalano sia per Milano e Monza e Brianza sia per Lodi un ricorso nei due mesi pari a circa una volta e mezza quello dell’anno di massimo della precedente crisi: ad aprile e maggio 2020 risultano 112 milioni di ore autorizzate a Milano e Monza e Brianza (vs 78 milioni nel 2010) e 6 milioni a Lodi (vs 4,0 nel 2010). A Pavia, invece, nel bimestre si registrano 9 milioni di ore di CIG, pari a circa il 70% dei 13 milioni del 2009, anno in cui si era registrato il maggior fabbisogno.
In linea con queste evidenze, gli avviamenti in Lombardia (ossia il numero di contratti lavorativi attivati) si riducono di molto a marzo: -48,5% su base annua (-49,5% in Italia), con un crollo del -54,4% nelle assunzioni a termine.

Infine, il rapido peggioramento del quadro economico ha portato a un crescente bisogno nel breve termine di risorse finanziarie da parte delle imprese lombarde, con una crescita dei prestiti bancari a marzo del +1,1% su base annua e ad aprile del +1,4%. Aumentano le erogazioni per le imprese più grandi (+1,6% a marzo per le realtà oltre 20 addetti) e, tra i settori, per manifattura (+3,4%) e servizi (+1,3%). Rimangono, invece, in calo i prestiti per le imprese con meno di 20 addetti (-1,9%) una dinamica che Banca d’Italia commenta riflettere “un maggiore utilizzo delle linee di credito già accordate dagli intermediari e i primi effetti della moratoria sui finanziamenti e delle misure di sostegno alla liquidità varate dal Governo”.

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