Booklet Economia - Previsioni: PIL lombardo previsto al +0,7% nel 2026, grazie a una tenuta dell’industria più forte delle attese nel primo trimestre. Le prospettive sono caute per i mesi più recenti e l’occupazione procede a ritmi contenuti.
Scegli un argomento
La Lombardia nel confronto nazionale ed europeo. Focus specifici per Milano, Lodi, Monza Brianza, Pavia.
Nel 2026 l’economia lombarda si muove in un contesto nuovamente segnato da forti elementi di incertezza a livello internazionale. La crescita regionale per il complesso dell’anno è, tuttavia, attesa leggermente superiore rispetto alle stime di aprile, sostenuta da un avvio d’anno più favorevole del previsto e da una buona tenuta dell’industria e dei consumi interni. L’espansione lombarda si conferma poco sopra la media italiana e sostanzialmente allineata alle principali economie europee, pur con andamenti territoriali differenziati: Milano si distingue per maggiore dinamismo, Monza e Brianza resta vicina al dato regionale, Lodi e Pavia avanzano a ritmi più contenuti.
Lo sguardo al quadro complessivo resta però prudente: le tensioni geopolitiche in Medio Oriente, le pressioni inflazionistiche, il rallentamento del commercio globale (al netto dell’IA) e il raffreddamento della fiducia di famiglie e imprese potrebbero frenare l’espansione nella parte centrale dell’anno.
Il quadro complessivo
La previsione di crescita del Pil lombardo per il 2026 è rivista leggermente al rialzo, al +0,7% dal +0,6% stimato ad aprile, collocandosi poco sopra all’incremento atteso per l’economia italiana (+0,6%). Il miglioramento riflette soprattutto l’espansione sopra le attese del primo trimestre, che lascia un’eredità statistica favorevole per la media dell’anno. Parallelamente, la previsione per il Pil del ‘Quadrilatero’ di Assolombarda, che si conferma superiore alla media regionale, cresce al +1,1% dal +1,0% di aprile.
La lieve revisione per la Lombardia trova conferma nei dati a consuntivo di inizio anno, che ritraggono un’economia in tenuta, pur con segnali da monitorare. Da un lato, tra gennaio e marzo la produzione manifatturiera è cresciuta del 2,4% tendenziale (vs +0,4% italiano), sostenuta dai consumi interni; dall’altro, l’export regionale è rimasto sostanzialmente fermo (vs +1,3% italiano), un elemento da attenzionare alla luce di un possibile indebolimento del commercio globale nella seconda parte dell’anno (al netto degli scambi relativi al mercato dell’Intelligenza Artificiale che stanno sperimentando una notevole accelerazione).
Tuttavia, si prevede che alla maggiore tenuta del primo trimestre segua una stagnazione nel secondo. Gli indicatori ad alta frequenza, quantomeno a livello italiano, segnalano infatti una decelerazione, su cui pesano il rialzo degli energetici, innescato dalle perduranti tensioni internazionali, e le conseguenti pressioni inflazionistiche, che nei prossimi mesi potrebbero trasmettersi ad altre componenti dei prezzi al consumo.
Anche il quadro europeo resta condizionato dall’evoluzione del conflitto in Medio Oriente e continua a procedere a ritmi contenuti. Secondo le proiezioni della BCE di giugno, il Pil dell’area euro crescerà dello 0,8% nel 2026, scontando un impatto della guerra più marcato del previsto sui mercati delle materie prime, sui redditi reali e sulla fiducia di famiglie e imprese.
Guardando ai Paesi europei delle regioni di riferimento della Lombardia, la Bundesbank ha rivisto la stima per la Germania allo 0,5% (dallo 0,6% rilasciato a dicembre) e la Banque de France ha abbassato le attese per la Francia allo 0,5% (dallo 0,9% di marzo), penalizzata, oltre che dagli effetti delle tensioni internazionali, anche da un primo trimestre più debole del previsto. La Lombardia si conferma quindi sostanzialmente allineata con la media delle principali economie dell’Unione europea. Un netto distacco si evidenzia, invece, nel confronto con la Cataluña, che prosegue su un percorso di decisa espansione: il Pil è cresciuto del 2,9% tendenziale nel primo trimestre 2026 e, secondo le stime Idescat, è previsto al +2,3% in media d’anno.
Settori, occupazione e consumi
La revisione al rialzo del Pil lombardo è principalmente ricondotta a una tenuta dell’industria nel primo trimestre 2026 superiore alle attese di qualche mese fa. La crescita del valore aggiunto del macrosettore a livello regionale è ora stimata al +0,7%, dal +0,4% di aprile, più del doppio della media nazionale (+0,3%). La previsione è coerente con la buona performance della produzione manifatturiera regionale nel primo trimestre dell’anno, cresciuta del 2,4% rispetto ai livelli di inizio 2025. Tuttavia, il sostegno proviene quasi esclusivamente dalla domanda interna, costituendo un elemento di cautela per le prospettive del settore, data la minore capacità di espansione del mercato domestico rispetto ai mercati internazionali.
La previsione per il terziario lombardo si conferma invece stabile al +0,6%, allineata con la media italiana. Rispetto allo scenario di aprile, le attese per il valore aggiunto dei servizi risultano ora inferiori a quelle per l’industria: questa inversione trova riscontro nel clima di fiducia, con il sentiment del terziario che appare maggiormente colpito dalla guerra in Medio Oriente, in particolare sul fronte dei servizi alle persone (trasporti e turismo in primis).
Continuano in positivo le costruzioni, la cui stima di crescita di valore aggiunto sale allo 0,9% in Lombardia (+1,5% in Italia) e vede ancora un sostegno dall’ultimo miglio del PNRR. Migliorano lievemente anche le prospettive di espansione degli investimenti delle imprese, supportati dai trascinamenti dei crediti d’imposta della Transizione 4.0 e 5.0, nonostante l’inevitabile maggior prudenza scaturita dal diffuso contesto di incertezza.
Guardando al mercato del lavoro, la previsione di crescita occupazionale in Lombardia per il 2026 sale allo 0,5% dallo 0,3% di aprile, pur restando al di sotto del +0,8% medio italiano. Nel primo trimestre il numero di occupati è cresciuto ulteriormente e il tasso di disoccupazione è sceso a un ridottissimo 2,8%. La stima del +0,5% per l’anno corrente, che segue il +0,3% registrato nel 2025, delinea in ogni caso un quadro di crescita occupazionale in rallentamento rispetto agli anni più vivaci del post-pandemia. Tale decelerazione riflette anche il progressivo esaurimento dei margini di espansione dell’offerta di lavoro: con la disoccupazione su livelli estremamente bassi e la riduzione delle forze di lavoro potenziali, si restringe il bacino di individui inattivi più facilmente inseribili nel mercato del lavoro, rendendo fisiologicamente più contenuta la crescita dell’occupazione.
Anche le stime per i consumi delle famiglie migliorano rispetto alle attese di aprile: la previsione per la Lombardia sale all’1,2% (dall’1,0% di tre mesi fa), mentre quella per l’Italia raggiunge l’1,0%. Come già osservato per il quadro dell’offerta, la più decisa espansione dei consumi sintetizza un primo trimestre più forte di quanto si prevedesse e andamenti più deboli per la parte centrale del 2026.
La fiducia delle famiglie ha, infatti, subito un netto ribasso a partire da marzo, soprattutto per quanto riguarda la percezione del clima economico generale e di quello futuro. Sull’andamento dei consumi nel resto dell’anno inciderà, inoltre, la dinamica inflattiva, il cui trend rimane incerto e legato all’effettiva riapertura dello Stretto di Hormuz. La trasmissione dei rincari energetici alle altre componenti dei prezzi al consumo non si è infatti (ancora) manifestata pienamente: l’aumento dei prezzi ha anzi rallentato nel mese di giugno (+3,0%) rispetto a maggio (+3,2%), beneficiando anche della momentanea tregua tra USA e Iran.
Milano
Le nuove previsioni confermano la maggiore dinamicità di Milano rispetto alla media lombarda, con un’espansione di Pil nel 2026 rivista al rialzo, all’1,2% dall’1,1% stimato ad aprile. L’espansione economica nell’anno in corso è guidata dal terziario, che ancora beneficia dell’eredità dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina, ed è sostenuta dal maggior vigore atteso per l’industria. Le prospettive di tenuta per quest’ultima trovano convalida nei dati a consuntivo del primo trimestre: la produzione manifatturiera metropolitana è cresciuta considerevolmente (+4,3% tendenziale), trainata dalla domanda interna, mentre la performance sui mercati esteri è stata lievemente negativa (export -0,5%).
Lato occupazione, la crescita nel 2026 è stimata all’1,5% (dall’1,4% di aprile), un dato nettamente superiore al +0,5% medio regionale.
Monza e Brianza
Le previsioni di crescita per il Pil di Monza e Brianza nel 2026 sono riviste al +0,7% dal +0,6% stimato ad aprile. Si tratta di un rialzo contenuto, che colloca la provincia in linea con il quadro regionale e che riflette una performance di inizio anno con la presenza di segnali sia positivi sia di rallentamento. Nel primo trimestre, il territorio si è infatti distinto sui mercati esteri, con un export aumentato del 5,7% (pur con un contributo concentrato in pochi settori), mentre la produzione manifatturiera provinciale è tornata sostanzialmente stabile dopo il sostenuto incremento di fine 2025. Il valore aggiunto industriale è comunque previsto in lieve crescita, mentre una spinta maggiore è attesa dai servizi e dalle costruzioni.
Sul fronte occupazionale, la previsione per il 2026 sale leggermente al +0,3% dal +0,2% di aprile, comunque sotto al +0,5% medio lombardo.
Lodi
Le previsioni di crescita per la provincia di Lodi nel 2026 restano invariate rispetto ad aprile, con un incremento del Pil atteso dello 0,4%. Il rallentamento iniziato sul finire del 2025 sembra trascinarsi anche nell’anno in corso: i dati più recenti evidenziano un primo trimestre particolarmente debole per la manifattura locale, priva di sostegno degli ordinativi sia interni sia esteri, e performance moderate nei servizi, nel commercio e nelle costruzioni.
Sul fronte occupazionale, la previsione si conferma leggermente negativa, al -0,2%, in linea con le indicazioni che emergono dai dati di Camera di Commercio per il numero di addetti provinciali nel primo trimestre, che risulta pressoché stazionario.
Pavia
La previsione di crescita per l’economia pavese nel 2026 è rivista leggermente al rialzo, al +0,5% dal +0,4% di aprile, di poco sotto al +0,7% medio lombardo. L’espansione è affidata prevalentemente ai servizi, mentre rimangono deboli le prospettive per l’industria. La fiacchezza di quest’ultima emerge anche dai dati a consuntivo relativi al primo trimestre: la produzione manifatturiera è diminuita su base congiunturale, pur restando sopra i livelli di un anno prima, e l’export ha rallentato marcatamente (-14,0% tendenziale).
In termini occupazionali, si conferma una stima di espansione dello 0,2%, inferiore al +0,5% medio regionale.
Non sei associato e ti servono informazioni?
ContattaciAzioni sul documento