“La prevenzione sia riconosciuta come investimento strategico”: Assolombarda porta al Parlamento Europeo la proposta Comunicato stampa

“La prevenzione sia riconosciuta come investimento strategico”: Assolombarda porta al Parlamento Europeo la proposta

Milano Life Sciences Forum – Brussels Edition. Prevenzione come investimento. Una priorità europea

A Bruxelles la prima edizione europea del Milano Life Sciences Forum. Luppi: “Investire in prevenzione significa investire nella salute, ma anche nella competitività”


Bruxelles, 29 settembre 2026 –
Dalla dimensione nazionale a quella europea: Assolombarda porta al Parlamento europeo la proposta di riconoscere la prevenzione sanitaria - a partire da immunizzazione e screening - come investimento strategico. 

È questa l’istanza al centro del “Milano Life Sciences Forum – Brussels Edition. Prevenzione come investimento. Una priorità europea”, svoltosi oggi presso il Parlamento Europeo di Bruxelles. Si tratta della prima volta che Assolombarda organizza un evento presso il Parlamento Europeo, con l’obiettivo di portare al livello istituzionale europeo una proposta già avviata sul piano nazionale.

Il punto di partenza è il progetto strategico di Assolombarda «Prevenzione come investimento», al centro del confronto al Parlamento europeo e sviluppato nel Position Paper elaborato con la collaborazione del Professor Massimo Bordignon, Direttore del centro di ricerca CIFREL dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Un primo riconoscimento è stato ottenuto lo scorso 22 aprile nel Documento di finanza pubblica, con l’inserimento di una sezione dedicata alla valutazione dell’impatto della prevenzione sulla finanza pubblica. La proposta nasce dalla constatazione di un paradosso: gli interventi di prevenzione producono benefici che si estendono nel tempo, ma la relativa spesa viene ancora contabilizzata e valutata prevalentemente come spesa corrente. Un’impostazione che rischia di non considerare adeguatamente il ritorno dell’investimento in termini di salute, minori costi futuri per il sistema sanitario, maggiore partecipazione al lavoro e produttività.

Il “Milano Life Sciences Forum – Brussels Edition”, tappa della missione di Assolombarda a Bruxelles durante la quale sono stati programmati diversi incontri istituzionali tra 28 e 29 settembre, ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni europee, nazionali e regionali e del mondo industriale. In un confronto con gli europarlamentari italiani delle Commissioni SANT ed ECON, sono intervenuti: Raffaele Cattaneo, Sottosegretario alle Relazioni internazionali ed europee di Regione Lombardia; Nicoletta Luppi, Vicepresidente di Assolombarda con delega a Europa e Life Sciences; Marco Alparone, Vicepresidente e Assessore al Bilancio, Finanza e Semplificazione di Regione Lombardia; Marcello Cattani, Presidente di Farmindustria.

“La prevenzione è innanzitutto un investimento sulla salute delle persone, ma dobbiamo riconoscerne pienamente anche il valore economico e sociale - ha dichiarato Nicoletta Luppi, Vicepresidente di Assolombarda con delega a Europa e Life Sciences -. Infatti, dalle nostre stime, emerge come a fronte di un maggior stanziamento di 250 milioni di euro – come quello previsto nella Legge di Bilancio 2026 per estendere screening oncologici e vaccinazioni - nello scenario di lungo periodo più prudente, il beneficio sia pari a 704 milioni di euro, per un rapporto benefici/costi di 2,81. In Italia immunizzazione e screening valgono appena 1,3 miliardi di euro l’anno, già iscritti a bilancio, una spesa circoscritta che genera ritorni elevati: fino a 19 euro per ogni euro investito nella vaccinazione degli adulti e fino a 44 dollari in quella pediatrica. Si tratta di dati che evidenziano come la prevenzione sia un investimento capace di generare valore per la collettività come riportato anche nel focus del Documento di Finanza pubblica di aprile. Un primo passo, a livello nazionale che, ora, portiamo nell’arena Europea. In un’Europa che invecchia e deve fare i conti con una crescente pressione sui sistemi sanitari e sulla disponibilità di capitale umano, non possiamo continuare a valutare un investimento di lungo periodo con una logica esclusivamente annuale. Vaccinazioni e screening producono salute, ma anche minori costi futuri, maggiore partecipazione al mercato del lavoro e produttività. Per questo chiediamo che la prevenzione entri a pieno titolo tra le priorità strategiche della finanza pubblica europea, al pari di difesa ed energia. Non chiediamo una deroga alle regole, ma regole capaci di riconoscere il ritorno degli investimenti che rafforzano la resilienza dei nostri sistemi economici e sociali. È il nostro “do something” sulla prevenzione: trasformare un principio condiviso in un metodo concreto di programmazione e valutazione della spesa pubblica”.

La tappa europea rappresenta il naturale sviluppo del percorso avviato in Italia. La nuova governance economica dell’Unione Europea ha infatti introdotto una programmazione della finanza pubblica su un orizzonte pluriennale, attraverso i piani strutturali di bilancio di medio termine, nei quali vengono integrati politica fiscale, riforme e investimenti. Allo stesso tempo, il quadro europeo ha già previsto strumenti di flessibilità per fronteggiare priorità strategiche. La proposta di Assolombarda è quindi quella di estendere questa logica anche alla prevenzione, a partire da immunizzazione e screening, riconoscendola come un investimento strategico per la resilienza economica e sociale dell’Unione.

Le richieste che Assolombarda porta a Bruxelles si articolano in particolare su tre direttrici: riconoscere politicamente la prevenzione come investimento strategico per la resilienza economica e sociale dell’Unione; valutarne il riconoscimento nell’ambito della revisione del sistema contabile europeo, considerando la natura di investimento della spesa per prevenzione ad alto ritorno; prevedere nel prossimo Quadro finanziario pluriennale post-2027 strumenti di finanziamento dedicati alla prevenzione.

La filiera delle Scienze della Vita della Lombardia rappresenta un osservatorio particolarmente significativo da cui avanzare questa proposta. La filiera genera quasi il 13% del PIL regionale e coinvolge circa un quinto degli addetti nazionali del settore. Nell’industria farmaceutica la Lombardia concentra il 35% delle unità produttive italiane e il 37% degli addetti, attivando il 27% degli investimenti nazionali in ricerca e sviluppo e il 17% dell’export farmaceutico italiano. Nei dispositivi medici si concentra inoltre circa il 30% delle imprese italiane, il 45% dell’occupazione e il 40% della ricerca e sviluppo. Particolarmente rilevante anche la dimensione della ricerca: il territorio ospita 20 IRCCS, oltre un terzo di quelli attivi in Italia, che producono il 44% dell’impact factor complessivo degli Istituti italiani; in Lombardia si svolge inoltre il 50% delle sperimentazioni cliniche sul farmaco condotte nel Paese. Il sistema formativo conta infine sette università con facoltà mediche e circa il 13% degli studenti universitari italiani. Numeri che mostrano come la prevenzione non sia una questione settoriale, ma un investimento capace di produrre effetti sull’intero sistema socioeconomico: salute, ricerca, occupazione qualificata, produttività, innovazione e sostenibilità della spesa pubblica.

 

 

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