Bonomi: “La nostra responsabilità è verso il territorio, verso i giovani e le donne, verso il futuro del nostro Paese” Dichiarazione

Bonomi: “La nostra responsabilità è verso il territorio, verso i giovani e le donne, verso il futuro del nostro Paese”

Evento Sodalitas: responsabilità e leadership per un futuro sostenibile. Nel 2016 si registrano, nella fascia tra i 15 e i 34 anni, 340mila occupati in meno in Lombardia rispetto al 2008. La diseguaglianza di genere costerebbe al nostro Paese una perdita di reddito pro capite del 21%

Milano, 10 ottobre 2017 – “Come imprenditori e come Associazione sentiamo una grande responsabilità – afferma Carlo Bonomi Presidente di Assolombarda all’incontro Responsabilità e Leadership per un futuro sostenibile, organizzato da Sodalitas e tenutosi questa mattina in Assolombarda –. La nostra responsabilità è verso il territorio, verso la comunità, verso i giovani e le donne, verso il futuro del nostro Paese”.

“Investire su un territorio significa investire sulla sua comunità, avere un progetto di crescita e di sviluppo del territorio stesso prendendosi cura del patrimonio storico, artistico e sociale in una strategia win-win.”

“Oggi, però, dobbiamo dirlo chiaramente: non stiamo facendo abbastanza per i giovani. Per i nostri figli dobbiamo volere un Paese dove si premino il coraggio, il merito, le opportunità. Un Paese dove la legalità non è solo fondamento di una società ordinata, ma fattore essenziale di competitività e cultura del mercato”.

Se non mettiamo i giovani al centro delle nostre agende, rischiamo una ‘generazione perduta’, la mancanza di risorse per le nostre imprese nonché la futura classe dirigente del Paese. Dobbiamo sforzarci di cambiare radicalmente il modo in cui ci rivolgiamo ai giovani: dobbiamo imparare a pagarli di più e premiarne le competenze”.

“Anche in Lombardia, infatti, dove oggi il numero di occupati è ben sopra ai livelli del 2008, sono le fasce giovani ad aver pagato il conto più salato della crisi: basti pensare che al 2016 contiamo ancora 340mila occupati in meno, tra i 15 e i 34 anni, rispetto al 2008.”

E non stiamo facendo abbastanza neanche per colmare il gap di genere. In un Paese a bassa crescita come il nostro, le donne sono il nostro patrimonio da valorizzare. Nel lungo periodo la diseguaglianza di genere costerebbe ai paesi OCSE una perdita di reddito pro capite di circa il 14%-15%. E l’Italia registrerebbe la perdita maggiore, addirittura del 21%. Inoltre, il tasso di riduzione del gender gap continua a essere troppo lento: ai tassi correnti, la parità si raggiungerebbe, a livello mondiale, solo tra 118 anni”.

“Come imprenditori avvertiamo quindi con urgenza la responsabilità di avanzare proposte serie e concrete da portare al tavolo delle istituzioni, lavorando in una stretta e proficua partnership pubblico-privata”.

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