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22.06 - Lagarde: rischi sulla stabilità finanziaria sensibilmente saliti - News

"Dall'inizio dell'anno i rischi sulla stabilità finanziaria sono sensibilmente aumentati. Il cambiamento delle condizioni finanziarie nel contesto della normalizzazione della politica monetaria e dell'invasione russa dell'Ucraina stanno pesando sulla ripresa dalla crisi Covid. La prolungata alta inflazione, il deterioramento delle prospettive di crescita, sulla scia dei forti rincari di energia, alimentari e materie prime, e delle strozzature nelle catene di approvvigionamento globali, stanno portando ad un aumento dei costi di finanziamento e pesando sulle capacità di procedere al servizio del debito". Lo ha affermato la presidente della Bce, Christine Lagarde durante una audizione al Parlamento europeo in qualità di presidente dello European Systemic Risk Board. "La confluenza di questi sviluppi e la loro possibile amplificazione vicendevole hanno aumentato l'incertezza e le probabilità di una materializzazione dei rischi", ha proseguito. Peraltro questi sviluppi si sono aggiunti alle vulnerabilità che erano state in parte esacerbate da lockdown e misure restrittive prese dai governi a motivo del Covid. "La materializzazione di scenari di rischi può aumentare in maniera rilevante i rischi di rinnovate tensioni di bilancio per imprese e famiglie. Questo riguarda in particolare i settori che sono altamente sensibili ai prezzi di energia e materie prime o che stanno ancora stentando con le ricadute della crisi Covid, in termini di perdite di fatturato e aumento dell'indebitamento. Inoltre - ha detto ancora Lagarde -. I cambiamenti delle condizioni di finanziamento toccheranno in particolare i costi di servizio del debito delle imprese con livelli di rating più bassi e di quelle che sono esposte a prestiti a tassi variabili".

Fonti: Askanews

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22.06 - Ucraina, Bonomi vede Zelensky: insieme per ricostruire il Paese - News

Attuare progetti congiunti volti a ricostruire l'economia del Paese, ripristinare le infrastrutture distrutte dalla guerra, attrarre investimenti e intensificare la cooperazione economica e industriale tra Italia e Ucraina. Sono i principali aspetti del memorandum of understanding, siglato dal presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, e dal vice primo ministro ucraino e ministro dell'Economia, Yulia Svyrydenko, durante la missione di Confindustria a Kyiv appena conclusa, in piena adesione ai punti concordati durante la recente visita del presidente del Consiglio italiano, Mario Draghi, del presidente francese Emmanuel Macron, e del Cancelliere tedesco Olaf Scholz. Confindustria, infatti, sostiene con forza la necessità che la Ue conceda all'Ucraina lo status di candidato all'ingresso nell'Unione, non solo perché ciò conferisce all'Ucraina una tutela aggiuntiva nel conflitto in corso ma anche perché sono in gioco valori di libertà, democrazia e rispetto della sovranità e del diritto internazionale, alla base della costruzione europea. E finché non si apriranno le basi di una trattativa, secondo l'Associazione degli industriali, lo sforzo convergente di Ue e NATO deve concentrarsi nella difesa dell'Ucraina per la pace. Perché senza pace non può esserci né sviluppo e né crescita. Con questo spirito, il presidente Bonomi ha incontrato a Kyiv - in un fitto calendario di colloqui individuali - rispettivamente il presidente Volodymyr Zelenskyy, il ministro dell'Energia Herman Halushchenko, il ministro degli Esteri Dmytro Kuleba, il viceministro dell'Economia delegato al Commercio Estero Taras Kachka, il ministro delle Finanze Sergii Marchenko. "Con il governo Ucraino abbiamo sottoscritto un memorandum d'intesa che fissa i presupposti per l'impegno delle nostre filiere industriali a supporto degli sforzi in corso da parte dell'Ucraina - ha sottolineato Bonomi -. Un impegno per garantire una rapida ricostruzione dell'immenso patrimonio industriale ed edilizio distrutto dalla guerra, per contribuire al rafforzamento della volontà Ucraina di difendere e ampliare il suo ruolo nel commercio da e verso l'Europa e il mondo, per assicurare e potenziare le sue catene logistiche e di fornitura. Nella nostra visione tutto ciò deve avvenire nel quadro di un partenariato sia all'interno di progetti speciali europei, sia di progetti nazionali nel rapporto diretto tra il nostro Governo e quello ucraino, sia in forma di cooperazione congiunta diretta tra imprese e filiere industriali italiane e ucraine".

Fonti: Askanews

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14.06 - Ucraina, Cremlino: sanzioni alla Russia un boomerang per l'Occidente - News
"Gli errori" compiuti dai leader mondiali durante gli ultimi anni, e in particolare nel periodo della pandemia di coronavirus, "sono stati aggravati dalla guerra economica condotta" da paesi ostili "alla Russia". "E la Russia è un paese troppo grande perché la guerra (economica) non si trasformi per loro in un boomerang": lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov in un'intervista alla Tass. "Le economie sono state prese in ostaggio dalla politica e i politici di molti paesi hanno commesso un numero colossale di errori durante il coronavirus", ha spiegato Peskov, definendo la situazione "una tempesta sistemica ideale". "Stiamo vedendo come tutte queste restrizioni e sanzioni imposte" contro la Russia", ha proseguito, "stiano alimentando i prezzi nei settori dell'energia, del cibo e di altri settori". "Possiamo vedere che gli errori commessi da molti paesi stanno iniziando a manifestarsi nell'evoluzione della crisi alimentare", ha sottolineato ancora Peskov.

Fonti: Askanews

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09/06 - Von der Leyen: verso le energie rinnovabili dopo la crisi ucraina - News
La crisi energetica seguita all'invasione russa dell'ucraina, la "guerra atroce", è anche un'opportunità per diversificare le fonti di energia e virare verso le energie rinnovabili. Così la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.

"C'è un paradosso adesso. Sapete che l'economia russa si basa sui carburanti fossili, petrolio, carbone, gas, e noi siamo pesantemente dipendenti dall'energia russa nell'Unione Europea" ha detto von der Leyen. "A causa di questa guerra atroce che Putin ha scatenato contro l'Ucraina, abbiamo deciso di liberarci dalla dipendenza dei carburanti fossili russi: bene. Di liberarci dalla dipendenza da tutti i carburanti fossili. Ora dobbiamo farlo, e non è facile". "Nel breve termine" ha proseguito von der Leyen "dobbiamo diversificare allontanandoci dalla Russia con altri fornitori, ma dobbiamo stare molto attenti a non legarci troppo ai nuovi fornitori che ci danno per esempio gas, ma a procedere immediatamente verso le energie rinnovabili e quindi a investire in modo massiccio nel sole, nel vento, nell'energia idrica questo è il compito che attende tutti noi nell'Unione Europea, ma è rassicurante vedere tante iniziative".

Intanto l'Italia insiste sulla possibilità di un tetto al prezzo del gas: "Il Consiglio europeo la scorsa settimana ha approvato la possibilità di imporre, di prendere in considerazione, un tetto massimo alle importazioni di gas russo. Questa misura limiterebbe l'aumento del tasso di inflazione, sosterrebbe il reddito disponibile e ridurrebbe i nostri flussi finanziari verso Mosca. Naturalmente, le discussioni sono ancora in corso e la strada da percorrere potrebbe essere lunga". Lo ha detto il presidente del Consiglio Mario Draghi, aprendo a Parigi i lavori della Riunione a livello ministeriale del Consiglio dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse).

Fonti: Askanews

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31.05 - Ucraina, Draghi: saremo vicini a famiglie povere e imprese - News
"Il Governo sarà vicino alle famiglie più povere e anche alle imprese". Lo ha detto il premier Mario Draghi in conferenza stampa. "Le risorse (europee, ndr) a disposizione sono i fondi rimasti del Next generation Europe, circa 200 miliardi tra prestiti e grants. Poi c'è la possibilità di usare i fondi per la coesione non utilizzati. Poi c'è il fondo 'market stability fund'? Non ci sono nuovi stanziamenti, ci sono pero stanziamenti già decisi in passato e sono rilevanti". "Secondo me - ha aggiunto - per il prossimo consiglio europeo si arriverà ad una discussione anche su questo aspetto. Bisognerà pero essere precisi su come usare questi fondi? Ci sono molte domande su quei fondi e vari paesi che pensano di usarli, oltre a noi".

Intanto, ha raccontato Mario Draghi, in Europa c'è "imbarazzo" per il fatto che comprando il gas dalla Russia si finanzia la guerra ma non è possibile fare altrimenti. "La consapevolezza" di dare risorse alla Russia con gli acquisti di gas "c'è ed è evidente da quando è iniziata la guerra, ricordo di aver sollevato questo fatto in una delle primissime riunioni. All'epoca era circa un miliardo al giorno quello che davamo a Putin" acquistando gas. 

Fonti: Askanews

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24.05 - Ucraina, Intesa Sp-Prometeia tagliano stime fatturato manifattura - News
L'inasprimento delle tensioni internazionali, a seguito dello scoppio del conflitto Russia-Ucraina, ha mutato radicalmente il contesto in cui operano le imprese. Le condizioni di domanda si dimostrano ancora favorevoli in tanti settori, dall'altro lato lo shock energetico sta impattando in maniera significativa lungo tutta la filiera manifatturiera, peggiorando il sentiment delle imprese, che si affacciavano al 2022 con elevati livelli degli ordinativi. La complessità del contesto attuale "ci porta a rivedere al ribasso le stime di crescita 2022 dell'industria manifatturiera italiana, verso un +1,5% di aumento tendenziale del fatturato deflazionato, dal +4,9% stimato in corrispondenza del Rapporto di ottobre 2021". E' quanto emerge dal Rapporto Analisi Settori Industriali di maggio 2022 e l'approfondimento "Le energie rinnovabili: sfide e opportunità per il manifatturiero italiano", a cura di Intesa Sanpaolo e Prometeia. A prezzi correnti, invece, "la stima viene rivista al rialzo, verso un tasso di crescita del +17,9% tendenziale, dal +6,9% stimato ad ottobre, come effetto dei forti rincari dei costi di approvvigionamento che, pur affievolendosi gradualmente nel corso dell'anno, resteranno su livelli elevati rispetto alla fase pre-confitto". Il deterioramento del contesto di domanda renderà comunque il fenomeno di pass-through difficoltoso in tanti settori, anche in quelli posizionati più a monte delle filiere, generando pressioni sui margini. Per il 2022 ci attendiamo, pertanto, un calo della marginalità media del manifatturiero, verso un Ebitda margin dell'8,8%, dal 9,1% stimato per il 2021.

Fonti: Askanews

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23.05 - Ue: ok stop Patto stabilità 2023 ma limiti a Paesi ad alto debito - News
La commissione europea "giudica che siano presenti le condizioni per mantenere la clausola generale di sospensione del patto di stabilità e di crescita anche nel 2023 e per disattivarla dal 2024". Lo si legge nella comunicazione pubblicata oggi dall'esecutivo comunitario, che tuttavia accompagna questa proposta di proroga con una serie di condizioni che di fatto limitano le possibilità di spesa, soprattutto nei paesi ad alto debito, sul prossimo anno e ancor più sui successivi. Il mantenimento della clausola di sospensione sul 2023 "fornirà, ove necessario, lo spazio per le politiche nazionali per reagire prontamente" ai problemi derivanti da guerra in Ucraina e sanzioni contro la Russia "assicurando al tempo stesso una morbida transizione dall'ampio supporto generalizzato all'economia adottato nei tempi della pandemia, verso misure temporanee e mirate". In generale l'Ue raccomanda "politiche di bilancio prudenti sul 2023". E nelle documentazioni allegate alla comunicazione, Bruxelles precisa nei dettagli quali siano le sue raccomandazioni per i paesi ad alto debito, come l'Italia. La prima è che "devono limitare la crescita della spesa corrente finanziata su base nazionale al di sotto del potenziale di crescita di medio termine", aprendo alla possibilità di intervenire con "aiuti temporanei e mirati a imprese e famiglie più vulnerabili agli alti prezzi dell'energia" e sui profughi dell'Ucraina. "Per il periodo successivo al 2023 questi paesi devono perseguire una politica di bilancio che punti raggiungere posizioni di medio termine prudenti - aggiunge la Commissione - e assicurare una riduzione credibile e graduale del debito, e sostenibilità nel medio termine, tramite un risanamento progressivo, investimenti e riforme".

Fonti: Askanews

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17.05 - Il Segretario di Stato americano Yellen spinge affinché l’Ue vari uno stop dell’energia dalla Russia in 6 mesi - News
Il segretario di Stato al tesoro Usa, Janet Yellen ha elogiato "i leader europei per la loro proposta di abbandonare tutte le forniture di energia russe entro sei mesi". Il problema è che al momento una proposta di questo tipo da parte dell'Ue non esiste, almeno formalmente. Non c'è per la fonte di energia russa più problematica di tutte da tagliare, ovvero il gas naturale. C'è invece una proposta di questo tipo sul petrolio, l'ipotesi della Commissione è di fare a meno delle forniture russe entro fine anno, è in discussione al Consiglio Ue ma risulta bloccata dall'opposizione dell'Ungheria. Domani la Commissione europea proporrà il suo pacchetto di misure "RePowerEu", che punta a ridurre la dipendenza dalle fonti energetiche russe il più presto possibile. "Riconosco la solidarietà dei popoli europei nell'accettare le implicazioni di questa proposta", ha pure aggiunto Yellen durante il suo intervento in memoria di Tommaso Padoa-Schioppa, al Brussels Economic Forum. "So che l'Europa sta fronteggiando una situazione di difficoltà unica, date le infrastrutture esistenti e i contratti di forniture con la Russia sul breve termine". Alcuni Paesi Ue con dipendenze nulle o quasi rispetto alla Russia sull'energia hanno proposto di tagliare ogni legame con Mosca. Anche l'Ucraina chiede ai Paesi Ue decisioni in tal senso. Ma farlo in pochi mesi per diverse economie significherebbe gravissimi danni e quasi certamente una immediata e pesante recessione. 

Fonti: Askanews

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16.05 - Consiglio Usa-Ue su commercio, tecnologia e sfide geopolitiche - News
Il segretario di Stato Antony J. Blinken, il segretario al Commercio Gina Raimondo e la rappresentante per il commercio degli Stati Uniti, Katherine Tai si sono incontrati con i copresidenti dell'UE e i vicepresidenti esecutivi della Commissione europea, Margrethe Vestager e Valdis Dombrovskis, a Saclay vicino Parigi. Oggetto dell'incontro ministeriale che si è tenuto il 15 e il 16 maggio è stato valutare la cooperazione e un approccio comune ai temi del commercio, della tecnologia e della sicurezza. In particolare, i funzionari del governo Usa e di quello Ue hanno discusso su come rispondere alle distorsioni del mercato provocate da alcune pratiche commerciali e alla guerra in Ucraina, assieme al pacchetto di sanzioni alla Russia che ha bloccato le esportazioni del paese. Altro tema è stato la tecnologia digitale che si vuole ampliare alle piccole e medie imprese, garantendo la funzionalità di catene di approvvigionamento critiche come i semiconduttori. Si è anche discusso di tecnologia pulita, sicurezza e competitività dei servizi di tecnologia dell'informazione e della comunicazione e dell'uso improprio della tecnologia come minaccia alla sicurezza e ai diritti umani.

Fonti: Askanews

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16.05 - Kuleba all'Ue: togliere blocco navale russo su export ucraino - News
Uno dei temi che stanno discutendo oggi i ministri degli Esteri dell'Ue, nella loro riunione in corso a Bruxelles, è quello della sicurezza alimentare mondiale, minacciata dalla guerra in Ucraina che blocca le esportazioni di grano e altre derrate. Lo ha riferito il ministro degli esteri ucraino Dmytro Kuleba, al suo arrivo al Consiglio esteri, a cui è stato invitato a partecipare questo pomeriggio a Bruxelles. "C'è la questione, che ci preoccupa tutti, della sicurezza alimentare globale", ha detto Kuleba. "E' un grosso problema: come togliere il blocco navale russo alle navi nei porti ucraini". Bisogna "consentire l'esportazione delle derrate ucraine verso i mercati globali, e per evitare una crisi alimentare, la fame, in Asia, Africa e in altre parti del mondo", ha concluso il ministro ucraino. 

Fonti: Askanews

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09.05 - Dl aiuti, Giorgetti: qualcosa fatto, probabilmente non sufficiente - News
"Ha senso immaginare tutto quello che è possibile, in parte lo abbiamo già fatto in parte dovremo farlo, se la situazione si protrae nel tempo per cercare di aiutare i settori e gli imprenditori che sono stati danneggiati da decisioni politiche di ordine superiore che impattano anche sulla sopravvivenza di queste realtà". Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti a margine del meeting nazionale della Commissione Sviluppo Economico della Conferenza delle Regioni e Province Autonome a Senigallia. Il ministro durante i lavori ha incontrato una delegazione di calzaturieri marchigiani, e ha ricordato: "qualcosa abbiamo fatto con il decreto-legge approvato la scorsa settimana. Probabilmente non è sufficiente, anzi sicuramente non è sufficiente: Così procediamo giorno per giorno, ascoltando la voce degli imprenditori dei territori e cerchiamo di far fronte".

Fonti: Askanews, ANSA
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05.05 - Cdp, Scannapieco: cerchiamo di essere addizionali rispetto al mercato - News
A Cassa Depositi e Prestiti "continuiamo a cercare di essere addizionali rispetto al mercato, a non fare quello che fa il mercato in una fase di maggior rischio percepito, in cui il ruolo di un attore come Cassa diventa ancora più importante. Per esempio di supporto alle esportazioni alle imprese italiane che andavano in certi paesi". Lo ha spiegato Dario Scannapieco, amministratore delegato di Cdp durante una intervista registrata. Intanto sul Pnrr "il governo sta mantenendo il ritmo del piano, ma non c'è tempo per auto compiacersi. Ovviamente il Pnrr deve essere uno sforzo di tutti e deve essere un'orchestra che suona all'unisono - ha proseguito - per poter mettere a terra le risorse in tempi stretti". Ci sono anche criticità, "principalmente sui costi", ora esacerbati anche da guerra in Ucraina e sanzioni alla Russia, in particolare sui progetti di infrastrutture. Ora "dobbiamo guardare avanti" e come Cdp, ad esempio "l'altro giorno analizzavamo che quello che si poteva fare - ha detto Scannapieco - per aumentare il supporto alle installazioni di fonti rinnovabili in Italia".

Fonti: Askanews

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05.05 - Bce, pronti a qualunque azione necessaria per stabilità prezzi - News
La Bce assumerà "tutte le azioni necessarie" per garantire il raggiungimento del suo obiettivo di inflazione al 2% sul medio termine. All'indomani del nuovo rialzo dei tassi della Federal Reserve, lo ha affermato il capo economista della Bce, Philip Lane, avvertendo tuttavia che il "gradualismo" rappresenta un fattore importante, da prendere in considerazione, sul processo di "normalizzazione" della politica monetaria dell'area euro. E la tempistica di questa normalizzazione resta "intrinsecamente incerta", ha spiegato durante un evento del centro studi Bruegel, sia per gli effetti che lo stesso processo avrà su crescita e inflazione, sia per l'incertezza legata alla guerra in Ucraina e allo shock sui beni energetici. "Per queste ragioni la calibrazione delle nostre politiche resterà basata sui dati e rifletterà l'evolversi delle nostre valutazioni sulle prospettive”. Il nostro impegno prioritario - ha detto - è che il Consiglio assumerà qualunque azione sia necessaria per centrare il mandato della Bce a perseguire la stabilità dei prezzi e contribuire a salvaguardare la stabilità finanziaria". "Siamo pronti - ha aggiunto Lane - ad aggiustare tutti i nostri strumenti, nell'ambito del nostro mandato, utilizzando flessibilità, se opportuno, per assicurare che l'inflazione si stabilizzi al 2% nel medio termine". 

Fonti: Askanews

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02.05 - Nei primi quattro mesi del 2022, gas russo verso la Cina +60% - News
Il monopolista del gas russo Gazprom sostiene che le esportazioni verso la Cina sono cresciute del 60 per cento nei primi quattro mesi dell'anno rispetto allo stesso periodo del 2021. Il tutto mentre l'Europa ragiona della possibilità di fermare del tutto le importazioni in seguito all'invasione russa dell'Ucraina. Gazprom ha spiegato che le vendite di gas naturale verso i paesi non appartententi alla Comunità degli stati indipendenti (Csi) è sceso di 50,1 miliardi di metri cubi nei primi quattro mesi dell'anno, con un calo del 26,9 per cento. Ma, in controtendenza, le forniture verso la Cina, che avvengono lungo il gasdotto Power of Siberia, un'infrastruttura che ha iniziato a operare dal 2019, sono in netta crescita per raggiungere l'obiettivo di 38 miliardi di metri cubi entro il 2025. A febbraio il presidente russo Vladimir Putin e quello cinese Xi Jinping hanno firmato un accordo per una fornitura stimata di gas del valore di 117,5 miliardi di dollari, che include anche 10 miliardi di metri cubi annui attraverso il nuovo gasdotto Power of Siberia 2 dall'isola di Sakhalin fino alla provincia della Cina nord-orientale di Heilongjian. Il totale di fornitura annua dall'Estremo Oriente russo, secondo la stima di Gazprom, dovrebbe arrivare a 48 miliardi di metri cubi annui quando anche questa via sarà aperta, cioè entro il 2026. Nel 2021 la fornitura è stata circa 10 miliardi di metri cubi. Mentre l'Europa è impegnata in una corsa contro il tempo per sostituire le forniture russe e porre termine alla dipendenza dal gas di Mosca, la Cina si è opposta alle sanzioni nei confronti della Russia, non ha condannato l'invasione dell'Ucraina e sta rafforzando la cooperazione sul fronte del petrolio e del gas di cui ha forte bisogno, anche alla luce dei processi di decarbonizzazione che intende applicare entro il 2060. Buona parte dell'elettricità cinese è ancora prodotta da centrali a carbone, che sono più inquinanti del gas. Prima della guerra Ucraina la Russia esportava verso l'Europa qualcosa come 170 miliardi di metri cubi all'anno. Il consumo totale cinese lo scorso anno è stato 372,5 miliardi di metri cubi, dei quali 167,5 miliardi di metri cubi sono stati importati.

Fonti: Askanews

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02.05 - Intesa Sp: solo 2,4% export distretti lombardi verso Russia e Ucraina - News
E' bassa l'esposizione commerciale dei distretti industriali lombardi verso il mercato russo ed ucraino: nel complesso solo il 2,4% delle esportazioni sono rivolte a questi due Paesi, per un totale di 771 milioni. E' quanto emerge dal Monitor dell'Ufficio Studi di Intesa Sanpaolo. Il macrosettore che esporta maggiormente verso queste due destinazioni è quello della metalmeccanica, con circa 471 milioni di euro, che rappresentano il 2,5% del totale delle vendite all'estero dei distretti di questo comparto. Segue per volumi il sistema casa, con un'incidenza che sale al 3,5%, per un totale di 221 milioni. L'import da Russia e Ucraina è contenuto e pari a 97 milioni, lo 0,6% del totale delle importazioni dei distretti lombardi, ed è attivato prevalentemente dal distretto dei Metalli di Brescia. Il Legno di Casalasco-Viadanese è particolarmente esposto verso questi paesi che rappresentano il 6,9% del suo import totale. Se si considerano i paesi confinanti con la Russia e l'Ucraina, l'esposizione si fa più importante interessando mercati come Polonia, Romania e Ungheria che rappresentano il 6,5% delle esportazioni dei distretti della Lombardia. Il quadro al momento è molto incerto, sottolinea Intesa Sp, e caratterizzato da forti rincari delle commodity che stanno mettendo sotto pressione i conti economici delle imprese. In prospettiva, sarà fondamentale puntare con decisione sulla diversificazione dei mercati di approvvigionamento e di quelli di sbocco. Solo così sarà possibile ridurre i rischi che caratterizzano l'attuale scenario geo-politico.

Fonti: Askanews

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28.04 - Ucraina, Bonomi: grati a Mattarella e Draghi, nessuna ambiguità - News 
Il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, ha voluto ringraziare il capo dello Stato, Sergio Mattarella, per il "modo limpido ed esemplare" con cui ha esercitato ed esercita il mandato presidenziale e per le "parole prive di ogni ambiguità" sulla guerra in Ucraina. Concludendo l'assemblea generale di Unindustria, Bonomi ha sottolineato che le parole di Mattarella hanno contraddistinto la posizione dell'Italia nella ferma difesa della libertà e dell'Europa senza "nessun equivoco e nessuno 'né né'" dei talk show. "La differenza dell'Italia la fanno il presidente Draghi e il presidente Mattarella - ha aggiunto - a loro come imprenditori siamo particolarmente grati".

Fonti: Askanews

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28.04 - Fiducia dei consumatori in Italia ai minimi dal novembre 2020 - News
La fiducia dei consumatori in Italia è caduta ai minimi da quasi un anno e mezzo, in un contesto che vede sviluppi non incoraggianti su guerra in Ucraina, tensioni con la Russia su sanzioni e invio di armi a Kiev e continui rincari di energia e inflazione. L'indice elaborato dall'Istat ad aprile 2022 è calato da 100,8 a 100 punti, minimo dal novembre del 2020. Invece, l'indice composito del clima di fiducia delle imprese è aumenta lievemente, passando da 105,3 a 105,5. "L'indice di fiducia dei consumatori scende per il quarto mese consecutivo raggiungendo il valore più basso da novembre 2020 - ha rilevato l'istituto di statistica -. Si segnala un diffuso peggioramento dei giudizi sulla situazione economica generale e su quella personale". Tutte le componenti sono in calo, ad eccezione del clima futuro. In particolare, il clima economico scende da 98,2 a 97,3, il clima personale cala da 101,7 a 100,9 e il clima corrente registra la flessione più marcata, passando da 105,7 a 100,8; in controtendenza rispetto alle altre componenti, il clima futuro aumenta da 93,5 a 98,9. Sulle imprese, invece "l'indice di fiducia delle imprese recupera parzialmente il calo registrato lo scorso mese - dice ancora l'Istat -. Il lieve rialzo dell'indice è dovuto principalmente ad un miglioramento delle attese nel manifatturiero, nei servizi di mercato e nel commercio al dettaglio (rispettivamente sulla produzione, sugli ordini e sulle vendite) e ad una diminuzione del saldo dei giudizi sulle scorte di magazzino sia nella manifattura sia nel commercio". Sulle imprese, segnali discordanti provengono dai comparti oggetto di rilevazione. Nell'industria manifatturiera l'indice di fiducia rimane sostanzialmente stabile (da 110,1 a 110,0) e nel comparto delle costruzioni aumenta ancora leggermente (da 160,1 a 160,6). Anche nel commercio al dettaglio la fiducia migliora, con l'indice che sale 100,1 a 103,4 mentre nei servizi di mercato si registra un peggioramento (l'indice scende da 98,9 a 97,0). Quanto alle componenti degli indici di fiducia, nella manifattura tutte le variabili registrano un'evoluzione positiva ad eccezione dei giudizi sugli ordini mentre nelle costruzioni peggiorano solo le attese sull'occupazione. Con riferimento ai servizi di mercato, i giudizi sugli ordini e sull'andamento degli affari si deteriorano ma si stima un aumento delle attese sugli ordini. Infine, nel commercio al dettaglio la dinamica negativa dei giudizi sulle vendite si contrappone ad un miglioramento deciso delle relative attese; le scorte di magazzino sono giudicate in decumulo.

Fonti: Askanews

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27.04 - Fitch: prospettive economia Italia si sono notevolmente deteriorate - News
Le prospettive economiche dell'Italia si sono deteriorate in maniera rilevante, prevalentemente a causa delle ricadute dell'invasione russa dell'Ucraina, e questo pesa sulle prospettive di risanamento dei conti. Lo rileva l'agenzia Fitch, che in una analisi sulla Penisola rileva come il fatto di aver rinviato buona parte del risanamento dei conti a dopo le elezioni sollevi incertezza su questo percorso. La crescita più forte del previsto del 2021 ha migliorato la posizione iniziale e questo ha evitato, finora, che risultasse intaccata la dinamica sui conti pubblici. Tuttavia "la guerra ha aumentato l'incertezza sulla traiettoria del debito pubblico italiano nel medio termine", dice Fitch. L'agenzia ricorda che il Def ha rivisto al ribasso le prospettive di crescita. Ma "ci sono consistenti rischi su queste stime. Per esempio, le simulazioni della Banca d'Italia su uno scenario in cui si interrompessero le forniture di gas della Russia mostrano che il Pil potrebbe segnare una contrazione sia nel 2022 sia nel 2023, risultando di circa sette punti percentuali più basso rispetto allo scenario prebellico". Il governo pronostica una graduale riduzione del deficit fino al 2,8% del Pil nel 2025. Fitch prevede che il disavanzo si attesti al 5,5% del Pil nel 2022 e al 4,5% il prossimo anno. Ma "riteniamo - aggiunge - che diventerà più difficile resistere alle richieste di spesa all'avvicinarsi delle elezioni generali nella prima metà del 2023.Le pressioni per aumentare i sussidi sull'energia e rinnovare alcune misure di sostegno cresceranno, mentre la spesa indifesa inizierà ad aumentare gradualmente per allinearsi agli impegni del governo di portare al 2% del Pil per il 2028". "Posporre molto della prevista pianificata risanamento dei conti a dopo le elezioni aggiunge incertezza sulla policy, mettendo in rilievo i rischi di sostenibilità riduzione dell'alto debito italiano". In parte, poi, il successo su questi piani di risanamento sarà condizionato dall'eventuale materializzarsi di ulteriori rischi sulla crescita e di quanto la politica economica possa "effettivamente essere spostata in senso restrittivo in relazione a questi eventuali rischi", conclude Fitch.

Fonti: Askanews

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27.04 - Non solo Polonia e Lituania. Gazprom: Bulgaria senza gas russo - News
La Bulgaria è diventata il terzo Paese a cui la Russia sospende le forniture di oro blu da oggi. Le stesse misure sono state adottate per quanto riguarda Polonia e Lituania. Allo stesso tempo, Gazprom ha messo in guardia Polonia e Bulgaria contro possibili "abusi" del loro status di transito in risposta alla sospensione delle forniture BULGARIA "Gazprom ha sospeso completamente le forniture di gas a Bulgargaz (Bulgaria) e PGNiG (Polonia) a causa dell'assenza di pagamenti in rubli", ha affermato Gazprom nella nota odierna. Le autorità di Sofia lo hanno preannunciato questa notte. Oggi, invece, il direttore esecutivo dell'operatore bulgaro della rete del gas Bulgartransgaz, Vladimir Malinov, ha smentito che la fornitura di carburante blu in Bulgaria si sia interrotta. Il ministero dell'Economia bulgaro aveva annunciato che Bulgargaz ha ricevuto ieri la notifica che Gazprom Export avrebbe sospeso le forniture di metano dal 27 aprile. Secondo Sofia l'interruzione delle forniture di gas sarebbero una violazione del suo attuale contratto con Gazprom. "Si sta verificando se esiste una reale sospensione delle forniture di gas russo alla Bulgaria. Forniremo maggiori informazioni dopo la riunione del Consiglio dei ministri. In caso di riduzione delle quantità, vi informeremo", ha affermato questa mattina il ministro dell'Energia bulgaro Alexander Nikolov. L'attuale contratto a lungo termine tra Gazprom Export e Bulgargaz è stato firmato il 15 novembre 2012. Il contratto prevede la fornitura di gas per un importo fino a 2,9 miliardi di m3 /anno nel periodo dal primo gennaio 2013 al 31 dicembre 2022. Dal 2020, le forniture di gas russo alla Bulgaria vengono effettuate attraverso la prosecuzione onshore di la 2a stringa del gasdotto principale Turkish Stream attraverso il territorio della Turchia. Inoltre, il gas del Turkish Stream MGP passa attraverso la Bulgaria in Serbia e Ungheria. Nel marzo 2022, il vice primo ministro bulgaro Vasilev ha annunciato che la Bulgaria non intendeva rinnovare il contratto in scadenza per la fornitura di gas russo. POLONIA Intanto il gigante del metano russo ha sospeso le forniture di gas anche alla Polonia. PGNiG ha ricevuto la notifica che il gas russo nell'ambito del contratto Yamal non fluirà più in Polonia. La compagnia russa Gazprom ha chiesto il pagamento in rubli. Ma la Polonia aveva già da tempo annunciato che non pagherà il gas in questa valuta. 

Fonti: Askanews

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27.04 - Crisi Petrolchimico Siracusa, governo Sicilia scrive a Giorgetti - News
E' sempre più difficile la situazione del petrolchimico di Siracusa, legata a doppio filo agli effetti della guerra in Ucraina. A seguito dell'inasprimento delle sanzioni russe e alle dimissioni del numero 1 della Lukoil, Vagit Alekperov, la tensione e il clima d'incertezza crescono in tutta l'area industriale di Priolo. Migliaia i posti di lavoro a rischio, così come il Pil dell'Isola che dipende in altissima percentuale proprio dal petrolchimico di Siracusa. Il governo regionale guidato da Nello Musumeci ha scritto, attraverso l'assessore alle Attività Produttive Mimmo Turano, al ministro dello sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti chiedendo di scongiurare "un vero e proprio disastro sociale ed economico per la Sicilia". A Giorgetti, inoltre, l'esponente di giunta ha chiesto che venga riconosciuta la crisi e che vengano prese a livello nazionale delle iniziative per tutelare il petrolchimico. "Ho chiesto al ministro Giorgetti di occuparsi personalmente della situazione del Petrolchimico di Siracusa, sul riconoscimento dell'area di crisi complessa non c'è più tempo da perdere", ha detto Turano. Nella nota indirizzata al Mise l'assessore Turano, oltre a chiedere al ministro Giorgetti di affrontare personalmente il dossier, sottolinea che "la guerra in Ucraina e l'inasprimento delle sanzioni alla Russia rischiano di determinare serie ripercussioni su alcune grandi imprese che operano nel territorio siracusano compromettendo il futuro dell'intero petrolchimico siracusano". "Non si tratta più di evitare una crisi ormai conclamata ma di scongiurare un vero e proprio disastro sociale ed economico per la Sicilia - ha concluso -. Mi aspetto, dunque, dal ministro Giorgetti una risposta chiara sui tempi per il riconoscimento dell'area di crisi e sulle altre iniziative che il governo nazionale intende mettere in campo tutelare il petrolchimico".

Fonti: Askanews

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21.04 - Giorgetti: contesto straordinario, servono scelte coraggiose - News
"Oggi, a oltre due anni dallo scoppio della crisi pandemica, l'economia italiana, nonostante gli indubbi segnali di ripresa della congiuntura, continua a evidenziare talune criticità, in alcuni casi di carattere strutturale, che si ripercuotono sulla distribuzione del benessere. Una parte di queste difficoltà restano tutt'oggi irrisolte, sia sul piano degli squilibri territoriali, sia in confronto agli altri Paesi europei".  Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti intervenendo alla presentazione del Rapporto Istat sul Benessere equo e sostenibile. 

"Gli indicatori dell'Istat confermano che siamo di fronte a un contesto straordinario che impone scelte coraggiose e cambi di paradigma di politica industriale e nella strumentazione per rispondere agli shock che si stanno ripetendo a velocità eccezionale".

"Il Mise lavora a un nuovo assetto di politica industriale che valorizzi i fattori produttivi del paese e non le semplici produzioni di rendita" ha spiegato il ministro. "Questo è il momento in cui la politica economica si deve occupare dell'offerta: oggi siamo di fronte alla sfida di come riorganizzare l'offerta di fronte a una domanda che muta" ha aggiunto. Ma rimane, secondo il Ministro, la necessità di un “grande sforzo: riportare l'economia reale e la politica industriale al centro del dibattito economico".

Fonti: Askanews

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20.04 - Def, in risoluzione maggioranza ipotesi scostamento se quadro peggiora - News 
Il governo dovrà valutare l'ipotesi di scostamento di bilancio se lo scenario economico dovesse peggiorare. E' quanto si legge nella risoluzione della maggioranza dopo il confronto tra i partiti e il governo. L'esecutivo, si legge nella bozza all'esame dell'Aula della Camera, si impegna a "monitorare, in tempo reale, l'andamento della situazione macroeconomica e dei principali indicatori congiunturali al fine di valutare, qualora si verifichi un peggioramento dello scenario economico conseguente al perdurare degli effetti negativi, l'applicazione di quanto previsto dalla legge 24 dicembre 2012, n. 243, al fine di prevedere interventi di sostegno, del tutto simili a quelli messi in campo durante l'emergenza pandemica, per le famiglie, i lavoratori e per quella parte del comparto produttivo particolarmente colpita dalle conseguenze della crisi in Ucraina". L'articolo 6 della legge 24 dicembre 2012 n. 243 sulle disposizioni per l'attuazione del principio del pareggio di bilancio, prevede infatti la possibilità di scostamento temporaneo del saldo strutturale dall'obiettivo programmatico, in caso di eventi eccezionali, attraverso una richiesta di autorizzazione al Parlamento.

Fonti: Askanews

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20.04 - Ucraina, Bonetti: costruiamo processi inclusivi per profughi - News 
Stiamo facendo di tutto affinché la situazione in Ucraina si risolva nel minor tempo possibile, riportando le condizioni di libertà e di autodeterminazione del popolo ucraino. Noi abbiamo subito condannato, senza se e senza ma, l'aggressione russa e siamo al fianco degli ucraini, anche con supporti concreti e materiali. Allo stesso tempo stiamo costruendo e su questo io sono impegnata in prima persona, percorsi di accoglienza per la popolazione Ucraina che sta fuggendo da quei territori. Garantire percorsi di arrivo in sicurezza evitando i rischi di tratte di esseri umani, soprattutto per donne e bambini. E favorire questi processi di inclusione nelle nostre comunità". Così la ministra alle Pari opportunità e alla Famiglia, Elena Bonetti, al congresso Fim-Cisl di Torino. "Servono corsi di italiano -aggiunge - percorsi di integrazione dei bambini nelle scuole e delle donne nel mondo del lavoro, perché sappiamo che sono perlopiù le donne che stanno arrivando. Motivo per cui siamo al tavolo di coordinamento della Protezione civile con il capo di dipartimento Fabrizio Curcio, che sta facendo un lavoro straordinario per supportare i Comuni nei percorsi di accoglienza".

Fonti: Askanews

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19.04 - Fmi, su Germania e Italia i tagli più forti su stime Paesi avanzati - News
La Germania, con 1,7 punti di crescita prevista in meno sul 2022, e l'Italia, con 1,5 punti in meno, sono tra le economie avanzate quelle oggetto delle maggiori revisioni al ribasso, da parte del Fondo monetario internazionale, sulle stime nel World Economic Outlook, a causa delle ricadute della guerra in Ucraina e delle sanzioni alla Russia. "Su Germania e Italia ci sono state tra le revisioni più rilevanti", ha confermato Petya Koeva Brooks, vicedirettrice del dipartimento ricerca del Fmi, durante la conferenza stampa di presentazione del Weo. Sulla Francia, invece, meno esposta alle forniture di energia dalla Russia la revisione è stata più tenue: 0,6 punti in meno sulla crescita 2022. Sull'economia globale il taglio alla previsione di crescita 2022 è stat di 0,8 punti, sugli Usa di 0,3 punti, sull'area euro di 1,1 punti.

Fonti: Askanews

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18.04 - Ucraina, a Mosca 200mila posti a rischio per stop società estere - News
Circa 200.000 persone rischiano di perdere il lavoro nella capitale russa in conseguenza dell'abbandono del Paese da parte di società straniere. Lo ha affermato il sindaco di Mosca, Sergey Sobyanin in un post secondo quanto riportato dalla Cnn. Le autorità continueranno ad attuare piani per sostenere i lavoratori a rischio disoccupazione, mettendo da parte 3,36 miliardi di rubli (41 milioni di dollari) per questi piani, ha affermato Sobyanin. "Continuiamo ad attuare il piano per migliorare la sostenibilità dell'economia della capitale. Come previsto, la scorsa settimana abbiamo approvato il programma a sostegno dei dipendenti a rischio licenziamento. Tenendo conto dei sussidi del bilancio federale, per la sua attuazione saranno stanziati 3,36 miliardi di rubli. Innanzitutto, il programma è rivolto ai dipendenti di società straniere che hanno temporaneamente sospeso le loro attività o hanno deciso di lasciare la Russia. Secondo le nostre stime, circa 200.000 persone rischiano di perdere il lavoro", ha scritto Sobyanin.

Fonti: Askanews

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18.04 - Giovannini, sul PNRR non e' il momento di rallentare - News
"Il PNRR significa riforme e investimenti. E non c'è nessuna ragione per rallentare le une e le altre" - ha detto il ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile Enrico Giovannini in un'intervista a Il Messaggero. Secondo il ministro, l'Italia, "anche a seguito dei rivolgimenti geopolitici in corso, può diventare sempre di più un punto di riferimento" del trasporto merci e della logistica avanzata intermodale. "Possiamo essere uno snodo cruciale verso l'Africa, gli Stati Uniti e il Sub-continente Indiano". Il PNRR consentirà il potenziamento non solo dei porti, ma anche dei "retroporti, i collegamenti con le linee ferroviarie e viarie", spiega Giovannini. Riguardo all'aumento dei prezzi e all'impatto sui bandi, il ministro spiega che il Governo è al lavoro su "un decreto specifico, da varare nella seconda metà di aprile", che garantirà "la possibilità di adeguare i prezzi per le gare in essere e, soprattutto, per le prossime". Per alcuni interventi si può essere più cauti, dice l’Ansa riportando le parole del Ministro, "cosicché possiamo attendere qualche mese per vedere cosa accade ai mercati", dice Giovannini, che assicura: "Porteremo a termine tutte le opere strategiche nei termini del Pnrr".

Fonti: Ansa

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12.04 - Giorgetti in Germania, servono decisioni rapide e soluzioni comuni - News
La sfida della transizione energetica e digitale e gli effetti del conflitto in Ucraina sul presente e futuro delle prime due economie manifatturiere d'Europa, italiana e tedesca, sono stati al centro della missione in Germania del ministro Giancarlo Giorgetti. Tra gli altri, Giorgetti ha visitato a Monaco di Baviera Fraunhofer, modello nel campo del trasferimento tecnologico e del processo innovativo in cui l'importanza del fattore umano applicato alla ricerca e sviluppo di nuove capacità tecnologiche è elemento chiave nell'accompagnare il cambiamento in settori strategici delle filiere produttive. "E' il tempo di decisioni rapide che devono tenere conto non solo della sostenibilità ambientale ma anche economica e sociale", ha sottolineato il ministro Giorgetti secondo cui le soluzioni alla crisi devono essere individuate in ambito europeo e non soli nazionale. La pandemia prima e il conflitto in Ucraina poi hanno messo in evidenza "l'importanza di puntare sull'approvvigionamento autonomo delle materie prime, per questo motivo - ha aggiunto Giorgetti - dobbiamo accelerare verso la ricerca di fonti energetiche alternative e sulle catene di valore strategiche per evitare che si compia una transizione superficiale che metta a rischio intere filiere industriali e la competitività di due economie, come quelle di Italia e Germania che sono i due principali paesi manifatturieri in Europa". Per Giorgetti uno dei principali settori in cui è necessario procedere con una transizione sostenibile è l'automotive, dove l'industria tedesca è legata strettamente all'Italia per la componentistica: "L'alto livello di cooperazione tra italiani e tedeschi non potrebbe essere spiegato meglio se non facendo riferimento all'integrazione delle nostre filiere dell'automotive. In pratica, non ci sarebbero nel mondo famose auto tedesche senza l'eccellenza della componentistica italiana". Sulla transizione del settore ha inoltre ribadito: "E' mia convinzione, diventata del Governo alla Cop26 di Glasgow, che la direzione verso la mobilità sostenibile non può essere solo l'auto elettrica perché questo tema deve invece essere approcciato guardando al principio della neutralità tecnologica, considerando la possibilità di alternative che la ricerca e sviluppo di biocarburante e idrogeno può mettere in campo per il settore".

Fonti: Askanews

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11.04 - 368mila assunzioni prospettate, ma le imprese scontano la corsa dei costi energetici e lo scenario - News
Sono circa 368mila le entrate di personale previste complessivamente dalle imprese ad aprile, ma l'impatto sullo scenario macroeconomico della crisi in Ucraina e la significativa crescita dei costi energetici e delle materie prime cominciano a produrre effetti soprattutto sulle Imprese manifatturiere. Il bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal, che elabora le previsioni occupazionali di aprile, mostra infatti una riduzione del -8,5% delle entrate previste dal settore manifatturiero rispetto a marzo (-6mila) e del -5,9% se confrontate con un anno fa (-4mila). I servizi nel loro complesso risultano in crescita del 7,5% sul mese (+19mila) e del 39,1% sull'anno (74mila), grazie soprattutto alla ripresa del settore turistico favorito dall'allentamento delle restrizioni per la fine dello stato di emergenza e dalle prossime festività pasquali (+14mila sul mese; +56mila sull'anno).

Positiva anche la domanda nei servizi alle persone (rispettivamente +5mila e +12mila) e, in maniera più contenuta, nel commercio (+2mila in entrambi i casi), sebbene la rapida crescita dell'inflazione incida negativamente sulle aspettative del comparto per i prossimi mesi. Considerando il totale dei settori economici le previsioni di assunzione ad aprile registrerebbero una crescita del 2,4% rispetto a marzo scorso (+9mila entrate) e del +20,3% se confrontati con aprile 2021 (+62mila). Nonostante le incertezze e i timori per l'andamento della crescita economica, l'industria ricerca per il mese di aprile circa 103mila lavoratori da inserire in azienda. 

A livello settoriale le Imprese delle costruzioni prevedono 34mila entrate), seguite poi dalle industrie della meccatronica (18mila unità), dalla metallurgia e prodotti in metallo (14mila unità) e dalle industrie alimentari (9mila). Sono invece 265mila le opportunità di lavoro offerte dalle Imprese dei servizi, di cui 78mila nel settore turistico, 45mila in quello dei servizi alle persone e 46mila nel commercio. Segni negativi si registrano, tuttavia, nei settori Ict (-11,8% rispetto ad aprile 2021) e Servizi avanzati alle Imprese (-6,6%). A livello territoriale si evidenzia, infine, una pronunciata crescita rispetto a un anno fa del flusso delle entrate previste ad aprile nelle regioni del Mezzogiorno (+25mila), seguite dalle regioni del Nord est (+20mila). Più contenute le previsioni delle regioni del Centro (+11mila) e del Nord ovest (+6mila).

Fonti: Askanews

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11.04 - La Borse europee sulla scia dei ribassi asiatici e in vista di uno stop al petrolio russo - News
Dopo un primo avvio debole, Piazza Affari ha ampliato i ribassi, in linea con il peggioramento di tutti gli indici europei, e in scia alle pesanti vendite che hanno colpiti i listini asiatici. All'indomani del primo turno delle presidenziali francesi, sullo sfondo restano le incertezze per la guerra in Ucraina, i duri lockdown in Cina che stanno provocando problemi agli approvvigionamenti e i timori per una politica più aggressiva della Fed, mentre giovedì si riunisce la Bce e oggi il dato dell'inflazione cinese a marzo ha visto una crescita superiore alle attese. I rendimenti del Treasury americani hanno aggiornato i massimi pluriennali. Intanto l'Unione europea ha iniziato a lavorare sul sesto pacchetto di sanzioni contro la Russia. Le nuove sanzioni includono "opzioni petrolifere", con un embargo totale al petrolio russo, su cui però non c'è ancora nessun accordo politico.

Fonti: Askanews

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07.04 - Ipsos: vulnerabilità e voglia di migliorare, Italia nella spirale - News
 Un Paese che si dibatte nell'incertezza di spinte in contrasto tra di loro, che si ritrova a oscillare tra la voglia di ripartire e un profondo senso di fragilità e incertezza, tra il timore di un incremento dei prezzi e la previsione di maggiori contrasti sociali e crescita di disuguaglianze. In questo scenario però lo spirito "evolutivo" e la spinta a "migliorarsi" possono dimostrarsi anche come le forze in grado di motivare imprese e cittadini a portare il Paese fuori dalla spirale. E' la fotografia dell'Italia che emerge dalla nuova edizione di Flair 2022 dal titolo "Nella spirale dell'interregno", l'osservatorio annuale di Ipsos che indaga le dinamiche socioeconomici a livello nazionale. "L'immagine della spirale - spiega Enzo Risso, direttore scientifico Ipsos - indica un movimento non lineare, che non procede in una direzione unica, ma comprende nel suo percorso momenti di regressione, d'inversione di rotta alternati a uno slancio di sviluppo, crescita ed espansione. L'interregno, invece, suggerisce un momento transitorio che si può sintetizzare come del 'non più e del non ancora' una situazione nel quale il passato non è stato ancora superato e il nuovo fatica a emergere". Trai dati del report che più mettono in evidenza lo stato incertezza ci sono il "sentimento opprimente di vulnerabilità" segnalato dal 48% degli intervistati e la voglia di "di cambiare le cose" in una prospettiva di cambiamento (71 per cento). La consapevolezza dell'ondata inflattiva e dell'aumento dei prezzi porta poi il 55% delle famiglie a programmare una riduzione delle spese; ma nello stresso tempo sono spinte che attivano anche un profondo mutamento nei principali driver di scelta del consumatore che, per esempio, per il 34%, preferisce acquistare prodotti made in Italy e certificati sostenibili. A livello sociale le tensioni sono tangibili, Flair mette in luce, infatti, come la forbice sociale si sia ampliata creando un divario sempre più marcato tra l'upper e la lower class con una crescita dei ceti più fragili. Secondo il 65% degli italiani è probabile che nel prossimo futuro si assisterà ad un aumento di proteste e insubordinazioni causate proprio dalla frattura "ricchi contro poveri". Ad appianare le diversità e i contrasti è la paura dell'attuale conflitto ucraino-russo in corso che si teme porterà a nuovi rincari e alla perdita del potere d'acquisto. Dall'ultimo osservatorio Ipsos sul tema, condotto tra il 29 e il 30 marzo, emerge forte e quasi unanime la volontà degli italiani di interrompere il conflitto con tutti gli strumenti diplomatici a disposizione (89%), mentre sono in crescita le ansie relative alle ricadute negative sul costo della vita, il lavoro e le imprese con un aumento di persone che sta facendo scorte (18%), mentre rimane alta la percentuale di intervistati che teme un conflitto mondiale (68%).

Fonti: Askanews

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04.04 - Bonomi: 50% industrie rischia "scartamento ridotto" in 3 mesi - News
"Se abbiamo l'inflazione core all'1,7%, mentre in Europa è al 3%, è perché abbiamo assorbito nelle nostre filiere gli aumenti delle materie prime, quando le troviamo, e dell'energia. Produrre è diventato antieconomico. Il 16% delle aziende italiane, già oggi, ha sospeso o ridotto la produzione e se proseguiremo con queste condizioni, nei prossimi tre mesi, un altro 30% delle imprese italiane ridurrà o sospenderà le produzioni: vuol dire che metà degli impianti industriali andrà a scartamento ridotto. E questo è un problema non solo per le imprese, è un problema per il Paese". A lanciare l'allarme il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, in occasione dell'evento di Confindustria e Intesa Sanpaolo "Le priorità di sviluppo per le imprese"

Fonti: Askanews

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04.04 - Energia, Starace (Enel) critico su politica Ue in intervista a Ft - News
Il capo della "seconda maggior utility al mondo", l'Enel, "incolpa la politica energetica dell'Ue per la dipendenza del blocco dalle importazioni di gas". Il Ft intitola così un'intervista pubblicata oggi sul suo sito nella quale l'amministratore delegato di Enel, Francesco Starace, critica la politica energetica dell'Ue, affermando che il blocco avrebbe dovuto affrontare "aggressivamente" la sua dipendenza dal gas importato molto tempo fa ed esorta gli Stati membri a passare rapidamente ad altre fonti energetiche per interrompere i legami con la Russia, dopo che la mossa di Vladimir Putin di emettere la fatturazione del gas in rubli si è aggiunta alle tensioni sulla guerra in Ucraina. 

Starace (dal 2014 alla guida dell'Enel), ha affermato che le nazioni europee avrebbero dovuto iniziare a preoccuparsi della loro dipendenza energetica dai Paesi terzi anni fa. "Questo è il turno della Russia, ma non dimentichiamo quello che è successo in Libia 10 anni fa", afferma nell'intervista. "Da dove arriva il gas in Europa è un problema" sottolinea Starace, secondo il quale l'Ue avrebbe dovuto gestire la sua "dipendenza dai combustibili fossili, in particolare il gas, in un modo migliore e più aggressivo". Starace esorta le nazioni europee a liberarsi dai "collegamenti fisici" con altri Paesi costruendo impianti di rigassificazione e noleggiando quelli galleggianti per elaborare il gas naturale liquefatto marittimo, il che consentirebbe loro di diversificare le forniture e tagliare i collegamenti con i gasdotti fissi. E le invita ad accelerare la transizione verso altre fonti energetiche, comprese le rinnovabili, pur riconoscendo che ciò non poteva essere fatto dall'oggi al domani.

"Bruciare gas per generare elettricità è totalmente stupido... sia dal punto di vista economico che da quello ambientale, il gas è prezioso e dovrebbe essere utilizzato dove è insostituibile", sostiene Starace. "Ovviamente - prosegue - queste cose richiedono del tempo, quindi devi fare le cose in ordine di importanza. E chiaramente devi prima sopravvivere e poi cercare di ridurre la tua dipendenza". Enel, che ha una capitalizzazione di mercato di 62 miliardi di euro ed è uno dei maggiori produttori mondiali di energia rinnovabile, prevede di smettere di utilizzare combustibili fossili per generare elettricità entro il 2040. La scorsa settimana, ricorda il Ft, ha firmato un accordo con la Commissione europea per aumentare la produzione di pannelli solari in Sicilia nell'ambito del Fondo per l'innovazione dell'Ue.

Fonti: Askanews

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03.04 - Confindustria prevede un crollo del Pil nel 2022 - News
"I numeri del rapporto sono numeri che spaventano in maniera molto forte, danno concretezza all'allarme crescente e purtroppo inascoltato che Confindustria ha lanciato da qualche mese, prima delle guerra, quando già si intravvedevano segnali di rallentamento della crescita". Lo ha detto il presidente di Confindustria Carlo Bonomi a commento delle previsioni del Centro Studi Confindustria che vede una recessione nella prima metà dell'anno. Come con la pandemia, "anche oggi vediamo un'analoga tendenza a credere che dopo qualche settimana dall'interruzione del conflitto in Ucraina si torni al 2019, non è stato così l'anno scorso non lo sarà nel 2022". Secondo Bonomi è ora di accantonare queste "illusioni azzardate". "Servono misure strutturali adeguate e rapide" ha detto.

Fonti: ANSA, Askanews

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03.04 - Nello scenario piu' ottimistico (ne sono stati delineati tre diversi sulla variabile della durata del conflitto in Ucraina) analizzato dal Centro Studi Confindustria, la stima del Pil 2022 e' stata tagliata dal +4,1% al +1,9%, e per il 2023 e' atteso un +1,6% - News
"Il PNRR - continua Bonomi - non aveva in programma ingenti investimenti per sostituire la quota di gas russo" nel giro dei prossimi 24 mesi. Per questo "è necessario modificarlo, bisogna battersi perché l'Europa capisca che, in questo quadro, enormi filiere industriali restano scoperte". Sul tema delega fiscale, Confindustria si aspetta "un taglio del cuneo contributivo", che non è stato fatto nella legge di bilancio. Lo ha detto il presidente di Confindustria Carlo Bonomi: "C'è un' interlocuzione costante con Draghi, i Ministri, il Governo, i rapporti sono ottimi, le consultazioni costanti" ha detto Bonomi. "Mi aspetto che le riforme vengano fatte. Dalla delega fiscale ci aspettiamo quello che non è stato con la legge di bilancio, un taglio del cuneo contributivo" ha aggiunto.

Fonti: ANSA, Askanews

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31.03 - Confindustria a Di Maio: interventi strutturali contro crisi - News
Un impegno europeo coeso per la pace in Ucraina e di ferma condanna alla violenza, scevro da interessi di parte. Una responsabilità comune per una maggiore autonomia strategica europea nell'ambito della difesa, dell'approvvigionamento energetico e della sicurezza alimentare. Un impegno per sostenere l'economia e la competitività dell'industria italiana, mitigando l'impennata dei costi dell'energia e fermando le speculazioni sui prezzi, che rischiano di compromettere intere filiere produttive e centinaia di migliaia di posti di lavoro. Sono questi i temi emersi, oggi, in occasione del Consiglio Generale di Confindustria, guidato dal Presidente Carlo Bonomi e durante il quale è intervenuto il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio. Confindustria ha sottolineato, innanzitutto, la necessità di interventi strutturali che devono avere una visione di politica industriale per rispondere in modo incisivo agli effetti della grave crisi in atto. In particolare, applicando un tetto al prezzo del gas e adottando una strategia di diversificazione del mix energetico nazionale, libera da ideologie del passato. Nel merito, il Presidente Bonomi ha ricordato che, senza un deciso intervento della politica, il sistema industriale italiano, su cui già gravano i pesanti impatti di questa emergenza, rischia la paralisi. Infatti, quasi il 50% delle imprese del sistema Confindustria dichiara nei prossimi tre mesi la riduzione della propria produzione. Da qui la richiesta, quindi, che la politica ritrovi una visione di lungo periodo, realmente orientata alla crescita e alle nuove priorità per il bene dell'Italia. Nel corso dell'incontro, infine, sono stati evidenziati i risultati della virtuosa cooperazione tra Confindustria, Maeci e Ambasciata Italiana in Ucraina che hanno consentito di mettere in salvo centinaia di italiani bloccati nel Paese e che in queste ore stanno garantendo il trasporto e la consegna, in piena sicurezza, di beni di prima necessità alla popolazione colpita dalla guerra. Un intervento possibile anche grazie alla disponibilità e responsabilità delle imprese italiane e alla rete di logistica e di contatti attivata da tutti gli attori in campo. In conclusione, il Ministro Di Maio e il Presidente Bonomi hanno condiviso l'opportunità di rafforzare la sinergia, già in essere, tra Maeci e Confindustria a vantaggio del sistema Paese.

Fonti: Askanews

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31.03 - Draghi: aziende Ue pagheranno gas russo in euro o dollari - News
"Riferisco le parole di Putin: i contratti esistenti rimangono in vigore, le aziende europee, e il presidente russo ha rimarcato più volte che questa è una concessione, si applica solo ai paesi membri dell'Ue che continueranno a pagare in euro o in dollari". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi, durante una conferenza stampa con l'associazione stampa estera rispondendo a proposito della valuta di pagamento per il gas russo.

Per Putin - ha continuato Draghi - i tempi non sono "ancora maturi" per un cessate il fuoco. "Siccome - ha spiegato il Premier - non ci sentivamo con Putin da prima della guerra, ho detto il perchè la telefonata: voglio parlare di pace. Su questo punto ha sostanzialmente acconsentito, 'certo parliamo di pace'. Ho poi chiesto se e quando è previsto un cessate il fuoco. Su questo le condizioni non sono mature, e però è stato aperto il corridoio umanitario di Mariupol. E' seguita, da parte di Putin, una lunga descrizione della situazione geostrategica dell'Ucraina e quali sono le sue condizioni di un accordo".

Fonti: Askanews

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30.03 - Ue, brusco calo del clima di fiducia a marzo: eurozona -5,4 punti - News
Contraccolpo a marzo sul clima di fiducia nell'area euro e nell'Unione europea. Secondo l'indagine condotta dalla Commissione europea, l'Economic Sentiment Indicator (Esi) è calato di 5,4 punti, a quota 108,5 nell'Unione valutaria, e di 5,3 punti, a quota 107,5 punti nell'intera Ue. A trainare al ribasso l'indice generale e stato il calo del clima di fiducia nei consumatori , spiega l'esecutivo comunitario con una nota, a fronte dei livelli da record che aveva raggiunto a febbraio. Gli sviluppi giungono dopo l'esplosione della guerra in Ucraina, le sanzioni contro la Russia e gli ulteriori rincari su inflazione, energia e carburanti che già erano saliti marcatamente prima di questi sviluppi. Sulle imprese il clima di fiducia ha segnato un calo meno accentuato, 9,9 punti a 115,5 punti. Tornando all'indice generale i cali più forti hanno riguardato Francia (-7,1 punti), Spagna (-6,5) e Germania (-4.3), mentre in Polonia (-3) e Italia (-2,6) sono stati più contenuti e in Olanda il clima di fiducia è salito leggermente (+0.5).

Fonti: Askanews

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29.03 - Il regno Unito consiglia alle imprese di rivedere sicurezza informatica - News
L'agenzia britannica per la sicurezza informatica (Ncsc) ha pubblicato un blog speciale in cui consiglia alle aziende di rivedere la propria sicurezza informatica mentre la guerra tra Russia e Ucraina va avanti. Ha però sottolineato che anche se ci sono stati "attacchi informatici in corso" dall'Ucraina contro la Russia "non abbiamo visto - e non prevediamo di vedere - i massicci attacchi informatici globali che alcuni hanno previsto". L'agenzia ha sollecitato comunque le aziende e le persone a rimanere vigili e a mantenere il software aggiornato e patchato, perché l'ambiente generale della sicurezza informatica resta incerto mentre la guerra tra i Paesi continua. I funzionari hanno inoltre avvisato che qualsiasi azienda britannica che faccia affidamento su software russo dovrebbe "riconsiderare il proprio rischio" se opera nel settore pubblico in generale, fornisce servizi relativi alle infrastrutture critiche del Regno Unito, fa affari con l'Ucraina o è in qualche modo di alto profilo, anche in considerazione che qualunque hackeraggio rappresenterebbe "una vittoria di pubbliche relazioni per la Russia". Questo è accaduto quando il Cremlino ha cercato di costringere le società di software russe a "provocare danni agli interessi del Regno Unito", ha spiegato Ian Levy, direttore tecnico dell'Ncsc. Ha aggiunto che "non abbiamo prove che lo stato russo intenda subornare prodotti e servizi commerciali russi", ma ha avvertito che "l'assenza di prove non è...una prova di assenza". "La guerra ha smentito molte convinzioni ampiamente diffuse e la situazione rimane altamente imprevedibile", ha aggiunto, "A nostro avviso, sarebbe prudente pianificare la possibilità che questo possa accadere".

Fonti: Askanews

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29.03 - S&P vede stretta condizioni di finanziamento e aumento tassi default - News
L’agenzia di rating S&P prevede un deterioramento delle prospettive di credito, un inasprimento delle condizioni di finanziamento e un tasso di default in rialzo al 2,5% entro la fine dell'anno. Con uno studio, l'agenzia individua lo shock dell'invasione dell'Ucraina come un punto di svolta nel ciclo del credito, mentre sicurezza energetica, interruzioni nelle catene di approvvigionamento e aumento delle pressioni inflazionistiche sono i fattori di rischio che più probabilmente influenzeranno le condizioni del credito europeo nei prossimi mesi. In questo quadro, secondo quanto riporta una nota S&P prevede un'inversione del trend di miglioramento della qualità del credito, che proseguiva da 14 mesi, a causa del rallentamento della crescita e delle maggiori pressioni sui costi di produzione, che peseranno sempre più sui margini delle aziende nel corso dell'anno. Le condizioni di finanziamento in Europa dovrebbero inasprirsi man mano che le banche centrali entrano in modalità restrittiva per contrastare le pressioni inflazionistiche elevate, nonostante il rallentamento della crescita.

Fonti: Askanews

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29.03 - Cingolani, contrastare la speculazione su gas ed energia - News
"Uno dei problemi, al momento, è quello legato alla speculazione finanziaria sui prezzi delle materie prime energetiche". Lo ha detto il ministro alla Transizione ecologica Roberto Cingolani, intervenendo al Berlin Energy Dialogue. "L'anno scorso la quantità di gas, che arrivava qui era esattamente la stessa che arriva oggi. Qualcuno però deve spiegare perché prima pagavamo 25 centesimi a metro cubo e adesso il prezzo è salito oltre un euro?". "I mercati sono liberi - ha continuato il Ministro - ma non si puo' lasciare che questo accada, se cittadini e imprese ne soffrono". La crisi provocata dall'emergenza energetica, acuita dallo scoppio del conflitto in Ucraina, ha colpito duramente le imprese italiane che ora si trovano ad affrontare costi non più sostenibili. Il governo deve sostenere le aziende italiane per evitare di far perdere loro competitività. Lo ha sottolineato il ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli nel corso di un'informativa alla Camera. "La crisi provocata dalla emergenza energetica, acuita dallo scoppio del conflitto in Ucraina, si distribuisce in modo asimmetrico, colpendo in maniera differenziata Paesi e settori, incidendo direttamente sui costi di produzione e di approvvigionamento. L'Italia, in questo caso, è tra i Paesi più colpiti”.

Fonti: ANSA, Askanews

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 28.03 - Con rincari energia e beni alimentari povertà rischia di allargarsi - News
Con l'incremento dei prezzi delle materie prime, iniziato nella primavera del 2020, l'inflazione al consumo mensile tendenziale ha raggiunto valori mai visti dall'ingresso dell'Italia nell'Unione Economica e Monetaria, attestandosi, a febbraio 2022, al +5,7% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. La guerra Russia-Ucraina sta aggiungendo ulteriori tensioni ai prezzi del gas e di alcuni prodotti alimentari. I forti incrementi di prezzo dei prodotti energetici, con tariffe nei prezzi al consumo cresciute del 130% nel periodo terzo trimestre 2020-primo trimestre 2022 (per calmierarne gli effetti il Governo ha stanziato, a partire dal secondo trimestre 2021, circa 20 miliardi a favore di famiglie e imprese) e quelli che potrebbero ulteriormente verificarsi per i prezzi dei beni alimentari stanno mettendo, e metteranno sempre più, pressione sui bilanci delle famiglie, dove energia e beni alimentari pesano per circa il 25% sul totale della spesa (4,3% per l'energia, 20% per alimentari). Le più penalizzate sono le famiglie a basso reddito, dove la quota percentuale di spesa per energia e alimentari è maggiore rispetto a quelle con reddito più alto, con il rischio di allargamento dell'area della povertà e del disagio economico. È quanto emerge dal report "Un'ondata inflazionistica che colpisce soprattutto le famiglie a basso reddito", realizzato nell'ambito del progetto di ricerca Monitor Fase 3, frutto della collaborazione tra Area Studi Legacoop e Prometeia.

Fonti: Askanews

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28.03 - Ucraina: IFO, crollano aspettative imprese tedesche su esportazioni - News
Il sentiment delle imprese esportatrici tedesche è crollato drammaticamente a causa della guerra in Ucraina. L'ifo Export Expectations è scivolato a meno 2,3 punti, dai 17,0 punti di febbraio. Fino ad oggi, l'unica altra volta che l'indice ha subito un calo più forte è stato all'inizio della crisi del coronavirus ad aprile 2020 (meno 31,2 punti). Quando si considerano i prossimi sei mesi, lo riporta l’agenzia Adnkronos, le aziende sono state significativamente più pessimiste, soprattutto quelle con legami economici con la Russia. La crescita delle esportazioni rallenterà notevolmente. I produttori di automobili e i loro fornitori hanno subito una battuta d'arresto significativa e si aspettano un calo delle esportazioni.

Fonti: Adnkronos

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25.03 - Saipem, Puliti: siamo pronti a costruire nuovi rigassificatori - News
*Saipem, Puliti: siamo pronti a costruire nuovi rigassificatori *Saipem, Puliti: siamo pronti a costruire nuovi rigassificatori Abbiamo la competenza, già fatto per Olt a Livorno Roma, 25 mar. (askanews) - Per i nuovi rigassificatori in Italia annunciati dal governo per fare fronte alla crisi russo ucraina e rendersi autonomi dal gas russo, Saipem non è "partner di nessun progetto specifico". Lo ha detto il direttore generale, Alessandro Puliti, in conferenza stampa dopo la presentazione dell'aggiornamento del Piano 2022-25 precisando che tuttavia l'azienda ha "tutta la capacità di realizzare impianti di rigassificazione come già fatto con Olt a Livorno che è stato realizzato da Saipem. Siamo pronti ad affrontare questa richiesta".

Intanto, fa sapere l’ANSA, l'Europa lavorerà per assicurare una domanda stabile di ulteriore gas statunitense almeno fino al 2030. Lo ha detto la presidente della Commissione Ursula von der Leyen nella sua dichiarazione congiunta con Joe Biden, in risposta all’offerta di gas arrivata proprio dagli Usa.

Fonti: Ansa, Askanews

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25.03 - Ucraina, Sala: a Milano arrivano tra 50 e 100 profughi al giorno - News
"La situazione degli arrivi in questo momento è consolidata su un numero di arrivi al giorno abbastanza standard, un centinaio circa: cinquanta o cento, dipende dai giorni. Sono numeri ancora gestibili". Lo ha affermato il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, rispondendo ai cronisti che gli chiedevano dell'accoglienza dei profughi in fuga dall'Ucraina. Parlando a Palazzo Marino a margine della presentazione del concorso internazionale della Biblioteca europea di informazione e cultura (Beic), Sala ha poi spiegato che "quello che capiamo anche dalle nostre fonti diplomatiche è che tantissimi ucraini sono fermi al confine in attesa di capire se potranno tornare indietro o no: se così non sarà, è perché la guerra andrà avanti e le città verranno in gran parte distrutte, e in quel caso ne arriveranno tanti". 

"Questo è un esodo particolare, di gente che scappa dalla guerra ed è costretta a venire nel nostro Paese per fatti contingenti. E si tratta perlopiù di donne, anziani, minori e minori non accompagnati. Nell'ultimo decreto abbiamo stanziato 350 milioni di euro, una parte dei quali è destinata alle Regioni, una parte ai Comuni. Col ministro Bianchi dobbiamo anche pensare all'integrazione scolastica di questi ragazzi". Lo ha detto il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Mariastella Gelmini.

Fonti: Askanews

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25.03 - Istat: a marzo forte calo fiducia consumatori, peggiora per imprese - News
Peggiora il clima di fiducia di consumatori e imprese. Per il mese di marzo l'Istat stima una decisa diminuzione dell'indice del clima di fiducia dei consumatori che passa da 112,4 a 100,8. L'indice scende "marcatamente" raggiungendo il valore più basso da gennaio 2021. Flessione più contenuta, invece, per l'indice composito del clima di fiducia delle imprese che passa da 107,9 a 105,4. Tutte le componenti dell'indice di fiducia dei consumatori sono in calo seppur con intensità diverse. In particolare, il clima economico e quello futuro cadono, rispettivamente, da 129,4 a 98,2 e da 116,6 a 93,5; il clima personale scende da 106,8 a 101,7 e quello corrente cala da 109,6 a 105,7. Quanto alle imprese, tutti i comparti indagati registrano una diminuzione dell'indice di fiducia ad eccezione di quello delle costruzioni. Più in dettaglio, l'indice di fiducia diminuisce nel comparto manifatturiero (da 112,9 a 110,3), nei servizi di mercato (da 100,4 a 99,0) e nel commercio al dettaglio (da 104,5 a 99,9). In controtendenza, nelle costruzioni l'indice sale da 159,7 a 160,1. Analizzando le componenti degli indici di fiducia, emerge che nella manifattura peggiorano sia i giudizi sugli ordini sia le attese sulla produzione in presenza di una stabilità delle scorte di magazzino; per quanto attiene le costruzioni, migliorano i giudizi sugli ordini mentre si registra un peggioramento per le attese sull'occupazione. Infine, nei servizi di mercato e nel commercio al dettaglio tutte le componenti si deteriorano ad eccezione dei giudizi sulle scorte nel commercio. In relazione alle domande sulle esportazioni rivolte alle imprese manifatturiere trimestralmente, si stima un aumento del numero di imprese che segnala ostacoli all'attività di esportazione (la relativa percentuale passa da 44,5% del quarto trimestre 2021 a 53,5%). In particolare, cresce fortemente (dall'8,2 al 24,8%) la quota di imprese che evidenzia "Altri motivi" tra i principali ostacoli che condizionano l'export.

Fonti: ASKANEWS

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24.03 - Il Def del 2022 terrà conto della guerra, visto il suo impatto sulle imprese - News
Il Governo è consapevole dell'impatto inflazionistico riconducibile all'aumento dei prezzi delle materie prime", incluse "quelle energetiche anche per la guerra in Ucraina" e nel Def 2022 "saranno considerati i fattori di rischio dalla guerra in corso": lo ha detto il ministro dell'Economia, Daniele Franco, al question time al Senato, lo riporta l’ANSA. Ad oggi gli interventi messi in campo dal Governo superano i 19 miliardi, ha detto il Ministro dell’Economia e delle Finanza, ma "l'aggiornamento delle previsioni macroeconomiche consentirà di valutare la necessità di ulteriori misure di sostegno alle imprese" ha concluso Daniele Franco.

Le imprese europee sono state colpite pesantemente dai rincari energetici elevati all’inizio della pandemia. I PMI della zona Euro da un lato segnalano una espansione dell’attività, ma dall’altro mostrano quanto le imprese, per quel che riguarda gli acquisti di materie prime e semilavorati, siano caute. La diminuzione degli arretrati di lavoro e il deterioramento del sentiment aziendale potrebbero anche portare a una crescita economica più debole, riporta l’agenzia Dow Jones

Fonti: ANSA, Dow Jones

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24.03 - Istat, Pil nominale 2021 potrebbe essere rivisto in calo tra 0,3-0,4% - News
Dalle prime elaborazioni effettuate dei dati di importazione in valore del gas naturale allo stato gassoso per i mesi da luglio a dicembre 2021, l'Istat stima che l'impatto maggiore risulterà sul Pil nominale dell'anno 2021, che potrà subire una revisione al ribasso stimata entro il -0,3 e il -0,4%. La revisione risulterà marginale sul Pil concatenato, dovuta essenzialmente ad effetti statistici di bilanciamento del conto delle risorse e degli impieghi. Pertanto, nel 2021 l'aumento del Pil ai prezzi di mercato passerebbe dal +7,5%, rilasciato il 1 marzo 2022 al +7,1-7,2%, mentre risulterebbe uguale il tasso diffuso per la crescita del Pil in volume, pari al 6,6%. Allo stesso tempo, si comunica che il normale processo di revisione degli aggregati di finanza pubblica, rilasciati il 1 marzo 2022, ha portato ad una revisione dell'indebitamento che, rapportato ai nuovi livelli del Pil, ha lasciato invariato il rapporto deficit/Pil al -7,2%.

Fonti: Askanews

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23.03 - Petrolio accelera, barile Brent +4% e torna sopra 120 dollari - News
Nuova sferzata ai prezzi del petrolio, dopo gli annunci di nuove possibili sanzioni contro la Russia da parte di Usa ed Europa. Nel primo pomeriggio il barile di Brent, il greggio di riferimento del mare del Nord balza del 4% a 120,06 dollari. Il West Texas Intermediate guadagna il 3,8% a 113,47 dollari. Le quotazioni tornano così vicine al picco toccato nel 2012 e risultano non lontane dai massimi storici del 2008.

Fonte: Askanews

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23.03 - Draghi: speranze di una forte ripresa si affievoliscono - News
"Sono d'accordo: le speranze di una forte ripresa si affievoliscono e di fronte a questo occorre una risposta europea", "sul piano economico, sul piano della Difesa, sul piano dell'energia". Così il presidente del Consiglio, Mario Draghi, parlando in Aula alla Camera nel dibattito sulle sue comunicazioni in vista del prossimo Vertice Ue. "Occorre una risposta congiunta", ha sottolineato Draghi in un altro passaggio come "c'è stata nel caso del Next generation Eu: è stata un'esperienza fondamentale per l'Unione Europea, perché per la prima volta si è visto come puo' essere mobilitata una potenza economica congiunta ed è stata cruciale per poter uscire dalla pandemia, con una ripresa che nel caso dell'Italia è stata straordinaria. Tanto è vero che se quest'anno riusciremo a fare un numero positivo di crescita, sarà molto dovuto al trascinamento della straordinaria crescita che abbiamo avuto l'anno scorso".

Fonte: Il Sole 24 Ore Radiocor Plus

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23.03 - Via libera dell’Ue ad aiuti di Stato per caro energia - News
Come riportato da Ansa, Bruxelles ha dato il via libera al nuovo quadro temporaneo di crisi sugli aiuti di Stato per sostenere le imprese europee e i settori più colpiti dal caro energia esacerbato dalla guerra in Ucraina.

"Dobbiamo mitigare l'impatto economico di questa guerra e sostenere aziende e settori gravemente colpiti. E dobbiamo agire in modo coordinato. La Commissione consentirà agli Stati membri di utilizzare la flessibilità prevista dalle norme sugli aiuti di Stato per far fronte a questa situazione senza precedenti, proteggendo nel contempo la parità di condizioni nel mercato unico", ha evidenziato la vicepresidente Ue, Margrethe Vestager.

Fonte: Agenzia Ansa

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22.03 - Carburanti: decreti in Gazzetta Ufficiale, scattano sconti su benzina e diesel - News
Sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale i decreti che danno il via alla riduzione delle accise sui carburanti e quindi ai prezzi al distributore. Il decreto 'Misure urgenti per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi ucraina' contiene le norme per gli sconti: "Riduzione delle aliquote di accisa sulla benzina e sul gasolio impiegato come carburante" l'articolo 1.
Il provvedimento entra in vigore da oggi.

Fonte: AGI

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21.03 - Fitch taglia le stime pil mondo con inflazione e conflitto in Ucraina - News
Ansa riporta che l'agenzia Fitch taglia le stime di crescita mondiali con la fiammata dell'inflazione e l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia. Il pil del mondo è atteso crescere quest'anno del 3,5%, ovvero 0,7 punti percentuali in meno rispetto alle previsioni precedenti, mentre nel 2023 la crescita è prevista al 2,8%, -0,2 punti. Il pil di Eurolandia è stato ridotto di 1,5 punti percentuali al 3,0% nel 2022, mentre la crescita degli Stati Uniti è stata tagliata di 0,2 punti al 3,5%. "Questo riflette i pi+ alti prezzi dell'energia ma anche l'aumento più veloce delle attese dei tassi di interesse negli Stati Uniti", afferma Fitch.

Per quanto riguarda l’economia russa, l’agenzia si attende che "crolli nel 2022" per effetto delle sanzioni che stanno danneggiando "in modo massiccio" il suo sistema bancario e le sue relazioni commerciali e stanno spingendo molte multinazionali a chiudere le loro attività in Russia.

La dimensione della contrazione "è altamente incerta", afferma Fitch, e dipenderà "sia dalla durata della guerra che delle sanzioni". L'agenzia di rating ipotizza calo dello 8% quest'anno, seguito da un -0,2% nel 2023. Si tratta, avverte, di una contrazione "comparabile" a quella della crisi del 1998 e alla crisi finanziaria globale del 2007-2008.

Fonte: Agenzia Ansa

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21.03 - Lagarde, guerra avrà conseguenze sulla crescita - News
La guerra in Ucraina "avrà conseguenze per la crescita". Lo ha detto la presidente della Bce Christine Lagarde parlando a una conferenza dell'Institut Montaigne di Parigi.

Fonte: Agenzia Ansa

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21.03 - Pil: Istat, ripresa bloccata, rischio impatto ben oltre 0,7% - News

Con lo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina, "c'è stato un blocco rispetto alla speranza di
ripresa". La previsione era di arrivare ad aprile al Pil prepandemia, "ma non sarà così". Lo ha detto il presidente dell'Istat Gian Carlo Blangiardo a Sky Tg 24 ribadendo la stima dell'Istituto su un possibile impatto negativo del conflitto di 0,7 punti di Pil. Il rischio, ha avvertito, è però che i valori
possano diventare "decisamente più grandi".

Fonte: Agenzia Ansa

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18.03 - Gentiloni, finanza russa a rischio default - News
“L'impatto delle sanzioni sarà certamente rilevante. In primo luogo molto rilevante sull'economia russa. Sapete che l'economia russa, la finanza pubblica russa, è in questo momento a rischio di default per la difficoltà di rimborsare alcuni interessi in dollari. C’è ancora un periodo di tempo, vedremo come si evolverà questa situazione". Lo ha dichiarato il commissario europeo all'Economia, Paolo Gentiloni, in audizioni alle commissioni riunite Bilancio e Politiche Ue alla Camera dei deputati. "Ma non c’è dubbio che le misure adottate, anche qui all’unanimità e con una certa tempestività, dall'Unione europea hanno provocato un impatto molto molto significativo", ha aggiunto.

Fonte: AGI

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18.03 - Ministro Garavaglia, guerra impone di lavorare uniti in Ue - News
"Questa brutta novità della guerra impone in modo ancora più forte l'esigenza di lavorare tutti insieme in Europa". Lo ha detto Massimo Garavaglia, ministro del Turismo, sottolineando "l'importanza" del settore "in Europa".

Garavaglia è a Digione per la conferenza informale dei ministri Ue del Turismo.
Al centro del dibattito, le prospettive del turismo in Ue e l'obiettivo di Fare dell'Europa la destinazione mondiale del turismo sostenibile.

Fonte: AGI
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17.03 - Lagarde, economia Ue in territorio sconosciuto: vulnerabili per dipendenza economica da Governo ostile - News
L'aggressione russa dell'ucraina "porta l'economia europea in un territorio sconosciuto" e "ha rivelato la nostra vulnerabilità collettiva che deriva dalla dipendenza economica da attori ostili".

Lo ha detto la presidente della Bce Christine Lagarde alla conferenza 'The Ecb and its Watchers'. "La Bce è accanto al popolo dell'Ucraina, che ha subito un orribile atto di aggressione", ha detto Lagarde.

Fonte: Agenzia Ansa

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17.03 - Visco, da shock energetico rischi stabilità finanziaria - News
Secondo l’agenzia Ansa, "Anche la stabilità finanziaria corre rischi significativi, dovuti a potenziali interruzioni della fornitura di energia e alle loro conseguenze sull'economia reale e gli intermediari, e a dislocazioni nei mercati finanziari".

Lo ha detto il Governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, soffermandosi sugli effetti della guerra in Ucraina alla terza conferenza congiunta fra l'istituto e l’Università Bocconi. "Fra tali profonde incertezze, i meccanismi di amplificazione potrebbero arrivare da vari canali, a causa della forte interconnessione del sistema finanziario globale".

Fonte: Agenzia Ansa

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16.03 - Di Maio: Assicurare liquidità alle imprese che risentono della crisi ucraina - News
Il governo intende assicurare liquidità alle imprese italiane che risentono della situazione creatasi con l'invasione russa in Ucraina e le successive e conseguenti sanzioni. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, nel corso della sua informativa a Montecitorio sulla situazione in Ucraina. 

“L'obiettivo è quello di evitare ulteriori sacrifici nella bolletta energetica di famiglie e imprese" ha detto il Ministro, ricordando che “la transizione verde è l'unica soluzione per la sicurezza e la libertà del nostro Paese dall'altissima dipendenza dall'estero e dalle fonti fossili". Di Maio ha ribadito: "stiamo discutendo con i partner della sponda sud del Mediterraneo collaborazioni sullo sviluppo delle fonti rinnovabili e dell'idrogeno verde. Alimentare queste collaborazioni è un investimento sulla stabilità e la prosperità dei nostri partner mediterranei".

Fonti: Ansa, Dire

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16.03 - Energia: preservare la stabilità della spesa, ma interventi su Iva, accise ed extragettito - News
Il governo è al lavoro per fronteggiare i rialzi del prezzo dell'energia e del carburante, con misure da portare in Consiglio dei ministri probabilmente domani. Per contrastare le ricadute della crisi in Ucraina al momento non e' previsto uno scostamento di bilancio, lo racconta l’AGI: l'obiettivo è "preservare la stabilità della finanza pubblica". Per arginare i rincari record dei carburanti l’intervento atteso è su Iva e accise, utilizzando l'extra gettito in valore aggiunto sui carburanti di questi mesi e intervenendo anche sugli extra profitti. Il via libera a un decreto è atteso entro venerdì. Le ulteriori misure sul fronte della crisi energetica andranno probabilmente nella direzione di un tetto europeo ai prezzi delle importazioni di gas, con alcuni Paesi che frenano, in particolare la Germania e l'Olanda. Intanto la Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine, dopo la denuncia del ministro per la Transizione energetica Cingolani sulla speculazione sui prezzi di carburanti e gas.

Fonti: AGI, Reuters

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15.03 - Imprese, allarme dell'Agenzia per la cybersicurezza nazionale su tecnologie russe - News
Secondo quanto riportato dall'Agenzia Ansa, l'evoluzione del conflitto in Ucraina potrebbe pregiudicare l’affidabilità e l'efficacia di tecnologie informatiche fornite da aziende legate alla Russia. È questo l'allarme che arriva all'Agenzia per la cybersicurezza nazionale che raccomanda le aziende italiane di procedere urgentemente ad un'analisi del rischio derivante dalle soluzioni di sicurezza informatica utilizzate e di considerare l'attuazione di opportune strategie di diversificazione per quanto riguarda, in particolare, le seguenti categorie di prodotti per la sicurezza dei dispositivi: antivirus, 'web application firewall', protezione della posta elettronica; protezione dei servizi cloud; servizi di sicurezza gestiti.

Fonte: Ansa

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15.03 - Le imprese sono in attesa di una soluzione alla corsa dell’energia - News
Ieri, nella riunione dell’Ecofin, i ministri delle finanze dei paesi euro hanno concordato su una prima stretta fiscale il prossimo anno, ma anche dichiarato di essere pronti a immettere liquidità nell'economia reale se la guerra lo rendesse necessario. Gli investitori si mostrano intanto piuttosto cauti, nell’attesa del prossimo meeting della Fed, in agenda in settimana. Il mercato si aspetta una posizione “falco” della Banca centrale americana, alle prese oltre che con inflazione e pandemia anche con le incognite della guerra. Possibile dunque rialzo dei tassi e l'annuncio di una riduzione del bilancio. 

Il sottosegretario all'economia, Federico Freni, sostiene che oltre a un'iniezione di liquidità, serve un supporto concreto al conto economico delle imprese. “Sono necessarie deroghe per importi e durata degli aiuti” dice in un’intervista sul Messaggero il sottosegretario all'Economia. Il governo Italiano, lo riporta la stampa nazionale, continua a lavorare alle misure contro il caro-energia che potrebbero essere varate già in settimana. Al centro dei possibili provvedimenti, riduzione delle accise e rateizzazione delle bollette

Fonti: Il Messaggero, Reuters

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15.03 - La Cina rallenta per Covid, il petrolio scende - News
La Cina è alle prese con il più diffuso contagio da Covid da quando è scoppiata la pandemia. Le autorità sanitarie hanno comunicato il lockdown per gli oltre 17 milioni di abitanti di Shenzhen, considerata il cuore della silicon valley cinese. Il lockdown ha imposto il blocco delle forniture hi-tech per colossi internazionali come Apple.

Intanto, in conseguenza dei timori sulla domanda da parte della Cina, il petrolio rallenta sensibilmente la sua corsa al rialzo. Ieri il Wti ha ceduto oltre il 5%, scivolando sotto i 100 dollari al barile. La correzione al ribasso arriva dopo i massimi da 14 anni toccati nei giorni scorsi sulle notizie dal fronte di guerra tra Russia e Ucraina

Fonti: ANSA, Sole24Ore

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14.03 - Visco, l’impennata dei prezzi ci pone di fronte a un dilemma - News
“Le politiche necessarie alla transizione, alla prova dei fatti, rischiano di rivelarsi fragili e di difficile attuazione sul piano economico e sociale. L'impennata dei prezzi dell'energia degli ultimi mesi e la possibilità che venga meno la sicurezza degli approvvigionamenti conseguente ai drammatici eventi di questi giorni mostrano quanto”. Lo ha detto Ignazio Visco.

Siamo davanti al paradosso che ci vede rincorrere la sicurezza di indipendenza energetica, mentre dobbiamo assicurare una sostenibilità economica e ambientale nel medio e lungo periodo. “Per questo - ha argomentato il Governatore della Banca d’Italia - potrebbe essere necessario discostarsi, temporaneamente, dal sentiero di decarbonizzazione intrapreso, ad esempio rallentando la dismissione delle centrali a carbone, ma occorre evitare che questi scostamenti inducano incertezza sui piani a medio termine, con l'effetto di scoraggiare gli investimenti indispensabili a realizzare la transizione energetica"

Fonti: Adnkronos, Nova

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14.03 - UE: L’impatto del conflitto sul nostro Paese non sarà insignificante - News
L'impatto economico di questa guerra non sarà insignificante perché l'aumento, i problemi con le materie prime, l'inflazione, i costi aggiuntivi sui bilanci dei diversi paesi membri avranno certamente un effetto di rallentamento sulle previsioni di crescita. Noi - spiega il commissario europeo all'Economia, Paolo Gentiloni - avevamo previsto una crescita del 4% per quest'anno a livello europeo. E questi numeri non sono più realistici. E tuttavia credo che una risposta comune e forte possa ridurre questo impatto, che certamente ci sarà sulle nostre economie".

“Un'economia in buona salute - ha continuato Gentiloni, a margine della riunione dell’Eurogruppo - è un'economia che può difendersi anche dalle aggressioni che stiamo vedendo al nostro modello europeo basato sulla libertà. Ed è per questo che occuparsi di come si risponde economicamente alla crisi creata da questa guerra è importante anche - ha concluso il commissario - per vincere il confronto che è in corso tra chi difende la libertà e chi la vuole contrastare e combattere con le armi".

Fonti: Askanews, LaPresse

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12.03 - Cingolani, sui prezzi dei carburanti colossale speculazione - News
"Stiamo assistendo ad un aumento del prezzo dei carburanti ingiustificato, non esiste motivazione tecnica di questi rialzi. La crescita - ha detto il ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani questa mattina in una intervista televisiva - non è correlata alla realtà dei fatti ed è una spirale speculativa, su cui guadagnano in pochi, una colossale truffa a spese delle imprese e dei cittadini" “Da decenni vediamo storture in molti aspetti del mercato, gli Stati devono collaborare di più. Le realtà di partenza di ciascuno Stato non sono uguali, in Italia abbiamo un energy mix monocromatico, gas al più del 90% importato e un po' di rinnovabili che dobbiamo far crescere urgentemente - ha spiegato Cingolani - Già questo rende un accordo europeo complicato"

"Abbiamo tutti i piani di emergenza pronti, non abbiamo mai avuto così tanto gas - spiega Cingolani - solo che lo paghiamo tantissimo. Quattro settimane fa il problema era ridurre i prezzi, ora la paura è che si possano interrompere le forniture”. L'aumento del prezzo del gas è sostanzialmente un fenomeno speculativo: "Non esiste un motivo per cui noi oggi paghiamo il gas 10 volte di più di quello che pagavamo l'anno scorso" ha concluso il Ministro.

Fonti: ANSA, Askanews, Italpress

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12.03 - Ucraina, ministro Franco: sfide severe davanti a noi - News
"Sullo sfondo di un quadro macroeconomico già difficile, lo shock legato all'Ucraina peserà sull'economia globale e su quella dell'Ue, come sulla nostra economia” - queste le parole del ministro dell’Economia e delle Finanze, Daniele Franco, davanti agli allievi della Guardia di Finanza a Bergamo. “Il governo sta valutando con estrema attenzione ulteriori interventi per mitigare l'impatto della crisi Ucraina sulle famiglie e sulle imprese" ha riferito il Ministro a proposito degli obiettivi per combattere la crisi.

“Se l'aumento dei prezzi del cibo e dell'energia persiste ci sarà un impatto inflazionistico significativo, non dobbiamo dimenticare le ricadute sui mercati finanziari che potrebbero subire uno stress crescente” - ha continuato Franco. “La nostra politica economica deve affrontare sfide severe e scelte difficili. È fondamentale che la ripresa economica non perda slancio in questo momento critico".

Fonti: ANSA, LaPresse

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12.03 - La Farnesina ha istituito un’unità di crisi per le imprese che operano in contesti di conflitto - News

Via all’unità di crisi alla Farnesina, dedicata alle imprese. Ad annunciarlo il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano con un post su Facebook. "A partire dal 24 febbraio scorso, giorno in cui la Russia ha invaso l'Ucraina, l'Unione Europea ha adottato varie misure sanzionatorie contro il Cremlino, e ulteriori ne seguiranno a breve. Questa volta l'alternativa era di fatto tra guerra mondiale e sanzioni economiche, e per questo motivo moltissimi Paesi, inclusa l'Italia, hanno stabilito di colpire Mosca con misure durissime e senza precedenti. Ciò sta provocando - scrive Di Stefano sulla sua pagina Facebook - il regresso dell'economia russa agli anni '80 e il collasso del rublo e della borsa moscovita, ma inevitabilmente può danneggiare anche gli interessi di imprese italiane tradizionalmente attive nell'ex Unione Sovietica"

"Proprio per fornire sostegno a questi nostri imprenditori abbiamo istituito alla Farnesina una 'Unità di crisi per le imprese'. Grazie a questo strumento le nostre aziende esportatrici potranno sia ottenere informazioni aggiornate sulle limitazioni agli scambi collegate alla crisi Ucraina che avere accesso alle misure economiche di sostegno che stiamo mettendo a punto insieme all'Unione Europea"

Fonti: ANSA, Nova

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11.03 - Nuovo shock dei prezzi delle fonti energetiche - News
"Il conflitto tra Russia e Ucraina sta avendo un impatto molto forte sull’economia e sulle imprese del territorio, andando ad aggravare una situazione già molto critica per quanto riguarda energia e materie prime - ha detto Alessandro Spada, Presidente di Assolombarda - Basti pensare che, se si dovessero mantenere i prezzi attuali, l’industria manifatturiera lombarda quest’anno pagherà una bolletta energetica pari a 11,5 miliardi di euro a confronto con gli 8,3 miliardi stimati a inizio febbraio, prima della guerra e, soprattutto, con un livello nel 2019 inferiore ai 2 miliardi”. 

Il Centro Studi Assolombarda ha diffuso un'analisi secondo la quale le imprese, i cittadini, il sistema paese, sono davanti a un nuovo ulteriore shock nei prezzi di energia e materie prime: +106% del gas e +22% del petrolio nelle ultime due settimane.

“Un rialzo enorme che avrà sicuramente impatti sul lavoro di molte delle nostre imprese. Servono provvedimenti immediati per impedire che le aziende chiudano e nel medio-lungo periodo - ha detto Alessandro Spada - occorre puntare a una diversificazione del mix energetico per ridurre la dipendenza da Paesi politicamente instabili. Ora la priorità è garantire la continuità operativa delle imprese”.

Fonti: Centro Studi Assolombarda

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11.03 - La BCE ‘falco’ mette alla prova i mercati - News
I mercati sono alle prese con un approccio più duro della Bce, che ieri ha innescato un'impennata dei rendimenti obbligazionari. Francoforte ha annunciato che il programma di acquisto di obbligazioni si concluderà nel terzo trimestre e ha accelerato sul graduale rallentamento degli acquisti di assets su larga scala.

I leader del blocco, riuniti da ieri a Versailles, si sono detti intanto determinati ad aumentare ulteriormente la pressione sanzionatoria su Russia e Bielorussia. Il presidente americano Joe Biden oggi dovrebbe lanciare un appello, verso l’FMI, a interrompere le normali relazioni commerciali con la Russia. I  leader europei, da Versailles, si preparano a ulteriori spese legate alla guerra, ma non sembra siano previste emissioni di debito congiunto in stile Eurobond. 

Fonti: ANSA, Reuters

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10.03 - Economia di guerra: Contro fluttuazioni improvvise e speculazioni, uno stoccaggio per i beni essenziali - News
Il Ministro dello Sviluppo economico propone di estendere il sistema di stoccaggio che l’Italia ha già attivo su gas e petrolio, ad altri beni essenziali oltre alle fonti energetiche, per evitare carenze e forti aumenti dei prezzi anche di carattere speculativo che possano colpire le imprese. Lo ha detto intervenendo al Consiglio dei Ministri di oggi il ministro Giancarlo Giorgetti, riferendo sull'operato della task force istituita al Mise sulle problematiche legate alla guerra in Ucraina.

Le imprese chiedono principalmente, riporta il Ministero, come continuare ad operare senza interruzioni produttive che possono essere fatali per la sopravvivenza delle loro aziende. Dagli incontri con rappresentanze delle categorie e associazioni che si sono svolti oggi emerge in modo inequivocabile che la prima urgenza da affrontare è quella energetica. Il ministro ha proposto un fondo a sostegno dei settori e dei comparti produttivi più colpiti dagli effetti del conflitto, per evitare che un ulteriore aumento dei costi per l'approvvigionamento di materie prime e semilavorati comprometta la sopravvivenza stessa delle imprese. Oltre a ritornare sul tema dei dazi all’esportazione di cui aveva già fatto cenno nei giorni scorsi, Giorgetti ha segnalato la necessità di individuare fornitori alternativi, rimediando alla contrazione legata principalmente alle sanzioni.

Intanto da Versailles, dove sono riuniti i leader europei, Macron potrebbe annunciare un fondo da istituire ex novo per potenziare l’autonomia strategica dell’Ue sia in ambito energetico che in ambito militare. Una sorta di Recovery bellico che viene però osteggiato da Paesi come Germania e Olanda, scettici all’idea di uno strumento ulteriore rispetto al Next Generation EU. 

Fonti: Reuters, Il Sole24Ore

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10.03 - Nazionalizzazioni e disinvestimenti in Russia - News
IKEAMcDonald's, Ikea e Apple sono incluse nella lista di società che Mosca potrebbe nazionalizzare, secondo quanto riporta il quotidiano Izvestia. Un elenco di società straniere che possono essere nazionalizzate, a causa della cessazione del loro lavoro in Russia, è stato inviato al governo e alla Procura generale. Finora l'elenco comprende 59 società, tra queste ci sono Volkswagen, Apple, Ikea, Microsoft, IBM, Shell, McDonald's, Porsche.

Secondo Andrey Belousov, primo vicepremier russo, citato dal quotidiano, a questo proposito ci sono tre opzioni. In primo luogo, l'azienda continua il suo lavoro a tutti gli effetti in Russia. Allo stesso tempo, è assicurata la fornitura di materie prime, materiali, componenti necessari per il processo produttivo, sono adempiuti gli obblighi di lavoro nei confronti dei dipendenti. Nella seconda opzione, gli azionisti stranieri trasferiscono la loro quota sotto il controllo dei partner russi e possono successivamente tornare sul mercato russo. La terza opzione è quando l'azienda smette del tutto di operare in Russia, chiude la produzione e licenzia i dipendenti. Quel caso lo trattiamo come un fallimento deliberato, ha osservato il primo vicepremier.

Fonti: Izvestia, AGI

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10.03 - Bce, oggi al via la riunione più complessa del 2022 - News
Oggi la riunione della Banca centrale europea dovrà fare i conti con l'invasione russa in Ucraina e le ricadute del conflitto su inflazione, salita al nuovo record di +5,8% nella zona euro.

Gli analisti prevedono un rischio al ribasso per gli indici di crescita a breve termine, considerando l'enorme incertezza di questi giorni, l'aumento della pressione inflazionistica, l'interruzione delle catene di approvvigionamento, il previsto peggioramento della fiducia di imprese e consumatori.

La presidente Lagarde nell'ultima riunione a febbraio aveva fatto intendere che ci fosse spazio per una stretta monetaria, provocando un brusco rialzo dei tassi. Ma il conflitto complica l'azione di Francoforte che oggi si muoverà all'insegna della flessibilità. La Bce potrebbe anche intervenire sulla politica monetaria, con l'euro che in due settimane si è deprezzato sul dollaro, perdendo quasi il 4%. Qualsiasi siano le deliberazioni di Francoforte, oggi sono previste forti volatilità sulla moneta unica

Fonti: Dow Jones, Reuters

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09.03 - Istat, lo shock energetico ci farà perdere lo 0,7% di Pil - News
Il Pil italiano quest'anno potrebbe risultare inferiore di 0,7 punti percentuali, rispetto alle stime, a causa del recente shock dei prezzi energetici acuito dalla crisi ucraina. Lo riporta Istat nella sua nota mensile. "Una prima valutazione degli effetti dello shock dei prezzi energetici, mostra che, a parità di altre condizioni, il Pil italiano risulterebbe inferiore di 0,7 punti percentuali rispetto a quello stimato in uno scenario base in cui le quotazioni dei beni energetici rimanessero sui livelli di inizio anno". “La crisi geopolitica internazionale ha innescato un'ulteriore accelerazione dei prezzi delle commodity energetiche e alimentari, giunti a livelli eccezionalmente elevati", scrive l’Istituto di Statistica.

Quest'anno la bolletta energetica per il manifatturiero in Lombardia, se i prezzi resteranno su questi livelli, salirà a 11 miliardi di euro. Lo dice il il Direttore del Centro Studi di Assolombarda,  Valeria Negri, nel corso di un webinar organizzato sull'impatto economico del conflitto Ucraina Russia. “C'e' una dipendenza energetica molto forte che non riguarda solamente il gas visto che importiamo anche petrolio e carbone. Per l'industria il tema e' molto rilevante - spiega Negri - sia per i prezzi che per le infrastrutture. A livello di imprese c'è uno sforzo di risparmio energetico, ma lo spazio è molto ridotto".

Fonti: Centro Studi Assolombarda, Reuters, Italpress

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09.03 - MISE: Dazi e restrizioni per favorire le imprese italiane - News
Il Ministero dello sviluppo economico sta verificando la possibilità di introdurre restrizioni come dazi e autorizzazioni all’export su alcune materie prime destinate alle esportazioni ma che servono alla nostra industria. Tra gli altri, si fa riferimento a materiali quali rottami di ferro, rame, argilla, nichel, prodotti per l’agricoltura. Lo si legge in una nota del MISE.

"Siamo al lavoro con ritmi molto serrati per avere al più presto un quadro preciso della situazione e formulare le risposte e proposte che servono alle nostre industrie in questo momento drammatico", rassicura il ministro Giancarlo Giorgetti.

Intanto, si legge sul sito dell'ANSA, gli Stati membri dell'Unione potranno tassare i profitti straordinari che i produttori di energia elettrica hanno realizzato grazie ai prezzi molto alti di questi mesi. È quanto indica la Commissione europea, nella Comunicazione RePower EU, che definisce anche le condizioni alle quali il prelievo fiscale può essere usato per ridurre l'onere delle bollette dell'elettricità sui consumatori. 

Fonti: ANSA, Repubblica, MISE

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08.03 - Gli Stati Uniti bloccano l’import di petrolio russo - News
Il Presidente americano Joe Biden ha riferito di voler interrompere l’import di gas e petrolio russi negli Stati Uniti. "Stiamo mettendo in atto il pacchetto di sanzioni più duro della storia", ha detto Biden, un insieme di provvedimenti che “hanno fatto vacillare l'economia russa. Ora un rublo - ha continuato Biden - vale meno di un penny”.

"Alcuni alleati e partner europei non saranno nella posizione di potersi unire agli Usa nella messa al bando dell'importazione di petrolio da Mosca, ma siamo sicuri che i nostri partner implementeranno delle strategie a lungo termine per diminuire la dipendenza dalla Russia", ha detto il presidente americano Joe Biden. “Difendere la libertà avrà un costo - ha continuato la Casa Bianca - ma sia Repubblicani che Democratici sono concordi che dobbiamo farlo”.

“Anche la Gran Bretagna si distaccherà dalla dipendenza dal petrolio russo nei prossimi mesi, entro la fine dell'anno, rendendo più pesante il pacchetto di sanzioni economiche internazionali", ha confermato il Premier britannico Boris Johnson dopo aver ascoltato il presidente ucraino collegato con il parlamento inglese. “E' un altro colpo economico per il regime di Putin in seguito dell'invasione illegale dell'Ucraina" ha detto Johnson.

Fonti: ANSA, Adnkronos

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08.03 - Un Eurobond per finanziare l'emancipazione dal gas russo - News
L'Unione Europea si starebbe preparando a lanciare obbligazioni "su vasta scala" per finanziare le spese dell'energia e della difesa. I tecnici sarebbero al lavoro per mettere a punto un piano da presentare dopo il prossimo summit di Versailles in programma per il 10-11 marzo.

Alta volatilità in mattinata sulle Borse europee con movimenti al rimbalzo dopo i fortissimi cali messi a segno dall'avvio della guerra in Ucraina. La notizia di una nuova possibile emissione di titoli di debito comune porta un ulteriore beneficio alle borse, garantendo uno spiraglio per una necessaria stabilità di politica finanziaria sulle risorse. Gli analisti intanto non si aspettano che la Bce possa rivedere formalmente, nella prossima seduta, la fine definitiva o una taratura sostanziale del proprio programma di acquisto di asset.

L'ipotesi di un Eurobond per finanziare la spesa per l'energia evidenzia comunque un cambio di passo,  secondo diversi analisti, che si concentrano sulla rinnovata consapevolezza, maturata dall'Ue, nei termini di una energy e commodities security. Intanto, in mattinata, il premier Mario Draghi è stato a colloquio con il presidente dell’Azerbaigian, nel tentativo di approfondire i temi sulla diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico e di emanciparsi dalla dipendenza dal gas proveniente dalla Russia

Fonti: LaPresse, Adnkronos, Reuters

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08.03 - Cingolani: obiettivo garantire comunque il percorso di decarbonizzazione - News 
Secondo il ministro Roberto Cingolani quella che ci troviamo di fronte è un'emergenza epocale, ma non deve incidere sulla nostra responsabilità di garantire il percorso di decarbonizzazione "Tutta l'Europa importa circa il 46% del suo gas dalla Russia. Quindi, in un modo o nell'altro, quella di dipendere dalla Russia, è una scelta europea che negli anni si è consolidata, È un errore - ha detto il ministro della Transizione ecologica intervenendo in una trasmissione televisiva sulla crisi dell'energia acuitasi in seguito alla guerra in Ucraina - Alcune nazioni europee hanno scelto un mix energetico diversificato, noi in Italia abbiamo solo il gas e le rinnovabili e questo ci rende più deboli dei colleghi europei" ha spiegato Roberto Cingolani. “Il nostro piano di autosufficienza energetica è molto chiaro. Sulle rinnovabili, soprattutto nel breve termine, bisogna liberalizzare moltissimo ed è quello che stiamo facendo - ha detto Cingolani - A breve liberalizzeremo gli impianti fino a 200 Kw e quindi avrà luogo una semplificazione formidabile. Poi bisognerà potenziare la nostra capacità di rigassificare. Per metà di quest'anno - ha continuato il Ministro - installeremo un primo rigassificatore galleggiante: hanno la fortuna di essere mobili e possono trasformare il gas liquido direttamente, lontano dalla costa”.

Fonti: Askanews, Lapresse

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08.03 - La volatilità degli scambi europei favorisce dollaro, oro e petrolio - News
Aumentano i timori di una guerra energetica tra Mosca e l'Occidente dopo che ieri gli Stati Uniti hanno sollecitato gli alleati a vietare le importazioni di petrolio russo. Se necessario Washington si muoverà da sola in questo senso.

Il tedesco Scholz ha fatto sapere che non appoggia una simile decisione, ma in conseguenza del congelamento dell'iter del Nord Stream 2, Mosca ha già avvertito Berlino che potrebbe bloccare il flusso di gas dalla Russia, e che il prezzo del greggio potrebbe così toccare i 300 dollari il barile.

All'indomani di una seduta ad alta tensione, terminata in ribasso, le Borse europee intanto cercano un riscatto e all’inizio degli scambi si portano su un terreno positivo. Prosegue la corsa ai beni rifugio, con l'oro che è tornato a superare quota 2.000 dollari l'oncia e con il petrolio, ai massimi da 14 anni, sia sul Brent che sul Wti trattato negli States. Sul fronte delle valute rimane in forte pressione l'euro negli scambi con dollaro e franco: al centro ci sono le preoccupazioni per gli effetti della guerra sulla ripresa economica, la volatilità degli scambi nelle borse europee che premia il dollaro, l'attesa per le indicazioni della Bce che si riunisce domani.

Fonti: Reuters, Dow Jones

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07.03 - Impatti negativi su petrolio, crescita e stabilità - News
Mentre prosegue l’impianto sanzionatorio contro la Russia, la Casa Bianca, di concerto con l'Ue, studia un bando totale alle importazioni di petrolio russo. Lo ha riferito il segretario di Stato americano Anthony Blinken, sottolineando al contempo la necessità di mantenere stabile l'offerta globale, in termini di prezzi come di risorse. I futures sul Brent sono saliti, in conseguenza dell’annuncio, arrivando nella notte italiana a toccare gli oltre 130 dollari al barile di greggio, mentre i contratti statunitensi viaggiano su quota 126 dollari.

Sul tema dei debiti sovrani la Russia ha fatto intanto sapere che i pagamenti dipenderanno dalle sanzioni, agitando nuovamente uno spettro di default sulle obbligazioni estere. "Nessuno sa esattamente quanto l'economia europea sara' colpita dal conflitto, ma quel che e' certo e' che la ripresa post-COVID sarà sicuramente significativamente ritardata, con un chiaro rischio di stagflazione - se non addirittura una recessione con inflazione", osservava ieri nella sua nota domenicale il Chief Economics Advisor di Unicredit, come riporta l’agenzia Thompson Reuters.

La Bce stimerebbe che l'impatto negativo del conflitto sulla crescita del Pil del blocco per quest'anno sarà di 0,3-0,4 punti percentuali nello scenario di base e fino a 1 punto percentuale in uno scenario che si dovesse ulteriormente aggravare. Improbabile comunque che i beni rifugio, e fra questi i bond, perdano la loro attrattività a breve termine. Non ci si aspetta dunque una fuga degli investitori dalle obbligazioni sovrane a causa della guerra.

Fonti: Thompson Reuters, Dow Jones

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07.03 - Gli interessi economici condivisi non hanno allontanato la guerra - News
Parte delle argomentazioni che portarono la Germania a favorire il gasdotto Nord Stream II, ora bloccato proprio da Berlino in seguito al riconoscimento da parte di Mosca di due regioni separatiste in Ucraina, era che il gasdotto avrebbe allineato più strettamente gli interessi della Russia con quelli dell'Europa. 

La Germania, spiega il Financial Times, ha costruito la sua politica economica ed energetica attorno al petrolio e al gas russi, nella logica secondo la quale Mosca avrebbe fornito energia affinché Berlino potesse avere tempo per sviluppare più fonti rinnovabili e chiudere le sue centrali nucleari.

I critici del Nord Stream 2, in particolare gli Stati Uniti, hanno da subito avvertito che una crescente dipendenza dall'energia russa avrebbe dato a Putin troppa influenza in Europa, con le esportazioni di energia che, già prima del Nord Stream II, costituivano per Mosca almeno un quarto del prodotto interno russo.

I legami economici con la Russia hanno contribuito allo scetticismo sul fatto che Mosca potesse iniziare un attacco contro l’Ucraina. Certo ci sono buone ragioni per sostenere che i legami economici e gli interessi condivisi possano costituire un buon collante tra contendenti. Le radici dell’UE, sostiene il Financial Times, partono proprio da questa considerazione: dalla Comunità europea del carbone e dell'acciaio, dopo la Seconda Guerra mondiale, un patto tra sei nazioni inteso a scongiurare il conflitto unendo il controllo di questi due beni essenziali.

Fonti: Financial Times

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07.03 - Energia, le tre mosse di Draghi - News
Proseguono gli sforzi del governo per rendersi, almeno politicamente, indipendenti dal gas russo. Il ministro degli Esteri Di Maio ha firmato un’intesa con il Qatar per ottenere due miliardi di metri cubi aggiuntivi di gas liquido all’anno. Una quantità che non va a bilanciare la nostra dipendenza da Mosca, attualmente stimata in 29 miliardi di metri cubi l'anno. Oggi il premier Mario Draghi è a Bruxelles con il ministro Cingolani per discutere di energia con la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen.

Quella di Mario Draghi è una strategia su più livelli, racconta Repubblica. Mentre si tratta con il Qatar, si preparano nuove misure di sostegno per famiglie e imprese, e all'Europa si chiede di agevolare questo sforzo, con un'azione di breve-medio periodo, grazie a un piano straordinario di acquisti e stoccaggio comuni e risorse per l'investimento su nuovi rigassificatori. L'Italia resta uno dei Paesi europei più esposti, in caso di tagli alle forniture di gas russo. Eventuali tagli decisi da Mosca, o tagli imposti da politiche sanzionatorie comuni cui l'Italia deve avere gli strumenti per far fronte.

Il ministro Roberto Cingolani anticipa che verrà proposto alla Commissione una sorta di "price cap", cioè un tetto al di sopra del quale gli operatori non possano acquistare il gas. “Ora più che mai - ha detto nei giorni scorsi Cingolani - serve un piano nazionale di sicurezza energetica per non ritrovarci piu' nelle condizioni di oggi. Questa guerra ci obbliga ad accelerare dopo anni di distrazione, ideologia, ipocrisie". Il vantaggio del nostro Paese nei confronti degli altri Europei è sul tema degli stoccaggi, con riserve che ora sono piene al 39% della loro capacità.

Fonti: AGI, Repubblica

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06.03 - Bonomi, Confindustria: la situazione in Ucraina mette a rischio anche la ripresa italiana - News
"L’Italia stava già rallentando, prima della guerra, così come il problema energetico era già presente. Il conflitto ha accentuato la crisi energetica, fattore che mette più a rischio la ripresa, che è fondamentale per rispondere a debito pubblico emergenziale che questo Paese ha contratto". Lo ha detto Carlo Bonomi, Presidente di Confindustria, ospite della puntata di “Mezz’ora in più” di Lucia Annunziata, su Rai 3, parlando delle conseguenze del conflitto russo-ucraino della crisi energetica sulla ripresa e sulle imprese italiane.

Per Bonomi, la nuova situazione creata con il conflitto in Ucraina e il balzo dei prezzi dell’energia impone di “riscrivere il Pnrr e allungarlo temporalmente” oltre che “spostare gli obiettivi della transizione ecologica”. Confindustria chiederà al governo una serie di misure per una “strategia di medio lungo periodo” nell’energia fra cui “la sospensione del mercato Ets, nuovi impianti gnl magari in mare, l’aumento della produzione nazionale di gas e rinnovabili”.

Bonomi ha parlato anche di sanzioni, evidenziando come tutti debbano giocare “la stessa partita o avremo problemi. L’Italia ha nesso in atto 490 interventi, la Svizzera 371, il Canada 417, l’Australia 403 e l’Inghilterra invece 16. Credo che tutti sappiamo come il Regno Unito sia la residenza di molti oligarchi russi: o giochiamo la stessa partita o sarà difficile giustificare alle nostre imprese che in Russia investono 11 miliardi di euro che devono accettare questo pacchetto di sanzioni quando qualcun’altro non gioca la stessa partita».

Fonte: IlSole24Ore

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06.03 - Sanzioni alla Russia, allarme delle agenzie di rating: Mosca verso il default - News
Jp Morgan stima un calo del Pil russo del 7%, Bloomberg del 9%. Secondo gli analisti si va verso una “profonda recessione”, che rischia di peggiorare: Stati Uniti e Ue chiedono al Fondo monetario internazionale di congelare i diritti di prelievo speciale russi. Per la Banca Mondiale le conseguenze colpiranno tutto il mondo, in particolare le economie emergenti. Moody's ha tagliato il rating sul debito sovrano della Russia da B3 a Ca, giudizio che indica un titolo "altamente speculativo e probabile, a breve termine, di finire in default" seppure con qualche possibilità di recupero di capitale e interessi.

Fonte: Sky

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05.03 - Avanti con lo stoccaggio comune europeo - News
Per far fronte a eventuali interruzioni nelle forniture e comunque ridurre “politicamente” la dipendenza dall’import di gas, carbone e petrolio, sta cominciando a prendere corpo un piano per una politica comune dell`energia a livello europeo.

La settimana prossima Bruxelles esaminerà la bozza di un provvedimento che punta a diminuire la dipendenza delle forniture di gas dalla Russia, con un sistema di stoccaggio comune da utilizzare secondo la stagionalità dei prezzi delle fonti energetiche e a supporto di una politica economica che faccia da volano alle fluttuazioni geopolitiche. Secondo il Financial Times si prevede di raddoppiare la capacità di stoccaggio in Europa entro la fine dell’estate, con i depositi degli Stati membri che dovranno essere, secondo il memorandum allo studio, pieni almeno all’80% della loro massima capacità. Al momento i depositi sono al al 29% della loro capacità, assicurando scorte sufficienti al massimo fino all’inizio di aprile.

Fonti: AGI, Repubblica

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05.03 - La Casa Bianca si interroga su un eventuale blocco a gas e petrolio russi - News
"Odio dirlo, ma dobbiamo aumentare la produzione di petrolio e gas immediatamente". Lo scrive su Twitter Elon Musk, fondatore del marchio di auto elettriche Tesla, per il quale "tempi straordinari richiedono misure straordinarie". "Ovviamente, questo influenzerebbe negativamente Tesla, ma le soluzioni energetiche sostenibili semplicemente non possono reagire istantaneamente per compensare le esportazioni russe di petrolio e gas" ha spiegato Musk.

In queste ore e' particolarmente acceso il dibattito in corso negli Stati Uniti sulla necessità o meno di un blocco delle importazioni di petrolio russo, con il Congresso, favorevole a un blocco, in forte pressing sul Presidente Biden.

Fonti: AGI, ANSA

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05.03 - Solo ieri quasi 400 miliardi di capitalizzazione bruciati - News
Nella giornata di venerdì le Borse del continente hanno bruciato oltre 393 miliardi di euro di capitalizzazione. Piazza Affari, che ha chiuso ieri su un pesante - 6,24%, ha mandato in fumo quasi 84 miliardi se si considerano tutte le perdite maturate dal primo attacco russo all`Ucraina. Difficoltà anche per le altre borse europee, Parigi chiude la settimana sul -4,97%, Londra -3,59%, Francoforte - 4,39% e Madrid -3,68%.

Allo scenario di vendite sull’onda del panico, racconta il Corriere in edicola stamani, ha contribuito l`andamento delle quotazioni delle materie prime, soprattutto gas e petrolio ma anche nichel, alluminio e grano. Anche Wall Street chiude con il segno meno, Dow Jones a -0,53% e Nasdaq a -1,66%.

Fonti: Corriere della Sera, AGI

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04.03 - Giorgetti firma decreto per task force per imprese - News 
Massima attenzione del Ministero dello sviluppo economico alle imprese italiane che operano direttamente in Russia e Ucraina o che sono legate in qualche modo a quei territori. “Sono molto preoccupato per i contraccolpi del conflitto anche sull’industria - ha detto Giancarlo Giorgetti - Credo necessario e doveroso che il governo italiano si occupi di questo aspetto a tutela delle persone e delle aziende che stanno affrontando delle enormi difficoltà economiche a causa del conflitto. Temo, purtroppo - ha continuato il Ministro dello sviluppo economico in una nota apparsa sulla homepage del MISE - che ci saranno ricadute negative anche in questo ambito. Ho quindi predisposto, tramite decreto, un’unità di crisi interna, una task force, operativa già da lunedì, per monitorare e valutare i contraccolpi del conflitto sulle filiere e sui prezzi delle materie prime. Ho informato Palazzo Chigi dell’iniziativa e collaboreremo insieme anche al Mef - ha concluso Giorgetti - per mettere sul campo tutte le misure necessarie per rispondere alle richieste di sostegno e di informazioni”. Il ministro presiederà già dalla prossima settimana un tavolo dove saranno chiamati i rappresentanti di settore coinvolti e i ministeri interessati per fare il punto sulle urgenze.

Fonti: MISE.gov

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04.03 - La tensione continua su metalli, materie prime e valute - News
L’invasione russa in Ucraina incide pesantemente sulle quotazioni di metalli e materie prime trattati sui mercati internazionali. Il rialzo maggiore registrato oggi è per il nichel, il cui valore sul mercato americano aumenta del 9%. I futures sui contratti in stipula toccano la quota di 30mila dollari per 1.500 chili di metallo. Forte rincaro anche per l'alluminio che guadagna il +4% portandosi a 3.875 dollari alla tonnellata. Più due per cento anche per rame e palladio. 

Intanto il petrolio russo già imbarcato sulle petroliere resta invenduto in Europa malgrado l'assenza di sanzioni ufficiali sul comparto energetico. La difficoltà è di ottenere dagli istituti bancari internazionali lettere di credito per sbloccarne l’acquisto. Bloomberg riporta che la maggioranza delle raffinerie europee evita di trattare il greggio di Mosca nonostante i prezzi a saldo, di molto inferiori alle quotazioni di mercato.

Intanto anche la moneta unica scende ulteriormente sul dollaro, quotandosi a nuovi minimi dal maggio del 2020: per acquistare un euro servono 1,0941 dollari.

Fonti: ANSA, Bloomberg

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04.03 - I riflessi su crescita e prezzi aprono scenari di stagflazione News
Secondo diversi analisti, è sempre più concreta la possibilità del verificarsi di uno scenario di stagflazione. I prezzi delle commodities alle stelle e la conseguente inflazione galoppante, temi legati alla crisi in Ucraina, potrebbero portare a ridurre le aspettative di crescita dell'economia, arrivando a uno scenario che non si vedeva dagli anni '70 del secolo scorso.

Gli analisti di Morgan Stanley si aspettano intanto che la Banca centrale europea nella sua prossima riunione, passi a una posizione più cauta rispetto a quella assunta prima dello scoppio del conflitto, riguardo a rischi di un inasprimento prematuro delle condizioni di finanziamento. Il mercato ha ricorretto lievemente verso l'alto le aspettative di una stretta Bce. Alcuni analisti contemplano la possibilità di un intervento da parte della Banca centrale  sul mercato valutario, teso a rafforzare la valuta europea sul dollaro. 

Fonti: Reuters, Milano-Finanza Dow Jones

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04.03 - Energia, l’Italia cerca di diversificare le fonti - News
L'Italia "potrà contare su forniture aggiuntive di gas algerino e forse superare i 30 miliardi di metri cubi già nei prossimi mesi con un aumento di circa 2 miliardi di metri cubi rispetto ai volumi attuali". Lo dice in un colloquio con il Sole 24 Ore l'ambasciatore di Algeria in Italia  Abdelkrim Touahria, secondo il quale il flusso di gas che transita attraverso il gasdotto Transmed, potrà bilanciare se non cancellare del tutto gli effetti della crisi ucraina e una eventuale stretta sulle forniture.

Draghi sarà lunedì a Bruxelles per discutere con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen le conseguenze della guerra in Ucraina. Ne dà notizia Repubblica che racconta la misura in cui, quello del Premier italiano, sia percepito, a Roma ma anche a Bruxelles, come un viaggio d'emergenza: mentre il nostro Paese ha accettato le sanzioni durissime dell'Unione, ha inviato materiale bellico, esponendosi con Mosca, ha ora bisogno di comprendere come tutelare il proprio fianco più esposto, quello energetico. L'autonomia del nostro Paese, in termini di riserve strategiche non può durare più di qualche mese, nel caso in cui Mosca decidesse di fermare l'export.

Intanto Gazprom fa sapere in una nota che sta inviando gas naturale in Europa, via Ucraina, in linea con le richieste, con flussi che raggiungono gli oltre 109 milioni di metri cubi.

Fonti: Bloomberg. Repubblica, Sole24Ore

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03.03 - Continua la tensione sui prezzi delle materie prime, dal grano al petrolio - News
Resta alta la tensione sul prezzo del grano quotato a Chicago: i futures sul frumento, del quale l'Ucraina è uno dei maggiori esportatori mondiali, crescono del 5% rispetto a ieri, contro un aumento del 7% registrato in avvio. Il petrolio corre sempre sui massimi, in attesa degli sviluppi in Ucraina, anche a seguito dei colloqui tra le due delegazioni, e dopo la decisione dell'Opec allargata di mantenere inalterato il rateo di produzione, concedendo solo l’aumento previsto di 400mila barili al giorno. Il Brent trattato a Londra tocca gli oltre 117 dollari al barile.

Da oggi si registrano, in Italia, prezzi dei carburanti oltre i livelli record toccati nell'estate del 2008, alla vigilia della crisi finanziaria. Il sostanziale blocco alle forniture di greggio e sottoprodotti raffinati dalla Russia, pesa sulle compagnie italiane e si ripercuote sui prezzi alla pompa. Secondo alcuni analisti il principale rischio che attraversa l’economia globale è di entrare in un periodo di diffusa stagflazione.

Fonte: Adnkronos, ANSA

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03.03 - Le agenzie di rating declassano il debito russo - News
Moody’s e Fitch hanno declassato il rating del debito sovrano della Russia rispettivamente a 'B3' e 'B', all'interno della categoria dei 'junk bond', ovvero obbligazioni legate a paesi che rischiano di non rimborsare il proprio debito, ad alto rischio speculativo. Le agenzie mantengono il rating sotto revisione per altri possibili tagli, nel contesto delle sanzioni internazionali legate all'invasione dell'Ucraina.

Fonti: AdnKronos, ANSA

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03.03 - Il paradosso economico delle sanzioni - News
Lo tsunami economico legato alla guerra in Ucraina si sta riversando sull'Europa con ondate preoccupanti che toccano tutte le componenti energetiche. Le implicazioni del conflitto sono di ordine economico, finanziario, politico. Le sanzioni che stanno mettendo in difficoltà Putin e si stanno riversando sulla popolazione, ottengono un effetto paradossale: spingono in alto le quotazioni di gas, carbone e greggio e ci costringono a dipendere dalle forniture russe a prezzi enormemente gonfiati. Secondo una stima riportata dal Corriere della Sera, nell'ipotesi di una proiezione sul 2022 dei prezzi correnti, l'Europa quest'anno verserebbe alla Russia circa 260 miliardi di euro per comprare gli stessi volumi di gas, petrolio e carbone del 2020.

Ieri la domanda di gas, secondo le rilevazioni Snam, è stata di oltre 314 milioni di metri cubi. E i maggiori flussi sono arrivati proprio dalla Russia, al terminale di Tarvisio: 82,4 milioni di metri cubi, contro i circa 61 milioni arrivati dall'Algeria e i 7 milioni di metri cubi di gas libico.

La Commissione europea chiederà intanto agli Stati membri, nell'Energy Compact che presenterà l'8 marzo prossimo, di assicurare un livello minimo di stoccaggio di gas dell`80% entro il 30 settembre di ogni anno. 

Fonti: Corriere della Sera, Milano Finanza

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02.03 - Gentiloni: Il problema è la dipendenza dal gas, il resto è gestibile - News
Secondo il commissario europeo all'Economia, il problema principale con la Russia, per l'Ue e per l'Italia, è la "dipendenza" dal gas fornito da Mosca. Tutto il resto è gestibile: "Non abbiamo una grande esposizione finanziaria - spiega Paolo Gentiloni - Non dimentichiamo mai che la Russia è un grande Paese, anche per storia e tradizioni, ma ha un'economia che è più o meno la metà di quella italiana. Non stiamo parlando di un'economia con la quale c'è un livello di interscambio enorme". "Dobbiamo lavorare per ridurre la nostra dipendenza dal gas e per far fronte alle conseguenze degli aumenti dei prezzi e di eventuali difficoltà nelle forniture. Questo è il punto essenziale, non perché non ce ne siano altri. Ma il resto, le interconnessioni bancarie, l'impatto su alcune materie prime, sui costi del grano, sono questioni che si possono affrontare con minore difficoltà rispetto al punto relativo alle forniture del gas".

Fonti: AdnKronos, AGI

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02.03 - L'Opec+ non aumenta la produzione - News
I prezzi del petrolio in queste ore ai massimi degli ultimi dieci anni, mentre il gas naturale e l'alluminio hanno raggiunto nuovi record. L'Opec+ ha deciso di non di aumentare la produzione di petrolio più del previsto, nonostante il rialzo in corso, facendo così aumentare notevolmente le quotazioni. Il Wti statunitense è arrivato a oltre 111 dollari, in rialzo del 7,29% dopo essere salito a 112,51, un record dal 2013. Al rialzo anche il gas naturale con il prezzo al mercato di scambio europeo che sale del 36,26% a quasi 169 euro per megawatt/ora. Una tonnellata di alluminio ha toccato i 3.597 dollari sul mercato dei metalli di base a Londra, il nichel tocca i 26.505 dollari per tonnellata, ai massimi dal 2011. La danese Maersk, leader della logistica internazionale ha intanto annunciato la sospensione di nuovi ordini da e verso i porti russi.

Fonti: AGI, ANSA

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02.03 - Passi indietro sul gas russo - News
Per rifornire l'Italia di gas e compensare i prevedibili tagli da parte della Russia, l'Italia si è rivolta all'Algeria, ed è "Algeri che ci ha chiamato", ma “ci rivolgeremo anche ad altri Paesi”. Lo ha detto  il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, a Mattino Cinque su Canale5. 

Intanto Eni ha dichiarato di voler vendere la propria quota del 50% nel gasdotto Blue Stream, che collega la Russia alla Turchia attraverso il Mar Nero e che l’azienda Italiana controlla in parti uguali con il gigante russo Gazprom, in seguito al conflitto Russia Ucraina. Eni starebbe seguendo l'esempio di altri big del petrolio come la britannica Shell e BP, che hanno annunciato di volersi ritirare dai progetti in Russia. 

Fonti: Askanews, ANSA

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02.03 - Il conflitto pesa su borse, scambi e quotazioni - News
La Borsa di Milano procede debole e incerta sulla scia delle altre piazze europee, a eccezione di Londra. Gli investitori sono sempre più preoccupati per il conflitto in Ucraina e il suo possibile impatto sull'economia internazionale, mentre i mercati petroliferi sono in preda al panico, con le esportazioni di greggio e prodotti raffinati dalla Russia praticamente bloccate.

Agguantano il segno più in borsa solo i titoli legati alla estrazione e produzione di petrolio e carburanti, sull’onda del nuovo rialzo del greggio. Il petrolio scambiato a Londra supera i 110 dollari al barile. In due giorni le quotazioni internazionali della benzina sono aumentate dell'equivalente di quasi sei centesimi al litro, nove centesimi al litro in più per il gasolio.

Sul fronte dei Titoli di Stato lo spread torna a salire dopo i ribassi di ieri, sulle attese per un rinvio della stretta, annunciata nelle settimane precedenti il conflitto, dalla Banca centrale europea sulla politica monetaria.

Fonti: ADNKronos, ANSA

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01.03 - Ministro Giorgetti: corriamo dietro emergenza, altri interventi sull’energia - News
“Abbiamo fatto già due decreti e altri credo ne faremo”

Sui costi dell'energia "con affanno continuiamo a correre dietro all'emergenza. Abbiamo fatto già due decreti e altri credo ne faremo. Mi sembra, anche dalle parole di oggi del Presidente del Consiglio, che dovremo fare altro". Sono queste le parole di Giancarlo Giorgetti, Ministro dello Sviluppo Economico, in audizione presso le Commissioni congiunte Attività produttive e Industria di Camera e Senato in merito alla relazione sullo stato di attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Fonte: AGI

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01.03 - Vola il prezzo del gas in Europa - News
Future Amsterdam a 121,6 euro

E' in forte rialzo il gas in Europa. Le quotazioni ad Amsterdam salgono (+23%) a 121,6 euro al MWh, sui livelli del picco registrato a dicembre scorso.

Fonte: ANSA

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01.03 - Con la crisi in Ucraina rischio bolletta salga a 51 miliardi nel 2022 - News
L’analisi del Centro Studi di Confindustria

Il Centro Studi di Confindustria stima un nuovo picco di prezzo in relazione al conflitto tra Russia e Ucraina che potrebbe far aumentare la bolletta energetica dell’industria italiana a 51 miliardi di euro nel 2022. In precedenza si stimavano costi per 37 miliardi. Lo riporta l’Ansa.

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01.03 - Disinvestire in Russia? Impossibile per Decreto - News
Pronto un decreto alla firma di Putin per disincentivare fuga di capitali esteri da Mosca

Secondo le agenzie di stampa, le autorità russe avrebbero preparato una bozza di decreto alla firma del Presidente Putin che prevede restrizioni temporanee all'uscita di capitali stranieri dalle aziende russe.

"Nel mezzo delle sanzioni contro la nostra economia - avrebbe detto il primo ministro russo Mikhail Mishustin - gli imprenditori stranieri sono costretti a farsi guidare non da fattori economici, ma devono prendere decisioni sotto una forte pressione politica".

Questo il senso del decreto: introdurre restrizioni e disincentivare i disinvestimenti da società russe e la fuga di capitali. Mosca, ha continuato il Primo Ministro, continua a considerare le aziende straniere e gli investitori costruttivi come partner.

Fonte: ANSA

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01.03 - Le Borse mondiali scivolano su gas e petrolio - News
Borse in ritirata sui timori per l'andamento della guerra in Ucraina

Le Borse in ritirata sui timori per l'andamento della guerra in Ucraina, su cui aumenta la pressione militare russa. Le tensioni geopolitiche spingono anche il petrolio, con il brent a quota 101,2 dollari (+3,3%), e il gas di Amsterdam a +6,8%, mentre gli investitori si rifugiano verso l'oro e i titoli di stato, i cui rendimenti sono in forte calo.

Secondo un'analisi della CNN il petrolio potrebbe presto toccare quota 150 dollari al barile, nel caso in cui Putin decidesse di limitare le esportazioni. La Russia è il secondo produttore al mondo di Crude Oil, con circa 9,7 milioni di barili al giorno. L’esportazione di gas e petrolio costituiscono per la Russia circa il 43% del budget statale.

Fonte: ANSA

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01.03 - Informativa del Premier al Senato sul conflitto Ucraina-Russia - News
Draghi: “Siamo al lavoro per mitigare l'impatto di eventuali problemi per quanto riguarda le forniture energetiche”

“Al momento non ci sono segnali di un'interruzione delle forniture di gas. Tuttavia è importante valutare ogni evenienza, visto il rischio di ritorsioni e di un possibile ulteriore inasprimento delle sanzioni". Queste le parole del premier Mario Draghi nelle comunicazioni del Governo al Senato sulla crisi Ucraina. Al centro dell’informativa di Draghi la diversificazione delle fonti di approvvigionamento di energia, l’accelerazione sulle rinnovabili, più rigassificatori e raddoppio della Tap.

In caso di interruzioni nelle forniture di gas dalla Russia, ha spiegato il Premier, l'Italia avrebbe più da perdere rispetto ad altri Paesi europei che fanno affidamento su fonti diverse. “Ma questo non diminuisce la nostra determinazione a sostenere sanzioni che riteniamo giustificate e necessarie" - ha concluso il Presidente del Consiglio. Intanto la russa Gazprom fa sapere che, a fronte di un contratto pluriennale appena siglato, crescono sensibilmente le esportazioni di gas verso la Cina attraverso il gasdotto ‘Power of Siberia’.

Fonte: ANSA

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