L’open innovation che funziona

Di open innovation si sente ormai parlare spesso, anche se pochi sembrano essere i casi in cui grandi corporate e piccole start-up siano riuscite efficacemente a lavorare insieme per portare a termine, con successo, il proprio progetto d’innovazione.

Per comprendere le best practice dell’innovazione aperta, uno degli approcci più efficaci è imparare dai casi di successo di altre aziende, quindi oggi ce ne facciamo raccontare uno da GELLIFY.

Partiamo, però, dall’inizio: chi è, e cosa fa, GELLIFY?

GELLIFY è la prima piattaforma di innovazione B2B in grado di connettere nella propria community le start-up digitali B2B e le aziende tradizionali, con l’obiettivo di innovare processi, prodotti e modelli di business.
Se verso le start-up (offerta di innovazione) agisce quindi come un vero e proprio partner industriale (tramite un modello proprietario denominato “GELLIFICAZIONE”) affiancando le start-up nel loro percorso di crescita in modo da ridurre i rischi e minimizzare la necessità di capitale, dal lato delle aziende tradizionali (domanda di innovazione) si configura invece con programmi di innovazione concentrati in centri di competenze “verticali”, supportandole con esperti di dominio tecnologico e attraverso una formazione manageriale.

Avendo una posizione privilegiata nell’ecosistema, ogni giorno GELLIFY entra in contatto con soluzioni e startup dal contenuto tecnologico altamente innovativo, dietro alle quali si nascondono spesso team brillanti. A volte però non sempre questi elementi sono sufficienti per creare sinergia tra chi è appena nato e le grandi aziende, poiché barriere su entrambi i fronti rischiano di impedire proficue collaborazioni.

Il caso che ci racconta GELLIFY è una bella storia di collaborazione, nella quale si è imbattuta facendo scouting sul tema dell’intelligenza artificiale: la partnership tra Energy Way ed il Gruppo HERA. Da un lato una start-up modenese, dall’altro una delle più grandi multi-utility italiane.

Fabio Ferrari, CEO Energy WayMa entriamo nel vivo. Energy Way nasce nel 2013 dalla mente brillante di Fabio Ferrari (CEO), che ha raccontato a GELLIFY le dinamiche e l’oggetto del rapporto con HERA.

1. Di cosa si occupa Energy Way?
«Energy Way studia i modi per ottimizzare i processi esistenti di un’azienda, fotografandoli attraverso i numeri: raccogliamo i dati, li organizziamo in modelli ed estraiamo delle correlazioni, tramite applicazione di un modello brevettato. In questo modo, chi governa il processo vede tutte le correlazioni, anche quelle che normalmente ignorerebbe: le correlazioni deboli».

2. Quali ambiti e progetti riguarda la collaborazione con il Gruppo HERA?
«Energy Way ha un accordo di partnership con il Gruppo HERA che prevede lo sviluppo di molteplici progetti, spaziando dal trading alla gestione di asset produttivi. Il primo progetto realizzato riguarda l’ottimizzazione di un impianto di termovalorizzazione tramite algoritmi di intelligenza artificiale da noi sviluppati».

3. Quali sono i benefici generati da questa partnership?
«Sicuramente HERA ha potuto beneficiare di significativi risparmi corrispondenti ad un aumento di efficienza negli impianti di depurazione e di termovalorizzazione. Oltre a questo, la partnership sta portando un concreto contributo di sensibilizzazione del management HERA riguardo temi di frontiera come l'A.I. (Artificial Intelligence) e l'RPA (Robotic Process Automation). Una contaminazione e condivisione dell’approccio metodologico che risulta fondamentale per introdurre nei processi aziendali gli sviluppi tecnici realizzati da Energy Way».

4. Quali sono state le criticità più grandi che avete incontrato nel rapporto con una grande corporate?
«A dire il vero, a seguito dell’ingaggio ricevuto da parte dell’AD Venier e di tutto il top management di HERA, non ci sono stati particolari difficoltà di sviluppo. Siamo riusciti a diventare “familiari” in poco tempo e a conquistare la fiducia dei tecnici. HERA è infatti una realtà che sa mettere a proprio agio una start-up, avendo un intero dipartimento dedicato all’Open Innovation».

5. Come è stata gestita operativamente la collaborazione tra Energy Way ed HERA?
«Energy Way ha creato un team dedicato ad HERA con un Project Manager che segue da vicino tutti i progetti. Il dialogo con la direzione è costante e serve da indirizzo e guida per la partnership».

Anche Stefano Venier, Amministratore Delegato del Gruppo HERA e promotore della partnership con Energy Way, sostiene l’importanza e la criticità del far comprendere il potenziale di strumenti innovativi come A.I. e R.P.A. a chi dirige gli impianti, i processi e il lavoro. Proprio coloro che sono i maggiori esperti delle procedure, infatti, se coinvolti in un processo di osmosi con partner esterni, diventano i primi promotori del cambiamento e dell’implementazione di nuove idee.

 

Stefano Venier, AD Gruppo HERA e Fabio Ferrari, CEO Energy Way
Stefano Venier, AD Gruppo HERA e Fabio Ferrari, CEO Energy Way
Un team di Energy Way a lavoro
Un team di Energy Way a lavoro


La storia di Energy Way ed HERA evidenzia alcuni ingredienti fondamentali per il successo di una collaborazione: un management illuminato e interessato al progetto, il coinvolgimento delle persone il cui lavoro verrà impattato dall’innovazione e la capacità e la voglia di mettersi in gioco.

Complimenti quindi da GELLIFY a queste due brillanti realtà, con la speranza e l’augurio che anche altri decidano di intraprendere il percorso verso l’open innovation, non sempre lineare come in questo caso ma un acceleratore unico, in ogni contesto d’impresa, per portare l’innovazione oltre i confini attuali.

A cura del team i4.0 di GELLIFY

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