Assemblea Generale 2015 Comunicato stampa

Assemblea Generale 2015

“Una grande responsabilità, lavorare insieme per costruire il futuro”

 

Gianfelice Rocca all'Assemblea Generale di Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza:
“Una grande responsabilità, lavorare insieme per costruire il futuro”
Milano: un piano strategico che mobiliti tutte le energie
Milano, 26 ottobre 2015 – “C’è bisogno di una Grande Alleanza trasversale, una partnership pubblico-privato che mobiliti coscienze e saperi, etica e legalità, profit e no profit, pubblico e privato”, questa la proposta lanciata da Gianfelice Rocca, presidente di Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza, all’Assemblea dell’associazione tenutasi eccezionalmente a EXPO, alla presenza del Capo dello Stato. “Gli industriali milanesi e lombardi sentono su di loro una grande responsabilità. Sanno che il futuro della crescita e del lavoro viaggia sulle gambe degli imprenditori, sanno che Milano e la Lombardia sono uno dei motori principali del successo di tutta l'Italia. Perché l’Italia possa crescere a tassi del 2% l’anno, la Grande Milano deve crescere a ritmi molto più elevati. Gli imprenditori di Milano, Monza e Brianza e Lodi, vogliono essere motore propulsivo di un grande progetto per fare grande questa Città Metropolitana”.
“Il nostro giudizio sull'azione del Governo è positivo”, ha detto Rocca. “Condividiamo la strategia di sostenere la fiducia di imprese e cittadini, in un contesto di risorse scarse. Per questo apprezziamo lo sforzo di riduzione fiscale che è in corso, pur nelle attuali condizioni del debito pubblico. Sono interventi che toccano i consumi, il cuneo fiscale, gli investimenti, l'occupazione a tempo indeterminato, il salario di produttività. Si possono avere opinioni diverse sul mix degli incentivi, ma lo riteniamo sufficientemente equilibrato per questo specifico momento socio/economico. Due anni fa – ha proseguito Rocca - chiedevamo che la spesa corrente decrescesse dell’1% annuo. Sappiamo che è possibile. E sempre più urgente per mantenere sotto controllo il debito pubblico, che pesa come un macigno sul futuro di questo Paese”.
Tra le riforme, Rocca si è soffermato in particolare su quella della Costituzione e sul ruolo delle Regioni. “Siamo convinti che su alcune materie - energia, infrastrutture, ambiente - sia opportuno che le competenze sulle scelte strategiche siano ispirate a una clausola di interesse nazionale. Non possiamo più permetterci che impianti vitali per il Paese vengano bloccati dalla giustizia con procedure di volta in volta diverse a seconda della sensibilità dei singoli magistrati. Vi sono temi che richiedono competenze nazionali se non europee”.
“Ma – ha continuato Rocca - laddove le autonomie funzionano, occorre lasciarle volare. Abbiamo rilevanti casi di autonomia utilizzata con successo. Come la sanità. In Lombardia il costo della sanità pubblica è pari al 5,5% del PIL, in Veneto e Emilia Romagna al 6,1%, in Germania all’8,7% e in Francia al 9,1%. Questi migliori risultati non si raggiungono perché nelle Regioni dell’eccellenza sanitaria italiana i sistemi sono omogenei. Sono tre modelli diversi. Ed è la loro diversità, che nel tempo li ha indirizzati e fatti convergere verso alta qualità delle prestazioni e miglior efficienza nell’uso delle risorse”.
“La lezione che viene dalla sanità – ha continuato Rocca - ci dice anche che il successo non si consegue con maggiori risorse pubbliche, ma con una importante partnership pubblico-privato. L'autonomia sfiduciata, concessa ma imbrigliata, quella che impedisce alle migliori università o amministrazioni di organizzarsi per competere con i migliori e più efficienti concorrenti internazionali, è la malattia nazionale. Ma l'autonomia si difende anche da parte nostra con la maniacale ricerca della trasparenza, con la virtuosità dei comportamenti individuali, con la scelta di collaboratori e manager attenendosi rigorosamente alle competenze, e non a relazioni e appartenenze”.
Rocca è passato poi a esaminare i temi della produttività, deIle relazioni industriali e dell’innovazione. “Il CLUP dell’industria dal 2000 al 2014 è salito in Italia del 38%, in Spagna del 20%, in Francia del 10% mentre la Germania è rimasta sui livelli del 2000 – ha detto Rocca -. Noi tutti sappiamo che il recupero della produttività del Paese e delle nostre imprese è assolutamente prioritario e passa da nuove relazioni industriali, dagli investimenti e dalla innovazione”.
“Sono purtroppo i mercati oggi – ha aggiunto Rocca - a essere diventati precari, con rapidi spostamenti fra settori e fra paesi. In questo quadro, alcuni sindacati "irrealisti" rischiano di diventare nemici dei loro stessi iscritti e dei lavoratori. Dobbiamo concentrarci, imprese e sindacati, in un negoziato nazionale che si concentri sugli aspetti normativi dei contratti.  E che ci veda entrambi decisi a conquistare produttività a livello aziendale, l’unica via che può contribuire insieme alla crescita delle imprese e del potere d’acquisto del lavoro, tenendo intelligentemente conto della profonda differenza strutturale fra settori e fra imprese. A questo fine, è fondamentale poter contare su un quadro duraturo nel tempo di incentivi destinati al salario aziendale”.
Ma la vera sfida è l’innovazione, ha detto Rocca. “La Lombardia, con il suo 16% della popolazione italiana, ha il 28% delle pubblicazioni scientifiche ad alto impatto, registra il 30% dei brevetti italiani e il 27 % delle startup knowledge intensive ad alta crescita. Tuttavia questi risultati eccellenti non sono sufficienti per garantire la competitività tecnologica a livello europeo. La nostra produzione scientifica per abitante è di poco inferiore a quella della Baviera grazie a un consistente avanzamento dal 2007 ad oggi. Ma la nostra produzione tecnologica, misurata in brevetti per abitante, è solo il 25-30% di Baden-Württemberg e Baviera. E questo distacco è ulteriormente aumentato nell’ultimo periodo”.
“Dobbiamo fare come la Catalogna – ha aggiunto Rocca – che si è data un piano centrato sullo sviluppo scientifico e tecnologico di un territorio ricco di creatività, ma in passato meno forte in termini scientifico-tecnologici. La Catalogna ha migliorato enormemente. A parità di abitanti rispetto alla Lombardia, le università catalane ricevono una volta e mezza i fondi delle Università lombarde. Anche noi dobbiamo seguire l’esempio della Catalogna, della Baviera, di Chicago, di tutti coloro che per vincere nella competizione globale si sono dati un loro piano con orizzonti almeno decennali. Per questo – ha detto Rocca – due anni fa ci siamo dati 50 progetti per far volare Milano, molti dei quali hanno già ottenuto rilevanti successi”.
Per il futuro la parola d’ordine è Milano-Città STEAM, ha spiegato Rocca. “I vincitori del futuro saranno quelli dominanti nelle aree STEM (Science, Technology, Engineering, and Mathematics). Ebbene noi – ha proseguito - abbiamo creato un diverso acronimo STEAM (vapore) che vuole sottolineare l’enorme potenziale, in un area come questa, della collaborazione fra la S e la T di scienza e tecnologia, con la A di arte, ovvero creatività, design, moda, artigianato, e la M di manufacturing, convinti che la competitività e la qualità dei nostri prodotti nascano da un mix irriproducibile di tecnologia e bellezza, di manifattura e artigianato. Una coerente evoluzione della città e del territorio lungo questo asse può generare un maggior valore aggiunto fra i 17 e i 24 miliardi di euro, con forti impatti positivi sul lavoro e sulle imprese. È questa, la nostra scommessa per il futuro”.
“Ed è una scommessa – ha aggiunto Rocca parlando del post EXPO - che si costruisce a partire proprio da qui, da EXPO. Dobbiamo fare l’impossibile perché il successo di EXPO si traduca in un successo permanente. Per questo è essenziale che rapidamente l’area di EXPO divenga un grande hub scientifico–tecnologico una piazza universale di saperi e creatività, che si proietti verso il futuro mettendo insieme università, imprese, laboratori, centri di ricerca, e start up. Abbiamo presentato questo progetto oltre un anno e mezzo fa. La disponibilità del Governo a far parte delle partita è di vitale importanza. Occorre ora individuare la struttura di management di qualità in grado di dialogare con imprese e istituzioni per sviluppare rapidamente business plan e master plan”.
“Noi – ha concluso Rocca - siamo pronti a fare la nostra parte aggregando la domanda di imprese e di incubatori di start up in un progetto coerente che possa integrarsi nello sviluppo del dopo EXPO. Milano Città STEAM è il metodo che vogliamo dare alle scelte della Grande Milano, per scaldarne i motori della ripresa e per accrescere la velocità dell’Italia”.

Gianfelice Rocca all'Assemblea Generale di Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza:


“Una grande responsabilità, lavorare insieme per costruire il futuro”

Milano: un piano strategico che mobiliti tutte le energie

Milano, 26 ottobre 2015 – “C’è bisogno di una Grande Alleanza trasversale, una partnership pubblico-privato che mobiliti coscienze e saperi, etica e legalità, profit e no profit, pubblico e privato”, questa la proposta lanciata da Gianfelice Rocca, presidente di Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza, all’Assemblea dell’associazione tenutasi eccezionalmente a EXPO, alla presenza del Capo dello Stato. “Gli industriali milanesi e lombardi sentono su di loro una grande responsabilità. Sanno che il futuro della crescita e del lavoro viaggia sulle gambe degli imprenditori, sanno che Milano e la Lombardia sono uno dei motori principali del successo di tutta l'Italia. Perché l’Italia possa crescere a tassi del 2% l’anno, la Grande Milano deve crescere a ritmi molto più elevati. Gli imprenditori di Milano, Monza e Brianza e Lodi, vogliono essere motore propulsivo di un grande progetto per fare grande questa Città Metropolitana”.

“Il nostro giudizio sull'azione del Governo è positivo”, ha detto Rocca. “Condividiamo la strategia di sostenere la fiducia di imprese e cittadini, in un contesto di risorse scarse. Per questo apprezziamo lo sforzo di riduzione fiscale che è in corso, pur nelle attuali condizioni del debito pubblico. Sono interventi che toccano i consumi, il cuneo fiscale, gli investimenti, l'occupazione a tempo indeterminato, il salario di produttività. Si possono avere opinioni diverse sul mix degli incentivi, ma lo riteniamo sufficientemente equilibrato per questo specifico momento socio/economico. Due anni fa – ha proseguito Rocca - chiedevamo che la spesa corrente decrescesse dell’1% annuo. Sappiamo che è possibile. E sempre più urgente per mantenere sotto controllo il debito pubblico, che pesa come un macigno sul futuro di questo Paese”.

Tra le riforme, Rocca si è soffermato in particolare su quella della Costituzione e sul ruolo delle Regioni. “Siamo convinti che su alcune materie - energia, infrastrutture, ambiente - sia opportuno che le competenze sulle scelte strategiche siano ispirate a una clausola di interesse nazionale. Non possiamo più permetterci che impianti vitali per il Paese vengano bloccati dalla giustizia con procedure di volta in volta diverse a seconda della sensibilità dei singoli magistrati. Vi sono temi che richiedono competenze nazionali se non europee”.

“Ma – ha continuato Rocca - laddove le autonomie funzionano, occorre lasciarle volare. Abbiamo rilevanti casi di autonomia utilizzata con successo. Come la sanità. In Lombardia il costo della sanità pubblica è pari al 5,5% del PIL, in Veneto e Emilia Romagna al 6,1%, in Germania all’8,7% e in Francia al 9,1%. Questi migliori risultati non si raggiungono perché nelle Regioni dell’eccellenza sanitaria italiana i sistemi sono omogenei. Sono tre modelli diversi. Ed è la loro diversità, che nel tempo li ha indirizzati e fatti convergere verso alta qualità delle prestazioni e miglior efficienza nell’uso delle risorse”.

“La lezione che viene dalla sanità – ha continuato Rocca - ci dice anche che il successo non si consegue con maggiori risorse pubbliche, ma con una importante partnership pubblico-privato. L'autonomia sfiduciata, concessa ma imbrigliata, quella che impedisce alle migliori università o amministrazioni di organizzarsi per competere con i migliori e più efficienti concorrenti internazionali, è la malattia nazionale. Ma l'autonomia si difende anche da parte nostra con la maniacale ricerca della trasparenza, con la virtuosità dei comportamenti individuali, con la scelta di collaboratori e manager attenendosi rigorosamente alle competenze, e non a relazioni e appartenenze”.

Rocca è passato poi a esaminare i temi della produttività, deIle relazioni industriali e dell’innovazione. “Il CLUP dell’industria dal 2000 al 2014 è salito in Italia del 38%, in Spagna del 20%, in Francia del 10% mentre la Germania è rimasta sui livelli del 2000 – ha detto Rocca -. Noi tutti sappiamo che il recupero della produttività del Paese e delle nostre imprese è assolutamente prioritario e passa da nuove relazioni industriali, dagli investimenti e dalla innovazione”.

“Sono purtroppo i mercati oggi – ha aggiunto Rocca - a essere diventati precari, con rapidi spostamenti fra settori e fra paesi. In questo quadro, alcuni sindacati "irrealisti" rischiano di diventare nemici dei loro stessi iscritti e dei lavoratori. Dobbiamo concentrarci, imprese e sindacati, in un negoziato nazionale che si concentri sugli aspetti normativi dei contratti.  E che ci veda entrambi decisi a conquistare produttività a livello aziendale, l’unica via che può contribuire insieme alla crescita delle imprese e del potere d’acquisto del lavoro, tenendo intelligentemente conto della profonda differenza strutturale fra settori e fra imprese. A questo fine, è fondamentale poter contare su un quadro duraturo nel tempo di incentivi destinati al salario aziendale”.

Ma la vera sfida è l’innovazione, ha detto Rocca. “La Lombardia, con il suo 16% della popolazione italiana, ha il 28% delle pubblicazioni scientifiche ad alto impatto, registra il 30% dei brevetti italiani e il 27 % delle startup knowledge intensive ad alta crescita. Tuttavia questi risultati eccellenti non sono sufficienti per garantire la competitività tecnologica a livello europeo. La nostra produzione scientifica per abitante è di poco inferiore a quella della Baviera grazie a un consistente avanzamento dal 2007 ad oggi. Ma la nostra produzione tecnologica, misurata in brevetti per abitante, è solo il 25-30% di Baden-Württemberg e Baviera. E questo distacco è ulteriormente aumentato nell’ultimo periodo”.

“Dobbiamo fare come la Catalogna – ha aggiunto Rocca – che si è data un piano centrato sullo sviluppo scientifico e tecnologico di un territorio ricco di creatività, ma in passato meno forte in termini scientifico-tecnologici. La Catalogna ha migliorato enormemente. A parità di abitanti rispetto alla Lombardia, le università catalane ricevono una volta e mezza i fondi delle Università lombarde. Anche noi dobbiamo seguire l’esempio della Catalogna, della Baviera, di Chicago, di tutti coloro che per vincere nella competizione globale si sono dati un loro piano con orizzonti almeno decennali. Per questo – ha detto Rocca – due anni fa ci siamo dati 50 progetti per far volare Milano, molti dei quali hanno già ottenuto rilevanti successi”.

Per il futuro la parola d’ordine è Milano-Città STEAM, ha spiegato Rocca. “I vincitori del futuro saranno quelli dominanti nelle aree STEM (Science, Technology, Engineering, and Mathematics). Ebbene noi – ha proseguito - abbiamo creato un diverso acronimo STEAM (vapore) che vuole sottolineare l’enorme potenziale, in un area come questa, della collaborazione fra la S e la T di scienza e tecnologia, con la A di arte, ovvero creatività, design, moda, artigianato, e la M di manufacturing, convinti che la competitività e la qualità dei nostri prodotti nascano da un mix irriproducibile di tecnologia e bellezza, di manifattura e artigianato. Una coerente evoluzione della città e del territorio lungo questo asse può generare un maggior valore aggiunto fra i 17 e i 24 miliardi di euro, con forti impatti positivi sul lavoro e sulle imprese. È questa, la nostra scommessa per il futuro”.

“Ed è una scommessa – ha aggiunto Rocca parlando del post EXPO - che si costruisce a partire proprio da qui, da EXPO. Dobbiamo fare l’impossibile perché il successo di EXPO si traduca in un successo permanente. Per questo è essenziale che rapidamente l’area di EXPO divenga un grande hub scientifico–tecnologico una piazza universale di saperi e creatività, che si proietti verso il futuro mettendo insieme università, imprese, laboratori, centri di ricerca, e start up. Abbiamo presentato questo progetto oltre un anno e mezzo fa. La disponibilità del Governo a far parte delle partita è di vitale importanza. Occorre ora individuare la struttura di management di qualità in grado di dialogare con imprese e istituzioni per sviluppare rapidamente business plan e master plan”.

“Noi – ha concluso Rocca - siamo pronti a fare la nostra parte aggregando la domanda di imprese e di incubatori di start up in un progetto coerente che possa integrarsi nello sviluppo del dopo EXPO. Milano Città STEAM è il metodo che vogliamo dare alle scelte della Grande Milano, per scaldarne i motori della ripresa e per accrescere la velocità dell’Italia”.

 

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