-11% di fatturato per le PMI italiane secondo Cerved

Rapporto Cerved PMI 2020.

Le PMI italiane affrontano la pandemia dopo una ripresa incompiuta in termini di redditività, ma con una solidità patrimoniale senza precedenti

Le PMI italiane arrivano di fronte all’emergenza Covid dopo un decennio caratterizzato da una ripresa lenta e incompiuta, che ha consentito di recuperare solo parzialmente i livelli dei conti economici pre-crisi finanziaria.
I ricavi sono tornati oltre i livelli del 2007 (+2%), ma la redditività rimane ampiamente al di sotto: il ROE si è ridotto dal 13,9% del 2007 al 10,8% del 2019.
Tuttavia, per effetto del credit crunch e anche grazie a una serie di misure di incentivo fiscale, le PMI hanno rafforzato la capitalizzazione, che tra il 2007 e 2019 è cresciuta del 72%, rispetto al ricorso ai debiti finanziari che nello stesso periodo, in rapporto al patrimonio netto sono scesi dal 115% al 61%.
Gli score economico-finanziari danno una misura del miglioramento della solidità economico-finanziaria: infatti, il numero di PMI con un bilancio rischioso è passato da 37 mila nel 2007 (il 25% delle società sul mercato) a 17 mila nel 2019 (l’11%); quella di società con un bilancio più solido da 60 mila (il 40%) a 93 mila (il 59%).

Una crisi senza precedenti che si abbatte sulle PMI, con effetti fortemente asimmetrici

A causa dell’emergenza Covid, nel complesso i fatturati delle PMI nel 2020 sono attesi in calo dell’11% e del 16% in caso di nuovi lockdown generalizzati. E’ atteso un taglio dei costi operativi, soprattutto acquisti di materie prime e semilavorati e una riduzione anche dei costi per servizi. Nonostante il blocco dei licenziamenti, le PMI ridurranno anche i costi del lavoro (-12%), sfruttando l’estensione della Cassa Integrazione. La decisa riduzione dei costi sarà tuttavia insufficiente per evitare una nuova e brusca caduta della redditività lorda (MOL), che è attesa in contrazione del 19% rispetto al 2019.
Nonostante impatti così consistenti, la maggior parte delle PMI italiane chiuderà il 2020 in pareggio o con un utile d’esercizio e gli indici di redditività, pur crollando rispetto al 2019, risulteranno in media ancora positivi. Ciò avverrà grazie all’estensione della Cassa Integrazione e agli interventi sulle garanzie pubbliche per iniettare liquidità (60mila PMI per 32,5 miliardi).
La crisi Covid ha manifestato una natura fortemente asimmetrica e ha concentrato gli impatti sui settori come la filiera turistica, la ristorazione, la logistica, i trasporti ma anche su alcuni settori industriali come il sistema moda. Cerved stima, dunque, che circa 20 mila PMI (il 12% del totale) subiranno nel 2020 una perdita dei ricavi molto intensa, superiore al 25%.

imm1 - previsioni ricavi

Senza le prospettive di un rapido ritorno alla crescita, le conseguenze su occupazione e investimenti potrebbero essere rilevanti

Da una simulazione condotta da Cerved su tutte le società di capitale (730 mila, con una base di 10,2 milioni di occupati, pari al 42% di quelli italiani) emerge che, senza le prospettive di un rapido ritorno alla crescita, le conseguenze su occupazione e investimenti potrebbero essere rilevanti.

Le imprese analizzate potrebbero ridurre il numero di lavoratori di 769 mila unità (circa il 7,5% della base di occupati impiegata a fine 2019), a causa sia dell’uscita dal mercato delle società più fragili (135 mila lavoratori), sia dell’adeguamento della forza lavoro al ridotto giro d’affari (633 mila addetti).
Se si proietta questa stima al totale delle imprese private (comprendendo anche società di persone e imprese individuali) la perdita potrebbe arrivare a 1,4 milioni di lavoratori (l’8,3% del totale).
Nello scenario più severo, di nuovi lockdown generalizzati, si perderebbero 1,1 milioni di posti di lavoro nelle società di capitale (-10,5%); nel complesso delle società private questo numero arriverebbe a 1,9 milioni (-11,7%).
Sarà quindi decisivo, tra le altre misure di sostegno, il NextGenerationEU, il piano di finanziamenti per la ripresa dell'Europa (750 miliardi di euro, di cui 209 da destinare all'Italia) che ha messo al centro la sostenibilità e la digitalizzazione delle aziende.

Il report completo è disponibile al seguente LINK.

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