Il dopo 25 aprile: la rifondazione a Milano di Assolombarda

Dopo la liberazione dell’Italia da parte degli Alleati, il 26 aprile 1945, con un’ordinanza del C.L.N., Giovanni Falck viene nominato Commissario Straordinario dell’Unione Provinciale degli Industriali di Milano. Le 5 mila imprese di Milano, con 450 mila operatori, accettano una sfida difficilissima: la ripresa. Mancano materie prime, carbone e ordini dal mercato sia italiano che estero, ma gli impianti sono stati salvati dalla distruzione e dalle esportazioni in Germania. Problemi strutturali sono l’esuberanza del personale e il malcontento della popolazione per il carovita. Il 25 giugno del 1945 viene stilato l’atto costitutivo dell’Associazione Industriale Lombarda. L’Associazione, costituita da 54 soci fondatori, si insedia con i suoi uffici ricostruiti dopo i bombardamenti del ‘43 a Palazzo Casati Stampa, in Via Torino. All’Associazione di Milano fanno capo solo le aziende della provincia di Milano, nonostante l’attribuzione “lombarda”, avvenuta per contagio delle Acciaierie Falck, anch’esse definite lombarde. Numerosi ed onerosi sono gli impegni che Assolombarda, da poco rifondata, deve affrontare.

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