The Global Risks Report 2026 (WEF)
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Geoeconomia per la prima volta al vertice, temi ambientali spostati nel lungo termine e IA nuova preoccupazione
Per il 2026 e per i prossimi due anni, la metà degli esperti mondiali intervistati dal WEF si attende un mondo ‘turbolento’ o ‘tempestoso’, una percentuale in aumento di ben 14 punti rispetto all’anno scorso. Il ‘rischio geoeconomico’ è identificato, per la prima volta, come la minaccia più grave per il 2026 e per il breve-medio periodo, con una rapida ascesa anche di preoccupazioni in ambito. I rischi ambientali sono meno sentiti nel breve periodo, ma mantengono la massima attenzione nel lungo termine dove si affaccia anche la preoccupazione in ambito IA.
Il World Economic Forum (WEF) ha pubblicato la nuova edizione del Global Risks Report con i risultati della Global Risks Perception Survey (GRPS), che indaga le aspettative di 1.300 esperti in tutto il mondo. Il rapporto analizza i rischi globali attraverso tre orizzonti temporali: immediato (2026), breve e medio termine (fino al 2028) e lungo termine (fino al 2036).
La metà degli intervistati prevede un mondo ‘turbolento’ o ‘tempestoso’ nei prossimi due anni, +14 p.p. rispetto all’anno scorso.
Il WEF delinea un quadro generale in ulteriore deterioramento rispetto all’anno scorso, con una molteplicità di rischi nello scenario globale che si influenzano l’un l’altro. La metà degli intervistati prevede un mondo ‘turbolento’ o ‘tempestoso’ nei prossimi due anni, 14 punti percentuali in più rispetto ai risultati dell’anno scorso. Un altro 40% si aspetta che le previsioni biennali siano ‘instabili’. Nell’orizzonte più lungo dei dieci anni, la percentuale di chi prevede uno scenario ‘turbolento’ e ‘tempestoso’ sale al 57%. Il report evidenzia come i rischi globali “stiano crescendo in portata, interconnessione e velocità, segnando l’ingresso in una nuova era di competizione”. “Sta emergendo un panorama multipolare conteso, in cui il confronto sta sostituendo la collaborazione e la fiducia – la valuta della cooperazione – sta perdendo il suo valore.”
Figura 1 – Scenario globale previsto nel breve e nel lungo termine
Fonte: Global Risks Report 2026, WEF
Il ‘rischio geoeconomico’ risulta, per la prima volta, la minaccia più grave per il 2026 e per il breve periodo.
Per la prima volta, la geoeconomia è in cima alla classifica dei rischi del 2026 (lo scorso anno era al terzo posto), indicato dal 18% degli intervistati. “Il sistema multilaterale è sotto pressione. Il calo della fiducia, la riduzione della trasparenza e del rispetto dello stato di diritto, insieme a un protezionismo crescente, stanno minacciando relazioni internazionali consolidate, commercio e investimenti, aumentando la propensione al conflitto”. In seconda posizione della classifica, a breve distanza, si colloca un altro rischio di tipo geopolitico, ovvero il conflitto armato tra Stati (lo scorso anno era primo in classifica), indicato dal 14% dei rispondenti, seguito dal rischio di eventi meteorologici estremi (8%).
Figura 2 - Top 5 dei rischi nel 2026 (vs 2025) ‘geoeconomia’
Fonte: Global Risks Report 2026, WEF
La centralità della geoeconomia nel panorama dei rischi globali non si limita al 2026: i partecipanti la indicano come il rischio principale anche sull’orizzonte di due anni (fino al 2028). Seguono la disinformazione e la polarizzazione della società.
Rispetto alla percezione dello scorso anno, i rischi economici sono quelli che presentano i maggiori incrementi.
Dal confronto con il sentiment rilevato nel 2025 tra gli operatori, i rischi economici mostrano i maggiori incrementi nella classifica del breve-medio periodo, sommandosi alla questione geoeconomica. Il rallentamento economico e l’inflazione salgono entrambi di otto posizioni, rispettivamente all’11° e al 21° posto, con un aumento simile per lo scoppio di bolle speculative, che guadagna sette posizioni arrivando al 18° posto.
Figura 3 – Rischi che registrano i maggiori incrementi nel breve-medio periodo
Fonte: Global Risks Report 2026, WEF
I rischi ambientali scendono di posizione nel breve periodo, ma mantengono i primi posti nel lungo termine. L’IA entra tra le preoccupazioni nell’orizzonte a 10 anni.
A differenza degli anni precedenti, i risultati di quest’anno mostrano una maggiore priorità attribuita ai rischi non ambientali rispetto a quelli ambientali. Nella prospettiva a breve, la maggior parte dei rischi ambientali registra un calo in classifica: in questa rilevazione rispetto alla precedente, gli eventi meteorologici estremi sono passati dal 2° al 4° posto e l’inquinamento dal 6° al 9°.
Tuttavia, nel lungo periodo i rischi ambientali si confermano tra i più gravi. Nella top ten dei rischi fino al 2036, infatti, la metà è rappresentata da minacce di questa natura. In particolare, gli eventi meteorologici estremi sono identificati come il rischio principale nel lungo termine. Nell’orizzonte a 10 anni, poi, è interessante osservare che perdono di rilevo geoeconomia ed economia, ma crescono le preoccupazioni legate alla tecnologia: oltre a disinformazione e insicurezza cyber già presenti nella top10 dei rischi a due anni, entra nella prima parte della classifica anche l’intelligenza artificiale in termini di eventuali esternalità avverse.
Figura 4 – Classifica dei rischi di breve-medio e di lungo periodo
Fonte: Global Risks Report 2026, WEF
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