Made in China 2025: quadro generale e implicazioni per la Lombardia

Gli elementi salienti della globalizzazione a trazione cinese e il posizionamento competitivo della Lombardia.

Superato il minimo della recente fase di debolezza, la crescita mondiale è prevista del 3,3% nel 2019; un terzo è attribuibile alla dinamica della Cina. Quest’ultima infatti, nonostante sia dichiaratamente in una fase di “New Normal” caratterizzata da una crescita del Pil ridotta e minori investimenti pubblici, ha registrato pur sempre nel 2018 un tasso del +6,6% grazie ad efficaci politiche di stabilizzazione del ciclo economico. Oltre che per il Pil, la Cina contribuisce a livello mondo per il 13% dell’export e il 17% degli investimenti diretti esteri in entrata.

Se il baricentro produttivo e commerciale mondiale si è già spostato verso la Cina, le ambizioni della “fabbrica del mondo” sono però ancora più elevate. Il Sogno Cinese, immagine di successo nazionale lanciata da Xi Jinping, punta a far diventare il Paese moderatamente prosperoso e innovativo entro il 2021 (centenario dalla fondazione del Partito Popolare Cinese) e pienamente moderno nonché leader tecnologico entro il 2049 (centenario dalla fondazione della Repubblica Popolare Cinese). In altre parole, l’obiettivo della Cina è evolvere a “potenza manifatturiera” con un modello produttivo e di sviluppo altamente qualitativo e dunque un ruolo geopolitico di rilievo, anziché limitarsi ad essere un “gigante” manifatturiero che cresce puramente a livello quantitativo.

All’interno di questo quadro strategico di lungo termine, un elemento chiave tra gli altri è l’efficientamento del sistema produttivo tramite una riforma della manifattura verso gli ambiti maggiormente tecnologici e ad alto valore aggiunto. Il piano “Made in China 2025” si inserisce su questa linea: non risponde solo all’esigenza di avviare un’industria in linea con i dettami del 4.0, ma agisce sull’intero sistema economico, individuando 10 settori prioritari che spaziano dall’agricoltura ai servizi knowledge-intensive, con una forte componente di macchinari e medium-high tech.

Di fronte a una tanto ambiziosa politica cinese, le altre potenze manifatturiere mondiali non possono lasciarsi cogliere impreparate, ma è anzi importante che le imprese siano sensibilizzate in merito all’impatto che un piano come “Made in China 2025” può avere in termini di quota di mercato e posizionamento competitivo dei prodotti.

Assolombarda e Fondazione Italia Cina hanno così collaborato a un primo tentativo di analisi e discussione delle possibili ripercussioni dell’iniziativa cinese rispetto alla competitività italiana e soprattutto di uno dei cuori manifatturieri d’Italia e d’Europa: la Lombardia.

In questa ricerca si evidenziano nel Capitolo 1 gli elementi salienti della globalizzazione a trazione cinese con un’attenzione specifica alla politica industriale rappresentata in particolare da “Made in China 2025”. Si prosegue poi nel Capitolo 2 con una valutazione del posizionamento della Lombardia sui mercati internazionali, non solo puramente in termini di esportazioni, ma anche a livello di capacità innovativa e ruolo nelle catene globali del valore, riferendosi nel modo più puntuale possibile ai settori prioritari di “Made in China”. A partire dalle evidenze raccolte si propongono infine alcuni spunti di policy, orientati soprattutto a Industria 4.0.

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