L’intervista del Presidente Alessandro Spada su Il Foglio Intervista

L’intervista del Presidente Alessandro Spada su Il Foglio

Il Foglio - 14 gennaio 2021

La ripresa economica nella capitale del business è tra le più difficili da affrontare, anche perché, cadere dall’alto fa sempre più male. Alessandro Spada, presidente pro tempore di Assolombarda - succeduto a Carlo Bonomi chiamato in via dell’Astrolabio - non si aspettava un terreno così accidentato. Al netto della “dialettica” interna all’associazione per designare (la prossima primavera) il nuovo presidente, Spada (che potrebbe restare alla guida degli industriali ambrosiani) non si aspettava un pavé da Parigi-Roubaix quando ha inforcato la bicicletta in via Pantano. Al di là delle stime sul Pil inficiate dalla pandemia, a far paura sono i dati (raccolti dall’economista Mauro Zangola per la Stampa) sulla disoccupazione tra i giovani lombardi. Quelli che non studiano e non lavorano in Lombardia sono il 15 per cento e c’è chi parla apertamente, per l’inizio della primavera, di un’ondata di licenziamenti. Spada, classe 1965, milanese, dirigente di lungo corso (20 anni) in Assolombarda, è cresciuto nell’azienda di famiglia, la VRV, che opera nel campo delle apparecchiature per l’industria chimica, petrolchimica e farmaceutica e di cui è diventato presidente nel 2016. Ora che la crisi dell’occupazione anche nel milanese, si fa sentire, il Foglio gli chiede se c’è una ricetta per salvare i tanti posti di lavoro a rischio. “Partiamo dalla premessa che a nessun datore di lavoro piace licenziare, ma creare valore. Tuttavia, stiamo affrontando una recessione storica e prolungare il blocco dei licenziamenti non risolve il problema dell’occupazione. Senza una visione di lungo termine e una strategia fondata sugli investimenti, il rischio è di ritrovarsi difronte a una profonda crisi sociale. Serve una riforma seria degli ammortizzatori sociali, a sostegno del reddito e dell’occupabilità, che metta al centro la persona con la formazione. Una parte dell’integrazione al reddito andrebbe condizionata, per esempio, alla partecipazione a programmi formativi utili a favorire il reimpiego delle persone in relazione alle esigenze del mercato” , sostiene il presidente di Assolombarda. 

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