L'economia delle regioni italiane nel 2015

Rapporto della Banca d'Italia.

In sintesi

Il rapporto semestrale della Banca d’Italia “L’economia delle regioni italiane” presenta un aggiornamento del quadro macroeconomico e congiunturale delle diverse ripartizioni territoriali italiane.


Nel 2015 Nord Ovest e Mezzogiorno crescono più della media nazionale (1,0% vs. 0,8%). Il Mezzogiorno in particolare torna a crescere dopo sette anni consecutivi di calo.

Nel 2015 la dinamica del Pil in Italia risulta differenziata: la crescita è più intensa nel Nord-Ovest e nel Mezzogiorno (1,0%), in linea con la media nazionale nel Nord Est (0,8%) e piuttosto modesta al Centro (+0,2%). Da sottolineare inoltre come il Mezzogiorno torni a crescere dopo sette anni consecutivi di calo, grazie alla ripresa dei consumi delle famiglie (sostenuti dall’aumento dell’occupazione), e degli investimenti, sia privati che pubblici.


Le imprese beneficiano della ripresa della domanda interna, anche se le valutazioni sul livello degli ordini nei primi sei mesi del 2016 indicano che la ripresa sta perdendo slancio

Anche per quanto riguarda il valore aggiunto esistono dinamiche differenziate a livello territoriale. Il valore aggiunto dell’industria cresce nel Nord Ovest e nel Nord Est (+1,6% e +2,6%, rispettivamente), mentre resta pressoché invariato nel Centro-Sud. Quello delle costruzioni torna ad aumentare nel Nord Ovest e nel Mezzogiorno (+1,2% e +1,4%, rispettivamente), a fronte di una ulteriore contrazione nelle altre aree. Solo i servizi presentano una dinamica positiva su tutte le aree.

In base ai dati dell’indagine Banca d’Italia sulle imprese con più di 20 addetti, nel 2015 si registra una crescita del fatturato diffusa in tutte le aree e per tutte le classi dimensionali (con l’unica eccezione delle imprese del Centro con più di 500 addetti). Anche gli investimenti tornano a crescere in tutto il territorio italiano, grazie soprattutto alle imprese più grandi dei servizi privati non finanziari.

A trainare la ripresa del 2015 contribuisce in via principale la domanda interna, che ha sostenuto il fatturato anche delle imprese meno orientate all’esportazione, duramente colpite dalla crisi. I saldi dei giudizi sugli ordini relativi ai primi sei mesi del 2016 indicano tuttavia che il recupero ha perso slancio, soprattutto al Centro Nord, frenato dal peggioramento degli ordini dall’estero, che hanno risentito del rallentamento del commercio internazionale.

1 ordini

Dopo un 2015 particolarmente positivo per le esportazioni, nei primi mesi del 2016 il rallentamento della domanda estera inizia a farsi sentire al Nord

Il 2015 risulta particolarmente positivo per le vendite all’estero: dopo due anni di sensibile contrazione, le esportazioni tornano a crescere anche nel Mezzogiorno del +4% rispetto al 2014 (+9,8% se si considera il dato al netto dei prodotti petroliferi raffinati), e accelerano nelle altre aree, in particolare nel Nord Est e al Centro (+4,7 e +4%, rispettivamente; +2,7% il Nord Ovest). A livello settoriale, spiccano nel Nord Ovest e soprattutto nel Mezzogiorno i mezzi di trasporto. Macchinari e beni alimentari forniscono un apporto rilevante in tutte le aree, mentre la chimica-farmaceutica rileva nel Nord Ovest e al Centro. Per tutte le aree, il Nord America rappresenta la destinazione caratterizzata dal maggior dinamismo; positivo anche il contributo dei i paesi UE28 (specie per quanto riguarda le regioni meridionali) mentre risultano in calo le esportazioni dirette verso i Paesi emergenti.

Il rallentamento del commercio internazionale inizia tuttavia a farsi sentire, specialmente al Nord: nel primo trimestre del 2016 le vendite all’estero del Nord Est hanno ristagnato e quelle del Nord Ovest si sono contratte del 2,5% rispetto al primo trimestre del 2015 (+2,3% e +2,2% al Centro e nel Mezzogiorno, rispettivamente).


Prosegue in ogni caso il recupero sul mercato del credito e sul mercato del lavoro

La ripresa dell’attività produttiva si riflette sulla dinamica dei prestiti alle imprese. Il recupero, diffuso in tutte le aree del Paese, è trainato dai finanziamenti al settore manifatturiero, dove a condizioni di offerta divenute più espansive (ma fortemente differenziate a seconda del rischio e della dimensione della clientela) si accompagna una moderata ripresa della domanda. Ancora in contrazione le costruzioni e i servizi. 

2 prestiti

Anche il mercato del lavoro risente del miglioramento del contesto economico. Nel 2015 l’occupazione torna a crescere anche nel Mezzogiorno (+1,6% rispetto al 2014, anche se la differenza rispetto al 2008 è ancora di oltre il 7%). Nel resto d’Italia (che ha recuperato quasi completamente i livelli -crisi), il numero di occupati è cresciuto nel Nord Ovest e al Centro (+0,8%) e rimasto costante nel Nord Est. Al Centro e nel Mezzogiorno l’aumento nel numero di occupati è legato soprattutto ai servizi, al Nord vi contribuisce anche l’industria. Il tasso di disoccupazione si è ridotto in maniera più intensa nel Mezzogiorno (anche se ancora più che doppio rispetto al Centro Nord). La riduzione del divario territoriale, dopo 5 anni consecutivi di aumento, ha interessato in particolar modo le donne e gli individui con al massimo la licenza media.

3 tasso di disoccupazione più piccolo

Il rapporto completo è disponibile al seguente link: report completo.

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