Booklet Economia - Previsioni: Pil lombardo 2026 rivisto al rialzo al +1,2% grazie alla maggiore tenuta dell’industria. Nel 2027 crescita attesa al +0,9%, con forti rischi legati a inflazione, energetici e tassi.

La Lombardia nel confronto nazionale ed europeo. Focus specifici per Milano, Lodi, Monza Brianza, Pavia.

La crescita del Pil lombardo per il 2026 è rivista al rialzo al +1,2%, dal +0,7% stimato a luglio, collocandosi sopra al +0,9% atteso per l’economia italiana. La revisione riflette, soprattutto, un andamento del secondo trimestre più favorevole del previsto: a fronte della stagnazione ipotizzata a luglio, i dati a consuntivo hanno evidenziato una maggiore tenuta dell’economia, pur in un contesto ancora segnato dalla guerra nel Golfo e dai rialzi dei tassi BCE. Migliorano anche le prospettive per il ‘Quadrilatero’ di Assolombarda, la cui crescita di Pil attesa sale al +1,4% dal +1,1% di tre mesi fa, confermandosi superiore alla media regionale. Revisioni più favorevoli riguardano tutte le quattro povince: Milano +1,5%, Monza Brianza +1,2%, Pavia +0,9% e Lodi +0,8%.

Per il 2027 si prevede che l’esaurirsi del PNRR porti a un rallentamento: l’incremento di Pil è atteso al +0,9% in Lombardia e al +1,0% nel Quadrilatero, a fronte del +0,8% prospettato per l’Italia.

La revisione per il 2026 riflette soprattutto la tenuta dell’industria lombarda nel secondo trimestre: tra aprile e giugno la produzione manifatturiera è cresciuta del 2,1% su base annua (vs +0,7% italiano) e l’export del 6,9%, registrando l’incremento più elevato degli ultimi tre anni. Anche il fatturato dei servizi lombardi ha continuato a espandersi (del 2,9%). Questa dinamica si inserisce in un avvio d’anno positivo a livello italiano: il Pil nazionale è cresciuto dello 0,3% e dello 0,2% nei primi due trimestri, con una variazione acquisita per il 2026 dello 0,8%, grazie alla spinta degli investimenti (sia PNRR sia privati) e alla sorpresa in positivo dei consumi.

Tuttavia, i buoni segnali della primavera non dissipano le incognite sulle prospettive per gli ultimi mesi dell’anno e l’inizio del prossimo. Il quadro economico resta condizionato dalle pressioni sui mercati energetici e dall’evoluzione delle tensioni geopolitiche, con il petrolio attorno ai 100 dollari al barile, il gas ai massimi dal 2022, l’inflazione italiana al 4,2% a settembre e lo Stretto di Hormuz solo parzialmente riaperto.

IL REPORT COMPLETO É DISPONIBILE IN ALLEGATO.

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