Booklet Economia - Settori e Lavoro: In Lombardia accelera la manifattura lombarda nel terzo trimestre, cresciuta in export e produzione, e continua l’espansione dei servizi, ma rallenta l’occupazione

La Lombardia nel confronto nazionale ed europeo. Focus specifici per Milano, Lodi, Monza Brianza, Pavia

Tra luglio e settembre l'economia lombarda ha mostrato un buon andamento, anticipatorio di una ripartenza più solida nel 2026. Oltre al proseguimento dell’espansione del fatturato nei servizi, sono arrivati segnali incoraggianti dalla manifattura regionale: sono cresciuti i livelli produttivi (sia su base congiunturale che tendenziale) ed è considerevolmente aumentato il valore delle esportazioni, trainate dalla domanda europea e con variazioni ancora positive sul mercato statunitense. Questi elementi contribuiscono a fornire un quadro dei primi nove mesi del 2025 di complessiva tenuta rispetto al 2024. Permangono, tuttavia, rischi prospettici. Da un lato, rimane incertezza riguardo a una piena ripresa del mercato interno europeo, in particolare delle sue maggiori economie; dall’altro, l’effettivo impatto dei dazi americani si manifesterà verosimilmente nel corso del prossimo anno, lasciando dei punti di domanda sulla prosecuzione delle attuali performance delle vendite estere.

Segnali più cauti arrivano, invece, dal mercato del lavoro, con disoccupazione sul minimo storico, ma occupazione in rallentamento e numero di inattivi in aumento.

Manifattura

Nel corso del trimestre estivo la manifattura lombarda ha mostrato un andamento positivo, che, unitamente agli incrementi nei trimestri precedenti, pare indicare un orientamento del comparto verso una fase di ripartenza. I livelli produttivi regionali sono cresciuti dello 0,7% rispetto al periodo precedente, registrando la quarta espansione congiunturale consecutiva. Tale andamento risulta rafforzato dal +2,2% nel confronto annuo, l’incremento più elevato da inizio 2023, suggerendo la possibilità di un'effettiva ripresa piuttosto che di un episodio isolato.

Segnali di tenuta provengono anche dall’industria nazionale nel complesso, dove prosegue la stabilizzazione dei livelli produttivi (+0,4% sul secondo trimestre) e che vede la prima variazione tendenziale positiva (+1,1%) dopo due anni di cali. Nel confronto con i principali paesi europei, la prosecuzione di un assestamento si riscontra in Francia (+0,7% congiunturale) e Spagna (+0,4%), entrambe caratterizzate da dinamiche di crescita più decise anche nel confronto su base annua (+1,2% e +1,4%). La produzione industriale tedesca, invece, ha continuato a contrarsi (-1,0% sul trimestre precedente e -1,2% annuo), in linea con previsioni economiche ancora contenute per l’anno in corso.

L’aumento dell’attività manifatturiera lombarda tra luglio e settembre ha accomunato tutte le classi dimensionali d’impresa: rispetto al terzo trimestre 2024, le grandi realtà hanno segnato un +3,0%, le medie un +2,3% e le piccole un +1,6%.

Alla crescita complessiva del +2,2% su base annua ha contribuito la maggior parte dei settori, un altro segnale che sembra suggerire un consolidamento non episodico dell’industria. Nel terzo trimestre è aumentata in particolar modo la produzione nei comparti alimentare (+4,7% tendenziale), pelli-calzature (+4,4%) e carta-stampa (+4,2%), seguiti da meccanica (+3,1%) e abbigliamento (+2,6%). Variazioni positive, ma inferiori alla media del totale manifatturiero, hanno interessato siderurgia (+1,9%), mezzi di trasporto (+1,8%), legno-mobilio (+1,4%), prodotti da minerali non metalliferi (+1,1%) e gomma-plastica (+0,6). Si è invece osservata una lieve diminuzione dei livelli produttivi nel settore tessile (-0,3%) e una contrazione più evidente nel chimico-farmaceutico (-2,9%) dopo due anni di incrementi.

L’inclinazione verso l’alto dell’attività manifatturiera lombarda è affiancata da un notevole incremento delle vendite sui mercati internazionali, tra luglio e settembre cresciute in valore del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2024. La dinamica è stata ancor più favorevole nella media nazionale, dove l’export è cresciuto del +6,6% annuo, trainato in particolare da farmaceutica e cantieristica navale. Nel confronto con le regioni benchmark, la Lombardia ha performato meglio di tutti i territori europei di riferimento (Auvergne- Rhône-Alpes +3,2%, Cataluña +1,8%, Baden-Württemberg +1,3%, Bayern -0,4%) e, a livello nazionale, di Veneto (+2,8%) ed Emilia-Romagna (+1,6%), mentre è stata superata dal Piemonte (+6,3%).

Analizzando per settori, emerge un importante contributo di mezzi di trasporto (+24,4% nel terzo trimestre 2025 rispetto al 2024), in particolare aeromobili, e ancora di farmaceutica (+11,4%), seguiti da elettronica (+9,6%) e alimentare (+8,7%). Variazioni più contenute per: moda (+1,9%, per la prima volta in aumento dopo due anni di cali), gomma-plastica (+1,4%), apparecchi elettrici (+1,0%), metalli e relativi prodotti (+0,3%).

Sotto il profilo delle geografie, la crescita delle esportazioni lombarde nel periodo estivo è riconducibile unicamente a un incremento delle vendite verso gli altri Paesi membri (+7,3%), mentre si sono lievemente contratte quelle extra-europee (-0,5%), per il terzo trimestre consecutivo. Nel dettaglio dei principali partner, tutte le destinazioni europee hanno visto un aumento dei flussi di merci dalla Lombardia: +4,2% verso la Germania, la cui dinamica espansiva da inizio 2025 si contrappone a un biennio di contrazioni, +5,3% verso la Francia, +9,6% verso la Spagna, +16,5% verso la Polonia e +26,5% verso i Paesi Bassi. A crescere rispetto allo scorso anno è stato anche l’export diretto negli Stati Uniti (+1,8%) e nel Regno Unito (+7,0%), mentre è proseguita la flessione delle vendite verso Svizzera (-7,1%), Cina (-5,1%) e Turchia (-8,1%). Relativamente alle esportazioni verso gli Stati Uniti, l’incremento conferma almeno in questa fase una tenuta della domanda americana per i prodotti lombardi.

Con i dati ora disponibili è possibile tracciare un primo bilancio parziale dell’anno che volge in chiusura. Considerando i primi nove mesi del 2025 nel loro complesso, la produzione manifatturiera regionale ha superato del +0,8% i livelli del 2024, grazie agli incrementi in primavera ed estate che hanno compensato il calo di inizio anno. Parallelamente, il valore delle esportazioni delle imprese lombarde è cresciuto dell’1,8%, sintesi di aumenti sostenuti registrati nei periodi di gennaio-marzo e luglio-settembre e di una lieve flessione tra aprile e giugno. In entrambi i casi, si tratta di un quadro che mostra un’accelerazione rispetto allo scorso anno, segnalando una possibile ripartenza sull’inizio del 2026.

Servizi

L’avanzamento del comparto dei servizi, che ha trainato l’economia lombarda negli ultimi anni, è proseguito anche nel terzo trimestre 2025, con il fatturato in valore che è cresciuto del +0,8% rispetto al periodo precedente e del +3,0% su base annua. L’espansione tendenziale è stata inferiore alla media nazionale (+3,6%), a sua volta più contenuta di quella del terziario spagnolo (+3,8%) e tedesco (+4,1%), ma superiore alla crescita dei servizi francesi (+2,7%).

L’incremento estivo interessa tutti i comparti del terziario lombardo, sebbene con intensità differenti. Gli aumenti più consistenti hanno riguardato i servizi alle persone (+4,5% su base annua) e quelli alle imprese (+3,4%), seguiti da alberghi e ristoranti (+1,8%) e commercio all’ingrosso (+1,6%), quest’ultimo con la crescita più marcata da inizio 2023.

Osservando congiuntamente i primi nove mesi del 2025, il fatturato del terziario lombardo è cresciuto del 2,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, variazione che sintetizza tre trimestri di dinamiche espansive, seppur in decelerazione rispetto ai corrispettivi del 2024 (il cui cumulato gennaio-settembre era un +2,9%).

Mercato del lavoro

Tra luglio e settembre 2025 la Lombardia ha contato 4,54 milioni di occupati, un valore sostanzialmente invariato da quello di un anno prima, segnando quindi un rallentamento rispetto ai periodi precedenti. È il risultato di un bilanciamento tra lavoratori dipendenti in ampio calo (-135mila, -3,6%), sui livelli del 2022, e autonomi in deciso aumento (+139mila, +16,8%), sul massimo storico. Sebbene con proporzioni minori, questo trend di traino del lavoro autonomo si presenta anche a livello nazionale. Scomponendo per settori, in Lombardia il contributo nettamente positivo dalle costruzioni (+35mila, +13,0%) si contrappone a quello negativo dei servizi (-46mila, -2,1%), mentre l’apporto dell’industria è pressoché nullo.

Al contempo, in estate sono diminuiti i disoccupati (-44mila in un anno, -26,1%), che hanno toccato il minimo storico di 123mila persone. Il calo è stato maggiore tra gli uomini (-33mila, -36,7%) rispetto alle donne (-11mila, -14,0%).

Queste dinamiche apparentemente contraddittorie si conciliano in un ulteriore aumento del numero di inattivi (+63mila, +3,5%), che arrivano a essere 1,9 milioni. L’incremento riguarda le persone che non cercano un impiego e non sono disponibili a lavorare (+109mila, +6,8%), che in Lombardia raggiungono il picco storico, mentre diminuiscono ancora le forze di lavoro potenziali (-46mila, -23,1%).

Guardando agli indicatori di performance, nel terzo trimestre 2025 il tasso di occupazione lombardo 15-64 anni è leggermente sceso al 69,1% (69,3% un anno prima). Parallelamente, il tasso di disoccupazione 15-74 anni è diminuito al 2,7% (dal 3,6% un anno prima), toccando il minimo storico che risulta inferiore a quello di tutte le regioni benchmark italiane (Veneto 3,0%, Emilia-Romagna 3,9%, Piemonte 6,3%) nonché al dato nazionale (5,6%). Infine, il tasso di inattività 15-64 anni è salito di 0,9 punti percentuali, raggiungendo il 29,0%.

Sul fronte della cassa integrazione guadagni, nel terzo trimestre 2025 il numero di ore autorizzate in Lombardia è diminuito del 19,4% annuo: si tratta di un calo superiore a quello di Veneto (-14,9%) ed Emilia-Romagna (-9,3%), ma inferiore alla variazione osservata in Piemonte (-23,9%). Al contrario, lo scenario nazionale è stato interessato da un aumento del 10,3% annuo.

Nonostante il profilo trimestrale in miglioramento per Lombardia e regioni di confronto, nel complesso dei primi nove mesi del 2025 si osserva comunque una crescita delle ore autorizzate di CIG rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (Lombardia +6,8%).

Il dettaglio dei territori

Milano

Nel terzo trimestre 2025, la manifattura milanese ha mostrato una decelerazione ed è risultata meno dinamica della media lombarda. I livelli produttivi sono rimasti sostanzialmente stabili rispetto al periodo precedente (-0,1%) e la variazione su base annua, seppur positiva e pari al +1,3%, è stata inferiore al +2,2% medio regionale. Contestualmente, il valore delle esportazioni milanesi è diminuito del 2,9% in confronto all’estate del 2024, in netto distacco dal +3,4% lombardo. In particolare, ha pesato l’andamento negativo della moda (-6,6%), che rappresenta circa un quinto dell’export provinciale, al quale si sono sommate le contrazioni di metalli e prodotti relativi (-9,8%), apparecchi elettrici (-3,3%), legno-carta (-7,9%) e meccanica (-0,7%). Sono, invece, aumentate le vendite all’estero di farmaceutica (+14,1%), automotive (+35,5%), gomma-plastica (+2,9%), elettronica (+2,0%) e chimica (+0,6%).

Nel complesso dei primi nove mesi del 2025, i livelli di produzione manifatturiera sono saliti dell’1,8% su base annua, mentre il valore delle esportazioni è diminuito del 2,9%.

Sul fronte del mercato del lavoro, nel terzo trimestre 2025 è diminuito notevolmente il numero di ore di cassa integrazione autorizzate a Milano (-19,7% su base tendenziale) e nel complesso del periodo gennaio-settembre la variazione provinciale è diventata così nulla, a fronte di un dato lombardo più alto del 6,8% rispetto all’anno precedente.

Monza e Brianza

Nel terzo trimestre 2025, la manifattura monzese ha mostrato ancora segnali di debolezza lato produzione, mentre sui mercati esteri c’è stata una tenuta complessiva, pur con dinamiche differenziate tra settori.

Da un lato, i livelli di produzione sono diminuiti ulteriormente, con un -1,5% che rappresenta il quinto calo congiunturale consecutivo. La debolezza dell’attività provinciale è confermata dalla contrazione del 5,7% rispetto al periodo luglio-settembre del 2024, in netto distacco dal +2,2% medio regionale.

Dall’altro, le esportazioni delle imprese di Monza e Brianza sono cresciute del 15,0% rispetto al terzo trimestre dell’anno precedente: la variazione decisamente positiva è, tuttavia, attribuibile in larga parte a un anomalo exploit della farmaceutica (+82,2%), al netto della quale l’incremento si attesta al +3,6%, circa in linea con il +3,4% regionale. Tra gli altri settori che hanno fornito contributi positivi in estate ci sono metalli e i prodotti relativi (+13,0%), elettronica (+12,2%), chimica (+4,9%), mezzi di trasporto (+16,8%), legno-carta (+10,0%) e gli apparecchi elettrici (+1,6%). È, invece, diminuito il valore delle esportazioni di meccanica (-8,9%), moda (-12,2%), alimentare (-10,5%), gomma-plastica (-3,1%) e design-arredo (-2,6%).

Considerando il complesso dei primi nove mesi dell’anno, il quadro economico del territorio è comunque di debolezza diffusa: -3,9% la produzione manifatturiera, +7,2% le esportazioni che, però, diventano negative e pari a -1,5% se non si considera l’exploit della farmaceutica, con cali a doppia cifra per elettronica e meccanica.

Sul fronte del mercato del lavoro, nel terzo trimestre 2025 è sceso il numero di ore di cassa integrazione autorizzate a Monza e Brianza (-6,5% su base tendenziale), meno che nel totale regionale (-19,4%). Il calo provinciale non compensa gli aumenti dei trimestri precedenti, così che cumulando gennaio-settembre la variazione rimane positiva al +18,8%.

Lodi

Nel terzo trimestre 2025 la manifattura lodigiana ha proseguito lungo una traiettoria ascendente. I livelli produttivi sono cresciuti dell’1,6% rispetto al trimestre precedente e dell’8,6% sullo stesso periodo del 2024, incremento notevole e ben superiore al +2,2% lombardo. Parallelamente, il valore delle esportazioni è cresciuto del 3,2% su base annua, tornando su dinamiche positive dopo la stazionarietà di inizio anno e il forte calo della primavera. L’incremento è stato trainato, in termini di contributo, da elettronica (+4,0%) e chimica (+14,0%), seguiti da gomma-plastica (+18,7%), apparecchi elettrici (+8,4%) e alimentare (+2,4%). Al contrario, sono diminuite le vendite verso l’estero di moda (-52,7%), farmaceutica (-16,2%), meccanica (-11,6%) e mezzi di trasporto (-1,7%).

Considerando il cumulato tra gennaio e settembre, l’attività della manifattura lodigiana è cresciuta del 6,4% su base annua, in accelerazione rispetto alla performance tendenziale registrata nel 2024, mentre le esportazioni sono calate dell’1,9%, penalizzate dal forte calo sperimentato in primavera.

Lato cassa integrazione, le ore autorizzate a Lodi nel terzo trimestre sono diminuite del 9,0% su base annua, meno che nel totale regionale (-19,4%). Il calo non compensa, tuttavia, gli incrementi dei trimestri precedenti, così che nel complesso dei primi nove mesi del 2025 il monteore nella provincia è il doppio del 2024.

Pavia

Nel terzo trimestre 2025, la manifattura pavese ha registrato andamenti contrastanti. Da un lato, i livelli di produzione sono aumentati del 6,1% rispetto al trimestre precedente e del 7,5% tendenziale, ben sopra al +2,2% regionale e in controtendenza dopo due anni di cali o, tutt’al più, stazionarietà. Dall’altro, le esportazioni delle imprese provinciali sono diminuite del 7,7% rispetto al terzo trimestre 2024, in distacco dal +3,4% lombardo e interrompendo il trend di variazioni positive che si protraeva da fine 2023. La contrazione è dovuta principalmente a un severo calo dell’export farmaceutico (-22,7%), al quale si aggiungono le flessioni di meccanica (-4,6%), metalli (-7,8%), gomma-plastica (-1,8%), elettronica (-10,9%) e mezzi di trasporto (-0,5%). Contestualmente, sono aumentate le vendite all’estero di chimica (+10,7%), alimentare (+3,5%), apparecchi elettrici (+4,6%) e legno-carta (+1,0%).

Nel periodo cumulato tra gennaio e settembre, la produzione manifatturiera è rimasta sostanzialmente stabile, con la decisa crescita del terzo trimestre che ha controbilanciato le due contrazioni precedenti, e l’export ha registrato una lieve flessione dello 0,4%, che sintetizza un primo semestre positivo e il successivo calo del trimestre estivo.

Infine, tra luglio e settembre il numero di ore di cassa integrazione autorizzate è diminuito del 61,8%, calo che, sommatosi a quello registrato in primavera, porta a una complessiva riduzione del 22,4% nei primi nove mesi del 2025.

Non sei associato e ti servono informazioni?

Contattaci