Booklet Economia: -0,9% la produzione manifatturiera lombarda nel 2° trimestre 19, -0,2% l'export nel 1° semestre 19

L'andamento economico della Lombardia nel confronto nazionale ed europeo.

La sicurezza sul lavoro in Lombardia

Secondo i dati di agosto 2019 si conferma la tendenza decrescente degli infortuni denunciati in Lombardia: rispetto al bimestre luglio-agosto 2018 quelli “in occasione di lavoro” registrano infatti -1,7% a livello di intera economia e -0,7% nell’industria. Crescono invece gli “infortuni in itinere”: +1,1% nel complesso, +4,6% nell’industria.

IN SINTESI - L’andamento economico della Lombardia rispetto ai benchmark

Il progressivo deterioramento del quadro economico internazionale colpisce anche l’industria lombarda. Dopo sei anni di ininterrotta crescita, tra marzo e giugno 2019 la produzione manifatturiera regionale registra infatti la prima variazione annua con segno negativo (-0,9%) e anche a livello congiunturale, dopo un primo trimestre piatto, l’attività si contrae (-1,2%). Parimenti, Baden-Württemberg e Cataluña mostrano un’attività produttiva in sensibile calo a metà 2019 (si segnala in particolare che il Baden-Württemberg, con la flessione del secondo trimestre 2019, perde il vantaggio sopra i livelli pre crisi di circa cinque punti percentuali acquisito negli ultimi due anni e segna un -0,3% rispetto al 2008).

In Lombardia la decelerazione iniziata nella seconda metà del 2018 è divenuta flessione diffusa: soffrono in particolare le piccole e le medie imprese, ma anche le grandi restano ferme. Di conseguenza, torna ad allargarsi la distanza da colmare rispetto ai massimi di prima della crisi: -2,6% nel totale lombardo, -12,3% le piccole imprese, -0,2% le medie (mentre le grandi sono sopra i livelli 2008 del +10,7%). Nel manifatturiero, la maggior parte dei settori (7 su 13) riduce i livelli produttivi nel secondo trimestre 2019: -9,7% abbigliamento, -2,7% pelli-calzature, -1,6% meccanica, -1,3% tessile, -1,2% mezzi di trasporto, -0,9% carta-stampa, -0,8% altro manifatturiero. Al contempo, aumenta il numero di province lombarde con performance negative (6 su 12): -4,6% Lecco, -3,0% Mantova, -2,4% Bergamo, -1,9% Monza, -1,0% Brescia, -0,5% Varese.

Le indicazioni che emergono dagli indici di fiducia degli imprenditori del manifatturiero non paiono delineare un’inversione di tendenza nel breve termine. A settembre la fiducia del manifatturiero del Nord-Ovest è in lieve crescita, ma l’indice si attesta ancora su un saldo decisamente negativo. La risalita dalla fiducia è legata ad un aumento degli ordini sia interni sia esteri (che però rimangono decisamente sotto lo zero) e a un miglioramento contenuto delle attese di produzione per i prossimi tre-quattro mesi. Nello stesso mese, la fiducia scende invece in Italia e nei principali Paesi europei, in particolare l’indice sprofonda e tocca nuovi minimi in Germania. Anche dal lato dei consumatori, nel Nord-Ovest sale leggermente la fiducia a settembre (in media con l’ultimo anno, ma sotto la media della prima metà del 2018), a differenza che in Italia dove l’indice è sostanzialmente fermo per il terzo mese consecutivo.

Il rallentamento della produzione industriale risente in particolar modo dell’indebolimento degli scambi commerciali mondiali, su cui pesano rilevanti rischi geo-politici. Le esportazioni delle imprese lombarde risalgono infatti nel secondo trimestre 2019 (+1,2% su base annua) ma questo non basta a compensare la battuta d’arresto registrata tra gennaio e marzo       (-1,6%): nel complesso dei primi sei mesi dell’anno la flessione è pari al -0,2% (per contro, l’Italia registra una crescita del +2,7%). Il settore più penalizzato è quello dei mezzi di trasporto (-10,6%), invece farmaceutica (+6,8%) e moda (+4,3%) continuano a registrare le performance più positive. Tra le province lombarde, 8 su 12 hanno esportazioni in calo (in primis, Monza Brianza e Varese), mentre si distinguono per crescita Milano e Pavia. A livello di destinazioni, la riduzione tendenziale delle esportazioni lombarde nella prima metà del 2019 è determinata dai Paesi Ue (-0,7%, incidono sia il calo verso la Germania del -1,0% sia quello verso la Spagna del -1,2%), tengono invece nel complesso i Paesi extra Ue (in particolare, +10,2% gli Stati Uniti), ma va sottolineata la flessione verso la Cina pari a -4,1%.

Passando al mercato del lavoro, la crescita prosegue ma si indebolisce. Nel secondo trimestre 2019 il tasso di disoccupazione in Lombardia scende al 5,1% rispetto allo stesso trimestre del 2018 (dal 6,0% di un anno prima), ma il tasso di occupazione sale solo di 0,1 punti percentuali al 68,5% (dal 68,4%) e quello di attività scende al 73,2% (dal 73,9%). In valore assoluto, a fronte di -42 mila disoccupati, si registrano +40 mila inattivi e +17 mila occupati.

A luglio 2019 si è inoltre concluso il primo anno di vigenza del Decreto Dignità: a livello nazionale in questi 12 mesi le assunzioni complessive diminuiscono del -3,5%, da 7.527.144 a 7.265.657. Il risultato è l’effetto di opposti andamenti: aumentano le assunzioni a tempo indeterminato (+134mila contratti) e le trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti a termine (+288mila), mentre diminuiscono le assunzioni a termine (-168mila) e soprattutto quelle in somministrazione (-375mila). La differenza tra tempo indeterminato da un lato e determinato/somministrazione dall’altro è negativa e pari a -121mila contratti.

Infine, a metà 2019 flettono ancora i prestiti bancari alle imprese lombarde (-1,3% a giugno rispetto allo stesso periodo del 2018, dopo il -1,0% registrato a marzo) e il calo che già era diffuso a piccole e grandi e a servizi e costruzioni si estende anche alla manifattura. Nello specifico, si intensifica la contrazione dei prestiti alle aziende con meno di 20 addetti (-3,5%) e prosegue il trend di discesa in atto da inizio anno verso le imprese medio-grandi (-1,0%). Tra i settori, calano ancora i prestiti ai servizi (-1,2%) e alle costruzioni (-3,0%), ma anche la manifattura registra la prima variazione negativa dopo oltre due anni in continuo aumento (-0,7%).