Il lavoro a Milano: è disponibile lo studio realizzato da Assolombarda e CGIL, CISL e UIL - 2012

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Studio annuale di Assolombarda-CGIL-CISL-UIL che analizza la realtà economico-produttiva milanese al fine di fornire indicazioni utili a stimolare l'azione delle istituzioni.

Lo studio “Il lavoro a Milano”

E’ disponibile lo studio Assolombarda-CGIL-CISL-UIL “Il lavoro a Milano”, analisi della realtà economico-produttiva milanese svolta ogni anno congiuntamente da Assolombarda-CGIL-CISL-UIL attraverso una lettura condivisa dei dati, al fine di fornire indicazioni utili a stimolare l’azione delle istituzioni.
Questa settima edizione contiene anche uno specifico approfondimento dedicato ai fabbisogni di competenze tecniche delle imprese.

Disoccupazione

La disoccupazione nel 2012 ha ripreso a salire: a Milano è arrivata al 7,8% dal 6% del 2011, in Lombardia al 7,5% dal 5,8% del 2011 e in Italia al 10,7% dall’8,4% del 2011. Questo incremento si è verificato anche per il ritorno alla ricerca attiva di un posto di lavoro per i tanti che – scoraggiati – avevano smesso di farlo nell’immediato post-crisi: infatti, è cresciuto il tasso di attività sia nell’area milanese sia a livello nazionale.
I dati confermano che le categorie in maggiore difficoltà sono le donne e, soprattutto, i giovani: nella fascia di età 15-24 anni - in cui sei su dieci ancora studiano - due hanno un lavoro, uno è disoccupato e un altro non studia e nemmeno cerca attivamente un lavoro.

Cassa Integrazione Guadagni

Il deteriorarsi del ciclo economico ha prodotto nel 2012 anche un aumento delle ore di Cassa Integrazione richieste e - in misura minore - di quelle utilizzate. Una particolare criticità è da riferire alla Cig in deroga che prefigura spesso la risoluzione del rapporto di lavoro. A Milano si registra una diminuzione delle ore autorizzate rispetto al 2011 (-5,7%), in controtendenza rispetto al dato nazionale (+12,1%).

Le imprese milanesi sui mercati internazionali

Una delle ragioni per cui il sistema economico milanese ha saputo resistere meglio al crollo dei consumi interni è la sua apertura internazionale: dimostrando una spiccata flessibilità logistica, le imprese milanesi hanno inseguito la domanda sui mercati a maggiori opportunità di crescita. Secondo i dati dell’ISTAT, nel 2012 il 62% dell’export di Milano era destinato ai paesi extra Unione Europea, un dato in crescita rispetto agli anni precedenti.

Infortuni

Milano continua a dimostrarsi virtuosa anche sul problema degli infortuni sul lavoro, il cui numero anche nel 2011 è rimasto inferiore rispetto al resto d’Italia. Nel settore industria e servizi il numero di infortuni a Milano è diminuito del 26% dal 2007 al 2011.

I fabbisogni di competenze

L’approfondimento de “Il lavoro a Milano” quest’anno è dedicato alla domanda di competenze delle imprese nei confronti dei giovani diplomati. L’indagine, pur con un numero limitato di aziende e considerando solo i profili di alcune aree professionali (meccanici, elettronici-elettrotecnici, chimici, ICT, amministrativi), fa emergere alcune importanti linee di tendenza:
 Le aziende attribuiscono grande rilievo alla capacità di tenere sotto controllo la produzione, operando in autonomia e assumendo responsabilità nell’ambito delle proprie funzioni
 La capacità di gestire i rapporti organizzativi e di lavorare il team è un vantaggio competitivo per l’inserimento e lo sviluppo professionale
 La gestione delle informazioni – intesa sia come capacità di rintracciare e organizzare quelle utili per il lavoro sia come capacità di documentare e riportare l’attività svolta e i risultati prodotti - caratterizza ormai tutti i profili professionali
I risultati dell’indagine sulla domanda di competenze rappresentano un punto di partenza da cui si sono sviluppate alcune iniziative importanti di collaborazione tra le imprese e le scuole dell’area milanese, con la realizzazione di esperienze di alternanza scuola-lavoro solidamente appoggiate su un progetto individualizzato per la formazione dei giovani, con la definizione di un sistema di valutazione delle competenze che possa risultare appropriato sia per la valutazione degli studenti in uscita dalla scuola sia per la valutazione dei giovani lavoratori nell’inserimento in azienda, con la costituzione di Comitati Tecnico Scientifici territoriali di indirizzo – punti di riferimento per una migliore qualificazione del curriculum dell’istruzione tecnica e professionale. Queste forme di rapporto diretto tra le scuole (che formano) e le aziende (che assumono) possono produrre vantaggi significativi per il lavoro, con un migliore orientamento al lavoro dei giovani diplomati, la possibilità di formarsi sul lavoro già durante gli studi, una maggiore aderenza del curriculum scolastico alle esigenze produttive, la valorizzazione dei senior d’azienda per il trasferimento ai giovani delle competenze professionali.

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